Utente
Salve a tutti..
vorrei farvi una domanda...
Mi chiedevo se era possibile soffrire di attacchi di panico ogni giorno..anche 2 3 volte...per un periodo molto prolungato di tempo.. o se la tipica caratteristica del panico e' presentarsi in maniera poco frequente.
Grazie

[#1]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Se il disturbo di panico non è curato, è possibile e non infrequente. Si faccia visitare da uno psichiatra per una diagnosi precisa e un'indicazione terapeutica.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La tipica caratteristica del panico è di presentarsi in maniera frequente, dopo di che la persona tende a evitare una serie di situazioni e gli attacchi diventano più rari, a prezzo di queste limitazioni.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente
Grazie per le risposte dottori..
Ovviamente il fattore di evitare lo stimolo ansiogeno puo' rendere meno frequente il panico, a prezzo di non vivere piu' bene...
Vorrei fare una confessione qui on line, dato che nella vita reale non ne avrei il coraggio tanto questa cosa e' assurda...
Durante il mio primo attacco di panico mi sono state fatte vedere (all'universita') le immagini del test di roscharch... dato che frequentavo un corso di psicologia...immagini simmetriche..
io da quel maledetto giorno quelle maledettissime immagini me le rimmagino sempre in testa...ogni volta che vedo cose doppie o simmetriche rimago paralizzato, mi prende un'angoscia tremenda.. molte volte riesco a lasciare andare il problema, dato che la vita e' piena di queste immagini..ma molte volte proprio non ce la faccio.....
Io sono pienamente consapevole che non ha senso tutto cio' ma e' piu' forte di me..voglio dire..sapete quante ore sono stato a chiedermi il perche' di questa cosa?? il perche' debba avere paura di ogni cosa doppia?? TUTTO CIO' NON HA SENSO..non e' spiegabile con la ragione! piu' ragione sull'insensatezza della cosa e piu' non trovo il senso della mia paura..forse perche' non c'e' niente da spiegare.. e' proprio questo che mi manda ai matti..non ne posso piu'...qui le cose sono 2...o ho sviluppato una fobia..dato che da quel che so esse sono degli errori di assimilazione psichica..cioe' un evento altamente sconvolgente e' stato interpretato male dal cervello...(quel maledetto corso di immagini) oppure mi devo considerare un pazzo alienato..Francamente sono riuscito a superare ostacoli molti grandi a livello psicologico, da solo, ma questo veramente lo trovo assurdo e troppo troppo invalidante..
e poi veramente credo di essere l'unico uomo sulla terra ad avere questa paura..
voi che ne pensate..?
secondo voi

[#4]  
Dr. Stefano Garbolino

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in alcuni casi è possibile risalire alla genesi del disturbo ed affrontarlo con tecniche specifiche ed efficaci. In tal senso le consiglio di visitare il sito www.EMDRitali.it

Cordialmente
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[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Probabilmente ci sono altre componenti oltre agli attacchi di panico, che magari sono esasperate nel periodo in cui sta male.
Peraltro rileggendo i suoi precedenti consulti è evidente che il problema non sia solo il panico.
Il Rorschach è un test sovra-utilizzato rispetto alle cose che può dire, peraltro tutte ricavabili anche da una semplice visita e anamnesi.



Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente
Nei tanti momenti di angoscia ho scritto qui molte volte..e ho sempre affermato di soffrire (come mi e' stato detto) di disturbo ossessivo compulsivo e panico... riguardo alla mia fobia, (perche' solo di quello si puo' trattare) non riesco a liberarmene, probabilmente a causa del mio carattere ossessivo.
Non so cosa fare, anche perche' non posso andare da uno psicoterapeuta, per motivi economici..
Non posso nemmeno tentare la carta dei CSI, dato che nella mia zona non sono forniti di un approccio terapeutico, ma solo di "contenimento" (vai li, parli per un po', nessuno ti segue, e ti appioppano degli psicofarmaci per non farti provare sofferenza).
Vorrei farcela da solo..mi servirebbe un piccolo aiuto, delle tecniche di approccio verso il problema, e poi se ne andra' di sicuro, anche perche', come detto in precedenza, ho affrontato dei disagi enormemente superiori a questi (per enormemente intendo di una complessita' maggiore)..
Che diavolo posso inventarmi?
Grazie in antipico per le Vostre risposte.

[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

prima di parlare di attacchi di panico si dovrebbe fare una diagnosi.
Come al solito si tende a generalizzare sui servizi pubblici, sui trattamenti, su cio' che si puo' fare e sui costi non sostenibili.

Intanto, la diagnosi non l'ha fatta nessuno e lei pensa di avere una diagnosi (che non ha) e di riuscire ad autocurarsi.

Comunque, dissento dall'idea che i servizi pubblici siano servizi di contenimento ed imbottimento di psicofarmaci.

I farmaci servono per le patologie psichiatriche come gli altri farmaci servono per ogni patologia, quindi fare questo solito discorso trito e ritrito, soprattutto con individui giovani, e' solamente una ripetizione inutile e senza senso.

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[#8] dopo  
Utente
Guardi che io parlo per esperienza diretta..ci sono stato al CSM e almeno quello della mia zona era pietoso..(non ho generalizzato, nemmeno nello scritto precedente)..
Mi facevano parlare, mi davano antidepressivi e ansolitici e basta, in questo modo nessuno e' mai guarito..appunto l'ho chiamata tecnica di "contenimento", come, peraltro, e' lo psicofarmaco stesso, dato che non cura un bel niente, al massimo non fa pensare al problema, senno' se avesse una valenza puramente scientifica, ossia che sconfigge il problema, non esisterebbe piu' la malattia mentale..
Con cio' non dico che non sono utili, anzi, sono utilissimi per milioni di persone, per me non lo sono stati, mi hanno aiutato a non pensare al problema, non mi hanno fatto soffrire per qualche ora, questo lo ammetto.
Cmq mi informero' su qualche terapia efficcace riguardante i miei disagi.
Grazie

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Nessuno nega le sue esperienze, che tuttavia lei sta estendendo ad una intera categoria e un'intera disciplina.

Il medico deve indicare terapie per non far soffrire i malati. In questo non c'è niente di strano.

Farcela da solo è una sciocchezza. Alcune malattie vanno via da sole, non è che il paziente ce la fa da solo perché è abile o forte. Altrimenti si dovrebbe pensare chi soffre non sa farcela da solo, e trovo questo concetto inaccettabile.

"Vorrei farcela da solo..mi servirebbe un piccolo aiuto, delle tecniche di approccio verso il problema, e poi se ne andra' di sicuro, anche perche', come detto in precedenza, ho affrontato dei disagi enormemente superiori a questi (per enormemente intendo di una complessita' maggiore)..
Che diavolo posso inventarmi?"

Questo ragionamento contiene una serie di errori comuni che tanti malati fanno, come se stessero chiedendo aiuto per un disturbo e contemporaneamente dicendo che il disturbo che hanno è qualcosa di talmente insignificante da poter sparire da solo con qualche idea geniale nascosta chissà dove. I problemi esterni non c'entrano, e quindi non devono essere proporzionali alla gravità dei sintomi.
I medici non danno piccoli aiuti o tecniche di approccio. L'aiuto medico sta nella diagnosi e nella terapia, e nell'accettare che le conoscenze in merito alla malattia sono un modo perché si orienti meglio.

Nella sua zona ci saranno centri in cui si può trovare meglio o peggio, come del resto in tutti i casi di qualsiasi tipo di professione. La sanità non fa eccezione.
Se però da questo giustifica un ragionamento secondo cui le malattie non esistono, arriva ad un punto morto perché è lei che riferisce il suo disagio e non gli altri che lo inventano.
Dr.Matteo Pacini
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[#10]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Vorrei aggiungere alle osservazioni del collega Pacini, che condivido in pieno, che i cosiddetti "psicofarmaci", vale a dire antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori dell'umore, curano le patologie per le quali vengono assunti.
"lo psicofarmaco stesso, dato che non cura un bel niente, al massimo non fa pensare al problema, senno' se avesse una valenza puramente scientifica, ossia che sconfigge il problema, non esisterebbe piu' la malattia mentale"
Se una persona ha la bronchite, prende gli antibiotici, che funzionano ma non impediscono che uno si ammali. Se uno soffre di attacchi di panico e di altre patologie, si cura con le terapie adeguate oppure si tiene i suoi pregiudizi e purtroppo la sua sofferenza.
Saluti
Franca Scapellato

[#11] dopo  
Utente
Non voglio fare il polemico dottoressa..ma l'antibiotico ha una valenza scientifica..e' provato che funzioni...lo psicofarmaco no

[#12]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Eh certo.

