Utente 146XXX
Sarei grata a chi volesse darmi chiarimenti in merito al disturbo bipolare, e cioè se la sospensione della cura di mantenimento fatta di CARBOLITIO 300 (la mattina) e mezza compressa di SEROQUEL 200 (la sera) può aver innescato un acutizzarsi del disturbo nel solito periodo febbraio-marzo, ma in forma più grave rispetto agli ultimi due anni. (mi scuso se le medicine non sono scritte correttamente ma mi sono state dette telefonicamente)
A mia cognata , 4 anni fa, è stato diagnosticato un disturbo bipolare (una giovane e bella donna , trentenne e madre di 3 bellissimi bambini).
E’ stato per tutti un fulmine a ciel sereno (almeno per noi), tutti avevamo notato un aumento del suo nervosismo, una sorta di aumentata “maleducazione” nei nostri confronti :rispondeva male, per qualsiasi argomentazione lei aveva sempre ragione e con arroganza, ma in fondo lei era stata sempre così ( i suoi figli erano i più belli, i più bravi, lei sola e i suoi familiari- madre, padre, fratelli e rispettive cognate- erano degni della sua fiducia e a cui affidava volentieri i suoi figli, mentre con i parenti del marito era a periodi, periodi in cui li frequentava volentieri e periodi in cui aveva sempre da ridire, ma mai erano stati degni della sua fiducia per affidargli i suoi figli, neanche per dieci minuti), e poi c’erano stati alcuni fatti:
1..mio fratello aveva avuto un incarico pubblico e lei forse si era “montata un po’ “, unitisi ad una comitiva , spesso facevano tardi e specie durante le festività natalizie avevano preso delle abitudini molto lontane dalla loro solita vita, riunioni, giocate a carte, feste fino a tarda notte (per tradizione loro erano andati a letto sempre presto, spesso i bambini alle sei del pomeriggio si addormentavano per la notte- e si svegliavano prestissimo- tanto che facevano due colazioni prima di andare a scuola; era una tradizione di famiglia- così faceva sua madre e anche sua nonna: era diventata una barzelletta che sua nonna andava a letto nel pomeriggio e poi si alzava alle quattro di notte per fare il sugo) e ricordo una frase di mio fratello ”non mi sembra l’ora che finiscano queste Feste per ritornare ad una vita normale”(non poteva immaginare che da li a poco la vita gli sarebbe cambiata completamente) ,
2..durante quelle Feste di Natale avevano comprato la PlayStation al figlio e mia cognata era l’unica che riusciva a fare un gioco che serviva per accedere al gioco vero e proprio (io comprandola l’anno dopo e leggendo il libretto di istruzioni, lessi che poteva portare disturbi schizzofrenici, e lo feci leggere a mio fratello perché nel frattempo a mio nipote erano venuti dei tic nervosi al volto sempre più evidenti che peggioravano- sembrava che si bloccasse per alcuni secondi- quindi li invitai a farne un uso più moderato),
3..quel periodo di feste si concluse, inevitabilmente, con risentimenti e qualche discussione nell’ambito di quella comitiva,
4..mia cognata ebbe violente discussioni con una cognata(moglie di un fratello)alla scuola materna, per futili motivi, con le suore, e di li iniziò tutto….
Cominciò a non dormire , poi cominciò ad avere allucinazioni finchè la cosa degenerò , la cosa precipitò quando mi telefonò in piena notte chiedendomi dov’era mio figlio (aveva 8 anni) perché era convinta che gli fosse successo qualcosa (noi svegliati nel sonno non ci siamo resi conto della gravità della cosa , anche perché mio fratello non è uno che parla molto e quindi noi eravamo all’oscuro di quello che era successo negli ultimi tempi), capito poi che qualcosa di grave era successo abbiamo cercato un nostro caro amico neurologo (conosciuto anche da mia cognata) e li abbiamo raggiunti (abitiamo in città diverse).
Il neurologo la prese in cura, le organizzò degli incontri con una psichiatra nel nostro paese (così più liberamente e lontana da occhi indiscreti poteva incontrarla- viviamo in due piccoli paesi e la gente mormora) quest’ultima la convinse per un ricovero (il neurologo non era pienamente d’accordo) ma comunque ci assicurò che fortunatamente si trattava di un disturbo bipolare (e non di una cosa più grave?..). Dopo 3-4 mesi cominciò a stare un pò meglio e sospese le cure.
