Utente 502XXX
Buonasera a tutti,

vi scrivo per avere un consulto relativamente ad un problema che sta affliggendo mio padre. Età 68 anni, alto 1,78 m, peso 120 Kg, affetto da ipertensione, diabete mellito e aritmia cardiaca. Tutte e tre le patologie sono correttamente compensate da terapia farmacologica.

Da circa un mese lamentava un dolore che partiva dalla lombare e che si spandeva per tutta la lunghezza della gamba sinistra sino al piede. Confusa per una normale lombo-sciatalgia, abbiamo effettuato una risonanza magnetica che ha dato il seguente esito:

L'indagine evidenzia la presenza di aree di alterato segnale a carico dei somi di L2, L3 ed L4 con incipiente cedimento somatico di quest'ultima vertebra in relazione verosimilmente a processo infiltrativo di natura secondaria che si estrinseca nel versante addominale retroperitoneale.
Sono inoltre apprezzabili alcuni linfonodi aumentati di volume a carico delle catene lombo-aoritiche. Normale per morfologia e segnale il cono midollare. Si richiede consulto oncologico.

Allarmati da questo esito abbiamo fatto analisi del sangue, con determinazione dei marker tumorali:
PSA Totale: 0,466 (valori di riferimento < 4,1);
CEA: 7,1 (valori di riferimento < 5,0 per non fumatori);
CA 19-9 (GICA): 719 (valori di riferimento < 39);
CA 15-3: 11 (valori di riferimento < 35);
Alfa-Fetoproteina: 3,33 (valore di riferimento: < 7,0);
CA 125: 8 (valori di riferimento < 35).
Inoltre valori di VES fuori limite, mentre tutti gli altri parametri funzionali di reni/fegato e pancreas nella norma.

Ancora più allarmati abbiamo eseguito una TAC total body (con e senza mezzo di contrasto) di urgenza e questo è stato il referto:

TAC ADDOME: Indagine eseguita con e senza contrasto, con tecnica trifasica. Presenza in fase arteriosa e di stato di area disomogenea non nodulare in sede VIII segmento epatico di 32 mm come secondaria.
Non si osservano alterazioni morfovolumetriche e in densità della milza.
Pancreas nella norma. rene dx e sin normosecernenti e morfovolumetria nei limiti. Surreni a morfologia conservata. Vescica con pareti di normale spessore e regolare distensibilità. Prostata nella norma per dimensioni.
Presenza di linfonodi aumentati di volume in sede sottorenale retroperitoneale sino a 3 cm. Si conferma il processo espansivo osteolitico in corrispondenza dell'emisoma sinistro della L4. Il tessuto eterologo si porta nel muscolo psoas infiltrandolo. Misura 35 mm e al davanti dello stesso si descrive il linfonodo ipodenso secondario di 3 cm. La piccola pelvi è caratterizzata da imbibizione come da versamento addominale che si porta in fossa iliace dx e in sede mesosigma. Il sigma appare caratterizzato da un tratto (visibile nelle 3 proiezioni di netta riduzione di calibro.

Allo stato attuale mio padre non cammina quasi più, lamenta dolore atroce che non gli permette di star nemmeno seduto alle normali sedie.

Ringrazio di vero cuore chiunque voglia dare suggerimenti oltre la colonscopia che stiamo aspettando.

[#1]  
Prof. Andrea Angelini

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Buongiorno,
sono un ortopedico che si occupa di oncologia muscoloscheletrica.
Il quadro è serio ed in prima ipotesi è riferibile ad una patologia neoplastica con interessamento secondario osseo (vertebrale) e viscerale (epatico). Tuttavia per poter definire al meglio le strategie di trattamento occorre completare la stagnazione e ricercare la lesione primitiva.
Sono a consigliare:
- valutazione specialistica da un ortopedico oncologo per definire il rischio di frattura patologica e compromissione midollare delle lesioni vertebrali;
- esecuzione di PET/Tc per verificare le sedi patologiche di ipercaptazione in sede ossea e viscerale
- eventuale approfondimento imaging delle sedi captanti;
- qualora risultasse ancora non definito il primitivo occorre effettuare una biopsia di una delle sedi più facilmente accessibili;
- contattare un oncologo medico e, tramite valutazione multidisciplinare con ortopedico e radioterapista, concordare un corretto iter di trattamento.
Cordiali saluti

Prof. Andrea Angelini
Prof. Andrea Angelini

[#2] dopo  
Utente 502XXX

Gentilissimo Dott. Angelini,

la ringrazio per la sua esaustiva e tempestiva risposta. La aggiorno con il risultato della colonscopia, esito negativo con nessuna presenza di formazioni neoplastiche. A questo punto ci hanno proposto di fare una biopsia del tessuto del psoas TAC guidata.
Intanto cerco di contattare un ortopedico oncologo per avere un ragguaglio sulla situazione della lisi vertebrale.

