Utente 299XXX
gentili dottori, alla mia più cara amica di 44 anni è stato diagnosticato un CA duttale infiltrante con sede nel quadrante centrale della mammella dx. La stadiazione indica T:4 N:3 Lns:X M:X G:3 ER:pos PR:Pos Ki67>20% HER2 assente, p53 <=10%. C'è un interessamneto extracpsulare dei linfonodi risultati positivi 7/14. Il diametro della neoplasia era 2,2 cm. E.I.=Carcinoma duttale infltrante scarsamente differenziato, esteso fino al derma cutaneo. Linonodi ascellari= metastasi anche a diffusione extracapsulare a 7 elementi su 14 d cui aleno 1 al 3°livello (N3). ER= positività nel 90% delle cellule esaminate con intensità della reazione non precisaa. PR= positività nel >95% delle cellule esaminate con intensità della reazione media (++) Ki67=16,2. Le è stata praticata una mastectomia radicale e come terapia pratica delle iniezioni di Enantone, ha praticato un ciclo di chemio a base di epirubicina 75 mg/mq + Docetaxel 75mg/mq. Ora terminato il ciclo di chemio inizierà a prendere dell'Armidex e entro aprile inizierà un trattamento di radioterapia della regione mammaria (t4) e della stazione sovraclaveare (N3). Dopo tutto questo bel racconto avrei alcune domande da rivolgervi. In un caso come questo, che da quanto posso capire è aggressivo, si può pensare ad una guarigione (spero ma ne dubito) e soprattutto ritenete che quelloche sta facendo sia il modo migliore per affrontare questa tipo di k. grazie.

[#1]  
Prof. Marcello Lucchese

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Gent. utente,
credo che la sua amica abbia fatto e stia facendo tutto quello che è fattibile allo stato attuale, ma non vorrei purtroppo che lei si facesse troppe illusioni circa il successo a lungo termine delle terapie visto il quadro istologico molto avanzato.
Cordiali saluti

[#2]  
Prof. Filippo Alongi

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Cara Utente,
per ciò che concerne la radioterapia le dò la sicurezza che è stato intrapreso il corretto intervento terapeutico. Anche sul trattamento sistemico ritengo che la scelta dei farmaci sia corretta, anche se aggiungeranno dettagli preziosi i colleghi chemioterapisti che interverranno a questo forum. E' chiaro che il quadro di alto rischio del tumore elencatoci in termini di caratteristiche isto-patologiche(infiltrazione del derma, numero di linfonodi coinvolti, grado di differenziazione)indicano un carattere di aggressività della malattia, che si è già espressa a livello locoregionale e che predispone ad una tendenza alla diffusione sistemica. Ma è anche chiaro che dopo l'intervento la signora è da ritenersi "guarita" fino a prova contraria, cioè fino a quando un esame ci dimostra una recidiva o una metastasi.
Quindi continuare i trattamenti programmati a scopo precauzionale, ma con ottimismo.
Dr.Filippo Alongi
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#3]  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
concordo con il dr.Alongi che una prognosi severa non autorizza a cancellare TUTTE le speranze .Se fosse così, un programma terapeutico così impegnativo costituirebbe solo un atto di crudeltà gratuito.
Cordiali saluti
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#4]  
25413

Cancellato nel 2013
Gentile Utente,
per la sua amica è stato fatto e si sta facendo quanto è possibile. Il trattamento è corretto da tutti i punti di vista.
Ciò però non toglie che la prognosi di questa malattia a questo stadio non sia buona.
Immagino che abbia fatto altri esami per una stadiazione completa della malattia, come una ecografia epatica e una scintigrafia ossea. Resta infatti il dubbio sull'M, che condiziona la prognosi.
Auguri
Giovanni D. Tebala
gtebala@medicitalia.it

[#5] dopo  
Utente 299XXX

Ringrazio tutti per la tempestiva risposta.
Cosa intende il dott. Lucchese circa il successo a lungo termine delle terapie? E a che prognosi pensano i dottori Catania e Tebala?
Al momento la scintigrafia ossea e le ecografie sono risultate negative.
Ero consapevole che la situazione non è rosea sia per il fatto che il tumore è scarsamente differenziato che per il grado N3 (sono già un'esperta nel settore a causa di mio pare che ha avuto un tumore alla prostata che si è evoluto in maniera velocissima con metastasi ossee e ai tempi mi ero fatta una cultura approfondita sull'argomento) e che con tutti quei linfonodi positivi per di più a livello G3 qualcosa sia già andato in circolo. Quello che mi auguro è che nel frattempo si riescano ad ottenere nuovi risultati nella ricerca (si pensa a qualcosa sulle staminali in questo settore?), sempre ce ne resti il tempo. A questo punto quale pensate sia il "minore dei mali". Sono d'accordo che finché non si presenteranno nuovi sintomi la mia amica è "guarita", ma dovendomeli aspettare quale è meglio si verifichi, forse quello di metastasi ossee? In questo caso ci sarebbero più possibilità di interventi radioterapici con un miglioramento della qualità della vita, rispetto a delle chemioterapie che in definitiva ho visto non sono risolutive e molto disabilitanti. Vi sottopongo queste domande perché parlo molto con questa persona che si fida di me. Io non voglio dirle il falso ma non voglio levarle le speranze, anche perché già durante l'ultima seduta di chemio (la accompagno io) mi ha chiesto se secondo me vale la pena affrontare tutto quello che sta affrontando e che dovrà affrontare. Il suo oncologo le ha detto che le assicura ancora 5 anni di vita poi si vedrà, ma io ho dei dubbi. Per il momento vi ringazio e vi saluto.

