Utente 589XXX
A feb. a mia madre (58 anni) durante un ricovero per forti dolori alla schiena, è stato diagnosticato un adenocarcinoma polmonare scarsamente differenziato(3 cm) con linfodenopatie mediastiniche e ripetizioni ossee vertebrali confermate anche da scintigrafia scheletrica. In più ha eseguito Rx articolazione scapolo-omerale dx che evidenziava area osteorarefattiva in corrispondenza testa omerale destra.
Il 14/2 e il 15 ha eseguito I ciclo di Gemcitabina gg 1-8(dose totale 1530) e Carboplatino AUC gg2 (dose tot. 525 mg)/q21.
Il 15/2 è stata dimessa con terapia a domicilio di Lansox 30 1 al di, Deltacortene da 25mg 1/2 cpr ore 8, Neurontin 300mg 1 ogni 8 ore, Durigesic 75 mg ogni 48 ore e Toradol 20 gocce in caso di dolore.
Durante il ricovero mia madre ha sempre avuto la febbre finchè non le hanno somministrato il cortisone. Ora di Deltacortene ne prende una compressa intera in quanto da due giorni era tornata la febbre a 38 (solo la mattina). I dolori, in particolare alla scapola sono rimasti. Il dolore alla scapola passa solo se sta appoggiata a dei cuscini.
Dopo due giorni dal primo ciclo di chemio ha iniziato ad avere nausea e vomito (molto). Dopo 5 gg ha effettuato l'emocromo che ha evidenziato: anemia. Così non ha potuto fare il II ciclo di chemio, ma ha fatto delle flebo di ferro, vitamine, antidolorifico, antivomito e una trasfusione.
Alcuni medici mi parlano di fare, prima della chemio un ciclo di radioterapia antalgica, visto lo stato avanzato della malattia (già metastatizzata), per alleviare un po di dolore. E mi hanno anticipato che la malattia non è guaribile.
Vorrei sapere qual'è la strada più "giusta" da percorrere, magari per evitare che il tumore avanzi ancora e cercare di farle sentire meno dolore possibile. Considerato che mia madre non ha mai avuto niente, non ha mai sofferto di alcun disturbo. Ora trovarsi in questa situazione anche psicologicamente non è facile, considerato che mia madre è sola ed ha solo me (figlia).
Sarei grata di ricevere consigli su come comportarmi, se magari c'è una struttura apposita per i tumori polmonari (noi abitiamo vicino roma) e se non sono stata abbastanza chiara nel descrivere la situazione cercherò successivamente di aggiungere altre notizie.

[#1]  
Mi pare che ciò che stanno facendo i suoi Oncologi sia più che corretto. In questi casi la chemioterapia riesce a "rallentare" la malattia, ma non a guarirla, purtroppo. Sospendere un attimo la chemioterapia per effettuare un ciclo di radioterapia a scopo antalgico è giustificato dalla situazione di severo dolore che la mamma accusa, e potrebbe senz'altro dare apprezzabili benefici.
Stia vicina ai suoi Medici, che già conoscono la situazione e la stanno affrontando per il meglio.
Auguri.

[#2] dopo  
Utente 589XXX

Grazie del consiglio. Spero di avere la forza necessaria ad affrontare questa situazione e a trasmetterla anche a mia madre.
Vorrei sapere inoltre se ci sono percaso terapie all'avanguardia magari da sperimentare.
Inoltre sarei felice di avere dei consigli da uno psiconcologo
Grazie ancora

[#3]  
Dr. Carlo Pastore

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Cara Amica,

certamente si tratta di una condizione di malattia seria ed assai difficilmente guaribile. Da questa premessa, però, è doveroso aggiungere che si può e si deve migliorare la qualità di vita. Mi trovo in accordo con i Colleghi circa l'opportunità di una radioterapia antalgica ed inoltre inizierei la somministrazione di Zometa (acido zoledronico) per tentare di arginare le lesioni ossee (il farmaco si fissa elettivamente sull'osso frenandone il riassorbimento, esercitando localmente anche una azione anti-tumorale e riducendo il dolore). Tale farmaco si somministra per fleboclisi ogni 28 giorni. Personalmente poi avrei preferito una chemioterapia che contenesse un taxano (docetaxel o paclitaxel) in aggiunta ad un derivato del platino (funzione renale permettendo avrei preferito il cisplatino). Un dosaggio della CgA plasmatica si potrebbe effettuare per verificare se c'è sensibilità all'octreotide (farmaco che potrebbe essere aggiunto alla chemioterapia vera e propria). Ci tenga aggiornati se lo ritiene opportuno ed utile.


