Utente 247XXX
Salve sono un padre di un bambino di 3 anni che ha problemi nell'esprimire le parole. Ma prima di parlare di questo fatto vi vorrei esporre dall'inizio. Mio figlio è nato è prematuro, poi è stato portato in incubatrice per tre settimane dopo di queste tre settimane ha assunto per qualche tempo il luminale, poi sotto l'osservanza del pediatria e neurologo abbiano sospeso di darlo, poi il bambino ha cominciato ad avere la vita di un bambino ma abbiano notato che non parla come gli altri bambini e non sente lo stimolo di dire alla mamma di andare in bagno, mio figlio porta ancora il pannolino non lo so il motivo, è molto vivace gli piace come tutti gli altri bambini giocare poi in questo periodo il bambino gli piace guardare soltanto un cartone animato se chiediamo di vedere altre cose con lui, mio figlio mi dice che vuole vedere quello si mette a piangere. Da gennaio il bambino va in una scuola materna ma le maestre hanno visto che non parla con gli altri bimbi o parla soltanto con qualche bimbo anche li non riesce a parlare come gli altri bimbi della sua età. Ci siamo rivolti da un logopedista che ci ha detto di andare da un psichiatra. Prima di andare da questo psichiatria Vorrei avere un vostro consulto. Grazie della risposta.

[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

prima di allarmarsi, è bene comprendere con calma la situazione.
E' probabile che il fatto di essere nato prematuro (fattore molto stressante per i genitori per tante ragioni), vi abbiano portato (a Lei e a Sua moglie, intendo) a comportarvi a Vostra volta in modo tale da non stimolare abbastanza il bimbo a comportarsi come gli altri... ciò che voglio dire è come mai porta ancora il pannolino e non gli avete insegnato con pazienza a farsi comprendere dalla mamma o da chi è nelle vicinanze quando ha bisogno per dire di andare a fare la pipì prima nel vasino e poi in bagno?
Come mai se piange per la visione di un cartono, cedete?
Che cosa ha detto di preciso la logopedista? Come mai propone la figura dello psichiatra?

In situazioni del genere, a mio avviso è opportuno prima lavorare con i genitori e mi pare utile che voi due genitori vi rivolgiate ad uno psicologo psicoterapeuta, megli ose di formazione sistemico-relazionale.
Poi sarà il collega a dirvi se sia il caso o meno di coinvolgere anche il bimbo.
E' possibile che -modificando un po' il vostro comportamento- anche il piccolo possa cambiare.

Il pediatra che cosa dice a riguardo?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica