Utente 375XXX
Vorrei sottoporLe il caso della mia ragazza..Ha 30 anni ed in famiglia vi è stato un caso di adenocarcinoma mammario (monolaterale) diagnosticato nella madre all’ età di 53 anni (deceduta poi all’ età di 59).La nonna materna (la madre della madre) è deceduta invece per un tumore originatosi dall’ utero diagnosticatole all’ età di 65 anni. Tornando alla mia ragazza, le ecografie periodiche effettuate sempre all’ istituto ‘Pascale’ di Napoli hanno palesato fino a quella del GENNAIO 2005 semplicemente una ‘struttura della mammella fibroadenosica’.Nell’ ecografia del NOVEMBRE 2005 (dopo 10 mesi) si evidenziava ‘un nodulo solido ipoecogeno dalla struttura e margini regolari pertanto compatibile con fibroadenoma dalle dimensioni di 7 mm, senza segnali di vascolarizzazione’.Dopo 3 mesi (MARZO 2006) abbiamo effettuato una nuova ecografia dalla quale è risultato che il fibroadenoma si era accresciuto di 1 mm. (divenendo pertanto di 8 mm.) e che accanto a questo ve ne era un altro di 5 mm.Il medico ci specificò tuttavia due cose:la prima che sia il vecchio sia il nuovo nodulo presentavano caratteri ecografici di benignità (margini e struttura regolari, non vascolarizzati) ed inoltre che questi erano solo quelli più grandi perché sia alla mammella destra che a quella sinistra si evidenziavano numerosi noduli dalle piccolissim dimensioni..Le caratteristiche di questi 2 noduli ‘principali’ (struttura, contorni e dimensioni) sono stati confermati poi sia dall’ ecografia effettuata ad OTTOBRE 2006 sia da quella effettuata oggi (6 GIUGNO 2007).Tuttavia dalla ecografia odierna è emerso un terzo nodulo (sempre dai margini e dalla struttura regolari, non vascolarizzato) di circa 6 mm. Si fa riferimento, inoltre, ad una lieve estasia duttale mai emersa dalle precedenti eco.Il medico che ha effettuato l’ ecografia non ha rilevato nulla di preoccupante invitando ad essere meno assidui nell’ effettuare ecografie..Alla luce di quanto detto vorrei conoscere la Sua idea generale circa il quadro complessivo che Le ho prospettato, la frequenza che dobbiamo osservare nell’ effettuare i controlli, e la eventualità di svolgere, considerando il precedente familiare, un test genetico (ho sentito parlare di BRCA 1 e BRCA 2)..Non vorrei che anche la madre, che in gioventù non aveva mai effettuato controlli, avesse alle origini della malattia un quadro simile a quello della mia ragazza poi degenerato..Cordialmente e anticipatamente ringraziandoLa, Giuseppe

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
Nonostante la sua denominazione (...oma) che farebbe pensare ad una natura neoplastica, il fibroadenoma ATTUALMENTE è DA CONSIDERARE COME UNA FORMA DI IPERPLASIA NODULARE che, soprattutto in giovane età, ha un significato ASSOLUTAMENTE BENIGNO, tale da non essere neanche classificabile tra le neoplasie benigne della mammella.
Il rischio di carcinoma della mammella nei familiari di primo grado
delle donne affette è quasi doppio rispetto a chi non ha familiari colpiti. Questa conoscenza è però di per sè di scarsa utilità se si considera che il carcinoma sporadico è talmente frequente che la maggior parte delle donne con un familiare affetto (come nel caso della Sua ragazza) NON appartiene a famiglie ad alto rischio.
Del dato comunque se ne tiene conto.
Considerato che il rischio di degenerazione maligna del fibroadenoma è trascurabile, nell'ordine dello 0,1-0,3 %, si possono trarre le seguenti considerazioni :
-NON SONO NECESSARI MONITORAGGI clinico-strumentali ossessivi (se inutili) che risulterebbero diseducativi
perchè amplificherebbero in maniera del tutto ingiustificata la "percezione" del rischio reale, sino al
defitinivo esaurimento delle motivazioni personali.
-di fronte ad una diagnosi di benignità certa (e non presunta) si può assistere nel caso del fibroadenoma al massimo ad un incremento volumetrico del nodulo, evento
RILEVABILE MOLTO BENE ( non ancora perchè sono piccoli) dalla stessa paziente che in TAL CASO potrà richiedere la verifica clinica o strumentale senologica.
QUINDI non ci sono elementi per ridurre gli intervalli dei controlli ecografici rispetto alla popolazione normale, come opportunamente rilevato dal Suo ecografista.
Cordiali saluti
Salvo Catania
www.senosalvo.com

Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Dr. Salvo Catania

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IL 13 GIUGNO LE AVEVO GIà RISPOSTO........
CHE :
---------------------Gentile utente,
Nonostante la sua denominazione (...oma) che farebbe pensare ad una natura neoplastica, il fibroadenoma ATTUALMENTE è DA CONSIDERARE COME UNA FORMA DI IPERPLASIA NODULARE che, soprattutto in giovane età, ha un significato ASSOLUTAMENTE BENIGNO, tale da non essere neanche classificabile tra le neoplasie benigne della mammella.
Il rischio di carcinoma della mammella nei familiari di primo grado
delle donne affette è quasi doppio rispetto a chi non ha familiari colpiti. Questa conoscenza è però di per sè di scarsa utilità se si considera che il carcinoma sporadico è talmente frequente che la maggior parte delle donne con un familiare affetto (come nel caso della Sua ragazza) NON appartiene a famiglie ad alto rischio.
Del dato comunque se ne tiene conto.
Considerato che il rischio di degenerazione maligna del fibroadenoma è trascurabile, nell'ordine dello 0,1-0,3 %, si possono trarre le seguenti considerazioni :
-NON SONO NECESSARI MONITORAGGI clinico-strumentali ossessivi (se inutili) che risulterebbero diseducativi
perchè amplificherebbero in maniera del tutto ingiustificata la "percezione" del rischio reale, sino al
defitinivo esaurimento delle motivazioni personali.
-di fronte ad una diagnosi di benignità certa (e non presunta) si può assistere nel caso del fibroadenoma al massimo ad un incremento volumetrico del nodulo, evento
RILEVABILE MOLTO BENE ( non ancora perchè sono piccoli) dalla stessa paziente che in TAL CASO potrà richiedere la verifica clinica o strumentale senologica.
QUINDI non ci sono elementi per ridurre gli intervalli dei controlli ecografici rispetto alla popolazione normale, come opportunamente rilevato dal Suo ecografista.
Cordiali saluti
Salvo Catania
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lE RIBADISCO che non c'è alcuna correlazione tra il rischio familiare
( caso sporadico ?) e la presenza dei fibroadenomi.
Salvo Catania, MD
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