Utente 223XXX
Salve,
premetto che siamo fiduciosi relativamente all'approccio terapeutico che stiamo seguendo (abbiamo chiesto un consulto che ha confermato la cura), vorrei però sottoporre a Voi la situazione chiedendo, se possibile, un parere...o forse una consolazione
Trattasi di mia madre, ora 63enne, con questa storia clinica:

Aprile 2003
Quadrantectomia sin per ca duttale infiltrante G3pT1cN2M0,ER 95 %, PgR 30%, Ki67>10%, HER-2/NEU 1+
Chemioterapia + Radioterapia
Terapia endocrina con Tamoxifene

Marzo 2007
Recidiva linfonodale sovraclaveare sin ER 10%, PgR 2-3 %, Ki 67 < 5%
Letrozolo + RadioTerapia

Maggio 2009
Progressione linfonodale sin in sede latorocervicale basso (IV livello), sovraclaveare e ascellare di sinistra.
Stop Femara, inizio Aromasin

Gennaio 2010
Esito PET prescritta dall’oncologo

"L'indagine confrontata con la PET del 7/05/09 documenta incremento di estensione dell'interessamento linfoadenopatico in sede laterocervicale inferiore, sovraclaveare ed ascellare a sinistra. Concomita comparsa di captazioni linfonodali in sede ascellare destra, mammaria interna destra, perilare epatica, precavale nel piano passante per i vasi renali di destra, intercavaortica. Sono inoltre presenti captazioni in sede polmonare paramediastinica destra e plurime focalità in entrambi i lobi epatici. Si segnale infine minuta captazione in corrispondenza della mammella sinistra, localizzata in sede di pregresso intervento chirurgico a ridosso del muscolo grande pettorale. Non si documentano altre anomalie di distribuzione del tracciante nelle restanti regioni corporee indagate. CONCLUSIONI: Quadro PET in evoluzione rispetto a precedente analogo esame del 7/05/09"

Febbraio
l’oncologo ha prescritto la seguente cura, con controlli periodici per la verifica dei risultati ed eventuali modifiche.
16 cicli - uno per settimana
Terapia Epi W

Siamo consci che la guarigione non sia una possibilità, (per 4 anni, sino alla prima recidiva, avevamo cullato l'ipotesi, poi smentita dagli eventi..) quello che vorrei sapere è se quantomeno esiste la possibilità di cronicizzarecontrollare la malattia dando degli anni di buona qualità a mia madre, in questi 7 anni tutto sommato ha goduto di relativa buona salute... Vi ringrazio e mi complimento con voi, Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

fortunatamente le neoplasie mammarie hanno a disposizione un vasto armamentario terapeutico e possono essere tenute sotto controllo anche per lunghi periodi di tempo. Questa mi sembra premessa "rassicurante", per quanto comunque possa esserlo una malattia tumorale metastatica. Io personalmente avrei indugiato meno sull'ormonoterapia (soprattutto sulla base della scarsissima espressione recettoriale documentata dall'esito istologico sulla recidiva linfonodale del 2007) ed avrei proposto più precocemente una chemioterapia sistemica. Peraltro l'epirubicina settimanale ora prescritta è trattamento poco energico. Meglio vedrei una combinazione di antraciclina liposomiale (Myocet, che si concentra peraltro meglio nel fegato) ed un taxano (paclitaxel o docetaxel, farmaci molto attivi nelle neoplasie mammarie). Alternativa ugualmente valida sarebbe a mio avviso capecitabina (Xeloda) e vinorelbina. Condizioni generali della paziente ovviamente permettendo. Inoltre il tutto potrebbe essere coadiuvato da applicazioni locoregionali di ipertermia capacitiva (vedi sito www.ipertermiaroma.it).

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 223XXX

La ringrazio molto, vorrei esprimere una considerazione, forse valida per tante persone che affrontano tutto questo:

Non ho davvero dubbi sull'autorevolezza del suo consulto, quello che penso è che sia veramente difficile scegliere cosa fare ed a chi affidarsi.

Nel caso della prima recidiva (nel 2007) oltre al parere dell'oncologo curante ne avevamo chiesto un secondo, che lo confermava ed anzi riteneva la RadioTerapia anche evitabile.

Per la terapia attuale (per la quale oggi è stato fatta la seconda delle 16) abbiamo chiesto un secondo consulto, anch'esso confermava la terapia.

Entrambi i consulti presso rinomati istituti..

Io capisco che ci siano diverse scuole di pensiero, tutte valide per quanto ne possa capire, è però veramente frustante non sapere come muoversi e, sopratutto, pensare di sbagliare nel farlo..Non ho dubbi che sia difficile, e molto, anche per voi..

A questo punto farei terminare la terapia a mia madre e poi chiederei un ulteriore consulto, sempre che abbia un senso e che sia il caso, temo infatti di compromettere il già tormentato stato d'animo di mia madre. Non c'è veramente nessuna polemica nelle mie intenzioni, solo sconforto.. La ringrazio davvero molto per la sua disponibilità

[#3] dopo  
Utente 223XXX

Ho riletto la mia risposta, spero di non essere sembrato scortese, ho chiesto un consulto e me lo avete dato in scienza e coscienza, probabilmente le mie ulteriori considerazioni erano fuori luogo e forse mi ha un po' spiazzato la risposta..

Capisco sia un ambito terapeutico davvero difficile..

La ringrazio nuovamente,

[#4] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

assolutamente non credo sia scortese quanto postato. Credo sia nel diritto di ognuno esprimere delle opinioni. Peraltro è in effetti difficilissimo (direi quasi impossibile) per il paziente, profano della materia, decidere cosa fare ed a chi affidarsi. Peraltro appunto spesso vi è anche discordanza tra Colleghi sul percorso più idoneo da seguire. Io ritengo l'oncologia una disciplina "sartoriale". La terapia può essere standardizzata sino ad un certo punto ma poi deve essere necessariamente personalizzata.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
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