Utente 853XXX
Buona Sera, le scrivo per sottoporle alcune domande e chiederle dei cosigli. Mio padre, 69 anni, e' dal7/11/2005 Ricoverato Presso L'Ospedale SS Annunziata della Mia città. e' stato ricoverato in seguito ad un mal di stomaco. E' stata eseguita 1 tac dalla quale sn state riscontrate alcune metastasi al fegato ed un tumore primario ancora nn individuato con precisione. E' un paziente coagulato, sottoposto precedentemente a 2 interventi, uno per la ricostruzione della valvola mitralica ed1altra per un aneurisma addominale. mio padre potrebbe essere sottoposto a chemioterapia? potrebbero esserci delle controindicazioni? son un paio di giorni che non dorme, e' dimagrito tantissimo ed ha un colorito giallastro, non ha apperito ed e' da un pò di tempo che rimette. Non so come aiutarlo. vederlo così mi fa male perchè mi sento impotente. Cosa posso fare per lu?
Cosa mi consiglia? la ringrazio per la sua cortese attenzione. nell'attesa di una vostra risposta cordialmente la saluto augurandole buon lavoro.
Grazie,Angelo

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Sig. Angelo,
Suo padre non presenta controindicazione all'esecuzione di una chemioterapia per i suoi pregressi interventi e per la terapia con anticoagulanti che sta assumendo posto che il cuore sia in buone condizioni per quanto riguarda la funzionalità (cosa che si può accertare con un ecocardiogramma abbinato ad un elettrocardiogramma)e che i parametri ematochimici di funzionalità epatica e renale siano accettabili. La problematica è nell'individuare il tumore primitivo responsabile della comparsa delle metastasi epatiche.
Innanzitutto, è certo che si tratti di metastasi epatiche o potrebbe trattarsi di un tumore a partenza dal fegato (cioè un tumore che nasce nel fegato e denominato epatocarcinoma)?
Le neoplasie che più frequentemente danno metastasi epatiche sono quelle a partenza dal colon-retto, dai polmoni o dallo stomaco. Si potrebbe iniziare con l'eseguire una gastroscopia ed una colonscopia (non so i Colleghi dell'ospedale presso il quale è ricoverato Suo padre a che punto dell'iter diagnostico sono giunti).
L'individuazione del tumore primitivo porterebbe alla definizione di un trattamento appropriato poichè ogni tumore ha un suo trattamento specifico.
Un' altra possibilità sarebbe quella di effettuare una biopsia di una lesione epatica; cioè di prelevare con un ago una piccola porzione di una delle metastasi epatiche per analizzarla istologicamente. Questa ultima via pone però dei rischi dettati dalle condizioni di coagulazione di Suo padre, che potrebbe avere un sanguinamento più pronunciato durante la manovra diagnostica.
Se vuole può tenermi aggiornato sul punto in cui sono arrivati i Colleghi nell'individuare il tumore primitivo, in modo che l'aggiunta di ulteriori dettagli possa aiutarmi a consigliarLa man mano.
Per i disturbi di cui mi parla derivano tutti dalla presenza del tumore nel fegato e quindi possono regredire se si attua una terapia specifica sulla malattia.

Con i migliori auguri e sperando di essere stato di qualche utilità porgo cordiali saluti

Dott. Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Come già opportunamente e con dovizia di particolari Le ha
prospettato il dr.Carlo Pastore ,assolutamente PRIORITARIA
su tutto è l'individuazione del tumore primitivo (mi pare di avere capito che sia stato escluso un tumore primitivo del fegato ..o no ?) per poter cominciare a programmare una eventuale terapia adiuvante, compatibile con le condizioni generali del paziente.
Ci tenga informati sul propramma diagnostico e terapeutico prospettato dai curanti specialisti del Suo papà. !
Auguri con cordialità
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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