Utente
Gentili dottori,
ho 27 anni e dopo aver scioccamente trascurato per qualche anno la salute della mia bocca, mi sono decisa a recarmi dal dentista per una visita di controllo.
Mi sono state diagnosticate inizialmente 5 carie superficiali nel settore posteriore: dall'ortopanoramica non risultava altro se non alcune zone grigiastre che inizialmente non hanno destato preoccupazione... quando il mio odontoiatra ha iniziato ad operare su ognuna di queste carie, abbiamo avuto la spiacevole sorpresa di scoprirle molto più profonde di quanto non sembrassero, sebbene non avessi manifestato alcun tipo di dolore o fastidio.
La carie più insidiosa, in particolare, era arrivata molto in profondità, fino a lasciare il cornetto di un nervo scoperto. la prima reazione del mio medico è stata la manifesta intenzione di devitalizzare l'elemento interessato; poi ci ha ripensato e mi ha suggerito di tentare con un sottofondo di idrossido di calcio, sperando che stimoli la dentina secondaria e possa salvare il dente. Lavorando nel campo so quanto è importante che un dente sia vitale, ma non ho una competenza tale da capire quanto sia probabile che questa scelta funzioni. la mia domanda riguarda proprio questo: c'è possibilità che alla mia età il mio organismo reagisca nel modo sperato ? Sono particolarmente spaventata da un intervento endodontico perchè non conosco bene lo specialista, dato che mi sono affidata a lui da poco.
Grazie per la cortese attenzione e per i consigli che vorrete darmi!

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Dr. Gianpiero Deluzio

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Nei pazienti più giovani le capacità di reazione e di produzione di dentina secondaria sono maggiori, e quindi anche le probabilità di successo della terapia di "incappucciamento". Così come ci sono maggiori probabilità di successo se l'esposizione della polpa non è diretta, cioè se il cornetto si intravede appena ma un minimo ponte di dentina ha evitato il sanguinamento. In tal caso vale la pena di tentare, ricordando di dover però sempre testare nel tempo la vitalità del dente. Credo però che la giusta valutazione spetti al suo odontoiatra, che è l'unico che conosce esattamente la sua situazione clinica e che le ricorderà comunque che le percentuali di successo di questa terapia non sono del 100%. Come sempre in medicina. In caso di risultato negativo dovra' procedere alla devitalizzazione in un secondo momento.
Dr. Gianpiero Deluzio
Odontoiatra

[#2] dopo  
Utente
Grazie per la tempestiva risposta!