Utente 298XXX
Mi chiamo Luisa e sono la mamma preoccupata di un ragazzo di 18 anni che il 26/03/2006 in seguito ad un uncidente ha riportato la frattura del pilone tibiale dx e frattura 1/3 distale perone dx,trattato con riduzione e sintesi del pilone tibiale con FE a ponte e la frattura 1/3 distale con placca e viti.Sia il FE che la placca sono stati rimossi il 19/07/06.Sono seguiti mesi di fisiokinesiterapia osteopatica, esercizi e riabilitazione.A distanza di un anno mio figlio zoppica vistosamente e ha un dolore costante più o meno intenso, a volte al punto di non poter appoggiare il piede. abbiamo fatto, su richiesta dell'ortopedico i seguenti esami: RX Monolaterale esito "esiti di frattura inveterata dell'epifisi distale della tibia che appare deformata e addensata, artropatia degenerativa tibio-astragalica con riduzione della rima articolare,soprattutto in sede mediale e anteriore dove vi è contatto fra le superfici ossee e presenza di aree geodiche subcondrali".
TAC con esito "esiti callificati di frattura pluriframmentaria dell'epifisi distale di tibia e di frattura del malleolo peroneale, si rileva quadro di artrosi tibio-astragalica caratterizzata da riduzione della rima articolare specie sul versante anteriore, con degenerazione gassosa, irregolarità della superficie articolare tibiale con associata sclerosi subcondrale e millimetriche aree geodiche. Alcune arre geodiche anche al III distale di perone".
In base a questo ci hanno prospettato due possibilità, fare una protesi alla caviglia (ma ci hanno detto che non ha una durata illimitata)o procedere con il bloccaggio della caviglia. Non è una decisione facile, Vi chiedo un consiglio, anche in considerazione dell'età di mio figlio, non ci sono proprio altre soluzioni possibili? ringrazio fin d'ora chiunque voglia darmi un suggerimento anche solo su chi consultare o dove rivolgerci. GRAZIE

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Prof. Alessandro Caruso

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Gentile signora Luisa è importantissimo valutare clinicamente e funzionalmente il collo-piede destro di suo figlio, analizzare gli esami diagnostici per immagini e valutare il tutto.
Certamente è certamente giusto quanto i colleghi le hamnno detto,ma prima di arrivare ad una protesi di caviglia o in un'artrodesi in un giovane di 18 anni, valuterei molto
seriamente l'opportunità di eseguire un'intervento completo di
toilette e courretage della caviglia, con possibilità di intervenire sulle lesioni cartilaginee della stessa con eventuali trapianti di cartilagine.
Indipendentemente dalla indiscussa autorevolezza del collega ortopedico che ha operato e/o seguito suo figlio, le consiglio l'opportunità di fare analizzare da superspecialisti nel settore della traumatologia della caviglia il caso clinico di suo figlio per valutare questa opportunità chirurgica .
Certamente, senza nulla togliere ai tanti altri splendidi e prestigiosi colleghi traumatologi italiani, un consulto del Prof. Giannini al Rizzoli di Bologna, e/o quello del Prof. Pierpaolo Mariani di Roma, e del Prof. Paolo Aglietti di Firenze andrebbe bene : sono tre illustri ed autorevoli traumatologi dell'arto inferiore e nel settore dello sport.
Distinti saluti
Alessandro Caruso
Alessandro Caruso
Specialista Ortopedia - Traumat.//Medicina dello Sport
Specialista Medicina Fisica e Riabilitazione -Messina -

[#2] dopo  
Utente 298XXX

gentilissimo dott.Caruso, la ringrazio molto per la sua risposta, sono anch'io dell'idea che prima di procedere ad un intervento così definitivo in un ragazzo giovane si debbano tentare altre strade, sono già in contatto con il Rizzoli di Bologna per una visita col Prof.Giannini ma si parla di mesi di attesa e mio figlio continua ad avere molto dolore alla caviglia. Sarà un'attesa lunga e dolorosa.
La ringrazio ancora per le sue indicazioni Luisa