Aumento acufene e calo udito

Dopo aver ascoltato musica ho notato un aumento dell'acufene all'orecchio sinistro, che già avevo in precedenza; premetto che allo stesso orecchio avevo un calo di udito di 40 dB a 6kHz e di 50 db a 8kHz (il tutto secondo il medico causato dalla chemioterapia che era stata necessaria per curare un seminoma della pineale avuto in precedenza). Allo stato attuale oltre all'aumento dell'acufene ho avuto un'ulteriore calo di 15 db a 4kHz e di 5db a 8kHz sempre sul sinistro, oltre ad un calo di 10dB sul destro. L'ultimo controllo dell'udito risale a 6 anni fa. Il medico ha detto che è un normale calo dovuto ad invecchiamento oppure a caratteristiche di ereditarietà, senza prescrivere nessun'altro controllo o trattamento. Il fatto è che è avvenuto tutto molto rapidamente.
Volevo avere un'opinione al riguardo. Grazie in anticipo.
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Leggo che lei ha 27 anni e mi sembra fuori luogo parlare di invecchiamento. Purtroppo le terapie che ha fatto non l'aiutano nell'inquadrare il problema. Il mio principio è questo: un acufene indotto da farmaci deve essere sostanzialmente bilaterale simmetrico e quasi sempre associato ad una ipoacusia pure bilaterale simmetrica. Quello che traspare dalla sua lettera è che l'acufene lei lo lamenta a sinistra. Ovviamente l'esame audiometrico è fondamentale, se c'è una ipoacusia maggiore a sinistra, non darei troppo la colpa a fenomeni generalizzati come i farmaci e l'invecchiamento (27 anni ???), questi fenomeni, come ho detto danno perdite uditive bilaterali simmetriche. Nel suo caso farei valutazioni più approfondite perchè mi sentirei quasi di escludere le due cause che lei ha citato. Un primo passo è audiometrico + impedenzometria.
Cordiali saluti

Dr. Carlo Govoni
specialista in otorinolaringoiatria - Milano
cell. 3358040811
www.carlogovoni.it

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dopo
Utente
Utente
Sono andato al pronto soccorso due giorni fa, oggi mi hanno fatto l'esame audiometrico in ospedale confermando quel tipo di calo e indicando come diagnosi l'ipoacusia neurosensoriale ad insorgenza improvvisa, ma che potrebbe essere tardi per curarla (sto prendendo comunque Deltacortene e Acuval dall' 1 luglio, che direi corrisponda a 10 giorni dopo l'inizio del problema). Mi hanno detto di continuare la terapia per altri 10 giorni e poi di rifare il controllo dell'udito. Anche se il calo dell'udito non è enorme, se si volesse utilizzare un apparecchio acustico, entro quanto tempo bisogna cominciare ad utilizzarlo? (ho letto che si potrebbe diventare meno sensibili ad i suoni che hanno subito il calo se non li si sente per un pò di tempo).
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Utente
Utente
Non mi è stata fornita una possibile causa, inoltre penso che non abbiano fatto nulla per escludere il neurinoma, mi devo preoccupare?
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Mi sembra che la procedura sia corretta. Faccia la cura medica per almeno 10, o anche 20 giorni. Dopo dovrà ripetere la prova dell'udito. Se tutto ritornerà nella norma non ha alcun senso di parlare - ora - di possibili cause.
Non ha nemmeno senso pensare ad una protesi acustica. Prosegua nella terapia e ripeta l'esame, poi si vedrà
cordialmente
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dopo
Utente
Utente
Il successivo esame dell'udito è previsto appunto dopo 10 giorni di cura.
Una volta valutato questo mi è stato detto che si deciderà come proseguire e che si potrebbe anche valutare di fare una risonanza magnetica per controllo.
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Utente
Utente
In genere dopo quanto tempo dall'inizio della cura si può vedere qualche miglioramento, nei casi positivi? (sto prendendo deltacortene 25mg una volta al giorno)
C'è qualcos'altro che può facilitare il recupero?
