Utente 203XXX
Buonasera e innanzitutto complimenti e grazie per il servizio che gentilmente offrite.
Vengo al dunque.
Lunedì 11 c.m. durante una lezione universitaria molto stressante (ore 15,00) ho iniziato ad accusare una sorta di attacco di ansia (non riuscivo a stare fermo,mi sudavano le tempie e mi sentivo come se stessi impazzendo) tutto questo si è risolto in 5 minuti dopo i quali i sintomi sono scomparsi.
Tornato a casa mia madre mi chiede "sta male?" e da quel momento in poi inizia il mio calvario.
Per tutto il pomeriggio (con brevi intervalli in cui i sintomi scomparivano) ritornano i suddetti sintomi accompagnati da tremore continuo,debolezza,bocca asciutta e gonfiore di stomaco con continua eruttazione.
Alle 23 mi reco in pronto soccorso molto spaventato e li mi si diagnostica (testuali parole) uno "STATO ANSIOSO ESEGUITO TRANQUIRIT 15gtt SENZA BENEFICIO,ESEGUITA VISITA SPECIALISTICA,CONSIGLI TERAPEUTICI ALLEGATI" pressione sanguigna 130/80 e frequenza cardiaca 112b/m.
La visita specialistica consiste in domande di vario genere da parte di uno psichiatra con successiva prescrizione di XANAX 3 volte al dì 4gtt e assoluto riposo (terapia a suo dire blanda con nuova visita prevista per giorno 18 c.m. esattamente 1 settimana dopo).
Martedì riposo tutto il giorno e mi sento debolezza,bocca asciutta e gonfiore di stomaco con continua eruttazione e leggeri tremori
Mercoledì come sopra ma senza tremori
Giovedì riposo assoluto anche se mi sento molto meglio,anche se un pò debole e lo stomaco si sgonfia,ma persiste la bocca asciutta.
Venerdì riposo assoluto senza alcun sintomo
Sabato come sopra
Domenica come sopra
Lunedì (oggi) per la prima volta esco da casa e mi sento molto bene,faccio la visita (dove praticamente dico che il decorso è stato ottimale in quanto la situazione è migliorata di giorno in giorno) dove mi viene diagnosticato un disturbo d'ansia NAS e mi viene prescritto xanax 4gtt 2 volte al dì (pomeriggio e sera) + Depakin chrono 300mg 1 compressa alla sera + sedute da concordare il giorno con uno psicoterapeuta.
Ritornato a casa 2 ore prima che mi iniziasse la lezione all'università,da cui mi sono assentato per 7gg (forse a causa della lettura delle controindicazioni/effetti indesiderati del nuovo farmaco) mi ritorna un po di ansia con bocca asciutta,vado a lezione e alla fine della stessa accuso una forte emicrania che persiste tutt'ora + tremori,ansia e bocca asciutta esattamente come il primo giorno.
Mi sorge adesso un dubbio,la sera quando devo assumere i 2 farmaci a che intervalli di tempo devo assumerli l'uno rispetto all'altro? e poi,posso assumere moment(ibuprofene) in concomitanza con la mia cura?
Adesso devo fare questa cura per 1 mese (prossima visita 16 maggio),ma temo che lo psichiatra possa essersi fatto un idea sbagliata dal momento che all'atto della visita tutto sembrava migliorato e invece nel pomeriggio odierno post visita ho avuto di nuovo i sintomi di 1 settimana fa.
Grazie per l'attenzione e distinti saluti.

[#1]  
Dr.ssa Michela Giugiario

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Gentile utente,
i farmaci (xanax e depakin) può prenderli anche contemporaneamente. Per quanto riguarda l'ibuprofene non sussistono controindicazioni nell'assumerlo in concomitanza con la sua cura. Rispetto all' "idea sbagliata" che si può essere fatto lo psichiatra non correrei troppo. Una crisi di ansia, specie dopo una settimana in cui si è rimasti fermi a casa, può capitare e non rappresenta una ricaduta. Se invece queste crisi si ripresentassero quotidianamente per diversi giorni allora la invito a ricontattare lo psichiatra prima che passi il mese che vi siete dati per il prossimo appuntamento.
Cordiali saluti
Dr.ssa Michela Giugiario

