Utente 543XXX
Buongiorno dottori, vi contatto per un consulto. Mia figlia di 21 anni ha iniziato poco prima di natale ad avere un dolore all'anca dx, nella parte esterna del gluteo. Dato che andava in palestra, ha pensato di aver fatto qualche esercizio in maniera errata e quindi ha interrotto la palestra ed ha iniziato a prendere degli antinfiammatori che non hanno prodotto nessun beneficio, pur avendoli presi per un certo lasso di tempo,. A questo punto, considerato che il dolore non le permette di deambulare correttamente (ha infatti una zoppia evidente)abbiamo fatto un RX lombosacrale e del bacino in ortostasi da cui è risultato quanto segue: Iniziale spondilosi di L5/S1, con conservata ampiezza dello spazio intersomatico. Plurime piccole cisti cercinate sub-condrali al collo del femore ed all'acetabolo di dx, con ridotta ampiezza della rima articolare. Nei limiti L'anca sinistra . Ho fatte vedere le RX ad un ortopedico della mia zona che ha diagnosticato una coxartrosi giovanile all'anca dx, ha consigliato un calo ponderale, Di base 250.000 ogni 20 gg ed una fiala di Clodron 100 ogni 20 gg. Io volendo essere certa della diagnosi ( in quanto con capisco come una ragazza cosi giovane che ha sempre praticato sport possa sviluppare un problema così invalidante)le ho fatto fare una RM bacino senza contrasto da cui è emerso quanto segue: Focalità di necrosi asettica alla superficie articolare della testa del femore dx, con incipiente cedimento scodellare, edema spongioso perilesionale e versamento articolare, in particolare nel recesso posteriore ove impronta il m. quadrato del femore. Normale delineazione degli altri rilievi muscolo scheletrici. Non versamento articolare all'anca sinistra . Non vi nascondo che, pur avendo capito ben poco, le parole come necrosi asettica ed edema spongioso mi hanno fatto preoccupare notevolmente. Cosa mi consigliate di fare? Mi potete aiutare? In attesa vi saluto cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Emanuele Caldarella

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Gentile signora,

purtroppo la coxartrosi è possibile anche in pazienti giovani, e può essere favorita da diversi fattori. Occupandomi di chirurgia dell'anca con particolare interesse per il paziente giovane, vedo spesso casi di questo tipo.
Tuttavia il radiologo nel referto della RMN descrive un quadro differente, in quanto la necrosi asettica è una patologia diversa dalla coxartrosi (sia essa giovanile o meno).

Il mio consiglio è di effettuare sollecitamente un consulto con un ortopedico specializzato nella patologia dell'anca.

E' necessario esaminare attentamente la RMN nella speranza che l'edema sia reversibile con mirate terapie mediche.
Se invece la diagnosi di necrosi venisse confermata, purtroppo il quadro è più complesso, e potrebbe anche comportare la necessità di un intervento chirurgico.

In ogni caso, data la delicatezza della diagnosi e del trattamento, il suggerimento di rivolgersi ad un centro specializzato è fondamentale, vista anche la giovanissima età della paziente.

Rimango a Sua disposizione per eventuali chiarimenti e porgo cordiali saluti
Dr. Emanuele Caldarella

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emanuele.caldarella@medicitalia.it

[#2] dopo  
Utente 543XXX

Buongiorno dottore, la ringrazio per le informazioni che mi ha dato e mi scuso di non aver risposto prima. Ho consultato un ortopedico specializzato nella patologia dell'anca che ha esaminato la RMN diagnosticando una necrosi alla testa del femore, non allo stadio iniziale. Mi ha proposto un intervento di core-decompression per ristabilire il normale flusso vascolare. Non ha garantito però che possa essere risolutivo, considerato che c'è già un appiattimento della testa del femore, ma data la giovane età di mia figlia è un tentativo da fare. Nel frattempo, ha consigliato magnetoterapia, deambulazione con due bastoni senza carico e terapia antitromboembolica. Lei cosa ne pensa?
In attesa, la saluto cordialmente.

[#3] dopo  
Dr. Emanuele Caldarella

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Gentile Signora,

il collega è stato saggio a proporre una soluzione non protesica come "ultimo tentativo", data la giovane età di Sua figlia. Tuttavia, se la necrosi non è iniziale ma ormai franca, è molto probabile che questa procedura non dia i risultati sperati. Naturalmente Le auguro il contrario, ma voglio solo essere onesto ed evitarvi illusioni eccessive. Un'altra possibilità percorribile è quella della cosiddetta "subchondroplasty", che è una nuova ed innovativa procedura che consiste nell'inoculazione nel focolaio necrotico di un sostituto artificiale dell'osso. Naturalmente qualora queste procedure non dovessero dare il risultato sperato si dovrà necessariamente riprendere in considerazione la strategia protesica.

Le faccio il mio miglior "in bocca al lupo", e spero di avere presto da Lei buone notizie.

Cordiali saluti
Dr. Emanuele Caldarella

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