Utente 453XXX
Salve.
Circa 2 settimane fa mi sono recato alla clinica merli di Rimini per una visita odontoiatrica visto che ero in zona.
Mi è stata diagnosticata e curata una carie, pulizia professionale anche con anestesia sottogengivale e sondaggio parodontale.
Mi è stata trovata un solco gengivale di 4 mm
Mi è stato spiegato che fino a 4 mm si ritiene normale un solco gengivale e da 5 diventa patologico.

Ecco ho letto un po' in rete riguardo questo sondaggio parodontale , ho letto alcuni siti dove parlano di normalità fino a 2 mm, in altri leggo fino a 3 e che da 4 inizia ad essere patologico.
In questa clinica un medico in carne ed ossa mi ha parlato di normalità fino a 4mm.

Allora mi viene da pensare questo solco ha una profondità opinabile cioè per ogni odontoiatra c'è un diverso concetto di normalità o cosa? Tanti pareri discordanti, vorrei sentire anche la vostra opinione riguardo questi solchi.

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Salve,
Il solco gengivale è normalmente profondo dai 2 ai 3 millimetri,
quindi dai 4 in su siamo in presenza di patologia parodontale,
specie se associata a sanguinamento.

Le invio un link divulgativo,lo legga:


http://www.denti360.com/parodontologia/visita-parodontale.html

(riferimenti bibliografici :
"La patologia e la clinica della malattia parodontale"
Di Giancarlo Valletta,Sergio Matarasso,Eduardo Bucci – Piccin editrice 2005)


Sarebbe stata miglior cosa non citare la struttura a cui si è rivolto.

Se ha domande chieda pure,
Buona Giornata
Dr. Luigi De Socio
Specialista in Odontoiatria
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[#2] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Gentile utente, la medicina non è matematica, è corretto dare informazioni al paziente, ma si deve spiegare che esistono anche le psudotasche, per cui non mi meraviglia che un medico in carne e ossa non ritenga patologica una tasca ddi 4 mm. Ci sono casi è posizioni dove in determinate situazioni anche che una tasca di 3 mm è un indice di malattia parodontale. Anche in questo caso la versione del Dottor Google è confusionaria e soprattutto non da a alcuna certezza, che è disponibile solo presso un odontoiatria che si assume le responsabilità. Forse, non citare il nome dello studio dentistico sarebbe stato più corretto.
Dr. Diego Ruffoni
http://www.dott-diego-ruffoni.it/


[#3] dopo  
Utente 453XXX

Salve, leggo solo ora,
Intanto grazie, risposte chiare,
Vorrei mi spiegaste un altra cosa:
Come evolve la parodontite? Il sanguinamenti il primo sintomo e ok, poi?
Per arrivare al movimento dei denti la tasca quanto deve essere profonda?
La parodontite in quanti anni si evolve?
Cioè da quello che ho capito io, i denti cadono quando il supporto osseo viene completamente a mancare, questa distruzione ossea di quando progredisce mensilmente/annualmente?
Mia mamma da bambina ha la poliomielite e a susseguirsi diversi problemi di salute soprattutto respiratori, adesso ha 62 anni e la parodontite gli ha fatto cadere tutti i denti, ne sono rimasti giusto 5 o 6: la malattia ad un certo punto si ferma( questo denti sono stabili da qualche anno) o anche questi denti li perderà ?
mja mamma praticamente andava dal dentista solo per fare le estrazioni quando aveva dolori insopportabili , non si è mai curata.

Grazie

[#4] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Con il termine Malattia Parodontale, Parodontopatia, Parodontite, volgarmente denominata Piorrea, s’intende un’infezione batterica, molto frequente negli adulti, che colpisce i tessuti di supporto del dente: osso, legamento parodontale e cemento radicolare. Nel linguaggio medico il suffisso-ite, se aggiunto ad un termine anatomico, forma per convenzione un sostantivo che indica l’infiammazione del tessuto o dell’organo a cui quel termine si riferisce. In questo caso, quindi, indica un’infezione del parodonto. Il Parodonto (peri, intorno, odontos, dente) è quell’insieme di tessuti che circondano il dente conferendogli sostegno e stabilità. Che sono appunto Gengiva – Osso – Legamento Parodontale – Cemento Radicolare
Tale infezione, quando non viene trattata, causa un progressivo riassorbimento osseo, con distruzione del relativo attacco di collegamento e, nel suo stadio più avanzato, può portare alla perdita dei denti.

Il dente è formato dalla corona – parte visibile – e dalla radice – non visibile in condizioni di salute – inserita all’interno di una cavità ossea detta alveolo, ed è collegato al supporto osseo tramite delle fibre, che vanno a costituire il Legamento Parodontale. Nel punto di passaggio tra corona e radice le fibre si attaccano direttamente alla gengiva, costituendo così un sigillo, detto Sigillo Parodontale, che impedisce ai batteri di penetrare negli spazi sottostanti.

Nel realizzare questo collegamento col dente la gengiva forma una piccola plica, il solco gengivale, che in condizioni di salute è profondo non più di due -tre mm. Il solco gengivale è il punto di adesione preferenziale per i batteri della bocca che, se non rimossi con una costante attività di igiene orale domiciliare, si accumulano in un aggregato denominato biofilm o placca batterica. Il paziente può apprezzare clinicamente che le sue gengive si trovano in uno stato di salute in quanto appaiono di colore rosa corallo e presentano un andamento festonato ovvero seguono il contorno di ogni dente disegnando un profilo a “U” e non sanguinano.

Nello stato di salute le fibre che connettono il dente alla gengiva e all’osso costituiscono una sorta di cintura: è un sistema chiuso. La zona critica è rappresentata dal solco gengivale in quanto rappresentando fisicamente un solco costituisce un sito dove si possono accumulare batteri. Come si può, quindi, mantenere a questo livello uno stato di salute?

Buona igiene orale domiciliare
Buona igiene orale professionale
Sistema Immunitario dell’organismo
Se uno di questi tre punti viene meno, allora si instaura un processo infiammatorio.

La placca si concentra nelle zone più difficilmente raggiungibili con i semplici strumenti di igiene domiciliare (spazzolino, filo interdentale, scovolini, etc…), si indurisce, diventando tartaro, e rende necessario un secondo livello di igiene orale, definito professionale, che si effettua sulla poltrona dell’odontoiatra. I batteri non rimossi dalle manovre di igiene sopra descritte attivano processi infiammatori che coinvolgono inizialmente solo la Gengiva (Gengivite), patologia reversibile, ma che cronicizzandosi distruggono l’attacco di collegamento tra dente e gengiva, provocano riassorbimento osseo e danno inizio alla parodontite.
L'evoluzione è legata a diversi fattori,in primis una non buona igiene orale,abitudini voluttuarie,
(tabagismo),disordini immunitari,malattie sistemiche(diabete),per cui non è possibile dire come è quando verrà perso il supporto parodontale.
Il consiglio è quello di un monitoraggio semestrale con igiene professionale e rivalutazione periodica.

Buona Giornata





(riferimenti bibliografici :
"La patologia e la clinica della malattia parodontale"
Di Giancarlo Valletta,Sergio Matarasso,Eduardo Bucci – Piccin editrice 2005)



Legga anche questo link se le può essere utile

https://www.medicitalia.it/blog/odontoiatria-e-odontostomatologia/5333-parodontite.html
Dr. Luigi De Socio
Specialista in Odontoiatria
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