Utente
buonasera dottori.
Purtroppo ad un mio caro è stato diagnosticato un melanoma superficiale. gentilmente vorrei un vostro consulto.
allego descrizione del referto istologico.

1-2) Neoformazione con caratteristeche morfologiche, nel complesso compatibili con melanoma a diffusione superficiale, ulcerato, a cellule epiteliodi, non ulcerato, infiltrante in profondita' fino al confine tra derma papillare e reticolare (3 livello Clark) per uno spessore massimo di mm 0, 703 sec. Breslow. Si riconoscono occasionali figure mitotiche (<1/mm2). Moderato l' infiltrato linfocitario intra e peritumorale e lieve fibrosi.
i margini di resezione chirurgica sono esenti da infiltrazione neoplastica.
la lesione dista cm 0, 5 dal margine di resezione piu vicino.

ci e stato detto dal dottore dell' ospedale che essendo poco profondo bisogna allargare la ferita dove e stato romosso il melanoma.
senza proseguire ulteriori cure e o terapie.
cosa ne pensate? vi ringrazio in anticipo di qualsiasi vostro chiarimento.
cordiali saluti
un ragazzo preoccupato.

[#1]  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile Signore, Quello che le hanno detto è vero, il primo intervento subito era mirato unicamente a conoscere la profondità del melanoma e la entità delle cellule in re-duplicazione. Nel caso del suo amico fa bene a preoccuparsi perchè il melanoma era ulcerato. Questo è un fattore prognostico sfavorevole a meno che non sia capitato un evento traumatico che ha lesionato la parte superficiale. Il secondo intervento chirurgico sarà esteso per un raggio di 8-10cm a seconda della sede del melanoma, ma quello che è importante è che precedentemente o in contemporanea faccia il tracciamento del linfonodo sentinella. Alcuni usano un inchiostro, altri un tracciante radioattivo che è molto più specifico per trovare il primo linfonodo che drena il melanoma. Questo linfonodo va rimosso per sapere se ci sono cellule maligne. In tal caso si passa da uno stadio 1 a uno stadio 3.
Le consiglio il mio libro "L'alimentazione nella prevenzione del cancro" in cui è descritto un caso simile di una persona che a distanza di diversi anni è viva e vegeta. cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
specialista in Oncologia, Radioterapia, Patologia generale

[#2] dopo  
Utente
Gentile Professore. la ringrazio per la sua risposta. ma non le nascondo che con essa le mie preoccupazioni sono cresciute.
In ospedale parlando con lo specialista mi ero un po consolato in quanto il medico ci disse che bastava semplicemente allargare la ferita data la poca profondita' del melanoma. ho chiesto se era il casa di contiuare con ulteriori accertamenti o se bisognasse cominciare terapie oncologiche e la risposta e stata NO sempre giustificata dal fatto della poca profondita del melanoma.
stesso discorso per il controllo del linfonodo sentinella.

[#3]  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile signore, Lei ha perfettamente ragione e in un certo senso anche gli specialisti che seguono il suo amico. Il melanoma ha fatto il suo exploit negli ultimi 20 anni. Consideri che a Brescia nel 2016 hanno registrato un +26% rispetto alla media nazionale. Questo sta ad indicare quanto l'ambiente e il sistema immunitario individuale siano importanti per determinare il "destino" di una persona. In tutta Italia hanno istituito accanto alle oncologia, i centri di Immunoterapia oncologica proprio per rispondere al gran numero di casi. Il melanoma al 1 stadio ha una sopravvivenza a 5 anni dell'94% che scende nel 4 stadio al 9%. Praticamente, più lo stadio si allontana dal piccolo melanoma, il rischio di morte raggiunge il 91%. (Balch CM, Gershenwald JE, Sung SJ, et al. Final version of the American Joint Committee on Cancer Staging for Cutaneous Melanoma. J Clin Oncol. 2009 December 20; 27(36): 6199-6206) Dato che il suo amico, presumibilmente, è un giovane, sarebbe utile approfondire ora le indagini diagnostiche per non correre il rischio di una sottodiagnosi o peggio una sottostadiazione. Con i documenti in mano la persona è in grado di scegliere cosa fare in modo consapevole e in piena libertà di pensiero. L'alternativa è il gioco della Roulette Russa. Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
specialista in Oncologia, Radioterapia, Patologia generale