Utente
Buongiorno,
Nella mattinata di ieri ho preso una storta particolarmente violenta "scendendo" da un gradino che non avevo visto,il piede sinistro si é piegato prima verso l'interno,poi verso l'esterno..ho sentito un dolore lancinante,una specie di bruciore e l'impossibilità di poggiare il lato interno del piede,un osso in particolare,mi sono recata in ospedale,mi hanno fatto una radiografia dalla quale non si capiva bene se ci fosse o meno una lesione e mi hanno riferito che comunque avevo l'osso scafoide accessorio..la specializzanda che mi ha visitata era certa che mi avrebbero messo il gesso,solo che non sapeva se c'era o meno una frattura e quindi era indecisa sul tipo di gesso da mettere,poi mi ha visitata un altro medico che non ha ritenuto utile il gesso dicendomi di applicare ghiaccio e prendere antinfiammatori,riposo e basta..pero stamattina il piede é più gonfio e mi fa molto più male di ieri,non so se sia il caso di tornare in ortopedia o se devo aspettare,tra le altre cose lavoro in una comunità su piu piani e spesso devo fare 4rampe di scale più volte al giorno,non so se sia il caso di mettermi in malattia,per quanto tempo ecc..

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Dr. Umberto Donati

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Bisogna accertare se ha una frattura o se si tratta di un osso accessorio perché questo è unito allo scafoide da un tessuto fibroso e a seguito del trauma distorsivo si può mobilizzare e provocare dolore, dal momento che su questa zona si inserisce il tendine del tibiale posteriore. Spesso è utile applicare un gesso da carico, ma questo viene concesso successivamente in modo graduale. Talora si può preferire un tutore, ma in ogni caso possono servire alcune settimane di immobilizzazione, alla quale far seguire la riabilitazione. Le consiglio di chiarire quindi la diagnosi, elemento irrinunciabile per poter decidere il trattamento appropriato, e per ottenerla è necessario che si faccia visitare da un altro ortopedico.
Cordiali saluti
Umberto Donati, MD

www.ortopedicoabologna.it