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Utente
Utente
Ad una settimana dall'inizio della terapia non mi sembra di avere dei miglioramenti e comincia putroppo a farsi largo la rassegnazione. Posso avere ancora qualche speranza o devo cominciare a pensare di vivere con un apparecchio già da quest'età?(e con tutte le eventuali rinunce a cui immagino si debba andare incontro).
Volevo sapere soprattutto questo, se anche dall'esame dell'udito che farò, se non dovessero esserci miglioramenti, in genere i medici cosa decidono di fare (intensificare o variare terapia, o sospenderla)?
La ringrazio in anticipo, se può rispondermi.
Coirdiali saluti
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Lei mi mette in difficoltà ... non è possibile rispondere. Se non sappiamo che cosa è successo. (non conosciamo la malattia) non è possibile dire se la terapia funzionerà o non funzionerà.
L'esame serve per poter fare una diagnosi, dopo si potrà fare una terapia più mirata rispetto a quella che sta facendo ora.cordialità
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Utente
Utente
La ringrazio per la risposta. Da quello che dice quindi mi sembra che dopo il controllo dell'udito mi dovranno fare altri esami per capire da che cosa può dipendere il problema (quando lo avevo chiesto dopo il primo controllo avevano detto che possono esserci diverse cause, ma non ne avevano ipotizzato qualcuna in particolare).
Cordiali saluti
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Io vedo l'esame dell'udito fondamentale. Può essere che da solo sia sufficiente x individuare una causa ed allora si passerà alla terapia. Oppure potranno essere necessari ulteriori esami.
cordiali saluti
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Utente
Utente
Una volta fatto l'esame dell'udito è meglio continuare a seguire le indicazioni dei medici dell'ospedale o riferirisi ad un otorino?
Attualmente sto prendendo 25mg di Deltacortene al giorno, la quantità è giusta? Inoltre ho visto che a volte vengono fatte delle iniezioni, sono forse più efficaci? Da cosa dipende la scelta di somministrarlo per via orale o iniezione?
La ringrazio in anticipo.
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
I cortisonici (es. deltacortene e altri farmaci del gruppo) sono attivi sia per via orale che per via iniettiva. Con dosaggi adeguati si ottengono gli stessi effetti. La via iniettiva ha il vantaggio di essere più rapida e più precisa nel dosaggio del farmaco in circolo. Quando siamo di fronte ad un problema di sordità, trattandosi di una cura che si protrae per 20-40 gg la velocità non è un vantaggio. Personalmente preferisco usare farmaci per bocca.
In casi particolarmente gravi, per poter somministrare dosaggi molto alti si esegue la via iniettiva.
cordialità
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Utente
Utente
Quindi il dosaggio di 25 mg che prendo attualmente dovrebbe essere adeguato al calo dell'udito che ho subito?
Un'altra cosa che mi è stato detto è che per avere i risultati migliori bisogna intervenire entro due-tre giorni dall'inizio dei sintomi, ma di quanto cambiano le possibilità di recupero se si interviene più tardi (una o due settimane dopo)?
Cordiali saluti
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Non esistono regole valide per tutti. Lei è giovane e dovrebbe avere maggiori possibilità di ottenere un succeso terapeutico. E' chiaro che prima si inizia la terapia è meglio. L'ottimale è iniziare nei giorni immediatamente successivi all'evento, ma anche se si fosse iniziata la terapia dopo 3 o 4 settimane si potrebbero avere discreti o anche ottimi risultati. Quello che potrebbe variare sarà la durata della terapia. Se si inizia tardi si dovrà necessariamente farla più lunga.
cordialità
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Utente
Utente
Volevo chiederle se esistono centri specializzati nelle patologie dell'udito, ad esempio in Emilia Romagna.
