Utente 102XXX
Buongiorno sono mamma di un bambino di 2 anni che ad oggi non dice neanche una parola, capisce tutto quello che gli si dice, esegue qualsiasi richiesta ed è molto attivo. La mia preoccupazione nasce da questo ritardo nella parola, cosa che abbiamo fatto presente alla nostra pediatra che mi ha fatto compilare un test con delle domande sui comportamenti del bambino affermando poi che tutto era a posto. Cosa dovrebbe allarmarmi e farmi capire che è necessario procedere con ulteriori esami? Cosa può bloccare il mio bambino e come posso stimolarlo a parlare?

[#1] dopo  
Dr.ssa Paola Scalco

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<<Cosa dovrebbe allarmarmi e farmi capire che è necessario procedere con ulteriori esami?>>

Gentile Signora,
a distanza non è possibile fare diagnosi e, se la pediatra che conosce il bimbo sostiene che sia tutto regolare (come tra l'altro sembra emergere anche dalla sua descrizione del piccolo), non c'è motivo di pensare diversamente.
Pensi che uno scienziato come Einstein si racconta non abbia parlato ben oltre l'età del suo bambino!

<<Cosa può bloccare il mio bambino e come posso stimolarlo a parlare?>>

In generale, i bambini così piccoli "si concentrano" di più su una delle due tappe evolutive fondamentali: c'è chi impara prima a parlare e chi invece si dedica maggiormente alle attività motorie (camminare, perfezionare la motricità fine delle mani...).

Potrebbe essere stimolato con la lettura ad alta voce di librettini adeguati alla sua età, colorati e accattivanti: si tratta di prendersi un po' di tempo e sedersi accanto a lui mostrandogli e indicandogli le immagini mentre si pronuncia il nome della figura.

O ancora, ripetendogli delle filastrocche o delle canzoncine in maniera giocosa, facendo contemporaneamente dei gesti con le mani o tutto il corpo (ha presente "Ci son due coccodrilli..."?).

Utile può essere anche fargli frequentare bimbi un pochino più grandi di lui che giocando gli parlino. Suo figlio ha frequentato o frequenterà l'asilo nido?

Un ultimo accorgimento è quello di fingere di non capire ciò che lui riesce in realtà ad esprimere e comunicare anche senza le parole, evitando ovviamente di farlo arrabbiare.

Cordialmente,

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
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