Ma l’anno dopo, sempre nello stesso periodo, il problema si ripresentò e l’amico neurologo ci disse che purtroppo la cosa era seria , non era stato un episodio isolato e che la cosa si sarebbe ripetuta e quindi bisognava fare una terapia continua. Ma questa volta le cose erano cambiate, mentre il 1°anno ce l’aveva con sua cognata e infondo anche con sua madre, trovando conforto e sostegno nella suocera (che l’aveva aiutato a lavare,stirare , tenere in ordine la casa), in questo 2° anno ce l’aveva con la suocera e con me, e visti i malumori anche della sua famiglia nei nostri confronti e verso il neurologo (nostro amico) ci siamo tenuti lontani per non accentuare il suo malessere, il risultato è stato che per più di un anno non abbiamo visto né lei né i miei nipoti e purtroppo neanche mio fratello, che ha finito per assecondare i suoi deliri ,ed è stata in cura da un medico che viene in un centro pubblico del loro paese.
In questi ultimi due anni la cosa è stata più tranquilla e le sue ricadute tra febbraio e marzo sono state più leggere, nell’ultima, dell’anno scorso per esempio, se l’era presa con una compagna di scuola di sua figlia (tra l’altro nostra parente) intromettendosi in discussioni scolastiche e in ogni caso beghe tra adolescenti, l’unica cosa grave e che riesce a coinvolgere in queste sue farneticazioni tutti: i suoi figli, sua madre (anche sua madre soffre di depressione e in questo stesso periodo, e spesso non le può essere di molto aiuto perchè non ha voglia di far niente, quindi tutto ricade sulle spalle di mio fratello che in questo periodo abbandona il suo lavoro per stare appresso alla moglie, alla casa e ai figli)e in fondo anche suo marito, perché lei parte da fatti reali (futili) ai quali però dà un’importanza esagerata con l’aggiunta di note irreali.
Ma quest’anno la cosa è riesplosa in modo violento tra sabato e domenica, fino alla settimana scorsa era tranquilla era andata a farsi controllare dal medico(non so se è un neurologo o uno psichiatra)che le aveva prescritto gli esami per controllare il litio (esami che non ha fatto in tempo a fare) fino a quando non ha avuto da ridire con sua cognata (la stessa della prima volta), ha cominciato a non dormire, mio fratello contattato telefonicamente il medico ha avuto come indicazione l’aumento della dose di SEROQUEL (1 compressa intera la sera)e di andare per un controllo, ma lei si è rifiutata di prendere la compressa e non è voluta andare dal medico perché ”non ne aveva bisogno”.
Solo a questo punto mio fratello si è reso conto che c’era qualcosa che non andava, è ha potuto constatare che ha fatto finta di prendere il CARBOLITIO e poi di nascosto l’ha sputato. E pensare che fino a qualche settimana prima, parlando con una parente, lei affermava che faceva la cura tutto l’anno perchè le mancava il litio, e tutti non perdevano occasione per incoraggiarla a curarsi e che lo doveva fare per i figli.
Tra sabato e domenica è riesplosa la tragedia, ha cominciato a farneticare, è scappata in piena notte sotto la pioggia, per fortuna è andata da sua madre, qui è riesplosa la sua rabbia, diceva di vedere la madre di sua cognata (morta molti anni fa, trentenne, di cancro) che si nascondeva nell’armadio, e diventata violenta, ha cominciato a sbattere porte e ante di mobili, si è persino ferita rompendo un vetro, a questo punto anche i suoi familiari si sono resi conto che andavano presi provvedimenti (vi lascio immaginare lo stato dei bambini, dei 3 una è adolescente), fortunatamente sono riusciti a trovare il medico che la segue, che era di turno in un ospedale, e li ha invitati ad andare e ricoverarla per ricominciare la cura e tenerla un po’ sotto osservazione.
Infondo la cura è sempre la stessa di 4 anni fa prescritta dal nostro amico neurologo :
Carbolitio 300, Aldol 0,5, Achineton 400 e Seroquel 200 (forse i nomi non sono scritti correttamente)
A mio fratello è venuto il dubbio che in quest’ultimo periodo, con la scusa che doveva vedersi “SANREMO” “IL GRANDE FRATELLO”..(che finiscono tardi), non ha preso il SEROQUEL dopo cena(perché dopo mezz’ora ha sonno) e lui andando a letto prima non ha controllato, e così uscendo presto la mattina non ha controllato se prendeva il CARBOLITIO, o meglio ha dato questo compito al figlio e il ragazzino afferma di aver visto che la prendeva; ma è evidente che lei ad un certo punto ha cominciato a ingannare tutti.
A questo punto i medici hanno il compito di curare lei, ma chiare indicazione e un qualche aiuto va dato al marito, perché questa volta mi è sembrato più preoccupato del solito, tanto da aver predisposto che all’uscita della moglie dall’ospedale i figli vanno a coricarsi fuori casa!!
Quale aiuto si può dare, e possiamo dare, al marito (mio fratello).
GRAZIE

