Utente 306XXX
Una mia parente di anni 47, due anni addietro venne operata al seno( quadrantectomia e svuotamento ascellare) di carcinoma duttale infiltrante.I sedici linfonodi esaminati erano tutti negativi, sensibilità agli estrogeni < 5%- sensibilità al progesterone > del 90%- Angiogenesi 5-10- G3- Ki 67 50%- p53 negativo- bcl2 90%.A detta dell' Oncologo la situazione era abbastanza tranquilla. Seguirono sei cicli di chemioterapia CMF e radioterapia.Da subito dopo la chemio assunsione di tamoxifene da 20 mg e decapetil 3,75 ogni tre mesi.
AI controlli eseguiti ogni sei mesi tutto regolare.All'ultimo controllo esguito un mese fa,però, le cose sono mutate. Infatti il CEA era 20, ed il CA 15.3 40. Tali valori sno stati confermati anche dopo circa 20 giorni.
Nel frattempo è stata sottoposta ad una ecografia epatica che ha rilevato la presenza di due aree sospette.Eseguita ai primi di agosto Tac con mezzo di contrasto è emerso che dette aree non sono metastasi ma si tratta di una cisti e di una area di risparmio su fegato steatosico. Nella Tac è venuto fuori, pero' un'area di natura mista, osteolitica e osteoscletorica sulla L5, per il momento asitomatica. Subito dopo l'Oncologo ha somministrato mediante flebo Zometa da 4 mg, da ripetere dopo un mese e che ha dato effetti collaterali per due giorni: febbre dolori ossei e nausea.Tale lesione è stata confermata dalla PET e dalla RMN eseguite pochi giorni orsono.
Sconcertati , anche perchè, non ci aspettavamo tutto ciò così presto, siamo in attesa della visita dell'Oncologo per verificare il da farsi.
Sui vari siti internet è scritto che nel caso di metastasi ossee vi sono diversi approcci terapeutici: Radioterapia, Radio terapia che sfrutta il calore, crioablazione, etc.
Ciò detto vorrei sapere in generale come si fa a decidere se è meglio l'uno o l'altro trattamento?
La decisione può essere assunta nell' ambito di una strutura Ospedaliera di Provincia con un reparto di oncologia medica o è meglio rivolgersi ad una struttura Ospedaliera con una casistica maggiore?
In tal caso quali sono le migliori?
Resto in attesa di una urgente risposta.

[#1]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentilissima Signora,
da chirurgo oncologo le dico che mi mancano 2 dati:
1) il T ovvero le dimensioni della lesione e poi unifocale?
2) erb-2 ?
A riguardo del trattamento eseguito dal collega Oncologo medico le dico che è corretto e che la presenza di una metastasi ossea su L5 asintomatica in atto non è suscettibile di trattamento radioterapico, si potrebbe valutare di modificare la terapia ormonale.
A riguardo del centro credo che il Pascale di Napoli potrebbe fare al suo caso.
Cordialmente. Dr Piazza
Per il centro

Dr. Giovanni Piazza
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[#2]  
Dr. Salvo Catania

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Certo che un provvedimento terapeutico del tipo che Lei ha prospettato, può essere preso da una struttura Ospedaliera Provinciale : ne esistono tante in Italia ..."di ECCELLENZA"!
Salvo Catania, MD
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[#3] dopo  
Utente 306XXX

Innanzittutto grazie per le celeri risposte.
Al dott. Piazza faccio presente che trattavasi di un unico nodulo di cm 2,1( Classificato T2), con erb-2 negativo.
Inoltre,il medico di famiglia,avendo visto i referti TAC, RMN e sentitosi con un suo amico oncologo, ritiene che sarebbe opportuno sostituire il Nolvadex da 20 mg con il Femara e iniziare da subito la radio per evitare un crollo vertebrale che a suo dire potrebbe avere anche un esordio improvviso.Se ciò dovesse accadere, sempre secondo lui, la situazione sarebbe, poi, molto più difficile.
Io da profana chiedo ma la radio ha effetto anche sulle cellule cancerose?
Se si non è meglio farla subito?
Infine lo Zometa da 4 mg, che dopo due giorni hato gli effetti collaterali decritti nel messaggio del 27 agosto, può essere assunto senza problemi anche dopo un mese?
Come si può far fronte a detti effetti collaterali?
Sarei grata di ricevere con urgenza una risposta, per poter poi valutare il da farsi con un poco di consapevolezza in più.