La ringrazio di vero cuore per il suo interessamento e la terrò aggiornato.

GRAZIE

[#3] dopo  
Utente 502XXX

Gent.ssimo Dott. Angelini,
quest'oggi mio padre è stato sottoposto ad un intervento di vertebroplastica per consolidare le vertebre che avevano subito più duramente il processo osteolitico. Hanno, inoltre, effettuato la biopsia del tessuto nelle vicinanze delle vertebre.
Mi hanno detto che i successivi step saranno gastroscopia e, qualora l'esito della biopsia suddetta non sia chiarificatrice, una ulteriore biopsia epatica.
Io continuo ad insistere con i medici per l'esecuzione della PET-TAC, senza esito.
Ritiene che l'iter seguito sia corretto?faccio bene ad inisistere per la PET?ci potrebbe evitare tutte queste determinazioni più invasive?
Grazie per le risposte che potrò avere.

Un figlio che non abbandona suo Padre.

[#4]  
Dr. Giuseppe Buono

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Gentile utente, la Pet/Tc può essere utile per determinare la attività delle cellule neoplastiche, ma non esclude la necessità di effettuare esame istologico, che è l'unico esame che permette di effettuare una diagnosi di certezza ed indirizzare i trattamenti più adeguati. Concordo con l'iter finora proposto, indirizzandomi anche io in prima istanza su una neoplasia gastrointestinale dati i marcatori tumorali e il tipo di diffusione.
Detto ciò, dunque, la gastroscopia è necessaria per capire la sede di partenza della neoplasia, in attesa del risultato degli esami istologici già praticati in corso di vertebroplastica e sotto guida Tac.
Ci tenga aggiornati.
Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Buono

[#5] dopo  
Utente 502XXX

Buonasera,
Riporto il responso dell'esame istologico dei campioni di vertebre L2 e L3:

Lacune intertrabercolari con localizzazione di adenocarcinoma con diffusi aspetti regressivi e fenomeni necrotici-emorragici, risultato alle indagini immunoistochimiche positivo per CK7 e CK19 e negativo per CK20, CDX2, PSA, TTF-1.
Il reperto immunomorfologico favorisce l'orogine bilio-pancreatica della neoplasia.

Concordate con tale prognosi?ricordo che nella TAC, fatta inizialmente, il pancreas risultava non alterato in dimensioni mentre a livello epatico il referto diceva: Presenza in fase arteriosa e di stato di area disomogenea non nodulare in sede VIII segmento epatico di 32 mm come secondaria.

Vi sono centri, in Italia o all'estero, specializzate nel trattamento dei tumori dei dotti biliari?

Ringrazio di vero cuore chiunque voglia fornire un contributo.

Un figlio che non abbandona il proprio padre.

[#6]  
Dr. Giuseppe Buono

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Buonasera.
Il risultato dell' esame istologico è coerente con la storia clinica di suo padre, sebbene non definisca con correttezza la sede reale di partenza. La lesione epatica descritta come secondaria non sembra essere il punto di partenza della neoplasia (proprio perché descritta come secondaria).
A questo punto potrebbero essere necessari esami di II livello, tipo RM addome con mdc e/o ecoendoscopia per valutare la partenza della neoplasia dal pancreas o vie biliari.
Nel frattempo sarebbe utile effettuare una consulenza oncologica per iniziare un trattamento, che risulta abbastanza standard essendovi protocolli internazionali seguiti da tutti noi oncologi, per cui può afferire tranquillamente anche ad una istituzione nella sua città di residenza.
Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Buono

[#7] dopo  
Utente 502XXX

Dott. Buono,
la ringrazio infinitamente per l'estrema gentilezza e cortesia con cui risponde ai miei quesiti.
Purtroppo la stessa attenzione non la stiamo riscontrandonda parte del personale sanitario che sta seguendo il mio povero papà. Alla struttura sanitaria dove abbiamo effettuato la vertebroplastica (con successive dimissioni di papà) e che ci ha fornito il referto istologico gli oncologi ci hanno liquidato con un laconico: vi chiamiamo noi. Risultato: oggi siamo ad una settimana e non si è fatto sentire nessuno.
Ci siamo rivolti ad un oncologo di altra struttura, il quale prima di avviare una qualsiasi terapia vorrebbe che si facesse una PET (tempo di attesa di 1 mese) e una biopsia epatica (ci dirà lui se e quando).

Noi ci chiediamo se tutta questa attesa sia lecita in una persona che ha smesso di uscire di casa per i dolori alla gamba e per una famiglia che è piombata in un incubo e si sente abbandonata dalla sanità. Siamo davvero affranti e disperati.

Vorrei solo trovare una struttura che prenda in mano la situazione e che cerchi di alleviare sia il dolore fisico che psicologico di mio padre. Siamo disposti a qualunque sforzo.

Grazie Dott. Buono e chiunque ci possa dare un barlume di speranza.

Un figlio che non abbandona suo padre.