E' veramente una discussione senza senso.

Vuol dire che ha proprio voglia di tenersi tutti i suoi sintomi, eviti pero' di tediarci con le sue teorie strampalate sui trattamenti psichiatrici.
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[#13] dopo  
Utente
Vabbe' ma scusi che devo fare l'elogio di una pasticca??
Io rispetto la medicina (come e' ovvio che sia)..rispetto gli psichiatri, gli psicologi che si fanno un c...cosi per far star meglio la gente.. per la loro comprensione..ma sinceramente mi sento in diritto di pensarla come ritengo piu' giusto sull'argomento psicofarmaco..anche perche' non c'e' niente di male nell'affermare quello che ho detto.
E cmq i miei sintomi me li tengo si..ci mancherebbe
Saluti

[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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ma l'antibiotico ha una valenza scientifica..e' provato che funzioni...lo psicofarmaco no"

No, semplicemente falso. Questa è una sua affermazione completamente scorretta ispirata chissà da cosa, non certo da rispetto nei confronti di nessuno.

In effetti non ha neanche le conoscenze per affermare che gli antibiotici funzionino, mentre vedo che si lascia andare ad affermazioni molto secche e conclusive su argomenti importanti.

Cerchi di cambiare atteggiamento almeno quando chiede consulti a chi ne sa più di Lei. Se poi ritiene di saperne più Lei fino a questo punto è inutile chiedere consulti.
Dr.Matteo Pacini
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[#15] dopo  
Utente
Gradirei sapere su quale base si attribuisce ad una malattia mentale il cosidetto termine "squilibrio chimico"..che sia DOC, che sia schizofrenia, che sia ansia, che sia depressione..
Grazie.

[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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Il cervello è un organo e funziona in quella maniera. Non è che si dica niente di particolare a dire che la funzione normale o meno del cervello è un fatto di neurochimica, né dicendo questo si è scoperto niente di che.
E' come dire che le malattie del muscolo riguardano la struttura del muscolo.

Piuttosto chi dovrebbe chiarire le sue visioni in questo settore è chi nega l'esistenza della corrispondenza tra mente e cervello.

Se invece intende come si fa a dire che siano malattie il cui fattore fondamentale è di natura "interna", ci sono gli studi sulla trasmissione ereditaria, ci sono gli studi sulla corrispondenza tra le diagnosi, quelle appunto tipo schizofrenia etc e i geni sui cromosomi, ci sono gli studi di neuroimmagine per verificare se i cervelli sono diversi da quelli di chi ha altre malattie o chi non ne ha, etc.

Però questa è la sede per chiedere pareri di medicina, i testi di neurobiologia sono disponibili dovunque, e così i corsi universitari. Altrimenti finiamo fuori tema.
Dr.Matteo Pacini
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[#17]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#18] dopo  
Utente
Appena uno pone delle domande e degli interrogativi che vanno oltre l'ordinario e fuori dai soliti schemi che ci vengono forniti dai piu'..si invita quella persona a farsi vedere...
e' un classico..
cmq grazie delle risposte.

[#19]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La sua domanda non e' fuori dagli schemi e' patologica, e questo pone la differenza tra chi non ha bisogno di farsi visitare e chi invece, come lei, necessita di una visita che tarda a fare pensando di essere fuori dagli schemi mentre e' la patologia psichiatrica sottostante che muove le domande ed i dubbi continui.
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[#20]  
Dr. Matteo Pacini

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Il "classico" è il tipo di domanda che lei pone. Chi è che ha detto che le malattie del corpo siano organiche ? Le sembra una domanda con un senso compiuto ? Se pensa che la mente non sia una funzione del cervello, prima metta a fuoco cosa intende perché altrimenti più che altro non ha senso per chi la ascolta quel che lei afferma.

