Utente
Salve,

Sono un ragazzo di 27 anni che a causa di un grave incidente automobilistico, dopo quasi 3 anni dovro' fare un'intervento per la ricostruzione del femore. Fino a oggi ho convissuto con il dolore, ma ultimamente il dolore e' diventato insopportabile. L'inervento lo faro' in Olanda, il pase in cui risiedo al momento. Ho letto che la riabilitazione per questo tipo di operazioni e' lunga e dolorosa, ho chiesto anche qui, e il dottore sorridendo mi ha confermato la mia teoria. Pero' mi ha anche detto che per uno come me che ha passato tutto quello che l'incidente mi ha comportato (Coma,trauma,fratture,etc.). Non sara' dura, io senza dubbio mi impegnero' al massimo come al solito. Solo che ho paura che questa volta sara' piu' difficile. Qualcuno mi sa' dire se la mia paura e' giustificata? Poi vorrei sapere anche di quanta fysio terapia avro' bisogno prima di poter camminare?

Ho anche la possibilita di scegliere se essere ricoverato in una centro di riabilitazione o di essere seguito nell'ospedale dove avverra' l'operazione. Questo comporterebbe un breve spostamento in macchina certo lo farei da passeggero, ma quello che mi proccupa e' il salire nella macchina. Perche' come ho gia' sentito per un primo periodo dovro' fare molta attenzione ai movimenti che faro'.
Adesso la mia domanda e' un'altra non sara' meglio fare un breve periodo come in-patiant, quindi dormire e mangiare li in clinica, onde evitare possibili complicazioni che potrei andare incontro nel tragitto.
Premetto anche la clinica dove dovrei essere ricoverato e' la stessa che mi ha seguito per almeno un'anno dopo il coma. Quindi sono gia' a conoscenze di tutta la mia storia e della situazione neurologica. In riguardo proprio a questo punto vorrei avere qualche conferma, se la Fysio terpia post-operatoria puo' essere diversa da un'altro paziente senza problemi neurologici.

Grazie,
Marco Manzoni

[#1]  
Dr. Andrea Nardi

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Presumo che l'intervento a cui lei si riferisce è l'artroplastica di superficie della testa del femore, intervento in cui viene sostituita solo la testa del femore conservando il collo del femore ciò permette di poter eseguire successivamente (dopo alcuni anni) una artroprotesi totale primaria. Tale tipo d'intervento deve essere eseguito con grande attenzione nel posizionare la protesi di rivestimento poichè a tale livello vengono applicate numerose forze e quindi in caso di malposizionamento ciò porterebbe ad una usura precoce della protesi o ad un suo scollamento. Io personalmente non ho mai posizionato tale tipo di protesi ma ne ho rimosse due per scollamento asettico (durata 3 anni in un caso e 2 nell'altro)
Sicuramente la sua giovane età farebbe propendere per tale intervento ma spesso è meglio una buona artroprotesi totale di anca (magari non cementata) che....
Non la voglio demoralizzare ma sono scuole di pensiero.
Per quanto riguarda la riabilitazione sicuramnte è un percorso duro ma non impossibile soprattutto per una persona giovame con una muscolatura tonica come la sua.


Cordiali saluti
Dr. Andrea Nardi

[#2] dopo  
Utente
Chiedo scusa se le mie informazioni non sono state chiare, ma si tratta di una protesi totale, anca e testa del femore, perché come dice lei nella sua risposta spesso quelle parziali non durarano
troppo a lungo, mentre con questo tipo di intervento dicono che per almeno 15 anni saró a posto.
Nel mio precedente messaggio ho chiesto anche un parere per quanto riguarda la fase fisioterapeutica post-intervento. Só giá che non sará per niente facile ma lei pensa che la condizione neurologica puó influire per quanto riguarda l'intervento e la riabilitazione?

Ancora cordiali saluti,

Marco Manzoni

[#3]  
Dr. Andrea Nardi

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Mi perdoni ma dalle sue email non riesco a comprendere cosa intende dire per condizione neurologica. Che tipo di deficit neurologico è residuato dopo l'intervento?
Comunque le dico che la riabilitazione dopo intervento di protesi d'anca è molto meno complessa di quella del ginocchio. Basti pensare che già sedendosi o camminando lei sta facendo ginnastica. Chiaramente lei essendo molto giovane dovrà faticare di più rispetto agli anziani, che sono la popolazione target di questo intervento, visto che le sue aspettative sono più alte.
Affronti il tutto molto serenamente

Cordiali saluti
Dr. Andrea Nardi