[#4]  
Dr. Salvo Catania

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Suppongo che l' Oncologo che ha proposto la radioterapia abbia indirizzato la Sua parente da un radioterapista
al quale spetta l'ultima parola.
Quindi, se non l'ha ancora fatto, oltre alla terapia medica occorre preoccuparsi di avere a breve un consulto con un radioterapista.
Salvo Catania, MD
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[#5]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentilissimo Signore,
grazie per le ulteriori delucidazioni,ma ho bisogno ancora di un dato. La signora in oggetto è ancora mestruata? questo potrebbe avere risvolti sull'uso del Femara giustamente consigliato. A riguardo del crollo vertebrale, la terapia con lo Zometa da effettuare ogni 21-28 giorni a mio modestissimo avviso è da continuare inoltre i sintomi legati agli effetti collaterali sono facilmente gestibili dal Paracetamolo,che il collega Oncologo,le prescriverà. RDT si o no? Capiamoci bene:
se esiste al quadro radiologico (che io non posso visionare!)la possibilità di crollo vertebrale,l'Oncologo medico di concerto con il Radioterapiasta e il Chirurgo Ortopedico valutano la possibilità di un trattamento radiante ed eventualmente Laminectomia e/o Vertebroplastica interventi questi che sono eseguibili in centri specialistici veda Pascale come le accennavo nella mia.
Sperando di essere stato d'aiuto,Le porgo i miei più sinceri auguri.
Con Osservanza Dr.Giovanni Piazza
Dr. Giovanni Piazza
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[#6] dopo  
Utente 306XXX

Gentile dott. Piazza, la paziente non è mestruata perchè da aprile 2005, e ciè subito dopo la chemio terapia, assume decapeptyl 3,75 ogni tre mesi.
Inoltre devo farle presente un dubbio che ci assale:
Prima dell'intervento, nell'eseguire gli esami di routine,
alla scintigrafia si era evidenziato un iper accumulo sulle vertebre L4-L5. L'RX di controllo, però, era negativa.
Per cui ci assale il dubbio che già all'epoca c' era il secondarismo anche se adesso nulla si evidenzia sulla L4 e i marcatori all'epoca erano normali.Talchè qualcuno ritiene verosimile la preesistenza delle lesioni metastatiche e quindi andava fatta un chemio più forte, altri ritengono che in due anni le cose non sarebbero rimaste così anche se ha fatto la chemio CMF.
In questi casi sarebbe utile associare anche la chemio?

[#7]  
Dr. Giovanni Piazza

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PALERMO (PA)

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Iscritto dal 2006
Gentilissimo Signore,
visto che la paziente assume decapeptyl,si può sicuramente valutare la possibilità di utilizare il Femara. La preesistenza di una malattia ossea, che non è possibile definire, adesso, se oncologica all'atto della stadiazione preoperatoria può essere solo foriera di dubbi che credo non siano,utili nell'affrontare adesso le cose. Ritengo che orea si debba però definire con sicurezza la possibilità che sia un secondarismo e non un problema legato a decalcificazione sic simpliciter!!
Il protocollo chemioterapico di prima linea per una paziente come la signora a mio parere è stato corretto, ciò non significa che non si possa attuare un protocollo per una malattia che oggi presenta una evoluzione diversa. Le ricordo che si trattava di un pT2 anche se N0 ed M0 e che vi sono varie scuole di pensiero sull'utilizzo di alcuni protocolli in caso di pazienti come la signora. Rimango dell'avviso che,per dissipare ogni dubbio si debba fare una valutazione di tutti gli incartamenti e la esorto a rivolgersi ad un solo oepratore sanitario di sua fiducia,che avra il compito di indicare i possibili percorsi di trattamenti,specifici del caso. Malauguratamente,anche se questo è un utile come mezzo, non posso ne visitare,ne visionare gli esami.
Con Osservanza Dr.Giovanni Piazza
Dr. Giovanni Piazza
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[#8]  
23297

