Utente
Salve,sono una ragazza di 20.A 12 mi è stata diagnosticata una scoliosi dorsale destro convessa di 20° con curva di compenso sinistra.Come mi consigliarano i medici che mi visitarono non ho portato il busto.Ho rifatto da poco una rx e la scoliosi è di 30° dorso-lombare e in complesso ben equilibrata.Sarebbe necessario portare ora un busto per evitare un ulteriore peggioramento o per diminuire anche di poco i gradi ? E' da imputare al nuoto, che pratico da due anni, il peggioramento che ritengo di aver avuto nell'ultimo periodo? Può ancora peggiorare ? Cosa mi consigliate ? Grazie dell'attenzione. Saluti,
L.

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Dr. Antonio Valassina

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Gentile signorina
la scoliosi è una malattia deformante evolutiva della colonna vertebrale che si manifesta durante la crescita. A maturazione scheletrica avvenuta (18 anni per le femmine mediterranee) la scoliosi finisce come malattia. In poche parole si spegne il suo potenziale evolutivo che fa deformare in torsione/rotazione le vertebre, dunque la parte ossea della colonna.
Dunque un corsetto a scheletro maturo non è assolutamente indicato.

A crescita ultimata, pero', possono innescarsi dei fenomeni di progressiva degenerazione degli elementi che tengono unite le vertebre: i dischi, le capsule e i legamenti.
Queste strutture nel tempo possono usurarsi per le condizioni di stress meccanico a cui sono sottoposte dalla perdita del fisiolgico assetto geometrico del rachide.
Ne deriva uno scivolamento reciproco tra le vertebre che in qualche modo può far peggiorare le curve, ma soprattutto il "balance" (= l'allineamento complessivo del rachide tra testa/spalle/bacino) che, se alterato, diventa il principale fattore prognostico negativo sul piano dell'evolutività.
In poche parole due curve anche di 35-40 ° ben allineate reciprocamente (= la vertebra C7 cade all'interno della mensola sacrale = vertebra S1) sono meno preoccupanti di una curva di 25-30° fortemente sbilanciata da un lato.

Questi sono solo alcuni degli aspetti principali per una valutazione del rischio evolutivo della scoliosi nell'adulto. Esistono anche altri parametri che però sarebbe troppo lungo spiegare in questa sede.

Il consiglio migliore che Le posso dare è pertanto quello di rivolgersi ad un collega ortopedico che saprà senz'altro rispondere a tutti i suoi quesiti.

Cordialemente.
Dr. A. Valassina
Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante

[#2] dopo  
Utente
Grazie,rimango però perplessa del fatto che ancora oggi non si faccia il possibile per evitare il peggioramento delle scoliosi, prescrivendo busti sin da quando i gradi non superano i 13-15° evitando di aspettare i 20-25°e oltre.Non è meglio bloccare subito?grazie,
un saluto.

[#3]  
Dr. Antonio Valassina

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Gentile signorina,
lo studio della storia naturale della scoliosi raccoglie migliaia di lavori e centinaia di libri da tutto il mondo.
In questi studi una grande parte è stata dedicata proprio all'aspetto che Lei indica come cruciale: se e quando iniziare un trattamento ortopedico (= un trattamento di immobilizzazione con corsetto).

Da tutti questi studi eseguiti su decine di migliaia di scoliosi VERE è stato possibile tracciare la Storia Naturale della Scoliosi (= storia dell'evoluzione della Malattia Scoliosi = come peggiora, ecc.) con estrema precisione.
Insomma, grazie a questi studi, oggi noi conosociamo i fattori di rischio biologici e meccanici per l'evolutività, l'età di prevalente manifestazione, i comportamenti immediati e a distanza delle curve a seconda della loro classficazione, la comparsa di una evoluzione tardive in età adulta e il come e il perchè. e molto altro ancora.
Ma abbiamo una grande limite: non conosciamo la causa.

Dunque non consocendo la causa non possiamo realizzare una prevenzione primaria eliminando la possibilità che la scoliosi compaia nei soggetti a rischio, magari somministrando una pillolina magica.
Purtroppo non è così semplice.

In questi casi (non solo per la scoliosi, ma anche per altre malattie non è dato di conoscere la causa...)non potendo eseguire una prevenzione primaria e quindi eliminare il primum movens, bisogna ricorrere alla prevenzione secondaria: la diagnosi precoce.

Una volta eseguita la diagnosi precoce esistono poi dei criteri per stabilire se e quando iniziare il trattamento proprio perchè, grazie alla conoscenza eccellente che ormai gli ortopedici hanno in tutto il mondo di questa malattia, si potrà di volta in volta decidere se iniziare il trattamento con il corsetto oppure aspettare controllandone l'evoluzione.

Perchè allora, Lei dice, non mettere il corsetto a tutti i ragazzi con scoliosi anche minore? Beh il motivo è semplice: la storia naturale dell'evoluzione insegna che NON tutte le scoliosi evolvono e che anche quelle che evolvono si comportano in modo molto differente tra di loro a parità di curva in gradi.
In poche parole se prendiamo 10 pazienti con 10 curve dorsali di 15° a 10 anni di età/stesso sesso/stesso altezza/stesso peso potremo vedere che l'evoluzione potrà essere molto diversa.
Alcune resteranno a 15 gradi altre peggioreranno in modo lento e non decisivo, altre, la minoranza dovranno essere trattate.

Infatti sono molteplici i fattori che influenzano la malattia e solo il contorllo clinico nel tempo si è dimostrato essere lo strumento principe nella sorveglianza della malattia.

Le dirò che il problema è in realtà un altro. IL vero dramma in Italia è che tutt'ora non esistono programmi per la diagnosi precoce della scoliosi nelle scuole tra gli 8 e 13 anni di età.
Se venissereo attuati a tappeto otterremmo il primo grande successo dell'Ortopedia Italiana in termini di prevenzione: la scomparsa in Italia del trattamento chirurgico della scoliosi idiopatica (le scoliosi di altra natura non sono oggetto di questo possibile progetto, hanno altre problematiche e vanno affrontate in modo diverso).


Quindi il problema non è "bloccare subito qualsiasi scoliosi" con un corsetto, ma sottoporre tutti i ragazzi e le ragazze d'Italia a visite periodiche durante la scuola elementare e media: perchè la diagnosi precoce della scoliosi diventi una realtà anche da noi.

Sperando di esserLe stato di qualche aiuto.
Cordialmente

Dr. Antonio Valassina
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