Utente 891XXX
scrivo in quanto a mia madre di anni 62 è stato diagnosticato un tumore al rene con metastati a polmoni e cervello. A primo impatto l'oncologo da 6 mesi di vita. Riporto sotto quanto sritto nella diagnosi di dimissione.

Diagnosi di dimissione: Neoplasia renale sinistra. Metastasi cerebrali in sede parietale profonda destra ed in sede di lobo cerebellare destro. Metastasi polmonari bilaterali. Ipertensione arteriosa.

Durante il ricovero sono stati eseguiti i seguenti accertamenti:
Emocromo: nella norma eccetto GB: 13.50 x 10^6/micron (vn 4.6-6), Hct: 36% (vn 40-54),
MCV: 81.6 fl (vn 82-98)
Esami ematochimici : nella norma
Prove emocoagulative : nella norma
Elettroforesi proteica: nella norma eccetto: albumina: 52% (vn 55-67), alfa2gl: 5,8% (vn 2,6-5,2), beta1gl: 13,1% (vn 7-12,8)
VES:43
Esame urine: nella norma eccetto emoglobina presente 0,10mg/dl
Markers tumorali: negativi
Ormoni tiroidei: in corso
ECG: ritmo sinusale. Anormalità aspecifiche ST
Rx torace: “Campi polmonari mediamente espansi. Bilateralmente si riconoscono multiple lesioni nodulari di natura verosimilmente secondaria la maggiore in sede sovra basale laterale sinistra di circa 2,5 cm. Non apprezzabili versamenti pleurici. Ombra cardio-vasale nei limiti”.
TC cranio: “in sede fronto-parietale destro si apprezza lesione con cercine iperdenso del diametro massimo di circa 1,5 cm. Con ipodensità centrale. Si associa evidente edema perilesionale con lieve compressione sul corpo ventricolare destro. Coesiste altra immagine iperdensa compatibile con altra lesione di pochi millimetri a livello cerebellare destro con edema perilesionale. Un po’ appiattiti i solchi delle circonvoluzioni cerebrali lungo l’emisfero destro”.
TC torace ed addome: “esame eseguito dopo somministrazione ec di MDC. Entrambi i polmoni appaiono disseminati di lesioni rotondeggianti, la più grande di circa 2,7 cm., a carico dei segmenti basali del lobo inferiore del polmone di sinistra.
Formazioni linfonodali, le più grandi delle quali con diametro di circa 2,6 cm. Sono presenti nella loggia di Barety, in pre e sottocarenale. Tutte le lesioni descritte sono compatibili con lesioni ripetitive. Non sono evidenti lesioni densitometriche focali a carico di milza, pancreas, surrene e rene di destra. Il rene di sinistra contiene nei due terzi superiori voluminosa formazione espansiva disomogenea, contenente qualche calcificazione, con diametro massimo di circa 6 cm. Compatibile con lesione eteroplastica. Tale lesione giunge fino ad interessare l’ilo e non appare dissociabile dalla vena renale corrispondente, che all’origine sembra presentare piccolo tratto di trombosi. Surrene di sinistra lievemente ingrandito ed ipodenso. Voluminoso linfonodo di circa 2,7 cm. È presente all’ilo. Non rilievi significativi in piccolo bacino.
RMC encefalo: “esame eseguito su tre piani dello spazio mediante sequenze turbo spin echo DP-T2 pesate, FLAIR e Spin Echo pesate pre e post-contrasto.
In sede parietale profonda dx a livello di piano passante per i centri semiovali si apprezza formazione solida disomogenea con area focale, al suo interno, di iperintensità nelle sequenze T1 pesate. Essa appare disomogeneamente iperintensa anche nelle sequenze a TR lungo con cercine iperintenso. Si associa discreto edema perilesionale e dopo mezzo di contrasto presente intensa impregnazione. Altra focalità di circa 5-6 mm con modesto edema circolare con dimensioni complessive di circa 12-13 mm è evidente in sede di lobo cerebellare destro. Essa dopo mezzo di contrasto presenta piccole aree di impregnazione in particolare nei settori periferici, posteriori della lesione. Strutture mediane in asse. Le caratteristiche delle lesioni, l’enhancement e l’edema circostanti sono compatibili, in prima ipotesi, con presenze di formazioni ripetitive”.
Consulenza dermatologica: “ Nevi melanocitari in quiete. Cheratosi seborroiche. Esame in epiluminescenza negativo. Non lesioni sospette nei distretti esaminati”.
Consulenza NCH: “ lesione frontale profonda eventualmente operabile con beneficio”.
Consulenza oncologica: “ neoplasia renale sin plurimetastatizzata. Si consiglia completamento staging con scintigrafia ossea e valutazione per biopsia su lesione aggredibile; valutazione per RT encefalica. Sarà rivalutata per trattamento sistemico alla luce dell’istologia”.