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il disturbo bipolare (tipo I, quello psicotico) è un disturbo che non guarisce spontaneamente ma è controllabile con opportuna terapia. Il litio è uno dei farmaci meglio conosciuti e di più vecchia data. La dose per bocca non conta, conta il livello di litio nel sangue, che si misura con apposito esame.
Non esiste alcuna carenza di litio, il litio viene dato in più per curare il disturbo bipolare, a cose normali non ne abbiamo che tracce nell'organismo. Le altre medicine si associano per ottenere un buon effetto in fase acuta, e dopo caso per caso si valuta.
La sospensione della cura riproduce la condizinoe iniziale, cioè si è in balia della malattia e delle sue ricadute. Ad ogni ricaduta il disturbo si aggrava come tendenza a ripetersi e a rispondere alle cure. La cosa più importante è curare i primissimi episodi e farlo in maniera continuativa, così si ottengono le risposte migliori. La persona va controllata perché tende a sospendere le cure, un po' come tutti farebbero, senza però che vi sia una consapevolezza di malattia proporzionale alla sua gravità (in altre parole, chi ha avuto un attacco di panico e sospende la cura rischia un attacco di panico, chi ha un disturbo bipolare rischia di finire in ospedale delirando e di doversi sorbire poi terapie pesanti e danni nella sua vita per gli effetti della malattia almeno per diversi mesi: questo però non crea un timore maggiore, anzi di solito è l'inverso, perché non si ha coscienza del problema.
La tendenza a non assumere la cura va segnalata al medico immediatamente e la persona fatta visitare.
Dr.Matteo Pacini
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[#2]  
20563

