Utente 177XXX
Riassumo la situazione di mio marito, 66 anni : luglio 2010 intervento di prostatectomia radicale laparoscopica robot-assistita nerve sparing bilaterale e linfoadenectomia, pT3b pN0 cM0 R- (1 margine focale tra il tessuto prostatico e la
vescichetta seminale di sinistra),G3, invasione perineurale, Gleason 7.
PSA postoperatorio azzerato, risalita lenta del PSA dal 2010, 31/10/2012 PSA 0,20; 31/01/2013 PSA 0,25; 29/10/2013 PSA 0,35; dal 13/11/2013 al 15/01/2015 RT di salvataggio, 17/04/2014 PSA post RT 0.36 (nadir), progressivo rialzo del PSA; 03/07/2015 PSA 1,18; esami strumentali negativi.
Vorrei chiedere un parere circa la scelta tra le 2 opzioni che ci sono state
proposte :
1) iniziare ora terapia ormonale con Casodex 50,
2) proseguire solo il follow up del PSA ed al valore > 2,3 ( 2 + nadir), rivalutazione strumentale ed - in base ai risultati dei suddetti esami - rivalutazione del timing di avvio al trattamento ormonale con iniezione mensile.
Ringrazio infinitamente per la Vostra consueta gentilezza.

[#1] dopo  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile Signora, Suo marito è stato sottoposto per un cancro prostatico T3b a chirurgia e radioterapia dopo 3 anni. I valori del PSA non sono allarmanti, quello che preoccupa è il lento continuo aumento. Il casodex è un farmaco molto efficace e quasi senza effetti collaterali ( gonfiore delle mammelle, vampate di calore, nausea e vomito, impotenza, altri disturbi più rari li trova su internet). Lo valuti insieme al suo oncologo.
Le segnalo che nonostante la situazione sembri tranquilla, sarebbe opportuno che passasse ad una alimentazione vegana e integrale. Questo stile alimentare si differenza dal consumo di proteine animali per il fatto che alcalinizza l'organismo. In pratica le proteine animali, secondo le ultime recenti teorie del China Study, sono un ottimo nutrimento per le cellule cancerose. Basta una cellula cancerosa per dare vita a una metastasi in un tempo che è deciso dalla cellula stessa. Il PSA di suo marito è un campanello di allarme. Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
specialista in Oncologia, Radioterapia, Patologia generale

[#2] dopo  
Utente 177XXX

Egr Prof Bindi,

la ringrazio infinitamente della sua gentile risposta ed anche del suo prezioso
consiglio.
Molti cordiali saluti.

[#3] dopo  
Utente 177XXX

Egr. Prof. Bindi,
mi scuso se torno sull'argomento ma l'ansia che il progredire della malattia mi crea e' tanta e tanto e' il timore di commettere errori nella scelta della terapia piu' adeguata per cercare di rallentarne l'evoluzione nel tempo.
Appurato che l'arma da utilizzare a questo livello e' la cura ormonale, ho un po' di confusione a proposito delle tempestiche.
Ho riscontrato pareri diversi a seguito dei quali non ho chiaro se sia piu' utile iniziare la terapia immediatamente (PSA 1,18) o se possa essere posticipata la valutazione dell'avvio al trattamento al raggiungimento del valore PSA 2+ nadir (che nel caso
di mio marito significherebbe PSA 2,36).
A proposito di questa ultima ipotesi, ho letto che non esisterebbe un beneficio dimostrato nell'avviare la terapia ormonale preventivamente.
Se cosi' fosse, considerata la ''giovane'' età di mio marito, la possibilita' di posticipare
la cura - senza rischi (dimostrati) - mi sembrerebbe un vantaggio nel senso che ci
permetterebbe di ''guadagnare'' tempo.
Vorrei chiedere quale e' il suo parere a questo proposito e per questo la ringrazio.
Cordiali saluti.

[#4] dopo  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile Signora, Stia tranquilla, nel caso di Suo marito non corre rischi di fare errori. La situazione non è preoccupante. I valori del PSA, anche se in movimento rientrano nella normalità. Il concetto che la spinge a prendere una decisione, più o meno interventista, è la sua idea di avere il tempo contato e quindi cerca di anticipare le mosse. Sfortunatamente in oncologia la certezza è solo nelle statistiche che orientano, ma non servono a niente sul singolo caso. Solo la scelta di una strada permetterà a posteriori di dire se era quella giusta o quella sbagliata. Può seguire tranquillamente il consiglio del suo medico programmando i controlli del PSA fino al raggiungimento di valori sicuramente patologici.
Le avevo già accennato alla necessità di una dieta vegetale ed integrale. Con le sue ansie e con i suoi timori è l'unica cosa su cui mi sembra importante insistere è l'alimentazione. Lo stile alimentare dovrebbe coinvolgere non solo suo marito, ma anche Lei sia nel preparare che nel condividere i pasti. Consideri che secondo le nuove teorie, che trova accennate nella mia pagina di questo sito, ogni boccone di carne o di formaggio o un bicchiere di latte sono un ottimo nutrimento per il cancro. "Non c'è distinzione tra prevenzione e terapia se al centro mettiamo una giusta strategia alimentare e un corretto stile di vita", con queste parole Colin Campbell sintetizza le mie dilungazioni nella risposta. Spero di averle dato il giusto indirizzo. Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
specialista in Oncologia, Radioterapia, Patologia generale

[#5] dopo  
Utente 177XXX

Gent.mo Prof. Bindi,
la ringrazio nuovamente per la sua estrema gentilezza nel rispondermi, lei ha
perfettamente compreso il mio stato d'animo e le sue parole sono di sicuro aiuto,
con maggiore ''tranquillita'' proseguiremo il controllo del PSA.
Volevo confermarle che mio marito ed io (spronati anche dai nostri figli) abbiamo subito seguito il suo consiglio sull'alimentazione e stiamo gia' modificando il nostro stile alimentare verso una dieta vegetale ed integrale.
Ancora molti ringraziamenti e cordiali saluti.