Utente 713XXX
salve ho un carcinoma mammario dx duttale infiltrante, linfonodo sentinella positivo,con micrometastasi su 2 asportati su 1 ci sono micro metastasi, dovro' eseguire una quadrantectomia con linfoadenectomi, vorrei conoscere tutti i postumi di quest' ultima e se sono transitori o permanenti? l'arto superiore avra' limitazioni funzionali? potro guidare la macchina? continuare a lavorare? faccio l'infermiera professionale. grazie in attesa di una vostra risposta, spero immediata.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
le donne che hanno subito uno svuotamento ascellare lamentano frequentemente sequele funzionali evidenti e possono presentare nel tempo squilibri percettivo-motori.
Questi si aggiungono al turbamento emotivo dovuto all'impatto con la malattia oncologica e con le terapie complementari che anche Lei
dovrà fare.
Spetta ai senologi che tendono al miglioramento delle tecniche diagnostiche e terapeutiche affinare l'osservazione degli esiti in senso biomeccanico, emozionale e sistemico per rimanere in linea con i progressi raggiunti con la chirurgia, la clinica e la ricerca.

Gli esiti più conosciuti possono essere diversi (dolore periarticolare, dolore periscapolare, ipofunzionalità della spalla,
ipotrofia e fibrosi dei muscoli pettorali, disturbi circolatori dell'arto superiore ecc).

Ma tutti risolvibili con una adeguata riabilitazione postoperatoria che purtroppo spesso viene sottostimata.

Il più temuto è il linfedema del braccio.


Il linfedema si manifesta con un ingrossamento del braccio, dovuto al ristagno della linfa, e che interessa gradualmente tutto il braccio, mano compresa.

Questa eventualità non deve essere sottovalutata perché colpisce circa il 15-25 % delle donne operate se non viene curata al primo insorgere dei sintomi.

Se la donna operata attua tutte le procedure della prevenzione la percentuale delle complicazioni scende al di sotto del 10 %.
La sintomatologia è semplice da riconoscere perché oltre al gonfiore del braccio dal lato in cui è stato eseguito l'intervento, comporta una limitazione del movimento.
La sintomatologia NON deve essere trascurata perché, in assenza di provvedimenti, può portare ad una fibrosi che a sua volta può evolvere verso una forma di edema irreversibile.

Dinnanzi ad un quadro teorico così sconfortante sul piano teorico in realtà mi preme rassicurarla con l'osservazione pratica di tutti i giorni : le donne che si occupano degli esiti postchirurgici
della chirurgia della mammella, se attente alle norme da seguire,
tornano ad una vita relativamente NORMALE.

Quindi non abbia paura di quel che deve affrontare con la consapevolezza che dopo , prendendosi cura di sè, e del Suo arto
potrà limitare al minimo le sequele dell'intervento chirurgico.

http://www.senosalvo.com/riabilitazione.htm

Cordiali saluti con tanti auguri

Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Utente 713XXX

grazie

[#3] dopo  
Utente 713XXX

la chemioterapia verra' eseguita con certezza? o ci sono dei fattori che lo determinano? grazie

[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Dipende da tutti i fattori prognostici (Recettori ormonali, Ki 67, G,
ecc.) cui Lei non fa cenno e soprattutto dallo stato degli altri linfonodi ascellari che verranno asportati.
Quando ci sono micrometastasi nel linfonodo sentinella le probabilità che altri linfonodi possano essere sede di secondarismo non sono molto alte (15-21%).

Invece il reintervento sul cavo ascellare fa aumentare le probabilità di sequele postchirurgiche cui facevamo cenno all'inizio di questa discussione.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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