Utente 490XXX
Buongiorno, scrivo in relazione alla situazione di un uomo di 55 anni, al quale è stato diagnosticato un adenocarcinoma (Gleason 7) con sospetto di secondarietà ossee (a quanto risulta dalla scintigrafia: iperfissazione in diverse zone nello sterno e del bacino).
Stante le diverse possibilità di trattamento disponibili per ridurre l'avanzamento delle metastasi ossee, è possibile che i dati sulla sopravvivenza media siano attendibili nel caso di un paziente così giovane? Ho letto che si tratta circa del 3% dei pazienti a cinque anni dalla diagnosi, eppure, se non fosse stato per un alto valore di PSA, la malattia non portava con sé nessun sintomo e, tutt'ora, il paziente non ha alcun dolore.
Le metastasi ossee possono crescere così velocemente da presuporre un peggioramento repentino o è possibile aspettarsi una sopravvivenza pluriennale (chiaramente affiancata ad un trattamento efficace e costante)?

[#1] dopo  
Prof. Andrea Angelini

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Buongiorno,
sono un ortopedico che si occupa di oncologia muscoloscheletrica.
Ad oggi vi sono a disposizione numerosi trattamenti medici, radioterapici/medicina nucleare e trattamenti locali volti al controllo della malattia che hanno permesso un notevole miglioramento della prognosi in caso di carcinoma prostatico metastatico all'esordio. Difficile esporsi con i limiti della distanza e consulenza online su una prognosi presuntiva. Le metastasi ossee devono essere valutate nello specifico da un ortopedico oncologo per quantificare estensione ed eventuale rischio di complicazioni locali. Importante poi il monitoraggio di follow-up in relazione alle cure mediche in corso.
Cordiali saluti

Prof. Andrea Angelini
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