Utente cancellato
Buongiorno gentili Dottori,
Innanzitutto volevo ringraziarvi per la Vostra premura e sensibilità nel mettere a disposizione le Vostre conoscenze a favore degli utenti.
Vi scrivo perché purtroppo a ottobre del 2014 gli hanno diagnosticato a mio padre di 64 un tumore alla prostata con metastasi osse .
Abbiamo portato il babbo in cura all'istituto dei tumori di Milano perché dicono che sia un istituto d'eccellenza .
Volevo chiedervi in merito alla diagnosi della terapia in corso e l' aspettativa di vita .
Inizialmente mio padre aveva un Psa di 470 è una scintigrafia con maxi scan osseo molto diffuso e così ha iniziato la terapia con Enantone, oxicontin e flebo di bifosfonati.
Ora a distanza di 7 mesi mio padre ha 0,45 di Psa è un Netto miglioramento delle metastasi ossee sull'ultima scintigrafia ( sembrano la metà ) . In più ha fatto la biopsia alla prostata con ben 12 prelievi ed è risulatato stranamente negativo
Come è possibile tutto ciò ? Vuol dire che sta andando verso la guarigione? È il tumore alla prostata non c'è l'ha più ? Anche la fosfatasi alcalina risulta essere nella norma..
Non riusciamo a capire cosa sta succedendo, se è' da interpretare positivamente o se è normale in terapia avere questi risultati.
Cosa dobbiamo aspettarci dalla malattia? Potrebbe capovolgersi improvvisamente o e' un processo lento?
Inoltre che aspettative di vita ha mio papà'? Lo so che nessuno può saperlo ma indicativamente vorremmo prepararci a qualsiasi cosa .
Inoltre con le cure che sta facendo mio padre accusa fortissima stanchezza e malessere, depressione e mancanza di stimoli . È' normale? Cosa si può fare al riguardo per aiutarlo?
Mio padre è' sempre stato un brav'uomo e anche se non siamo nati con la "camicia" ci ha inculcato dei sani valori ed è per questo che come figlia mi sento in dovere di fare tutto quello che posso per lui. Spero che mi possiate aiutare e soprattutto dare una gentile, esaustiva e approfondita risposta alle mie domande.
Grazie in anticipo Loredana

[#1] dopo  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile Signora Loredana
Suo padre ha ottenuto una ottima risposta alla terapia ormonale associata ai difosfonati. Suppongo che abbia interrotto l'oxicontin per la scomparsa dei dolori ossei. Come le avranno indicato i medici dell'Istituto tumori la terapia deve essere continuata per mantenere e consolidare il risultato ottenuto.
Riguardo alla sintomatologia che accusa "fortissima stanchezza e malessere, depressione e mancanza di stimoli" è verosimile che suo padre abbia carenza di nutrienti specifici contenuti nei cibi vegetali e naturali. Le consiglio di leggere "The china study-Le ricette" di Leanne Campbell e "Frullati verdi" di Victoria Boutenko. I sintomi dovrebbero migliorare nel giro di breve tempo e Suo padre dovrebbe ritornare presto alla normalità. Naturalmente il consumo di proteine animali deve essere assoluto.
Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
specialista in Oncologia, Radioterapia, Patologia generale

[#2] dopo  
84208

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Gentilissimo Dottore, la ringrazio per la sua tempestiva risposta.
Proveremo a fare quanto ci ha detto per la stanchezza.
Oxicontin in realtà lo prende sempre e pure con lo stesso dosaggio...dice che dovremmo chiedere il perché'?
Inoltre sarebbe così gentile da rispondere alla molteplici domande che ho posto sopra? Per noi è molto importante sapere di più .
Arrisentirci

[#3] dopo  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile Signora
Il tempo passato rispetto al suo primo consulto dovrebbe essere sufficiente per valutare lo stato di Suo padre. Lei riferiva un netto miglioramento dei dati strumentali, scintigrafia e i valori del PSA e della fosfatasi alcalina. La terapia ha conseguito un ottimo risultato. Se non è stato sospeso l'oxicomtin vuol dire che suo padre ha dolore. Se il dolore è forte o invalidante, nel momento in cui diviene cronico è in grado di incidere sul carattere e provocare depressione. Però non si possono escludere altre cause che solo con la visita medica si riescono ad individuare.Tutti i reparti oncologici pianificano visite ambulatoriali ravvicinate nel primo anno di terapia. Penso che Suo padre sia già stato controllato, se non fosse così chieda un anticipazione della visita. Inoltre se ha iniziato la alimentazione vegetale e i frullati e non fossero stati utili a maggior ragione è necessario un controllo clinico. Il Cancro alla prostata si presenta sempre più in età giovanile ed è responsabile del decesso del 9% delle persone con neoplasia maligna. Questi dati sono però statistici, nulla dicono sulle aspettative di vita e sul decorso della malattia in un singolo paziente. Solo uno stretto rapporto medico-paziente è parzialmente in grado di valutare il decorso della malattia nel corso del tempo, non certo la durata della vita.
Approfondisca con l'oncologo le sue titubanze, Lei ha la possibilità di incontrarlo ogni 28 giorni quando suo padre effettua il difosfonato. Sono a sua disposizione se ci sono fatti nuovi. Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
specialista in Oncologia, Radioterapia, Patologia generale

[#4] dopo  
84208

dal 2016
Gentile Dottore, non so più che pensare... Di recente siamo stati in visita all'istituto tumori di milano e abbiamo chiesto in merito l'aspettativa di vita di mio padre.
Lui ha fatto biopsia con 12 prelievi ed è' risultata negativa, esami del sangue perfetti , e scintigrafia ossea in netto miglioramento . Allora perché il medico ci ha detto 1 anno di aspettativa?
Dovremmo pensare che improvvisamente ci sia un capovolgimento della malattia????
Come interpretare questi esami ????
Sono confusa

[#5] dopo  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile Signora, Quello che è stato riscontrato alla visita oncologica è monto incoraggiante per la negatività delle biopsie e il miglioramento scintigrafico. Non prenda in assoluta attenzione " l'aspettativa di un anno". A questa parola si possono dare molteplici significanti che nel suo caso sono inconcludenti.
Quello che è attualmente indicato nei casi in cui il tumore sia metastatico, non importa in quale fase, è il cambio di alimentazione. Le nuove teorie del 2011 e di dati su cui di basano indicano chiaramente che la alimentazione con proteine animali serve unicamente a nutrire il cancro. Questa è una indicazione non riconosciuta dalla scienza ufficiale, ma molte persone ne hanno tratto immenso vantaggio. Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
specialista in Oncologia, Radioterapia, Patologia generale