Ma come le ho detto la domanda non è pertinente, magari ogni tanto si sentissero sollevare delle questioni originali e stimolanti di tipo scientifico. Invece le questioni generali sollevate riguardano sempre "chi ha detto che esistono le malattie ?" "chi ha detto che dipendono dal cervello ?" e così via, veramente deludenti sul piano dello scambio intellettuale.
Dr.Matteo Pacini
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[#21] dopo  
Utente
Ma scusi un secondo, perche' dovrei essere patologico se mi pongo queste domande??
Questo e' il mio carattere...E' anche vero che mi pongo domande assurde, tipo quelle sulla paura della schizofrenia, sulle psicosi etc etc...sono partito da una situazione di ansia e panico e sn arrivato ad infognarmi in queste faccende.....
Pero' da qui a dire che sono patologico perche' pongo domande sugli psicofarmaci mi sembra assurdo, primo perche' cosi facendo mi si esclude lo scambio d'opinione e secondo mi si omologa a "malato" e quindi manco vengo preso in considerazione..e non mi pare giusto..Rimangono i miei problemi, ma rilegare tutto nella la sfera "psichiatrica" mi sembra un po' eccessivo...
Comunque per rispondere al dottor Pacini vorrei precisare che per me qualcosa di "biologico", di "biochimico" nel cervello effettivamente succede quando si sta male a livello psichico..ma mi sembra una cosa ovvia..un po' come quando si compie un grande sforzo a livello fisico..il cervello reagira' modificando la sua "biochimica"...Io la vedo cosi..anche perche' ripeto se le cose stessero davvero come si dice, ossia che ci sono squlibri chimici nel cervello, lo psicofarmaco dovrebbe far sparire la malattia mentale.
Non parlo per esperienze scientifiche, analisi e lauree, ma per pura logica e per esperienza diretta (li ho presi gli psicofarmaci).
Scusate se vi rompo, ma non so' con chi parlarne di queste cose dato che nessuno se ne interessa..anche se a me sembra un argomento molto importante.
Grazie ancora.

[#22]  
Dr. Matteo Pacini

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E chi ha detto che lei sia patologico perché si pone domande ?!
Ho detto che il "classico" nel senso di già sentito comunemente erano le considerazioni che faceva sulla psichiatria.

Il cervello non solo reagisce chimicamente, agisce chimicamente.

Avere preso gli psicofarmaci non rende competenti in materia, lei può solo raccontare cosa secondo lei hanno fatto determinate medicine su di sé, e questo non significa che abbia avuto la giusta impressione o percezione.
Uno psichiatra, quando si ammala di un disturbo psichico, non ragiona da psichiatra ma da paziente, e quando commette degli errori di valutazione sono esattamente gli stessi che farebbe un non addetto ai lavori.
Quindi neanche un medico fa il medico o il biologo di se stesso, perché proprio quando ne ha necessità probabilmente non è in grado di gestirsi.


"Pero' da qui a dire che sono patologico perche' pongo domande sugli psicofarmaci mi sembra assurdo, primo perche' cosi facendo mi si esclude lo scambio d'opinione e secondo mi si omologa a "malato" e quindi manco vengo preso in considerazione..e non mi pare giusto.."

Questa è un'altra delle considerazioni che sono un classico dei fraintendimenti forzati tra medici e pazienti. Però la cosa non deriva da un rifiuto al dialogo, deriva da un pregiudizio da parte sua, che bolla tutto come inutile, malevolo e dannoso.
"Psicofarmaci" è una parola inesistente, quali ? In psichiatria il termine psicofarmaci non esiste, è un termine giornalistico, ne esistono di tipi talmente diversi per malattie talmente diverse che una categoria del genere non esiste.
"malato" non è un'offesa, e i medici inquadrano le persone come malati, visto che li curano. Questa suscettibilità c'è solo in ambito psichiatrico, ovvero solo i malati psichiatrici non gradiscono essere trattati da malati.

"la vedo cosi..anche perche' ripeto se le cose stessero davvero come si dice, ossia che ci sono squlibri chimici nel cervello, lo psicofarmaco dovrebbe far sparire la malattia mentale."