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dopo
Utente
Utente
Ho fatto l'esame dell'udito previsto per oggi ed è rimasto tutto invariato. Il medico che mi ha seguito però non era presente (c'era solo l'audiometrista). In questo caso penso di dovere continuare con la terapia impostata almeno fino alla prossima settimana quando sarà di nuovo presente. Il fatto che non ci siano differenze rispetto all'esame precedente significa che bisogna cambiare qualcosa nella cura? Che cosa ne pensa? La ringrazio cordialmente se può rispondermi.
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Se non c'è alcuna differenza il medico potrà decidere se aumentare o meno il dosaggio. Occorre vedere bene gli esami audiometrici, perchè a volte piccoli segni di miglioramento ci sono ed allora si continua la terapia senza incrementare i dosaggi.
Non si può parlare di centri specializzati per l'udito. In ogni università c'è una sezione di audiologia. Poi ci sono centri per l'audiologia infantile, ma questo non mi sembra di suo interesse. Il suo caso mi sembra che possa essere affrontato bene dall'otorinolaringoiatra che l'ha in cura.
cordiali saluti
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Utente
Utente
Esistono altre cure oltre al deltacortene (che finora non ha avuto effetto) che possono avere efficacia ora, dopo 4 settimane dall'inizio del problema?
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Utente
Utente
Il medico ha detto di terminare la terapia perchè il calo si è stabilizzato, cioè non migliorerà più? Non posso nemmeno proseguire la cura con il deltacortene secondo lei?
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
I farmaci di scelta sono i cortisonici. Oviamente in commercio ci sono diversi prodotti, il deltacortene è uno, ed è anche tra i migliori. Difficile poter dire se cambiarlo. Altro problema è come terminare la terapia. Normalmente le terapie cortisoniche si concludono scalando il dosaggio. Da 1 cp 25 mg al giorno può passare a mezza compressa per sei giorni e poi un quarto (1/4 di cp) per otto giorni.
cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente
Potrebbe servire a qualcosa aumentare la dose?
Mi scuso se insisto ma è difficile accettare di subire una perdita di udito senza poter fare nulla per recuperare.
Ho letto che esistono delle tecniche in fase di sperimentazione per questo tipo di problemi, lei sa a che punto sono in Italia ?
Cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente
La terapia con la camera iperbarica può essere ancora utile? Perchè non mi è stata proposta?
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dopo
Utente
Utente
Ho fatto un'ulteriore visita dall'otorino. Mi ha detto che generalmente è difficile recuperare la perdita di udito e che il deltacortene e l'acuval servono per lo più ad attenuare i sintomi del calo dell'udito e non a ristabilirlo. E' corretto questo?
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Le terapie esistenti sono tante. Anche la camera iperbarica è stata ultilizzata. Però non si può fare tutto. Penso che i medici le abbiano prescritto le cure più adatte. Indubbiamente se i sintomi si attenuano è un successo. Ovviamente se si guarisce è meglio, ma non sempre si riesce ad ottenere questo risultato. cordialità
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Utente
Utente
Questi otorino da cui sono andato a pagamento mi ha detto di fare un esame ABR (potenziali uditivi) per escludere neurinoma. All'ospedale mi avevano detto che avendo fatto l'ultima risonanza a fine 2008 senza nessun problema riscontrato e visto che ho da fare la prossima a settembre, di attendere l'esito di quella, dato che il neurinoma non cresce così velocemente. Sembra quasi che sia un modo di garantirsi un'altra visita per controllare l'esito dell'esame. Cosa ne pensa?
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dopo
Utente
Utente
Secondo lei conviene fare questo esame o posso aspettare la risonanza a settembre?
Un'altra cosa: è possibile che il calo di udito con relativo aumento acufene sia semplicemente causato dall'ascolto di musica in cuffia, dato che me ne sono accorto dopo di questo? Il volume non era particolarmente alto, e poi il danno c'è stato solo sull'orecchio sinistro, che però era quello che aveva già un calo.
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dopo
Utente
Utente
E' possibile un recupero spontaneo a lungo termine, anche in maniera graduale?
Ascoltare musica (a volume moderato) può essere un problema nella situazione in cui mi trovo?
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dopo
Utente
Utente
Sarei interessato anche ad avere pareri di altri esperti che volessero intervenire. Grazie
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Lei dice di aver fatto una risonanza a fine 2008 ed era negativa. Dalle immagini Non c'era il sospetto di neurinoma o altro processo patologico. In effetti questo dovrebbe tranquilizzarla, l'evoluzione di un neurinoma è sempre lenta. L'ABR serve per verificare se la perdita uditiva è cocleare (cioè localizzata nella coclea) o lungo il nervo acustico. Nel suo caso penso che i colleghi si siano orientati per un danno cocleare. Lei ha una RMN programmata per settembre. Io aspetterei quella data. Non vedo una necessità di eseguire un ABR. E' chiaro che un esame in più non fa male. Il mio orientamento è che il suo problema sia un danno cocleare.
Ovviamente il rumore tende a danneggiare la coclea. Io però non vivrei sotto ad una campana di vetro, ascolti pure la musica, vada anche in discoteca. Quando sente la musica lo faccia ad intensità moderata. Quando va in discoteca si limiti ad una volta alla settimana. e poi, non stia in pista per tutta la serata, ogni tanto si prenda qualche pausa.
Io credo in una possibilità di miglioramento nel tempo. Non penso ad un recupero totale però ancora x un mese o due qualche miglioramento potrebbe esserci. cordialità
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dopo
Utente
Utente
Di quanto può crescere un neurinoma in un anno di solito?
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Non c'è una regola precisa. Se il neurinoma è molto piccolo alcuni consigliano di non intervenire e controllare l'evoluzione con Risonanza. Si può accrescere di pochi mm all'anno o anche quasi nulla. Sui neurinomi medi e grandi è preferibile pensare all'asportazione. Occorre cmq valutare sempre non solo la malattia ma anche la persona nel suo insieme. cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente
Con la TAC senza contrasto si può vedere la presenza di un neurinoma? (lo chiedo perchè ne avevo fatta una di controllo a maggio e non c'era niente di anomalo) .
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Un piccolo neurinoma non si vede. Un neurinoma di medie dimensioni è molto difficile vederlo. I grandi neurinomi che danno segni indiretti si possono intuire e a volte anche vedere. Ci sono dei motivi perchè non ha fatto il contrasto?
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Utente
Utente
Era stata fatta solo per controllare la posizione dello shunt dopo un periodo che avevo delle fitte dietro alla testa.
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dopo
Utente
Utente
Secondo il primo otorino che mi ha visitato, non si può trattare di ipoacusia improvvisa perchè dovrebbe esserci stato un peggioramento di 30 db su più frequenze. Secondo lui il peggioramento dell'udito è causato principalmente dall'aumento dell'acufene e se quest'ultimo dovesse attenuarsi, potrei recuperare qualcosa nell'udito.
Ho letto che la frequenza dei 4kHz è quella che viene maggiormente coinvolta nei traumi acustici (e nel mio caso è quella che ha subito il calo maggiore), è possibile che il volume della musica possa aver provocato un danno all'orecchio sinistro ?
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dopo
Utente
Utente
Ho fatto l'esame ABR e risulta che I T5 > 20 msec, è mi è stato consigliato di fare la risonanza. Già ne ho una in programma, devo valutare se è il caso di anticiparla.
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dopo
Utente
Utente
Vorrei sapere se quest'anomalia nell'esame deve essere ricondotta alla presenza di un neurinoma o se può essere dovuta al calo uditivo.
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Cosa vuol dire quando scrive - shunt -?
La frequenza di 4000 Hz è la più colpita, questo vale per tutti i tipi di trauma acustico.
Aspetti con calma la risonanza già programmata.
Lei focalizza troppo l'attenzione sul neurinoma, è questa una malattia rarissima.
