Utente 252XXX
Salve, ho un figlio che a dicembre compie 3 anni. Da premettere che gia' sono padre quindi ho qualche esperienze, ma vedo rispetto a mia figlia che a 1 anno gia' iniziava a dire le prime parole, lui a questa eta' ne dice di propria volonta' al massimo 6. Mamma,papa',pappa,mia,si e no.... Da premettere che solo da qualche mese mi sono trasferito definitivamente in america dove vivono anche i genitori di mia moglie.. Purtroppo si sa che i nonni viziano ancora di piu' i nipoti e gia' in passato anche il pediatra americano mi disse che il suo problema di essere viziato e svogliato e' dovuto ai nonni... Lo sto sforzando a parlare perche' non so se sia un problema di linguaggio o un problema di svogliatezza, non vedo nemmeno in lui un gesto per far capire cio; che vuole eppure lui e' intelligente e' vero che ogni bambino ha i suoi tempi ma ho letto che in media alla sua eta' dovrebbero conoscere almeno 50 parole... Fino a sei mesi fa veniva nutrito con biberon dalla mattina alla sera come se fosse un neonato perfino il nido mi ha detto che lui non sa mangiare e adesso se mangia e' perche' sono io che ho insistito nel farlo, visto che cmq mia moglie lavora anche lei e la maggior parte del tempo lo ha trascorso con la nonna... Vorrei un consiglio se portarlo in qualche centro che lo aiutano o che posso fare... da premettere che lo mettevano con il videogioco nella mano per farlo stare tranquillo e questo glel'ho proibito perche' non lo aiuta a comunicare... Grazie

[#1] dopo  
Dr.ssa Alessandra Varotto

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Gentile Papà,

nell'ambito dello sviluppo linguistico e sociale, una prima consulenza dovrebbe essere diretta a verificare le competenze che normalmente nel terzo anno di vita, dovrebbero essere già acquisite. Sinteticamente, riporto un elenco di alcune di tali abilità , che potrebbe rilevare un papà tramite un osservazione:
- la risposta ai saluti (sia quando incontra qualcuno sia nel momento della separazione)
- il joint referencing (ad esempio, rivolgersi al genitore per essere rassicurato o per sapere che cosa fare)
- l'intellegibilità del parlato
- le funzioni del linguaggio rivolto ai genitori (mostrare e condividere, chiedere aiuto, dare informazioni).
E' possibile che suo figlio mostri un ritardo nello sviluppo di una o più di questi indicatori?
Come lei stesso riporta, abbiamo dei segnali che fanno propendere per una disarmonia per quanto riguarda il versante espressivo; di fatto suo figlio impiega appena 6 parole e ciò potrebbe suscitare preoccupazione dato che in media il vocabolario di un bimbo di 2 anni e mezzo è un pò più ampio ( può arrivare, per ipotesi, ad impiegare fino a circa 200 parole riconoscibili!) . Ovviamente,accanto a questa esplosione, sappiamo anche che nel terzo anno di vita non è anocra presente un correlato di uguale "espansione" sul pano dell articolazione del suono e della struttura della frase.
Le suggerei quindi di approfondire meglio, questi elementi che le sto offrendo, in primis tramite l'osservazione diretta e se lo ritiene rassicurante con l'aiuto dello specialista della logopedia.
E' necessario arrivare a capire quali sono i punti di forza e di debolezza del suo bimbo e stabilire se sia necessaria una "valutazione multidisciplinare" che tenga conto di tutte le componenti dello sviluppo, non solo linguistico ma anche bio-psico-sociale
Non meno importanti sono infatti, quei fattori di tipo sistemico , ad esempio familiare (per ipotesi il contatto limitato tra genitori e figli, l'ansia di un familiare, le tensioni lavorative) che potrebbero in qualche modo fare si che il bimbo riceva un input linguistico non sufficientemente ricco. Ovviamente, l'individuazione di tutti i fattori saranno preziosi per definire eventuali strategie appropriate per favorire lo sviluppo comunicativo.
Mi rimetto a Sua completa disposizione, se lo desidera.
Con i mgliori saluti.
Dr.ssa Alessandra VAROTTO
psicologa clinico dinamica indirizzo comunità
Iscritta all'albo Regione Veneto n.7550
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