Utente 274XXX
Gentili dottori,
nel novembre 2011 mia madre, riscontrando dolori addominali e un valore del CEA a 150 circa, si recò da una oncologa che prescrisse una rx torace e una tac all'addome. Da entrambi gli esami non risultarono anomalie. Nel marzo 2012 il CEA era aumentato ad oltre 400 e mia madre fece una seconda visita presso la stessa oncologa, che le disse di non preoccuparsi e di rivedersi dopo 6 mesi. Dopo 6 mesi mia madre è stata ricoverata d'urgenza per versamento pleurico e le è stato successivamente trovato un tumore al polmone di 4 cm, non più operabile, con metastasi ossee e penetrazione della pleura. E' in cura presso un'altra oncologa che le ha prescritto Iressa, essendo EGFR positiva. Questa seconda oncologa ha precisato che la RX di solito non basta a individuare un tumore e che in caso di CEA elevato di norma si fa una Tac total body, e soltanto dopo aver individuato la sede del tumore si fanno esami in un singolo distretto. Se a mia madre fosse stata prescritta la tac total body a novembre 2011, tutto sarebbe andato diversamente. Come è possibile che la prima oncologa non l'abbia prescritta, e abbia invece prescritto una RX che era totalmente inutile? Secondo voi è vero ciò che ci ha detto la seconda oncologa?

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Non credo che siamo le persone adatte a poter dare dei giudizi in merito e per giunta on line.

In atto penso che debba preoccuparsi soprattutto delle cure e dello stato di salute di sua madre.

Un in bocca al lupo!
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)