Un calo di udito sugli acuti è abbastanza frequente, spesso per alterazioni del microcircolo cocleare --- la terapia con cortisone può migliorare la situazione.
Cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente
Per shunt intendevo il sistema di drenaggio del liquido cerebrale.
Per quanto riguarda la terapia, l'avevo già conclusa.
La sensazione che ho attualmente, dopo tutte le visite e controlli fatti, è che tutto possa dipendere dall'ascolto della musica con auricolari, magari ad un volume leggermente più alto rispetto al solito, che possa aver danneggiato l'orecchio sinistro (che da quando ha cominciato ad avere l'acufene ne l 2005, è diventato un pò più sensibile ai rumori). Penso di non aver detto ciò al pronto soccorso, quindi volevo chiederle se nel caso di traumi da rumore (come uno scoppio) o musica (come anche può succedere in discoteca) si segue una terapia diversa da quella che mi è stata indicata. Grazie
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Il trauma da rumore è un concetto variabilissimo. Il primo fattore da valutare è l'intensità acustica e la durata dell'esposizone. Uno scoppio (mina, arma da fuoco molto vicina, ecc) con intensità di 160 dB o oltre è possibile avere un danno con una esposizione di pochi secondi. Il suono di una discoteca o cuffiette ad alto volume , circa 90-100 dB occorre una esposzione molto prolungata. E' chiaro che se uno fa il musicista o il DJ si espone a questo rumore tutte le sere e dopo alcuni anni può presentare un danno da rumore.
Altro concetto legato al trauma acustico è la perdita uditiva che ne consegue. Dopo una esposizione (es. serata in discoteca) abbiamo un abbassamento temporaneo di soglia uditiva, che dura poche ore, ma dopo tutto è come prima. L'abbassamento temporaneo di soglia ha poca rilevanza sul piano clinico. Il trauma acustico acuto (o quello prolungato nel tempo determinano un abbassamento permanente di soglia. Questo è il vero danno acustico.
Nel suo caso mi sembra difficile che l'ascolto di musica ad alto volume possa aver creato danni permanenti. Ovviamente non penso che Lei x ore, ripetute x anni abbia ascoltato musica ad elevata intensità. Dico questo perchè è difficile che una persona usi le cuffie da un lato solo. Chi usa le cuffiette vuole isolarsi e le mette entrambe. Il danno dovrebbe essere bilaterale simmetrico, cosa che Lei non descrive.
cordialità
[#41]
dopo
Utente
Utente
Comprendo la sua spiegazione, ma tutto ciò vale anche per chi aveva già dei danni ad un orecchio come me?
Comunque anche a me sembrerebbe strano che in un'ora sola si possa subire un danno permanente, però se non è così è davvero una coincidenza.
[#42]
dopo
Utente
Utente
Oltre alla domanda precedente volevo chiedere anche questo: l'acufene è una conseguenza di un calo uditivo o viceversa, la presenza di acufene disturba l'udito e fà quindi risultare un calo (nel senso che l'acufene copre i normali suoni, che si sentono quindi di meno) ?
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Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
E' importante sapere come era l'udito prima di iniziare un'attività o prima di un evento (es. scoppio). Purtroppo non sempre c'è un esame dell'udito. In genere, nei soggetti giovani, che non hanno avuto malattie otologiche c'è la presunzione che prima di una esposizione a rumore siano normoacusici.
Ovviamente ci sono le eccezioni.
Fare un esame audiometrico in un paz. con acufene c'è il problema dell'effetto mascherante dell'acufene. Questo però normalmente avviene per una o due frequenze. Tramite l'acufenometria è possibile individuare la frequenza (o le frequenze) dell'acufene e l'eventuale innalzamento della soglia uditiva colpirebbe solo queste frequenze e non l'esame audiometrico nel suo complesso.