[#6]  
Dr. Salvo Catania

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Concordo con il pensiero del dr. Alongi, ma l'idea di quel che penso VERAMENTE può farsela visitando il mio sito( www.senosalvo.com )
in particolare la sezione LA MENTE E IL CANCRO che anche è il titolo di un libro dell'amico oncologo Mariano Bizzarri.
Se lo desidera può inviarmi una mail dopo aver letto l'articolo.
Conosco personalmente pazienti tuttora viventi con parametri peggiori di quelli della Sua amica . I fattori prognostici servono a noi per programmare una terapia adeguata, ma non sempre sono predittivi di quanto realmente accadrà, nel senso che ci sono molti altri fattori sconosciuti alla scienza in grado di mandare a monte le nostre previsioni. Accade infatti, per fortuna di rado ,anche l'evento opposto : assistere
con nostra grande sorpresa e rammarico alla perdita di pazienti curate in una fase precoce della malattia con parametri prognostici tra i più favorevoli.
Nell'articolo citato si dà molto valore non solo alle terapie tradizionali ,ma anche ALLA FEDE NELLE TERAPIE ,e ciò è cruciale NEL PROCESSO DI GUARIGIONE.
Quindi i fattori prognostici hanno molto valore, ma questo non deve essere considerato assoluto e PERTANTO non concordo con i colleghi che cominciano a mettere le mani avanti con "non c'è da farsi illusioni...ecc ecc.
Poichè Lei abita a Milano nel mio sito troverà anche le indicazioni per mettersi in contatto con l'associazione ATTIVECOMEPRIMA e a nome mio con il Presidente e fondatrice dell'associazione ADA BURRONE.
Ada Burrone è stata operata nel 1972 in una epoca in cui il cancro era qualcosa di cui ci si doveva vergognare. Il chirurgo che l'aveva operata aveva detto chiaramente che con quei parametri "non c'era da farsi eccessive illusioni ". I fatti sono che: ADA BURRONE è tuttora Presidente dell'associazione e l'illustre chirurgo è morto da oltre un ventennio. Come la mettiamo in questo caso con i parametri ? Quelli di Ada erano peggiori di quelli della Sua amica .
Inivito ufficialmente la Sua amica ad incontrare Ada a Milano e ,vedrà, si renderà conto da sola che oltre alle nostre terapie ,
ASSOLUTAMENTE NECESSARIE, ...esiste...altro !!!!!
Cordiali saluti
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
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[#7]  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente
qui di seguito alcuni dettagli per contattare la
associazione


ATTIVECOMEPRIMA
Via Livigno 3
20158 Milano

tel 02 6889647
www.attivecomeprima.org
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#8] dopo  
Utente 299XXX

dott.catania, la ringrazio e mi attiverò subito per mettere in contatto la mia amica con l'associazione. tra l'altro avevo già accennato alla mia amica dell'esistenza di questo tipo di supporti che ritengo positivi e utili. speriamo in bene.

[#9] dopo  
Utente 299XXX

Gentili dottori,
benché sia convinta dell'idea del dott. Catania che esiste altro "al di là delle terapie" (ho sperato fino all'ultimo anche per mio padre anche se ero consapevolissima che non c'era nulla da fare) e che sia certa che l'aspetto psicologico in un tumore ormonodipendente sia fondamentale, rimangono insolute alcune mie domande "brutali" alle quali vi chiedo di rispondere anche nel modo più diretto possibile. Poi si è sempre in tempo a crearsi un mondo di illusioni e fantasie positive, siamo come esseri umani istintivamente portati a farlo.
Qualsiasi risposta mi venga data, ritengo comunque valide sia l'idea di un supporto psicologico, sia la condivisione che potrebbe avere la mia amica da un'associazione come attivecomeprima (associazione di cui per altro avevo già sentito parlare in modo positivo anche prima del caso della mia amica).
grazie ancora.

[#10]  
Prof. Filippo Alongi

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Carissima utente,
penso che sia ripetitivo aggiungere qualcosa a quello che è stato esposto Dal Dr. Catania sul concetto di prognosi come valore orientativo ma non di certezza e sull'influenza della componente emotiva sull'andamento della malattia e sul modo di reagire ai trattamenti. Sulle illusioni false e sulle fantasie postitive che lei cita sarei più cauto. Siamo medici, e non si offenda, lavoriamo ogni giorno con questi problemi. Spesso il maggion nemico è la sfiducia verso i trattamenti piuttosto che la malattia in sè. Trasmetta alla sua amica fiducia verso i medici e i loro mezzi. Non si tratta nè di false illusioni nè di fantasie positive.
Cordialità
Dr.Filippo Alongi
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),