Cancellato nel 2008
Gentile utente

la refertazione clinica peraltro in modo esaustivo riportata versus trattamento oncologico di secondarismi in paziente con pregresso K della mammella mi porta a positive conclusione circa l'iter terapeutico perseguito dai miei colleghi.
Caldeggio la scelta terapeutica chemio CMF utilizzata e le consiglio ,previ controlli strumentali differenziali, di evitare RT ma di fare il modo che la paziente venga trattata modificando solo i dosaggi ormonali gia' utilizzati.
Per quanto attiene la sua richiesta di sede idonea al trattamento oncologico del caso clinico peraltro di complicanza clinica esigua a scanzo di confusione le consiglio una linea terapeutica da seguire in un Centro Universitario di rilievo sia per la completezza delle prestazioni erogabili sia per la possibilita' di accedere a nuovi protocolli sperimentali che potrebbero tornare utile alla paziente.

Cordialmente

Dott.Virginia A.Cirolla

[#9] dopo  
Utente 306XXX

Gentili dottori,oggi abbiamo avuto la consulenza del neurochirurgo il quale nell'esaminare la RMN ci ha detto che la vertebra L5 è ad elevato rischio di crollo e ha consigliato l'uso, da subito ed in attesa del da farsi, un busto tipo lombostat ( lombostop?).Per il da farsi ci ha prospettato due possibilità la Radio sulla vertebra, con il rischio però che potrebbe non consolidarsi affato perchè potrebbe rimanere poco osso ovvero la cifoplastica che, a suo dire sarebbe più indicata in quanto oltre a non essere a molto invasiva e quasi esente da rischi, risolverebbe il problema stabitità vertebrale in modo sicuramente migliore; poi ove ve ne fosse bisogno ( in presenza di sintomatologia dolorosa), eventuale Radioterapia.
Peraltro, ha aggiunto che in questa fase, con marcatori CEa a 20 e Ca15.3 a 44,è meglio non giocarsi la possibilità di poterla fare eventualmente nel prosieguo, anche perchè e' vero che la radio viene mirata sulla vertebra interessata ma verrebbero inevitabilmente interessate anche le parti oggi sane.
Che ne pensate di ciò?
Ho preso buona nota del suggerimento del dott. Piazza di affidarsi ad un solo operatore sanitario di fiducia, tuttavia ciò ci è difficile dal momento che nel trattamento intervengono competenze di più sanitari e volenti o nolenti ognuno, a volte anche su nostra pressione -peraltro in buona fede-esprime il proprio punto di vista.
In attesa di una risposta saluto cordialmente

[#10] dopo  
Utente 306XXX

Gentili dottori,oggi abbiamo avuto la consulenza del neurochirurgo il quale nell'esaminare la RMN ci ha detto che la vertebra L5 è ad elevato rischio di crollo e ha consigliato l'uso, da subito ed in attesa del da farsi, un busto tipo lombostat ( lombostop?).Per il da farsi ci ha prospettato due possibilità la Radio sulla vertebra, con il rischio però che potrebbe non consolidarsi affato perchè potrebbe rimanere poco osso ovvero la cifoplastica che, a suo dire sarebbe più indicata in quanto oltre a non essere a molto invasiva e quasi esente da rischi, risolverebbe il problema stabitità vertebrale in modo sicuramente migliore; poi ove ve ne fosse bisogno ( in presenza di sintomatologia dolorosa), eventuale Radioterapia.
Peraltro, ha aggiunto che in questa fase, con marcatori CEa a 20 e Ca15.3 a 44,è meglio non giocarsi la possibilità di poterla fare eventualmente nel prosieguo, anche perchè e' vero che la radio viene mirata sulla vertebra interessata ma verrebbero inevitabilmente interessate anche le parti oggi sane.
Che ne pensate di ciò?
Ho preso buona nota del suggerimento del dott. Piazza di affidarsi ad un solo operatore sanitario di fiducia, tuttavia ciò ci è difficile dal momento che nel trattamento intervengono competenze di più sanitari e volenti o nolenti ognuno, a volte anche su nostra pressione -peraltro in buona fede-esprime il proprio punto di vista.
In attesa di una risposta saluto cordialmente

[#11] dopo  
Utente 306XXX

Faccio seguito alla mia precedente per integrarla.
Mi spiego: qualcosa non mi torna, nel senso su un sito internet sulla vertebroplastica e cifoplastica,si fa riferimento sempre al controllo della sintomatologia dolorosa cha la mia parente in questa fase non ha se non un senso di pesantezza a livello lombare di cui è stato riferito al neurochirurgo e poi lo stesso neurochirurgo ha parlato di in tervento in anestesia generale mentre sullo stesso sito si dice che l'intervento va fatto i anastesia locale.
Grazie anticipate per le risposte che sicuramente mi darete

[#12]  
23297

Cancellato nel 2008
Gentile utente

concordo con quanto riferito dal collega circa le possibilita' di intervenire sulla metastasi riscontrata in RMN L5 compatibile con secondarismo piuttosto che con fenomeno di recidiva metastatica.
In tale evenienza clinica sarebbe auspicabile insistere sui dosaggi ormonali lasciando come seconda opzione la RT poiche' siamo difronte ad un solo elemento tumorale osseo ben gestibile con la terapia ormonale e citostatica.
Eventualmente di supporto oltre all'Acido Zoledronico da somministrare e.v ogni 28 giorni, i cui benefici ossei restano indiscussi dalla comunita' scientifica come dimostrato da trial clinici multicentrici, si potrebbe valutare l'opzione Ipertermia locoregionale sia per il controllo del dolore sia per ridurre gli effetti collaterali della Ct e Rt nella terapia.
Cordialmente

Dott.Virginia A.Cirolla

[#13]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile utente,
sfortunatamente è una metastasi ossea e come tale deve essere trattata. Adesso bisogna porre l'accento sulla terapia da eseguire e le dico, sinceramente che la RDT non è certo una mentina e il problema di irragiamento di strutture anatomiche con possibili problematiche,quali enteriti attiniche, fibrosi etc etc, esiste. Mi permetto di consigliarla verso la chirurgia, eseguita in un centro di riferimento,e mi permetto di osservare che o anestesia epidurale, spinale o generale è solo un dettaglio. Il busto è, adesso, un mezzo di sostegno che non può impedire,l'evento crollo vertebrale, pertanto se, come da consulenza neurologica deve essere preso un provvedimento che lo si faccia presto.
Esistono diversi centri validissimi, dove si può eseguire tale metodica, da Milano (istituto Carlo Besta a Palermo (istituto Maurizio Ascoli).
Sono certo che,qualunque sia il luogo, i colleghi sapranno come aiutarla.
Comprendo bene, anche la difficoltà di una Concordanza di giudizio e metodo tra i colleghi, ma ciò non toglie che l'approccio multidisciplinare alla patologia oncologica, vede il paziente come unico e solo vero attore insieme ad un clinico di fiducia.
Le auguro un mondo di auguri.
Cordialmente Dr.giovanni Piazza
PS. La prego di Raaguagliarmi, se ancora lo desidera, in seguito.
Dr. Giovanni Piazza
Chirurgo Oncologo
www.Gruppopalermomedica.blogspot.com
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[#14]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile utente,
sfortunatamente è una metastasi ossea e come tale deve essere trattata. Adesso bisogna porre l'accento sulla terapia da eseguire e le dico, sinceramente che la RDT non è certo una mentina e il problema di irragiamento di strutture anatomiche con possibili problematiche,quali enteriti attiniche, fibrosi etc etc, esiste. Mi permetto di consigliarla verso la chirurgia, eseguita in un centro di riferimento,e mi permetto di osservare che o anestesia epidurale, spinale o generale è solo un dettaglio. Il busto è, adesso, un mezzo di sostegno che non può impedire,l'evento crollo vertebrale, pertanto se, come da consulenza neurologica deve essere preso un provvedimento che lo si faccia presto.
Esistono diversi centri validissimi, dove si può eseguire tale metodica, da Milano (istituto Carlo Besta a Palermo (istituto Maurizio Ascoli).
Sono certo che,qualunque sia il luogo, i colleghi sapranno come aiutarla.
Comprendo bene, anche la difficoltà di una Concordanza di giudizio e metodo tra i colleghi, ma ciò non toglie che l'approccio multidisciplinare alla patologia oncologica, vede il paziente come unico e solo vero attore insieme ad un clinico di fiducia.
Le auguro un mondo di auguri.
Cordialmente Dr.Giovanni Piazza
PS. La prego di Raaguagliarmi, se ancora lo desidera, in seguito.
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[#15] dopo  
Utente 306XXX

Gentili dottori Piazza e Cirolla, ritorno su sull' argomento per chiedere alcuni chiarimenti.
Premetto che la mia parente, dopo aver consultato il radioterapista, sta facendo la radioterapia (deve fare 20 applicazioni).
Tale decisione è scaturita dal fatto che
il muro posteriore della vertebra è ancora integro.
Tuttavia siamo molto disorientati perchè andando a controllare ancora una volta la cartella clinica, abbiamo verficato che lo spot esistente due anni fa ( vedesi la mia del 31.8.2006 ),era sulla L5 nello stesso posto di quello attuale e pressocchè delle medesime dimensioni, solo però, che era meno nitido dell' attuale.
Pertanto gradirei una risposta in ordine a quanto da me chiesto il 31.08.2006.
Peraltro il medico che segue la paziente mentre in un primo momento riteneva non potersi trattare già all'epoca ( agosto 2004) di tumore al seno metastatico perchè altrimenti le cose sarebbero andate ben più avanti, oggi confrontando le due scintigrafie sembra più propenso a ritenere che già a quel momento la metastasi era presente e che non sarebbe progredita avendo beneficiato della chemio CMF a suo tempo effettuata.
Gradireri un vostro cortese pensiero in merito e visto che non trattavasi di Carcinoma T2 come venne a suo tempo classificato, cosa sarebbe meglio fare ora e che prospettive ci possono essere per il futuro.
Mi è doveroso precisare che non intendiamo addossare responsabilità ad alcuno per quanto avvenuto in quanto correttamente al dubbio evidenziato nella scintigrafia eseguita nel 2004, fece seguito, come da protocolli, l'esame RX che diede esito negativo .

[#16] dopo  
Utente 306XXX

Gentili dottori Piazza e Cirolla, ritorno su sull' argomento per chiedere alcuni chiarimenti.
Premetto che la mia parente, dopo aver consultato il radioterapista, sta facendo la radioterapia (deve fare 20 applicazioni).
Tale decisione è scaturita dal fatto che
il muro posteriore della vertebra è ancora integro.
Tuttavia siamo molto disorientati perchè andando a controllare ancora una volta la cartella clinica, abbiamo verficato che lo spot esistente due anni fa ( vedesi la mia del 31.8.2006 ),era sulla L5 nello stesso posto di quello attuale e pressocchè delle medesime dimensioni, solo però, che era meno nitido dell' attuale.
Pertanto gradirei una risposta in ordine a quanto da me chiesto il 31.08.2006.
Peraltro il medico che segue la paziente mentre in un primo momento riteneva non potersi trattare già all'epoca ( agosto 2004) di tumore al seno metastatico perchè altrimenti le cose sarebbero andate ben più avanti, oggi confrontando le due scintigrafie sembra più propenso a ritenere che già a quel momento la metastasi era presente e che non sarebbe progredita avendo beneficiato della chemio CMF a suo tempo effettuata.
Gradireri un vostro cortese pensiero in merito e visto che non trattavasi di Carcinoma T2 come venne a suo tempo classificato, cosa sarebbe meglio fare ora e che prospettive ci possono essere per il futuro.
Mi è doveroso precisare che non intendiamo addossare responsabilità ad alcuno per quanto avvenuto in quanto correttamente al dubbio evidenziato nella scintigrafia eseguita nel 2004, fece seguito, come da protocolli, l'esame RX che diede esito negativo .