Indubbiamente una scomparsa di un acufene comporta un piccolo miglioramento in alcune frequenze e un peggioramento da un effetto opposto.
cordiali saluti
[#44]
dopo
Utente
Utente
Nel mio caso avevo appunto già un calo in precedenza, prima di questo aumento improvviso (e dal 2006 a questo evento non credo ci siano state variazioni di rilievo).
Quindi la diagnosi del primo medico che si potesse trattare solo di un aumento dell'acufene a questo punto è sbagliata.
Per quanto riguarda l'ospedale, dopo il primo controllo audiometrico risultava un'ipoacusia ad insorgenza improvvisa, al secondo si parlava ipoacusia in esiti di blocco cocleare.
Secondo lei qual è la diagnosi? A questo punto c'è un pò di confusione.
Inoltre cosa intende riguardo ad un peggioramento dovuto alla scomparsa dell'acufene?
[#45]
dopo
Utente
Utente
Sarei interessato anche a sentire pareri di più esperti.
[#46]
Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
La presenza di un acufene spesso altera l'esame audiometrico. Esempio, acufene centrato sulla frequenza di 4000 Hz, mostra un deficit uditivo di 50 dB. Nel caso che l'acufene sparisca l'esame audiometrico per quella frequenza potrebbe caratterizzarsi per una perdita di 35 dB. La soglia del primo esame era alterata x la presenza dell'acufene. ... A questo punto aspetterei con calma l'esecuzione della risonanza. E' il solo esame che può chiarire il quadro. cordialità
[#47]
dopo
Utente
Utente
Il calo principale che ho subito è di 10-15 dB sui 3 e 4 kHz, mentre l'acufene in ospedale è stato confrontato con i vari suoni e sembrava essere più simile al tono di 6 kHz (quindi se il primo otorino si basava sul calo dovuto ad acufene penso che avrebbe dovuto farmi fare questo confronto anche lui).
Ho chiesto poi all'otorino che mi ha consigliato di fare l'ABR se poteva trattarsi di trauma acustico acuto e lui ha detto che può essere, e che non ci sono terapie particolari.
Quindi in caso di traumi acuti non si può intervenire in nessun modo ?(o si può fare qualcosa come nell'ipoacusia improvvisa?).
Grazie ancora per la disponibilità.
[#48]
Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
Innanzi tutto un calo di 10-15 dB a 3 e 4 kHz è un calo uditivo minimo. E' vero che lei è giovane e dovrebbe avere un udito perfetto, ma un calo così dovrebbe tranquilizzarla in tutti i sensi. Penso proprio che la risonanza sarà negativa. Comunque visto che è prenotata la affronti con serenità.
Non esiste una vera terapia del trauma acustico acuto. Si possono appplicare per analogia le stesse terapia dell'ipoacusia improvvisa. Per quanto attiene ai risultati questi sono variabili da caso a caso.
Nel suo specifico caso mi sembra che non faccia terapia e proseguirei in tal senso.
cordialità
[#49]
dopo
Utente
Utente
Anche nel trauma acustico acuto è meglio intervenire rapidamente o è indifferente?
Ci tengo davvero molto a recuperare questa perdita, potrebbe essere utile continuare una terapia?
Inoltre volevo sapere se la risonanza permette solo di vedere se è presente un neurinoma oppure se consente di capire le altre eventuali cause ed intervenire di conseguenza.

[#50]
dopo
Utente
Utente
Esistono eventualmente delle cliniche (anche all'estero) che possono trattare questo tipo di problemi ?
[#51]
dopo
Utente
Utente
Volevo chiedere se può essere il caso di iniziare una terapia iperbarica (di iniziativa personale, dato che non mi è stata proposta). Sono passati 3 mesi. Si può riuscire ancora a recuperare qualcosa?
[#52]
Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
La ossigenoterapia iperbarica è stata proposta per il trattamento delle ipoacusie improvvise. I risultati sono controversi. Anche se ci sono delle analogie, il trauma acustico acuto non è proprio la stessa cosa.
Secondo me ci sono poche speranze di miglioramento.