Questo ragionamento a lei sembra sensato, a me privo di senso. Perché il farmaco deve far sparire la malattia ? La migliora, la cura, a volte la fa sparire, a volte sparisce da sola dopo un po', a volte non fa altro che migliorarla un po' finché non si aggrava. Come in tutto il resto della medicina.

Qui sono i presupposti di partenza a dare una visione separata dal resto della biologia, per cui poi l'azione del medico, i suoi giudizi e gli strumenti sembrano "ottusi" o non opportuni, ma non sussiste tutto ciò in una visione biologico di ciò che è biologico.
Dr.Matteo Pacini
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[#23] dopo  
Utente
Senta io so solo che soffro senza un maledetto motivo..da 2 anni ho derealizzazione depersonalizzazione..le ho provate tutte...ansiolitici, antidepressivi, neurolettici...
Il risultato?? il nulla piu totale..sono stato all'incirca da 20 psichiatri diversi tutti mi hanno dato una diagnosi diciamo in globale di nevrosi..c'e' chi mi ha detto solo ansia e attacchi di panico..chi mi ha dato disturbo ossessivo compulsivo..chi mi ha detto che ero solo suggestionato..
Ma secondo lei perche' io mi metto a scrivere qui su medicitalia sugli psicofarmaci? Per un mio pregiudizio come dice lei???
NON ESISTE!!
Lasci per un momento il camice da medico psichiatra e si metta nei miei panni..
Io senza un motivo soffro...come reagirebbe lei???

[#24]  
Dr. Matteo Pacini

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Come senza un motivo ?

Le malattie che motivi dovrebbero avere mi scusi ? Chi ha un tumore o una ipertensione che motivi ha per soffrirne, il suo punto di vista mi sembra quello di chi si è fatto un'idea un po' errata, non per sua colpa forse, dei meccanismi che producono questo tipo di disturbi, assolutamente uguali a quelli delle altre malattie.

Ma detto questo, lasciando stare camici e luoghi comuni vari. La diagnosi va chiarita, nevrosi non significa granché, attacchi di panico è un sintomo, disturbo ossessivo è una diagnosi. Ve ne sono forme resistenti, che ad oggi si approcciano o associando farmaci diversi o psicoterapia, cosa che forse ha già fatto, o sperimentalmente in alcuni centri con neurochirurgia funzionale.

Però il punto di partenza è che su 20 psichiatri ad una diagnosi si dovrebbe pervenire. Altrimenti la scelta delle medicine avviene sulla base di quale guida ? I sintomi in sé non sono quello su cui i farmaci sono di solito provati, di solito sono provati sulle diagnosi.
Dr.Matteo Pacini
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[#25] dopo  
Utente
Sono riandato dallo psichiatra e mi ha rifatto la diagnosi di nevrosi d'ansia...mi ha prescritto lo xanax da 0,25 da prendere 1 2 volte al giorno..e dato che soffro anche di insonnia mi ha dato la modalina da 1 mg da prendere prima di andare a dormire..Io continuo ad essere scettico al riguardo delle malòattie mentali, primo perche' a livello mentale io non mi sento nulla che non vada..secondo perche' io avverto soprattutto sintomi fisici..cioe' se fossi stato un allucinato che delirava ok ero un malato di mente, invece niente di tutto cio'..La verita' e' che io avverto disturbi a livello somatico e non mentale..pure la tanto famosa depersonalizzazione in realta' non e' che (come spiegato dal mio psichiatra) roba somatica..cioe' parestesie/anestesie..che io scambiavo per roba mentale...lui dice che e' roba psicosomatica..cioe' causata dalla psiche..ma io nn ne sono sicuro visto che non ho mai fatto esami neurologici o quant'altro..il medico di base mi ha escluso una malattia organica in base al controllo della pressione e basta..e mi ha spedito dallo psichiatra per l'ansia..forse ha sbagliato tutto.
Sicuramente faro' degli accertamenti per vedere se ho qualche malattia (neurologica soprattutto) e spero davvero che esca fuori qualche cosa (ovviamente non grave) cosi almeno ho una base scientifica e reale su cui appoggiarmi e di conseguenza una cura appropiata..non ne posso piu' di provare tutti i farmaci e gli psichiatri del mondo e non concludere nulla.