Cancellato nel 2010
Sul seroquel non so niente, ma il litio deve essere dosato periodicamente in laboratorio perche' in dosi eccessive intossica il midollo che produce il sangue e fa venire l' aplasia. E' un farmaco da controllare periodicamente in tutti coloro che lo assumono, il monitoraggio e' un corollario obbligato della terapia.

Quindi la sua parente deve (DEVE - non e' una cosa facoltativa) andare SUBITO (adesso - non fra un mese) a fare la litiemia che pure, leggo nel suo lungo racconto, le e' stata correttamente prescritta. La sua parente gentilmente fara' in modo di trovare il tempo.

Dalla litiemia si vedra' se il farmaco viene assunto correttamente e in dosi adeguate o se invece e' eccessivo e pericoloso. In base al risultato dell'analisi, la dose potrebbe venire modificata in piu' o in meno.

Queste cose il suo medico le sa perfettamente, l'importante e' che il concetto, tramite suo fratello, arrivi ora alla signora.

[#3]  
Dr. Vassilis Martiadis

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A sua cognata penseranno i medici dell'ospedale dove è ricoverata. Gli stessi medici dovranno dare anche delle opportune informazioni sulla patologia e sulla necessità di cure e controlli sia a sua cognata che a suo fratello. La patologia in questione, se di questo si tratta, richiede una terapia farmacologica a lungo termine proprio per evitare o ridurre al minimo la frequenza e l'intensità delle ricadute.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente 146XXX

Ringrazio per la rapida risposta.
Preciso che domenica sera stessa è stata ricoverata e lo è da 3 giorni (perchè deve essere diventata violenta, io non l'ho vista- mi è stato raccontato) e che il litio era molto al di sotto del valore minimo (ma non so se il prelievo è stato fatto in ospedale o lei lo aveveva fatto qualche giorno prima.
Il problema è, a questo punto, come mio fratello la deve controllare, lui ha sempre confidato nella sua buona volontà a curarsi, ha sempre avuto molto fiducia in lei (gli è andato dietro persino nelle sue farneticazioni contro di noi, allontanandosi da noi) quindi deve imparare a controllarla sempre, tutto l'anno? avere meno fiducia in lei e intensificare i controlli a partire dalle festività natalizie visto che le sue ricadute si hanno tra carnevale e Pasqua. (scusate se uso come riferimento le festività, ma da 4 anni la nosta non è più una famiglia, e questo si risente nei periodi di festa, e di questo ne soffrono molto i miei genitori, da 4 anni non si pranza più assieme la domenica, per non farla innervosire e per non fare disparità non vado neanche io da sola, e così anche tutte le altre feste, però in questo ultimo anno sembrava che le cose andassero meglio, che lei stesse meglio!)
E' vidente che mio fratello non può contare su di noi, non può contare neanche sui familiari di sua moglie (sono gente semplice e vedono le cose solo dal loro punto di vista), i suoi figli sono ancora troppo piccoli e facilmente influenzabili dalla loro mamma, quindi va istruito chiaramente dai medici a cosa va incontro e come si deve comportare, e soprattutto le sue paure per i suoi figli (cosa nuova) è fondata?.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Se le persone di famiglia possono essere utili, finché la persona non è stabilizzata è necessario che verifichino l'assunzione della cura, l'effettuazione degli esami e che i contatti con il medico siano mantenuti.

Se qualcosa va storto è opportuna la segnalazione al medico o a chi di dovere a seconda della circostanza, perché un ricovero rapido o una medicazione al pronto soccorso spesso evita conseguenze peggiori.

Questo non è facile perché il rapporto con la persona malata potrà essere conflittuale, ma alternative concrete non ce ne sono, se non quella di richeidere un monitoraggio più frequente da parte del servizio pubblico che venga direttamente a casa a verificare lo stato della persona.

Esistono poi farmaci "depot" a lunga durata, per via iniettiva intramuscolare, che si usano in persone che non riescono ad assumere regolarmente le cure.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 146XXX

Ringrazio il Dr.PACINI per i chiarimenti.
Riferirò a mio fratello (farò una copia delle sue risposte- anche delle altre- e gliele porterò),
saranno le sue parole un'ulteriore conferma di quello che il primario dell'ospedale gli ha detto in questi giorni (da quel che ho capito dai nostri contatti telefonici)
spero che questa volta gli sia più chiaro il quadro e non si lasci convincere o condizionare dall'affetto che prova per sua moglie e dall'ignoranza dei suoceri.
Perchè (e spero di non sbagliarmi) prima prenderà piena coscienza della malattia della moglie e dell'importanza delle cure costanti e della sua completa sorvegliaza (perchè solo lui la può controllare, ma deve anche imparare a farlo) prima ricondurrà la sua famiglia (sopratutto i suoi figli) in una situazione di NORMALITA'!

GRAZIE