Utente 971XXX
Buongiorno,

ho 65 anni e una formazione al seno da circa 10 anni che negli ultimi 2 anni ha cominciato ad ingrossarsi.
questo è l' esito dell' istologico:

biopsia incisionale neoformazione parasternale sinistra

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,

Lei ci ha descritto l'intervento che è stato eseguito e non il referto dell'esame istologico.

Cordiali saluti
Salvo Catania, MD
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[#2] dopo  
Utente 971XXX

Buongiorno,

mi devo scusare ho schiacciato invio e anzichè andare a capo ha inviato il messaggio.
riporto integralmente il referto:
materiale inviato:
biopsia incisionale neoformazione parasternale sinistra
Descrizione macroscopica:
frammento brunastro uniforme di cm 2x1,7 sormontato da cute di cm 1,2x0,3 (A1).(FS)

Diagnosi
localizzazione dermica di adenocarcinoma scarsamente differenziato

recettore estrogenico: +/allred score:5/5(quota reattiva)+ 3/3(intensità)=8/8
recettore progestinico: +/allred score:5/5(quota reattiva)+ 3/3(intensità)=8/8
comparto proliferativo:(Ki-67/mib1+):15%circa
espressione della proteina p185/her2:0(negativo)

sono molto preoccupata perchè il medico mi ha detto che è un tumore e devo essere operata.
mi ha detto entro un mese. é molto grave? quali esami dovrò fare prima e dopo l' operazione?
dovrò fare la chemioterapia? che tipo di operazione dovrò subire? non so se questo esame è sufficiente per farVi rispondere alle mie domande. ma è tutto quello che ho a disposizione. Se potete consigliarmi una struttura dove farmi operare anche, sono di milano.
Grazie mi scuso ancora se ho fatto perdere tempo nell' invio precedente.
Cordiali saluti,

Luciana

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Dovrebbe darmi più dettagli sulla sua storia clinica.

Scrive "biopsia incisionale " e quindi vuol dire che ha subito un intervento di accertamento per esame istologico.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#4] dopo  
Utente 971XXX

Buongiorno,

cosa intende per storia clinica?
sono entrata in ospedale per un altro problema, 1 mese fa, e lì il medico si è accorto della mia "pallina" nel seno e mi ha suggerito una biopsia per valutare la formazione. Quello che Le ho riportato è l' esito appunto dell' esame.
Resto a disposizione per dare ulteriori informazioni.
Cordiali saluti,

Luciana

[#5] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Avrà sicuramente un biglietto di dimissione con esami fatti e diagnosi.
Salvo Catania, MD
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[#6] dopo  
Utente 971XXX

Non ho in mano nient' altro poichè sono stata ricoverata
per un altro motivo. Mi hanno fatto anche una mammografia, ma anche di quella non ho gli esiti.
So solo che mi dovranno ricoverare per il tumore, il biglietto di dimissione che mi hanno lasciato è per l' altro problema(ora risolto) per cui sono già stata ricoverata e dimessa.
mi hanno lasciato una copia dell' istologico per poter ottenere altri consulti e decidere il da farsi.
resto convinta, anche se ho paura, che l' intervento chirurgico sia la soluzione migliore.

Cordialmente,
Luciana

[#7] dopo  
Utente 971XXX

Al momento sono in attesa che mi chiamino dall' ospedale in cui ero ricoverata (fatebenefratelli di milano).
Credo sia sostanzialmente questo il motivo per cui non mi hanno rilasciato gli esami e un apposito foglio di dimissioni.

Cordiali saluti,

Luciana

[#8] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Sì l'intervento penso sia la soluzione migliore.
Salvo Catania, MD
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[#9] dopo  
Utente 971XXX

Grazie per la cortese risposta.
Egregio Dottor Catania ma la diagnosi "adenocarcinoma scarsamente differenziato" è preoccupante?
sto cercando di informarmi (per quanto sia difficile per una come me che non ha alcuna nozione di medicina) e le notizie che ho trovato non sono molto rassicuranti.
Il medico mi ha tranquillizzata sul Ki-67/mib1+:15%circa dicendomi che è una valore basso, ma non mi ha detto niente riguardo lo "scarsamente differenziato". Può dirmi qualche cosa in merito?
mi scuso per il disturbo e La ringrazio per la disponibilità!

Luciana

[#10] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Il grado di differenziazione è un fattore prognostico e nel suo caso indicherebbe una forma più aggressiva, rispetto ad altre tipologie. Comunque questo dato da solo ha poco significato e và contestualizzato con altri indici prognostici e predittivi e sopratutto con l'esito dell'intervento che, con un esame anatomopatologico completo, darà tutti i dati necessari e sufficienti ad una adeguata stadiazione. In funzione dello stadio seguirà una valutazione oncologica relativa alle eventuali terapie adiuvanti(quasi sicuramente radioterapia e molto probabilmente chemioterapia).
Quindi abbia fiducia in chi la segue e pazienza per eventuali ulteriori terapie aggiuntive per incrementare la sicurezza che il tumore, dopo la asportazione completa, non torni più.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#11] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Concordo con il dr. Alongi che si tratti di uno dei tanti
fattori biologici.
G2- G3 infatti è solo una delle tante caratteristiche o parametri biologici della neoplasia, ma segue in importanza alla dimensione del tumore ed all'interessamento linfonodale ascellare.

La loro conoscenza consente di programmare una eventuale terapia complementare adiuvante. .

In generale Le caratteristiche istopatologiche del tumore primitivo della mammella , il GRADING nucleare e cellulare, forniscono ulteriori informazioni per l'identificazione delle pazienti che necessitano di terapie adiuvanti.
I carcinomi della mammella ben differenziati (G1) si comportano, a parità di condizioni, in modo meno aggressivo di quelli meno differenziati (G2, G3).

Un elevato grading istologico indica una responsività alla chemioterapia adiuvante .
E' stato infatti osservato che quest'ultima produce un miglioramento della prognosi maggiore nei pazienti con linfonodi positivi e linfonodi negativi con tumore scarsamente differenziato, che tra le pazienti con tumore ben differenziato.

Ecco perchè il collega Alongi scriveva "molto probabilmente anche chemioterapia".
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#12] dopo  
Utente 971XXX

Grazie per la cortese e pronta risposta.
In precedenza (soffro di artrite deformante) avevo già provato due iniezioni di chemioterapia per trattare appunto l' artrite.
il problema è che questa terapia aveva "sballato" i valori del sangue(purtroppo non ho questi dati) e del fegato. Quindi il medico aveva deciso di interromperla e tornare alla cura di cortisone. Potrebbe essere un problema il fatto che non sopporti la chemioterapia? ci sono soluzioni alternative?

Grazie di cuore,

Luciana