Utente 114XXX
Salve a tutti.
Da circa 3 mesi ho perso mia madre in circostanze che a tutt’oggi ritengo poco chiare e a cui vorrei daste una qualche spiegazione ringraziandovi anticipatamente.
Premetto che in data data 19/01/2009 subì vitrectomia per pucker all’occhio sx.
Mamma già da diversi giorni aveva una tosse “strozzata”, che non riusciva ad espellere completamente e che era accompagnata da un respiro affannoso e da una sensazione di petto chiuso. Oltre a questa, aveva un dolore atroce nella zona bassa della schiena (all’osso sacro e alle parti molli come riferiva lei) che non la faceva quasi più alzare dal letto anche solo per pochi minuti. Costretta a prendere antinfiammatori per alleviare questo dolore, la mattina del 1° febbraio 2009 decidiamo di portarla al pronto soccorso poiché il dolore era diventato insopportabile. Con me porto delle lastre fatte in precedenza e una MOC (RX bacino per anche: coxartrosi bilaterale, con sclerosi dei tetti acetabolari e riduzione di ampiezza delle rime articolari coxo-femorali; MOC: marcata osteoporosi quasi alla soglia della frattura). Il dr., dopo aver letto i referti da me portati e aver successivamente toccato le zone doloranti di mamma, riconosce immediatamente una notevole sofferenza e propone il ricovero in ortopedia o la visita ortopedica la mattina successiva. A quel punto, dovendo decidere noi, dico al dr. se nel frattempo poteva farle una lastra al torace perché erano 2 giorni che mamma stava facendo le punture (antibiotico Kocefan) per la tosse dato che il nostro medico curante venuto a casa per visitarla oscultandole le spalle si accorse che il polmone dx, nella parte inferiore, era come chiuso. Dal torace, immediatamente eseguito, risultò un focolaio broncopneumonico medio-basale dx e la mia cara mamma venne prontamente ricoverata in pneumologia.
Da qui i guai: 11 giorni di antibiotici ed una toracentesi finché, una mattina, venne colpita da IMA e trasferita in altro ospedale per coronografia. Al pronto soccorso dello stesso, subì un arresto cardiaco che i medici riuscirono prontamente a superare, ma da quel momento per lei non ci fu nulla da fare: trasferita in rianimazione, intubata e sedata profondamente. I giorni che si susseguirono furono solo un calvario ed un continuo cercare di svezzarla dal tubo. Inutilmente. Polmoni troppo danneggiati.
Si cominciò a parlare di cancro quando dal precedente ospedale giunsero i risultati di alcuni marker tumorali richiesti in precedenza (CA 19.9 a 4148,0, CA 125 a 115, 00, CA 15.3 a 79,8).
Ora allego referto TC TOTAL BODY (SENZA E CON CONTRASTO):
“Esame eseguito prima e dopo somministrazione ev di mdc.
Non apprezzabilità di alterazioni TDM di tipo focale a carico del parenchima cerebrale e cerebellare. Linea mediana in asse.
Presenza di cannula endo tracheale e di catetere indovato in vena iliaca dx.
Esteso versamento pleurico bilaterale con segni di collasso polmonare secondario ed aree di consolidamento parenchimale con broncogramma aereo nel contesto in entrambi i polmoni.
Linfoadenopatie in sede mediastinica.
A carico del parenchima epatico in entrambi i lobi si apprezzano multiple formazioni nodulari sostanzialmente ipodense, meglio evidenti in fase contrastografica; in particolare si segnala formazione nodulare disomogeneamente ipodensa del diametro di circa 2.5 cm tra il VI° e il VII° segmento epatico.
Colecisti iperdistesa.
Dilatazione delle vie biliari intraepatiche e del coledoco.
Pancreas a struttura disomogenea con lieve estasia del Winsurg.
Immagine calcifica a carico della milza.
Linfoadenopatie in corrispondenza dell’ilo epatico, in sede mesenterica, inter cavo aortica e peri aortica.
Reni a regolare sede e morfologia; aumento dell’adiposità peri renale specie a dx.
Minima falda fluida in retroperitoneo e nello scavo pelvico.
Presenza di catetere endo vescicole.
Ispessimento concentrico del colon ascendente e soprattutto del retto sigma con riduzione del lume del viscere.”
Diagnosi dopo la morte: cancro colon retto, lesioni nodulari multiple epatiche, polisierosite con versamento pleurico bilaterale, CUC.
Ora, dato che a noi parenti non è mai stato data per certa la presenza di un cancro, questi c’era o non c’era? I polmoni erano metastatizzati? Dato che la diagnosi parla di CRC, può questi arrivare a produrre tutto quel liquido che c’era nei polmoni di mamma (alla fine ne ho calcolato che gliene hanno tirato oltre 5 litri)?
A mamma non me la ridarà mai più nessuno, è vero, ma da figlio sono mesi che cerco una risposta per poter accettare in qualche modo una morte che altrimenti non manderei mai giù.
Vi ringrazio vivamente e mi scuso per essere stato troppo lungo.
Cordiali saluti.

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Dr.ssa Claudia Baiocchi

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Gentile utente,
provo a rispondere ad alcume domande da lei poste.
Alla domanda sulla esistenza o meno di una neoplasia: sì ( vedi diagnosi di neoplasia colo-rettale,metastatica al fegato ed esami bioumorali).
Inoltre la causa del decesso credo sia stata una insufficienza cardio respiratoria da broncopolmonite aggravata da IMA. Pertanto tale fatto determinante si è inserito su una paziente affetta da tumore maligno colo-rettale.
Spero che queste grossolane considerazioni possano aiutarla a superare la morte della mamma.
Dr.ssa Claudia Baiocchi