Utente
Mia figlia di 36 anni da circa una settimana presenta un discreto gonfiore presumibilmente ad una delle ghiandole salivari, proprio al centro sotto il palato, accompaganato da indolenzimento della zona. Questo disturbo si è verificato in modo repentino, da un giorno all'altro.
Il medico curante le ha suggerito di recarsi dal dentista, il quale non rilevando nessun problema dentale, le ha suggerito di rivolgersi all'otorinolaringoiatra per sospetto di calcoli (disturbo di cui ha sofferto più di dieci annia fa, risoltosi spontaneamente). In attesa di questa visita specialistica - com'è noto i tempi di attesa sono quelli che sono - vorrei cercare di tranquillizzarmi/tranquillizzarla, poichè sta trascorrendo un periodo di forte stress (due interventi chirurgici in un solo anno: mastite e polipo uterino).
Inoltre a suo avviso il disturbo attuale sembra diverso da quello provocato dal calcolo. mentre per il calcoletto la ghiandola si gonfiava e sgonfiava in corrispondenza dei pasti, adesso è sempre tumefatta e dolente. La cura antibiotica e antinfiammatoria che ha seguito per circa cinque giorni non ha finora sortito alcun effetto. Può trattarsi di qualcosa di grave? La procedura che stiamo seguendo è corretta? Quali altre visite e/o esami occorre prevedere? Vi ringrazio anticipatamente dell'attenzione e vi porgo i miei saluti.

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Dr. Raffaello Brunori

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Consiglio una ecografia delle ghiuandole salivari, in attesa dellla visita specialistica. Una volta in possesso della risposta, potro' esserle di aiuto. Comunque stia tranquilla, non credo che si tratti di una patologia grave, se non di un processo infiammatorio. Cordiali saluti
Dr. Raffaello Brunori

[#2]  
Dr. Cataldo Palomba

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Gentile Signore,
desumo da ciò che ha scritto che a sua figlia sia è stato diagnosticato in passato un mucocele, cioè una raccolta sottomucosa di saliva per ostruzione o rottura del canalicolo escretore di una ghiandola salivare minore.
Queste lesioni sono soggette a recidiva e spesso possono infettarsi, e per questo è necessaria l'exeresi chirurgica: vista la repentinità delle manifestazioni descritte, cioè gonfiore e dolore, escluderei lesioni di natura neoplastica, che invece sono più subdole.
A questo punto conviene asportare la lesione e sottoporla comunque ad esame istologico, sia per favorire una guarigione definitiva, sia per dirimere ogni dubbio.
Cordiali Saluti
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Risposta ad esclusivo scopo informativo, non costituisce diagnosi, non sostituisce la visita medica.

[#3]  
Dr. Raffaello Brunori

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Mi dispiace intervenire in questo caso, ma non condivido il parere del Collega. Non è possibile fare una diagnosi e, quindi, indicare una specifica terapia, in questo caso chirurgica, se non si conosce il caso specifico. Attendiamo l'esito della visita specialistica prima di dare delle indicazioni. Comunque, entrambi siamo d'accordo sulla benignità della patologia.
Dr. Raffaello Brunori

[#4] dopo  
Utente
Ringrazio vivamente il Dr. Brunori e il Dr. Palomba per le indicazioni fornitemi e la sensibilità dimostrata nella celerità delle risposte. La probabile benignità della patologia rende meno ansiogena l'attesa della visita specialistica.
Il problema di cui fu afflitta mia figlia nel 1996 era legato ad una piccola concrezione calcarea sulla proiezione del dotto della sottomandibolare destra, poi risolto spontaneamente senza alcuna terapia. Tuttavia, a parte la rapidità dell'insorgenza e l'indolenzimento, la sintomatologia attuale risulta diversa: non ci sono variazioni nel gonfiore in rapporto alla masticazione e/o alla deglutizione, come accadeva allora. L'ingrossamento e il dolore permangono costanti a prescindere da tutto.
Circa un mese e mezzo fa, mia figlia ha concluso una terapia omeopatica a base di ologominerali (oro rame e argento), suggeritale come sostegno all'ultimo intervento effettuato nel mese di agosto. Può questo avere influito sulla eventuale formazione di calcoli?
Non appena avremo effettuato ulteriori indagini, vi informeremo per sentire il vostro prezioso parere.
Vi ringrazio ancora di cuore.
Cordiali saluti.

[#5]  
Dr. Raffaello Brunori

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Non credo che la terapia omeopatica abbia potuto contribuire alla formazione di eventuali calcoli. Comunque, con tutta tranquillità, non resta altro che attendere l'esito della visita e dell'esame ecografico.
Cordialità
Dr. Raffaello Brunori