Utente 169XXX
Gentili signori sono la madre di un ragazzo di 20 anni che allo stato attuale soffre molto.Sin da piccoloha dimostrato difficoltà ed è stato in cura con diversi psichiatri sottoponendosi alle varie terapie farmacologiche prescritte, ma purtroppo senza risultato. Dopo alcuni anni di cura Mio figlio ha rifiutato le cure perchè prive di effetti positivi ma con spiacevoli effetti collaterali.
Sono riuscita a convincerlo di curarsi con l'omeopatia solo perchè priva di effetti collaterali, in teoria.
Negli ultimi 5 mesi si è curato con i seguenti rimedi.
Phosphori acidum 200K dopo 5 giorni MK dopo 15 giorni XMK
non avendo prodotto risultati la cura è stata cambiata con un altro rimedio, e precisamenteBaryta muriatica 200K dopo 10 giorni MK dopo 25 giorni XMK.ad un certo punto la situazione è precipitata ed abbiamo fatto ricorso ad uno psichiatra.Fino al giorno della visita con lo psichiatra il ragazzo soffriva di forte ansia senso di vuoto e diceva di essere "attraversato" da migliaia di brutti pensieri sottoforma di voci interne. Ossia, non udiva delle voci ma aveva la sensazione che delle voci interne sussurrassero questi brutti pensieri.
fino a che non ha fatto 3 tiri da uno spinello . Subito dopo ha avuto sintomi che poi ci sono stati definiti come depersonalizzazione, derealizzazione, paura dello spazio infinito, poi e sopraggiunto un altro problema. Si poneva domande tipo: perchè abbiamo la pelle, avere il fegato gli faceva senso, domandava se gli altri esistevano davvero, non capiva se le persone fossero umani o alieni, questo mondo esiste, vero mamma? Per favore trova un modo per farmi ragionare e capire che esisto. Tutto questo nella più completa lucidità, nel senso che ad ogni domanda rispondeva con pertinenza.Da molto tempo non riusciva a dormire di notte , ultimamente stava anche due giorni senza dormire. Tutto questo mi è stato riferito da lui solo ora, riusciva a tenere la situazione sotto controllo e ad apparire normalissimo.Lo psichiatra ha dato la seguente diagnosi.
Disturbo dissociativo con depersonalizzazione e derealizzazione, allo stato attuale delirante.
La terapia che ha prescritto è la seguente.
Lyrica 75 mattina e sera
Zarelis 75 dopo pranzo
Risperdal 1 mg prima di dormire (attualmente neassume metà perchè una intera risultava molto potente<
Serenase 1+2+5 gocce nella giornata
Rivotril 6+6+6 gocce al di
Allo stato attuale il rivotril lo assume poco perchè dorme molte ore al giorno..
La terapia è a regime da tre settimane.
Il ragazzo ha ancora episodi di "dissociazione" e depersonalizzazione ma molto meno frequenti e di minore intensità. L'ansia è diminuita ma non scomparsa.
Sussistono i pensieri, molte paure ed a causa degli effetti collaterali dei farmaci teme di non tornare più come prima.
Ho scritto perchè lo psichiatra mi ha detto che se gli episodi del disturbo dissociativo non passavano nei 20-30 giorni il ragazzo non sarebbe più guarito. Ora vi chiedo, condividete la diagnosi e la terapia? Gradirei un consiglio da parte vostra su come affrontare il problema.
Grazie per il vostro aiuto.


[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
sulla diagnosi non è possibile esprimere giudizi perchè non abbiamo la possibilità di visitare direttamente suo figlio. E' certo che la situazione necessita di cure e di particolare attenzione. Riguardo alla terapia, ammesso che la diagnosi sia corretta, non ne condivido alcuni aspetti, come ad esempio l'uso contemporaneo di due antipsicotici con un profilo di azione abbastanza simile (risperdale serenase), ed entramnbi ad un dosaggio basso. Ho dubbi sull'uso dell'antidepressivo. Tuttavia, le ripeto, i nostri possono essere discorsi molto relativi, fatti tanto per discutere, perchè non abbiamo la possibilità di vedere il paziente.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#2] dopo  
Utente 169XXX

Gentile dott.Martiadis,Questa mattina mio figlio si è svegliato riferendomi di sentire molte voci(dall'interno) diverse dalla sua (di solito sentiva solo la sua) che dicevano cose senza senso alle quali lui rispondeva per tenerle a bada. Mi sono rivolta allo psichiatra che lo segue il quale mi ha consigliato di aumentare la dose di serenase 10mg da 1+1+5 a 4+4+8 gocce.
Mi sono rivolta ad un altro psichiatra il quale
Ha eliminato Zarelis ed il serenase.
Aumentando la dose di risperdal mantenendo lyrica 75 mattina e sera ed il rivotril al bisogno.
In più ha aggiunto che il fenomeno delle voci dei tremori e delle difficoltà ad urinare potevano essere l'effetto della somministrazione dei due antipsicotici . Gradirei un suo giudizio in proposito.
Grazie

[#3]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
ritengo più razionale l'uso di un unico antipsicotico ad un dosaggio congruo e l'eliminazione dell'antidepressivo in una situazione che di depressivo non ha nulla.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#4] dopo  
Utente 169XXX

Grazie della sua risposta.
per quanto riguarda gli effetti che le ho riferito, le sembra plausibile che i due antipsicotici somministrati insieme li abbiano provocati?