Un caro saluto

Carlo Pastore

ps. a breve avremo la registrazione di un farmaco inibitore dell'angiogenesi (bevacizumab), facente parte della nuova classe di farmaci a bersaglio molecolare, anche per le neoplasie polmonari. Speriamo che il futuro ci porti tante utili novità.
Dr. Carlo Pastore
https://www.ipertermiaitalia.it/

[#4]  
Prof. Filippo Alongi

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Cara Utente,
pur essendo un quadro clinico drammaticamente evoluto verso una metastatizzazione ossea, vi sono diversi presidi terapeutici in grado di "ridurre i danni" e ottimizzare il più possibile la qualità di vita.
La radioterapia, in questo caso sembra indicata e ha sicuramente una duplice valenza:
1)sintomatologica, riducendo l'effetto compressivo e infiltrativo della malattia erosiva sulle terminazioni nervose ossee vertebrali,
2)di stabilizzazione, in quanto agisce sulla struttura dell'osso con una attivazione della mineralizzazione prevenendo o ritardando una frattura o cedimento patologico.
Ad essa và integrata una adeguata terapia di supporto(cortisonica se necessario) e con bifosfonati(Zometa o affini)per contribuire a rimineralizzare l'osso e a bloccarne l'erosione.
La terapia antalgica è inoltre da gestire eventualmente con il terapista del dolore(visto che già è in atto il durogesic)per trovare il giusto dosaggio e il giusto approccio(oppioidi)
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#5] dopo  
Utente 589XXX

Grazie dei preziosi consigli sia al Dott.Pastore che al Dott. Alongi.

Vorrei aggiungere che il ricovero, la diagnosi e il primo ciclo di chemio è avvenuto presso l'ospedale di un'altra città, in quanto da noi c'è solo il day ospital oncologico.
Ora però mia madre non è più in grado fisicamente di affrontare viaggi di 60 Km per consulti o terapie, così ci siamo spostati presso la nostra struttura ospedaliera.
Venerdì ripeterà l'emocromo e mercoledi 5/3/2008 andremo a parlare con l'oncologo e tra l'altro mi hanno anticipato che sarebbero propensi a somministrare il farmaco Zometa.
Vi contatterò sicuramente non appena ci saranno sviluppi.

Avere ulteriori pareri è molto importante

Buona serata

[#6] dopo  
Utente 589XXX

Ieri sera mi ha contattato un medico che mi ha parlato della terapia "Di Bella".
In cosa consiste e voi che ne pesate? Può essere adeguata per il caso di mia madre?

Grazie

[#7] dopo  
Utente 589XXX

Non c'è nessun oncologo che può spiegarmi in cosa consiste la cura "Di Bella"?

Grazie di nuovo

[#8]  
Dr. Carlo Pastore

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Cara Amica,

la famosa cura "Di Bella" si basa su un insieme di preparati che dovrebbero avere la funzione di "addomesticare" le cellule neoplastiche consentendone la convivenza con il resto dell'organismo. Tale multiterapia ha attraversato numerose bufere di credito e discredito. Io personalmente non la consiglierei... ma è una opinione del tutto personale e lascio il campo al commento di altri colleghi magari più edotti di me in merito...

un carissimo saluto

Carlo Pastore
Dr. Carlo Pastore
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[#9]  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Mi permetto di aggiungere a quanto detto dal collega Pastore, che tale trattamento, a tuttoggi non supportato da documentazione scientifica eloquente, non è scevro di effetti collaterali.
Pertanto, in funzione anche della mia esperienza (appartengo alla categoria dei S Tommaso, ed ho visto con i miei occhi!!), ritengo, MA è UN MIO PARERE LASCIANDOLA LIBERA DI SCELTA, che sia in atto utile seguire la medicina ufficiale.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#10] dopo  
Utente 589XXX

Grazie ad entrambi (Dott. Pastori e Dott.D'Angelo)
Abbiamo infatti deciso di attendere il parere dell'oncologo che la visiterà mercoledì.
Anche se la situazione sembra peggiorare: per i forti dolori in particolare alla scapola le avevano prescritto oromorph (mi pare)comunque morfina solfato, ma il dolore è rimasto anzi aveva anche problemi a camminare, poi ha avuto quasi una colica e forte mal di stomaco. Così l'ha interrotta ed ha ripreso il toradol. In più è tornata anche la febbre a 39.
Ora aspettiamo che mercoledì decidano che strada seguire.
Ancora grazie

