Utente 390XXX
Buongiorno,

mia madre (62 anni) dieci anni fa é stata sottoposta ad una mastectomia al seno sinistro con svuotamento cavo ascellare sinistro, interruzione indotta del ciclo con enantone e a dei cicli di chemioterapia e radioterapia per tumore metastatico ormonoricettivo con elevata aggressività (un anno dopo, a scopo precauzionale, ad un'isterectomia).
Nell'arco di questi dieci anni ha fatto regolarmente i controlli di routine (l'ultima scintigrafia risaliva al 2008), tutto pareva essere sotto controllo.
Oggi, in seguito a dei fortissimi dolori all'anca, i vari esami effettuati hanno rilevato delle metastasi ossee (4: due vertebre zona lombare, testa del femore e suo alloggiamento), si é iniziata una terapia: radioterapia (7 sedute) , tachidol, XGeva, Faslodex (per 6 mesi), i dolori sono diminuiti. Nel contempo dalla TAC TOTAL BODY (due mesi fa c.ca) sono stati evidenziati solo dei linfonodi ascellari a destra (lato opposto a quello del seno col tumore originario), dall'esame ISTOLOGICO degli stessi si legge "metastasi massiva in due/due linfonodi di carcinoma lobulare della mammella, presenza di infiltrazione carcinomatrosa perilinfonodale".
Fino ad ora i medici ci avevano dato delle grandi speranze addirittura di una possibile "guarigione", mentre ora dicono che si tratta di una situazione che si verifica raramente (salto di mammella, dopo dieci anni...) e che bisogna valutare bene la situazione (magari iniziando con una PET).
Cortesemente vorrei chiedere:
1 - la presenza di queste metastasi linfonodali cosa indica in piú rispetto a prima (quando sapevamo solo delle metastasi ossee)?
...che ci sono ALTRE cellule tumorali in circolo nel corpo di mia madre oltre a quelle che hanno attecchito alle ossa? Oppure quei linfonodi sono stati il passaggio obbligato delle STESSE le quali poi sono arrivate alle ossa?
2 - dall'ascella, dove sono presenti altri linfonodi metastatici non ancora prelevati, la malattia può propagarsi ulteriormente? Perché non si procede subito all'eliminazione?
3 - il senologo dice che in condizioni normali lui avrebbe proceduto subito con uno svuotamento ascellare, ma visto che c'é la situazione ossea vuole sentire l'oncologo... Perché la situazione di mia madre sembra tale da farci percepire una certa incertezza sul da farsi?

In attesa di un cortese chiarimento Vi ringrazio per l'attenzione rivolta al nostro caso e Vi saluto cordialmente augurandoVi buon lavoro.

Daniela.

[#1]  
Dr. Chiara Lestuzzi

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Gentile utente, le rispondo in quanto -lavorando da molti anni in un centro oncologico- di casi come quello di sua madre ne ho visti diversi.

Alla domanda n. 1 posso rispondere che i linfonodi ascellari drenano i linfatici della parte superiore del corpo e non sono il passaggio per le ossa del bacino. Le metastasi alle ossa sono arrivate col circolo sanguigno. La differenza sostanziale è che le metastsi ossee possono essere tenute sotto controllo con radioterapia locale e/o con farmaci che limitano il rimaneggiamento osseo, mentre quelle linfonodali (o ad altri organi) richiedono un approccio diverso.

Alle domande 2 e 3 posso rispondere che quando ci sono contemporaneamente più sedi di malattia (p. es. tumore primitivo e metastasi, o metastasi in due sedi diverse, come in questo caso) è meglio fare una valutazione multidisciplinare: un' opzione che potrebbero prendere in considerazione è quella di fare una chemioterapia sistemica che tratti le metastasi dovunque siano e passare eventualmente alla chirurgia in un secondo momento.

Anche nei tumori primitivi che hanno dimensioni discrete si ricorre di solito alla chemioterapia preoperatoria (cosiddetta neoadiuvante) per ridurne il volume prima di asportarli.

Quello che a voi pare "incertezza sul da farsi" a me sembra invece un' intelligente pausa di riflessione per organizzare la migliore strategia terapeutica. Siate fiduciosi.

Dr. Chiara Lestuzzi
Cardiologia, Centro di Riferimento Oncologico (CRO), IRCCS, Aviano (PN)

[#2] dopo  
Utente 390XXX

Buongiorno Dottoressa Lestuzzi,
La ringrazio tanto per aver risposto alla mia richiesta di consulto.
La risposta dei medici è stata: non fare ne interventi chirurgici ne altre cure rispetto a quelle che stanno facendo, fare ora una PET, farne un'altra fra 8 mesi, e vedere "se le metastasi si verificano in altre sedi"... Cosa ne pensa? Sono molto preoccupata... Le pare il caso di chiedere un altro consulto? Grazie ancora, un saluto.

[#3]  
Dr. Salvo Catania

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Oltre a concordare con la collega Lestuzzi credo che l'approccio tenuto dai suoi oncologi sia correttissimo.

Abbia fiducia. Ciò non vuol dire che sia un quadro da sottovalutare , ma la sede dei secondarismi può essere controllato con le terapie con l'obiettivo di una "cronicizzazione".

Ho riportato nel mio sito questo esempio e la signora dopo anni attualmente ha una vita assolutamente normale

http://www.senosalvo.com/ragazzefuoridiseno/terapia_speranza_determinazione.htm

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com