[#5]  
Dr. Vassilis Martiadis

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E' plausibile ma resta da vedere il decorso nei prossimi giorni.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#6] dopo  
Utente 169XXX

Grazie per la sua gentile disponibilità.
Cordiali saluti

[#7] dopo  
Utente 169XXX

Gentili signori, lo Psichiatra che attualmente si occupa della cura di mio figlio, come potete leggere dagli scritti precedenti, ha eliminato il serenase e l'antidepressivo mantenendo il risperdal come unico antipsicotico.
Mio figlio con una pillola di risperdal da 1 mg accusa effetti particolarmente pesanti, senso di svenimento, ha vomitato almeno due volte tutti e due i giorni in cui ha assunto il farmaco, senso di nausea continua, mentre dorme fa incubi che non gli permettono di riposare, al punto che ha paura di addormentarsi ed ha difficoltà serie ad urinare. Purtroppo attualmente lo specialista non è in servizio e tornerà solo il 5 sett.
Non potendomi rivolgere a lui ho chiesto il parere del mio medico di base il quale ha consigliato di ridurre a metà la dose del risperdal per limitare gli effetti indesiderati in attesa dello psichiatra, ieri sera il ragazzo ha assunto metà dose, in effetti oggi è stato bene fisicamente ma sono tornati i soliti pensieri tipo perchè abbiamo la pelle o perchè siamo fatti così.
Ovviamente ad ogni domanda risponde sempre col giusto criterio e si rende conto che si pone domande che in condizioni normali non si è mai posto, quindi le ritiene strane e me le riferisce come tali. Ora vi chiedo, è rischioso aspettare fino al 5 settembre con una dose inadeguata di farmaco? Ossia rischiamo di non riuscire più a curarlo se non assume la giusta dose prima possibile? poi, nel caso non riuscisse a sopportare il principio attivo del risperdal, esiste un altro farmaco che abbia lo stesso effetto e che potrebbe tollerare meglio?
Va da se che siamo in attesa che finisca agosto, e con la riapertura degli studi comincierà le sedute di psicoterapia cognitivo comportamentale.
Certi effetti indesiderati potrebbero essere ancora riferiti all'assunzione contemporanea dei due antipsicotici i cui effetti non sono ancora passati?
Scusate le troppe domande ma penso possiate capire la mia preoccupazione.
Grazie infinite a chiunque possa rispondere.

[#8]  
170025

Cancellato nel 2010
Gentile signora,
Capisco e condivido le sue preoccupazioni e le ribadisco che senza una visita diretta quello che Le possiamo dire e' di utilità molto relativa.
L'uso dell'antidepressivo ha un significato strategico (alla lunga) nella possibilità' di trattare un disturbo ossessivo compulsivo (idee prevalenti) ed e' giustificato anche in assenza di franchi spunti depressivi.
L'uso del deliriolitico (risperdal e serenasse) ha una importanza tattica (dell'acuzie), per evitare deliri ed allucinazioni.
Il dosaggio di 1 mg di risperdal e' blando per poter pensare ad effetti collaterali da risperidone....
E' diverso dal serenase che ha una funzione immediata e deliriolitica preponderante e piu' immediata/specifica.
L'uso di entrambi i farmaci antipsicotici non dovrebbe produrre grossolani effetti collaterali soprattutto ai dosaggi che lei riferisce.
Consideri che i Servizi Psichiatrici di diagnosi e Cura (Spdc) sono sempre disponibili sul territorio, e in caso di necessita' piuttosto che la terapia fai da te potrebbe essere opportuno rivolgersi a tali servizi (presso l'ospedale piu' vicino).
Da quello che riferisce sembra opportuna una terapia con antipsicotici (va bene anche il serenase 10 gtt x tre) associato ad un modulatore dell'asse timico (tipo depakin 300 x 2) e blanda ansiolisi (rivotril 2-3 gtt per 2-3 volte al giorno a seconda delle condizioni di Suo figlio).
Non ci sono pericoli gravi per eventuali effetti collaterali da antipsicotici, nel senso che nel giro di 24-48 ore scompaiono. Quelli più caratteristici riguardano un certo rallentamento psicomotorio con tremori e rigidità (piuttosto che nausea o vomito). Lo faccia bere...
Non tema il sonno. Suo figlio ora ha bisogno di riposare.
Una terapia inadeguata e' certo da evitare ma non può compromettere "irrimediabilmente" la eventuale terapia futura.