Utente 350XXX
Gentilissimo Dottore
Le scrivo per chiederle un consiglio sull’alimentazione di mio figlio che da ormai due mesi è drasticamente cambiata, senza apparente motivo, diventando monoselettiva
Mio figlio, 4 anni, non ha mai avuto un rapporto facile con il cibo (si è sempre rifiutato di assaggiare nuovi cibi e ha sempre avuto una alimentazione poco variegata (pane, olio, latte, riso, prosciutto, tonno, sogliola, banane, yogurt, formaggio). Da due mesi a questa parte, a seguito di una leggera influenza, l’alimentazione è cambiata radicalmente (l’alimentazione giornaliera, divisa fra i 4 pasti, consiste ora in 900ml di latte, 2 banane, 2 yogurt da 125ml e centrifugati di frutta). Quando c’è qualche influenza o qualcosa che non va: digiuno totale
Quello che stiamo cercando di fare è di proporgli ciò che mangiamo noi (consapevoli che non le mangerà) per dargli poi a fine cena la sua banana ed il suo latte. Stiamo cercando anche di non dare molta importanza al cibo anche se poi, spesso e volentieri, ci troviamo a discutere con lui dell’importanza di avere una alimentazione sana.
La nostra paura è che il continuo assecondarlo possa essere causa di alcune carenze dovute al fatto che la sua alimentazione non soddisfa comunque il suo fabbisogno alimentare.
L’unica alternativa che vedo è quella drastica (e non certo facile da mettere in atto) di proporgli quello che mangiamo noi e lasciarlo digiuno qualora non mangi. I risultati che abbiamo ottenuto quando abbiamo provato ad insistere è stato disastroso: lacrime, disperazione, e digiuno totale.
DI qui il nostro dubbio: linea dura o assecondare le sue esigenze sperando che cambi nel tempo? Temiamo che mettere il piccolo sotto una lente di ingrandimento possa essere controproducente; ma ci chiediamo se può essere il caso di consultare uno psicologo o di fare qualche accertamento clinico per valutare l’effettivo stato di salute
La ringrazio sin da ora per un suo consiglio e le fornisco alcuni elementi che penso possano essere utili:
-Mio figlio alla nascita pesava 3.850g ed era alto 51 cm; ora (4 anni compiuti a Febbraio) pesa 15kg ed è alto 101cm.
-La sua curva di accrescimento è sempre stata costante; è un bimbo vivace, gli piace giocare, prima timido ora più socievole
-Le cose son cominciate a peggiorare un anno fa quando è nato il fratellino; da allora è diventato molto geloso e negli ultimi mesi sono cresciuti in modo esponenziale le sfide, i capricci e i giochi di potere
-Nelle ultime tre settimane ci è stato un lieve peggioramento a causa di una candida orale
-Non va ancora all’asilo (inizierà a Settembre) e trascorre tutto il suo tempo con me ed il fratellino. Gli piace molto cucinare e non si fa mancare l’opportunità di aiutarci ai fornelli; ma nonostante cucini non ha mai assaggiato nulla. È quasi come se avesse timore di mettere qualcosa di nuovo o di solito in bocca
-I problemi sono peggiorati in corrispondenza dello svezzamento del fratello che, al contrario, mangia di tutto
Saluti

[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora,

Lei descrive tutta una serie di tentativi attuati con il bimbo, ma che non hanno avuto successo e fa bene a domandarsi quale sia la linea da tenere con Suo figlio.

Bisognerebbe ricostruire la storia evolutiva di questo bimbo e la storia del problema alimentare, magari con uno psicologo, ma io lascerei fuori il bimbo. E' opportuno che siate voi due genitori a capire che cosa non funziona nel vostro modo di porvi con il bambino, perchè è probabile che Suo figlio abbia già capito che attraverso il cibo può tenervi in pugno.

Il pediatra intanto che cosa dice a riguardo sulla crescita del bimbo?
Ipotizza un problema di altra natura o una questione relazionale?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 350XXX

Gentile dottoressa
Grazie per la risposta. Concordo con ciò che ha scritto sul tenere in pugno. Mi piacerebbe sapere come spezzare questa catena.
La pediatra non dà peso alla questione dato che il bambino rispetta la sua curva di crescita. Sostiene che il problema passerà col tempo.
Posso aggiungere che mio figlio ieri mi ha detto che il fratello che mangia tutto lo infastidisce e che vorrebbe ancora essere allattato da me. Suo fratello si attacca ancora al seno.
Non so se il suo essere restio verso il cibo nuovo possa avere una componente genetica. Mio suocero da bambino mangiava solo latte e patate; mio marito ha attraversato anche lui una fase selettiva.
La ringrazio ancora

[#3] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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La fase selettiva ci può stare, ma forse Suo figlio usa il cibo (o i "capricci" riguardanti il comportamento alimentare) per una questione sentimentale con Lei, nella vostra relazione.
Bisognerebbe capire -attraverso una consulenza di persona con uno psicologo, meglio se di formazione sistemico-relazionale- come relazionarsi con il bambino, in maniera tale da incoraggiarlo e farlo sentire accolto, considerando anche le richieste che fa (es. essere ancora allattato al seno).
Ha ragione quando dice di non voler mettere sotto una lente il bimbo, perchè in questa maniera non fa altro che attribuire tantissima importanza ad un comportamento che invece vorrebbe si estinguesse, rafforzandolo.
Quindi, può provare a chiedere una consulenza di persona ad uno psicologo della Sua zona, NON coinvolgendo il bambino.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#4] dopo  
Utente 350XXX

Grazie
Sicuramente seguirò il Suo consiglio. Io cerco in ogni modo di farlo sentire amato. Lo coccolo giochiamo insieme compatibilmente con la gestione del fratello. Ma probabilmente ciò che faccio non basta.
Cordiali saluti

[#5] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Non è detto! :-)
Questa Sua posizione serve solo per generare inutili sensi di colpa che non risolvono alcun problema!
Molto dipende da come il bimbo e da come elabora l'informazione.
Inoltre i bambini sono abili ad intercettare le nostre debolezze e se sanno che una cosa funziona per ottenere qualcosa, certamente la utilizzano!
Evidentemente Suo figlio ha capito che, attraverso il cibo, riesce ad ottenere quelle attenzioni lo legano a Lei. Evidentemente il cibo risolverebbe un problema funzionale (certamente dobbiamo mangiare), ma non un problema sentimentale del bambino.

Se Le fa piacere, mi faccia sapere in futuro.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica