Utente 950XXX
Buongiorno,
sono un ragazzo di 35 anni e da 2 anni ho grosse difficoltà di concentrazione e deficit di memoria che mi limitano molto.
Entrando nello specifico, mi sento sempre un pò intontito, poco lucido di mente e con sensazioni di leggera instabilità e questo non mi consente di essere produttivo al lavoro: quando devo fare un ragionamento, mi "perdo" quasi subito perchè è come che i miei pensieri si "sfilacciassero". Per cui devo ricominciare da capo e poi insistendo riesco con molto fatica ad arrivare ad una conclusione che però nella maggior parte dei casi non mi soddisfa al 100% perchè molto spesso mi rimangono dei dubbi. Inoltre mentre sto ragionando mi succede spesso di avere degli improvvisi black-out e di non ricordare più quello su cui stavo ragionando. Poi un altro problema che riscontro spessissimo e quello che non riesco a ricordare quello che sto facendo; ad esempio se devo aggiornare un certo file al lavoro, il tempo di andarlo a cercare dentro le varie directory e già mi dimentico cosa devo cercare come se la memoria di brevissimo termine andasse in tilt.
Anche la memoria è molto debole. Se devo fare un lavoro già visto tantissime volte, devo comunque andarmi a riguardare il tutto e solo dopo averlo visto mi ritornano in mente un pò tutti i concetti. Molto spesso non ricordo quanto fatto 2 giorni prima e più ci penso più si crea un vuoto nel cervello. Alla fine sforzandomi comincio a ricordare ma ci vuole del tempo.
Ho difficoltà anche quando devo parlare e devo esprimere un ragionamento; nel mentre che sto parlando i concetti che ho in mente si sbiadiscono - come se il cervello fosse pigro e non volesse tener vivo il concetto almeno finchè finisco la frase - per cui o mi blocco e cerco di rispiegarmi oppure finisco la frase non essendo ben convinto di quello che ho detto. Questo deficit che ho tentato di spiegare per come lo percepisco, si traduce esteriormente come una sorta di confusione mentale; se fossi il mio interlocutore penserei di aver a che fare con una persona poco lucida e confusa e che non sa parlare perchè le frasi gli escono sgrammaticate. Vado in difficoltà anche quando devo raccontare un episodio che ho sentito alla tv o letto sul giornale. Infatti al momento mi sembra di averlo assimilato, poi però quando lo devo raccontare a distanza di 1 giorno mi son già perso tanti particolari per cui nel tentativo di recuperarli interrompo spesso il racconto.
Anche se devo ascoltare una persona ho dei problemi: se questa parla velocemente non riesco a seguirla come se il mio cervello elaborasse ad una velocità inferiore e quindi non riuscisse a seguire.
Tutto questi sintomi sono accompagnati da fastidiose sensazioni a livello delle zone temporali del cervello. Sento sempre un senso di "pressione" a livello delle tempie.
Quando ho esposto i miei problemi al dottore mi ha detto che la causa più probabile è lo stress e la stanchezza psichica, ma mi ha comunque consigliato un neurologo per escludere altre cause. Ho fatto quindi degli accertamenti (RM all'encefalo) e sono risultati negativi.
A questo punto penso proprio che sia stanchezza psichica. Ho letto il post https://www.medicitalia.it/consulti/psichiatria/10343-depressione-e-calo-drammatico-di-memoria.html. Mi ha dato un pò di speranza la risposta del dott. Lorenzetti che dice che queste forme di "pseudodemenza" si possono risolvere con cure nel giro di 3-4 settimane.
Sono stato da uno psichiatra che mi ha prescritto lo zoloft. Lo sto prendendo da 1 mese ma non ho avuto risultati finora.
Spero di ricevere Vostri autorevoli consigli e di sapere se la strada farmacologica che ho intrapreso potrebbe essere quella corretta.
Vi ringrazio

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

la riduzione della capacita' mnemonica non e' una caratteristica esclusivamente depressiva.
Andrebbero infatti anche indagate altre cause legate a tale sintomo e la presenza di altri sintomi o segni clinici che possano consentire una diagnosi differenziale.

A quale dosaggio assume zoloft?
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[#2] dopo  
Utente 950XXX

Gentile dr. Ruggiero,
al momento la dose è di 75mg al giorno.
Devo dirLe che già ad inizio anno avevo iniziato una cura con zoloft fino a 100mg, poi interrotta perchè la situazione non migliorava anzi il farmaco mi provocava sintomi negativi anche a distanza di 3mesi dall'inizio della cura. Ora che son tornato dal psichiatra mi ha detto di ricominciare la cura fino a 75mg.
Comunque nel mio caso penso che la causa sia il mio lavoro che mi provoca stress e affaticamento psichico. Ho delle responsabilità che probabilmente nel lungo periodo non riesco a reggere.
Il fatto è che ormai sono in questa situazione di confusione e intontimento che mi accompagna sempre sia che lavori o meno. Ho appena passato alcuni giorni al mare, ma anche sotto l'ombrellone avevo sempre una percezione alterata di ciò che mi stava attorno (come fossi leggermente ubriaco, poco lucido). Forse ho passato il limite per cui con me non funziona più lo "staccare la spina". E' per questo che penso di aver bisogno di una cura.

[#3] dopo  
Utente 950XXX

Gentile dr. Ruggiero,
io penso che tutto questo sia dovuto a stress cronico. Probabilmente ho superato la fase di resistenza allo stress e sono in fase di esaurimento. In tal caso si può guarire con una cura farmacologica? Sono parecchio sconfortato dalla situazione

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Io veramente non ho ben capito la diagnosi che le e' stata fatta.

Lo stress e' un fattore che puo' portare dei sintomi ma poi bisogna inquadrare la diagnosi ed il trattamento.

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[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

i problemi di presunti deficit cognitivi, oltre che corrispondere alla pseudodemenza depressiva, possono anche essere legati ad un disturbo ossessivo, una sorta di ipocondria riguardante le funzioni mentali. La fissazione, per dirla in termini comuni, sul controllare le proprie funzioni finisce per creare una situazione in cui si riconoscono come anomale delle prestazioni normali, oppure si pretende di far funzionare il cervello e nel contempo di guidarlo, come se si cercasse di far andare una macchina però da fermi. La capacità delle persone che si trovano in questa situazione di riconoscere il meccanismo fondamentale è scarsa, di solito si sviluppa la preoccupazione crescente di far migliorare memoria e concentrazione, perdendo di vista la matrice ossessiva/ipocondriaca.

Che diagnosi le è stata fatta ?
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 950XXX

Effettivamente la diagnosi che mi è stata fatta è di disturbo di tipo ossessivo, anche se il psichiatra mi ha detto che alcuni sintomi che ho descritto (confusione, testa vuota, "pigrizia" mentale) non sono proprio associabili al disturbo ossessivo per cui esso è accompagnato anche da un altro disturbo che al momento non ha ancora ben inquadrato.
Dott. Pacini mi ritrovo in quello che Lei descrive; mi capita spesso di ossessionarmi sulle mie capacità intellettive. Ma nel mio caso penso siano state quasi una conseguenza del disturbo iniziale in quanto quando i ragionamenti mi venivano "fluidi" non avevo nessun tipo di "pretesa" ulteriore dalle mie funzioni. Poi quando gradualmente sono subentrati i deficit inizialemente non ci davo proprio peso (pensavo che fosse un pò di stanchezza passeggiera) poi però visto che le cose peggioravano è subentrato sicuramente il disturbo ossessivo. E da quel momento ho cominciato a fare quello che dice Lei, ovvero a voler fare funzionare meglio il cervello e a voler risolvere i problemi con la facilità di un tempo. Subentra un certo "orgoglio" che mi spinge a fare sempre il solito ragionamento:"Perchè una volta ci riuscivo ed ora no?" Di conseguenza mi ostino nel voler arrivare alla soluzione del problema (il lavoro non ti consente di far diversamente) e continuo a perserverare finchè arrivo con molta difficoltà ad una qualche conclusione. Da quì nasce la mia ossessione.
Come dicevo mi è stato prescritto lo zoloft anche se purtroppo nel mio caso da degli effetti collaterali di forti giramenti di testa e sensazioni di svenimento per cui non riesco ad arrivare ai dosaggi ai quali diventa efficace.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

se la diagnosi è di disturbo ossessivo la cosa quindi tornerebbe.

"mi capita spesso di ossessionarmi sulle mie capacità intellettive. Ma nel mio caso penso siano state quasi una conseguenza del disturbo iniziale in..."

Proprio questo aspetto le descrivevo al termine del commento, che il disturbo spinge a invertire la sequenza tra sintomo e preoccupazione. Chi ha un'ossessione per un sintomo ritiene che il sintomo produca l'ossessione e non il contrario.
Chi si controlla mentre funziona non può funzionare fluidamente, è un meccanismo subdolo. Se uno comincia a stare attento a camminare bene non si muove più, dopo di che penserà che è ossessionato dal camminare perché non è più capace di farlo come un tempo.
Quel che fondamentalmente "non si riesce più" a fare non arrivare in maniera più fluida all'esecuzione di alcune funzioni. Essendo più fluida, non può essere che la fluidità si recuperi aumentando il controllo, anzi è proprio questo all'origine della perdita della fluidità.

Lo zoloft non è l'unico farmaco antiossessivo, e i sintomi comunque possono essere transitori (prime 2-3 settimane).

Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 950XXX

Dr. Pacini,
la ringrazio per la risposta. Ero proprio convinto del contrario e cioè che la mia ossessione è stata una conseguenza. Il problema è che il disturbo avviene lentamente per cui non mi son reso conto all'inizio. Volevo chiederLe se mi può chiarire 2 dubbi:
1) Se la causa di "tutti i miei mali" è il disturbo ossessivo è possibile che questo disturbo mi comporti i sintomi che ho scritto sopra (alterata cenestesi, confusione mentale, poca lucidità, fastidio alle tempie, difficoltà a parlare ecc.) che DURANO TUTTO IL GIORNO sia che lavori sia nel week-end (come fosse una pseudodemenza senza interruzioni)?
2) Se fosse così, curando il disturbo ossessivo normalmente se ne vanno anche tutti i sintomi oppure può essere che si migliora parzialmente?

Per quanto riguarda lo zoloft nel mio caso mi ha dato disturbi anche dopo alcuni mesi che lo prendevo (poi ho interrotto e ora ho ripreso a basso dosaggio). Il mio psichiatra diceva che si può cambiare farmaco solo che potrebbe dare gli stessi effetti perchè fa parte della stessa famiglia di zoloft.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

i sintomi durante i disturbi d'ansia sono sia legati ad una iperattività di alcuni centri nervosi sia alla eccessiva attenzione che rende ogni cosa "sintomo" d'allarme.
Per il punto 2) è una domanda fine a se stessa, deve curarsi e regolarsi poi in base al risultato, che può benissimo essere totale.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 950XXX

Dr. Pacini,
A breve dovrò andare dallo psichiatra per una visita di controllo e spero di riuscire a trovare una soluzione.
Per il momento La ringrazio molto per le sue risposte.