Frattura chiusa diafasi femorale destro

Salve Dottore, avrei il seguente quesito.
Figlio di 18 anni che a seguito incidente con motorino (luglio 2025) ha riportato la frattura chiusa diafasi femorale destro.
Sottoposto ad intervento chirurgico e relativo fissaggio con chiodo endomidollare nel femore bloccandolo prossimalmente e distalmente con viti.
Nuovo intervento chirugico a Novembre per rimozione delle viti e consentire maggiore mobilità all’arto.
Oggi, febbraio 2026, dopo visita di controllo in cui tutto pare risolto ci è stato caldamente suggerito che, data la giovane età del paziente, entro l’anno sarebbe consigliabile anche la rimozione dell’intero chiodo.
A sostegno della tesi pare esserci la considerazione che, se lasciato all’interno dell’arto, in un futuro remoto se dovesse nuovamente presentari un problema di rottura femore, risulterebbe particolarmente ostico lavorare sull’osso se al suo interno è già presente un chiodo che con il passare del tempo si è saldato con l’osso stesso.
Sono chiede a chiedere che tipo di considerazioni dovrei fare per poter decidere se sottoporre il figlio ha questa nuova operazione oppure se lasciare le cose così come stanno.
Grazie
Dr. Silvio Boer Ortopedico 711 46
La decisione di rimuovere o meno un chiodo endomidollare dopo una frattura femorale diafisaria in un giovane adulto è complessa e richiede un'attenta valutazione dei pro e dei contro.
Considerazioni a favore della rimozione del chiodo:

- Rischio di rottura del femore in futuro: Come giustamente sottolineato, la presenza del chiodo può rendere più difficile il trattamento di eventuali future fratturi nello stesso sito, potenzialmente richiedendo procedure più complesse o con risultati meno prevedibili.
- Possibili complicanze a lungo termine: Sebbene rare, il chiodo può causare irritazione, dolore, infezioni o migrazione nel tempo.
- Migliore qualità della vita: Alcuni utenti riferiscono un miglior senso di "normalità" dopo la rimozione del dispositivo, anche se spesso non causa sintomi.
Considerazioni contro la rimozione del chiodo:

- Rischio chirurgico: Qualsiasi intervento chirurgico comporta rischi, come infezione, lesioni nervose o vascolari, e dolore post-operatorio.
- Possibile necessità di un nuovo intervento: Se il chiodo si è integrato fortemente con l'osso, la rimozione potrebbe essere difficile e richiedere ulteriori procedure.
- Beneficio limitato: Se il chiodo è ben posizionato e non causa sintomi, la rimozione potrebbe non apportare benefici significativi, soprattutto considerando i rischi.
- Stabilità: Il chiodo fornisce stabilità all'osso durante la guarigione e, in alcuni casi, può essere lasciato a vita senza problemi.
Fattori da considerare specificamente per l'utente:

- Livello di attività fisica: Un utente molto attivo potrebbe avere un rischio leggermente maggiore di future fratturi.
- Sintomi attuali: Il chiodo causa dolore, fastidio o limitazione funzionale?
- Condizioni dell'osso: La qualità dell'osso e il grado di integrazione del chiodo sono importanti.
- Opinione del chirurgo: La valutazione del chirurgo che ha eseguito l'intervento iniziale o un altro specialista è fondamentale.
In sintesi, la decisione dipende da un bilanciamento tra il rischio di complicanze future legate alla presenza del chiodo e i rischi di un nuovo intervento chirurgico. È consigliabile discutere approfonditamente con il chirurgo ortopedico, valutando attentamente i benefici attesi rispetto ai rischi potenziali nel caso specifico dell'utente.

Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice

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