Lei ha un danno minimo, se ho ben capito è di tipo percettivo (detto anche neurosensoriale) e questo tipo di perdita uditiva non è migliorabile. Mi sembra molto simile al danno che subisce un operaio che passa le sue giornate accanto ad uno strumento rumoroso.
Capisce che è difficile dire ad una persona, per mail, che deve accettare la sua situazione. Il consiglio che mi sento di darle è di rifare la visita otorino con esame audiometrico. Lì valuti tutte le eventuali possibilità.
Se anche il medico le dirà che deve accettare la situazione, non penserei a stati esteri. La medicina è la stessa dappertutto.
cordiali saluti
[#53]
dopo
Utente
Utente
Ho fatto la risonanza (non ho l'esito). Purtroppo ha aumentato l'acufene e c'è un altro calo di 10 db a 4 khz e 8khz. Non mi hanno dato nulla. Cosa posso fare ?
[#54]
dopo
Utente
Utente
Intendevo che il rumore del macchinario ha provocato il calo. L'otorino non mi ha dato nulla, ma io voglio recuperare questa perdita (anche 5db a 6kHz).Che terapia è migliore in questo caso?
[#55]
dopo
Utente
Utente
Che prospettive posso avere per il futuro riguardo il mio udito (sperando di non subire altri traumi)? Diventerò sordo all'orecchio sinistro? Si potrà in futuro recuperare qualcosa con nuove terapie?
[#56]
Dr. Carlo Govoni Otorinolaringoiatra, Chirurgo plastico 272 6
mi scuso per il ritardo. E' importante aver fatto la risonanza. Penso che ora abbia l'esito.
Può riferirlo?
cordialità
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dopo
Utente
Utente
Nel referto non c'è nulla di anomalo. Vorrei sapere se le cellule ciliate relative ai toni acuti sui quali ho il calo in questi casi sono morte o solo danneggiate.
[#58]
dopo
Utente
Utente
Scrivo per aggiornare la situazione. In questi mesi ho avuto più volte la sensazione che la situazione fosse peggiorata in seguito all'esposizione a rumori (ad esempio sul lavoro, ma in alcuni casi avevo anche le protezioni), ma facendo i controlli non era cambiato nulla.
Qualche giorno fa durante una lite sono stato colpito di fianco alla testa e istantaneamente ho sentito un forte aumento dell'acufene da quel lato, poi dopo poco tempo è calato, ma non so se è ritornato alla situazione precedente.
Quindi ora mi sembra di percepire comunque più forte l'acufene e forse di sentire meno. Ho già prenotato visita e controlli. E' possibile che sia davvero successo qualcosa o è solo lo stress dovuto all'accaduto? Ci avevo messo tanto per risollevarmi e un'altro peggioramento ora avrebbe conseguenze pesanti sulla mia vita.
Spero qualcuno possa aiutarmi.
[#59]
dopo
Utente
Utente
Ho fatto il controllo e tutto era normale. Sono stato bene due giorni ed il terzo ho sentito un rumore che temo possa aver fatto qualche danno. Cosa posso fare se effettivamente c'è un ulteriore calo? In quel periodo stavo prendendo anche del cortisone (15 mg e poi la metà) per un'allergia ma ormai ho finito di prenderlo.
Ho una leggera sensazione di orecchio chiuso a destra. Non voglio che cominci ad andare in rovina anche l'orecchio che mi era rimasto quasi normale. Questa volta ho paura purtroppo di non sbagliarmi. Non posso però lasciare che la vita mi scappi via così come se niente fosse. Spero che qualcuno possa darmi un aiuto concreto.
[#60]
dopo
Utente
Utente
Sono passati ormai 4 anni da quando è peggiorata la situazione. Spero qualcuno mi possa aiutare e mi risponda con una buona notizia.

L'acufene (o tinnito) è un disturbo dell'orecchio che si manifesta sotto forma di ronzio o fischio costante o pulsante. Scopri i sintomi, le cause e i rimedi.

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