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Cara Amica,

si tratta di una situazione molto seria. Una neoplasia renale in fase così diffusa risulta difficilmente contenibile. L'esame istologico è presupposto per poter effettuare un trattamento. Se si confermasse la partenza renale con l'esame istologico, si potrebbe tentare una chemioterapia con sorafenib o sunitinib. La RT sull'encefalo mi sembra appropriata. Tienici aggiornati.

un caro saluto

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 891XXX

Dr. Pastore, la ringrazio in prima battuta della sua risposta notando che in questo sito è molto attivo nel dare risposte e/o opinioni.
Che la situazione sia critica ne avevo già preso atto aimè... ho anche già letto parecchi pareri in giro sulla rete degli effetti sia positivi che negativi dei farmaci sorafenib o sunitinib per la neoplasia renale con metastasi.
Abito nella provincia di Pordenone e come ben saprà qui vicino ad Aviano abbiamo il C.R.O che è un centro di eccellezza in oncologia. La speranza è sempre l'ultima a morire ma essa è spesso giudata non dalla mente ma dal cuore.... in questi casi.
I prodotti chemioterapici o farmaci intelligenti indubbiamente creano iniziali vantaggi in termini di sopravvivenza pura ma la qualità della stessa viene compromessa in modo irreversibile (effetti collaterali dei farmaci, psicologici ecc... ). Ad esito dell'esame istologico la scelta del trattamento sarà fatta non solo su aspetti puramente medici e di protocollo ma anche su ciò che è meglio per il paziente "uomo" inteso come essere umano.

Ringrazio ancora per la sua attenzione e la terrò informata.

PS: sono un figlio e non una figlia

[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Caro Amico, (perdona la confusione :) )

mi rendo perfettamente conto degli aspetti etici, umani, morali e della necessità di salvaguardare la qualità della vita. Spesso infatti conta molto più della quantità e soprattutto quando purtroppo la malattia ha difficilmente un esito in guarigione.

Resto a disposizione per ogni evenienza e ti saluto con un grande in bocca al lupo

Carlo Pastore
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[#4] dopo  
Utente 891XXX

buona sera dottore,
mia madre è stata sottoppsta 2 settimane fà a trattamento a RT whole brain per 5 gg. per una dose tot. di 2000 (radiazioni , non conosco l'unità di misura mi scusi ). a seguito dell'esame istologico tramite prelievo di tessuto dal rene malato, l'oncologo ha proposto il farmaco sunitinib . Da 2 giorni mia madre ha iniziato l'assunzione del prodotto in capsule in aggiunta a;
- Decadron 8mg 1 fl i.m./die ore 8
- Antra 20 1 cp/die ore 8
- Triatec 5 mg 1 cp/die ore 8
che sta assumendo da circa 2 mesi.

a seguito della radioterapia fatta 2 settimane fà, sono sorti problematiche di gonfiore alla gamba sx ( polpaccio e caviglia )con difficoltà a camminare + perdita quasi completa dell'utilizzo della mano sx.

volevo chiederle tre cose ;
1. la perdita della mano sx e difficoltà della gamba sx posso essere causate dall'edema celebrale accentuato dalla radioterapia? se si con i farmaci attualmente presi diminuirà ?

2. il sunitinib è un chemioterapico citotossico oppure è un inibitore ? alcuni dicono che non è un chemioterapico... ( mi faccia luce grazie )

3. come possiamo diminuire il gonfiore alla gamba? è forse creata dall'eccesso di decadron??? ci sono metodi naturali quali creme ecc... utilizzabili ?

la ringrazio per il tempo che potrà dedicarmi a rispondere

cordiali saluti




[#5] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Caro Amico,

Il sunitinib è un inibitore della crescita endoteliale (anti-VEGF). E' possibile che il trattamento radiante abbia temporaneamente peggiorato l'edema perilesionale. La migliore terapia è proprio quella cortisonica ed eventualmente con mannitolo.

Tienimi aggiornato, un caro saluto

Carlo Pastore
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[#6] dopo  
Utente 891XXX

Buon giorno Dr. Pastore

sabato 03.01.09 ho portato mia madre al pronto soccorso causa la perdita totale dell'uso del braccio/mano sinistra e anche della gamba sx. La tac effettuata in pronto soccorso evidenza che la lesione celebrale è passata da un diametro di 1,5 cm. a un diametro di 3 cm.
A quanto sembra la radioterapia effettuata nel mese di dicembre a mio parere non ha dato alcun frutto. Volevo chiederle quali terapie possono essere attuate secondo lei alla luce del fatto che la lesione oramai e lei stessa che provoca i disturbi del braccio e della gamba.
Operare in modo chirurgico ?
radio terapia o chirurgia stereotassica ?
altre possibilita ?????

da 03.01.09 la quantità di cortisonico immesso è passato da 8 a 16 mg al giorno suddivise in due iniezioni alle 08:00 e alle 14:00


la ringrazio per il tempo che potrà dedicarmi a rispondere

cordiali saluti

[#7] dopo  
Utente 891XXX

il 15-01-09 alle ore 9:50 presso l'ospedale santa maria degli angeli a pordenone in un grigio giorno di pioggia la mia mamma ha lasciato questo mondo terreno. La malattia scoperta il 18 ottobre 2007 ha avuto un decorso molto veloce.....e le sofferenze vere per mia madre sono arivate nell'ultima settimana di vita. Ho avuto la fortuna di potermi godere in modo intenso sia nel dolore che nella gioia gli ultimi mesi di vita di una persona meravigliosa che oltre a donarmi l'esistenza e vivere per la famiglia ha sempre avuto una parola dolce e di conforto per quelle malate.
Ciao Mamma prima o poi ci ritroveremo....... smack.....

Ringrazio coloro che hanno dato il loro apporto a mia mamma...

GRAZIE TANTI AUGURI A TUTTI I MALATI E TENETE SEMPRE DURO....

[#8] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Esprimo le più sentite condoglianze a te ed a tutta la tua famiglia. Spero tanto che il futuro porti soluzioni concrete a questa malattia che mina nel profondo gli equilibri familiari e porta molta sofferenza.

un caro saluto ed un abbraccio virtuale

Carlo
Dr. Carlo Pastore
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