[#11] dopo  
Utente 589XXX

Da lunedì 3 marzo sono successi varie cose:
mercoledì 5/3 abbiamo parlato con l'oncologo che le ha richiesto delle lastre alla colonna vertebrale per vedere la presenza delle metastasi e le ha prescritto come antidolorifico "ACTIQ" 400 mg in attesa della radioterapia.
giovedì 6/3 dopo le lastre le hanno fatto una trasfusione perchè aveva l'emoglobina a 6.
Ma mia madre stava ancora molto debole, non mangiava, non camminava, come se non avesse fatto alcuna trasfusione, così venerdì 7/3 siamo tornati in ospedale e l'hanno ricoverata per vedere come mai questa anemia non rientrava.
Fattie di nuovo le analisi, sabato notte le hanno fatto di nuovo una trasfusione e domenica sembrava di colorito migliore, anche se aveva ancora molti dolori lombari (dove sono le metastasi).
Lunedì mattina invece si è sentita male, forse un'ischemia celebrale: non parla non muove braccio e gamba destra.
La tac fatta dopo due ore non mostra nulla, domani ne frà un'altra con contrasto.
Sapete dirmi se la cosa può essere legata al tumore (forse una metastasi) o se magari l'ischemia può essere causata anche a seguito di una trsfusione, non saprei o altro?
Grazie

[#12]  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Potrebbe darsi, ma è solo un'ipotesi, che l'anemia sia causata da scarsa produzione da parte del midollo osseo interessato dall malattia, ma bisognerebbe che prima si verificasse l'eventualità di perdita da parte dell'apparato gastroenterico o altro.
Riguardo il fatto neurologico, tenga presente che i rischi tromboembolici nei pazienti oncologici sono superiori rispetto alla media e che nel caso delle patologie polmonari si potrebbero instaurare le cosidette forme paraneoplastiche, legate alla produzione di sostanze da parte del tumore che possono causare delle sindromi associate (vasculiti, problemi cerebrali ,...).
E' certamente difficile fare sì che le ipotesi, senza avere il paziente davanti possano diventare certezze; tenga presente che a volte anche col paziente davanti, le sindromi paraneoplastiche vengono diagnosticate per esclusione o rilevando una loro remissione dopo chemioterapia (se fattibile!!).
Forse una risonanza potrebbe dire qualcosa in più.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#13] dopo  
Utente 589XXX

Buona sera, ieri abbiamo avuto la risposta della tac: una grossa lesione ischemica, con gran parte del cervello compromessa, e quindi (secondo i medici) senza possibilità di ripresa.
Può essere che un solo ciclo di chemio abbia provocato in mia madre sia una forte anemia probabilmente non ancora superata e questo ictus?
Ora i medici danno a mai madre delle flebo di Mannitolo, copertura per lo stomaco e flebo per alimentarla. A mia richiesta, quando vedo che mia madre è un po agitata probabilmente per il dolore (lei non parla più) le faccio somministrare un antidolorifico. Il cerotto (Durogesic da 75 mg) lo porta ancora, ma non le è sufficiente.
A questo punto ogni terapia per il tumore e anche per superare l'enemia è stata sospesa, procedono per la terapia per l'ictus.
Io non so se sia la strada giusta.

Grazie e attendo fiduciosa i vostri consigli.
Ps ditemi anche se devo scrivere alla sezione di neurologia

[#14]  
Dr. Alessandro D'Angelo

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E' nell'ordine delle cose dare la precedenza a ciò che è più grave sotto il profilo prognostico e non sotto quello emotivo.
Pertanto ritengo giusto ciò che si sta facendo.
Tenga presente che a volte nella storia delle malattie oncologiche, le terapie di supporto alla chemioterapia, speso divengono le UNICHE terapie del paziente, se sopaggiungono cause di forza maggiore.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#15] dopo  
Utente 589XXX

Grazie dott. D'Angelo per darmi sempre delle spiegazioni chiare e precise.
Ci risentiamo se ci sono ulteriori risvolti

[#16]  
Dr. Salvo Catania

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Pochè abbiamo ricevuto critiche di scarsa obiettività sulla "cura Di Bella" onde evitare di riceverne altre (di omertà) la informo che esiste un sito apposito gestito dal figlio del Prof.Di Bella dove troverà tutte le informazioni del caso.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com