[#2] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottoressa,la ringrazio per la pronta risposta.
Purtroppo ho delle novità/dubbi
Per quanto riguarda le novità ho iniziato ad assumere il depakin chrono e oltre ad avermi causato un forte mal di pancia,mi ha causato anche tremori (che tra le altre cose sono la conseguenza principale del mio disturbo ansioso),inoltre ho letto che è indicato nel trattamento dell'epilessia e del disturbo bipolare che a mio modesto (e profano)parere nulla hanno a che vedere con ciò che mi è stato diagnosticato,mi sbaglio?!
Per quanto riguarda i dubbi invece,vorrei comunicare tutto ciò che concerne le novità allo psichiatra che me lo ha prescritto,ma essendo che ho stabilito un contatto con lui attraverso pronto soccorso e successiviva visita ambulatoriale previa impegnativa non so come fare,come posso risolvere il problema?
Ancora grazie!

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"disturbo d'ansia nas" è una diagnosi vaga, per cui non si capisce esattamente il perché del depakin, che è un farmaco tipicamente non utilizzato nei disturbi d'ansia. Intendo dire che si utilizza anche in quelli, ma non è il tipico farmaco per l'ansia, come lo xanax.

Quando si presenterà al medico gli riferirà il decorso, compreso quello che non ha visto personalmente lui, così si farà un'idea più completa.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.
Il "disturbo d'ansia NAS" è quello che mi è stato scritto nel foglio post visita ambulatoriale lasciatomi dallo psichiatra alla voce diagnosi.
Nel primo post ho scritto dettagliatamente tutti i dati in mio possesso.
Posso ipotizzare (sempre da profano) che mi sia stato prescritto il depakin chrono a causa del forte nervosismo che accuso nell'ultimo periodo a causa del fatto che ho smesso di fumare hashish (mai fatto uso di alcuna altra sostanza a parte la nicotina)
Il fatto che più mi angustia è che il mio psichiatra (quello diciamo ospedaliero) non ce l'ho come dire "a portata di mano" nel senso che non posso chiamarlo e informarlo di un qualsiasi problema quando esso si presenta e per di più dovrò rivederlo tra addirittura un mese.
Nel caso volessi essere seguito da uno psichiatra non ospedaliero quali sarebbero indicativamente le tariffe da sostenere? (dal momento che sono studente universitario e nella mia vita ho spesso lavorato per cercare di mantenermi da solo, e non gravare sulla mia famiglia ((composta solo da me e mia madre)) nei limiti del possibile e che quindi il mio portafoglio non ha uno spettro di possibilità così ampio)
Nel caso fossi seguito da uno psichiatra non ospedaliero potrei contestualmente essere seguito da uno psicoterapeuta ospedaliero?
E per finire,dal momento che lo psichiatra ospedaliero mi ha comunicato che mi avrebbe contattato telefonicamente uno psicoterapeuta;nel caso dovessi optare per farmi seguire da uno psichiatra "privato" come dovrei comportarmi in tal senso?
La ringrazio ancora,Distinti saluti

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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La diagnosi non è chiara, infatti, o comunque la scelta della cura non la chiarisce.

Lo psichiatra come ogni medico non è a portata di mano, ma questa è una esigenza in realtà che non sussiste, perché una cura si valuta nel tempo, per cui quando le cure funzionano l'idea di avere un medico "nell'emergenza" non sussiste più.

Ogni professionista per la disponibilità telefonica o mail si regola come crede, così come per le tariffe.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore

Come ho scritto nel mio secondo post in risposta alla Dottoressa Giugiario dal momento del pronto soccorso (lunedì 11) al momento della visita ambulatoriale (lunedì 18) tutto sembrava essersi risolto,salvo poi "ricadere" nel pomeriggio di lunedì 18 quindi post visita dove ho avuto x più ore ansia e tremori.
Come lei giustamente asserisce la diagnosi non è chiara e la cura (x quanto riguarda l'ansiolitico xanax) è più che blanda (4gtt 2 volte al dì) e dal momento che all'atto della visita (me ne rendo conto io stesso) avrò dato l'impressione allo psichiatra di sentirmi "un leone" e che tutto fosse passato,non vorrei ritrovarmi con una cura non adatta ai miei reali problemi e che lo psichiatra stesso possa aver "sottovalutato" (virgolettato perchè lungi da me mettere in dubbio la professionalità/competenza di uno specialista) il mio reale disagio.
Proprio per questa ragione,rendendomi conto di non avere in mano nulla per poter ricontattare lo psichiatra (se non una visita prenotata tra un mese) ho preso in considerazione la possibilità di rivolgermi privatamente ad uno specialista.
Inoltre il fatto che il depakin chrono prescritto nella visita di lunedì 18cm e assunto per la prima volta la sera di martedì 19cm mi abbia portato dei "problemi" mi mette nella situazione di avere ancora più paura ad assumerlo,quindi non so se interromperlo o meno e il fatto di non poter comunicarlo allo psichiatra per avere qualche consiglio o eventualmente avere prescritto un farmaco sostitutivo,mi mette in una situazione abbastanza incresciosa e non so davvero come o cosa fare.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Un singolo episodio, se è stato definito come genericamente attacco d'ansia è anche corretto che sia trattato con un ansiolitico e poi rivalutato, magari prima di un mese, anche perché l'uso dell'ansiolitico va spiegato e rivisito entro un mese.
Il depakin me lo spiego poco con il fatto che la diagnosi sia in sospeso invece. Con questo farmaco inoltre sono richiesti alcuni esami del sangue di solito.

Al ripresentarsi o persistere dei sintomi dovrebbero esserci più elementi per definire la diagnosi anche prima del mese.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore,la ringrazio per la sua precedente risposta.

Volevo fugato un dubbio,con la dose che assumo di xanax 4gtt pomeriggio e sera posso bere alcolici?

Se si in che misura?

Grazie anticipatamente a chi mi risponderà.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Non è una domanda sensata. Come illustrato nel foglietto si raccomanda di non associare alcolici.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.
Le porgo a questo punto 3 quesiti.

1) Mi sono posto tale interrogativo in quanto lo psichiatra ospedaliero che mi ha visitato mi ha detto che potevo anche "bermi una birra" purchè non assumessi elevate quantità di alcool,avendo io letto il foglietto illustrativo ho evitato anche un "mon cherie"

2) Lei mi ha detto che la diagnosi "disturbo d'ansia NAS" è una diagnosi poco chiara (e specifica) e che non si spiega la cura che mi è stata data,in più credo che per tale tipo di problematiche legate alla sfera ansiosa sia importante avere un contatto diretto con lo specialista che mi segue.

3) Lei mi ha detto che relativamente alla prescrizione di depakin chrono apriori sono necessarie analisi del sangue (e io ci aggiungerei da profano anche analisi epatiche) e invece mi è stato prescritto senza nulla di tutto ciò.

Alla luce di questi 3 punti crede sia opportuno cambiare psichiatra?

Inoltre volevo chiederle (approfittando del suo perfezionamento in medicina delle dipendenze) se è plausibile che il depakin chrono possa essere utilizzato come placebo dopo che io abbia deciso di liberarmi dalla dipendenza dell'hashish di cui ho fatto abuso per molti anni e quindi per aiutare a stabilizzare il mio umore adesso che non utilizzo più la suddetta sostanza.

La ringrazio per il tempo che mi ha e mi sta dedicando e colgo l'occasione per augurarle una felice pasqua.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Sto semplicemente dicendo che quando il concetto è che si raccomanda cautela nell'associare due cose si tende a non quantificare la cosa, il senso della cautela va preso così com'è. Il medico quindi intendeva fare un esempio pratico indicando "una birra", ma questo le è stato detto a tu per tu dalla persona che le ha fatto la prescrizione. Se lo chiede ripetutamente non credo possa ottenere risposte più precise, oltretutto il senso di "una birra" era semplicemente che è sconsigliato associarli e quindi si raccomanda cautela.

Per il resto, la scelta del curante è sua, qui Lei espone una situazione e si fanno i commenti dettati dagli elementi che Lei ci propone.

La diagnosi va definita, e certamente deve essere seguito da qualcuno. Non capisco però cosa significa contatto diretto, quando la visitando e le danno una prescrizione non è un contatto diretto ?
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

Il termine contatto diretto lo uso intendendo il fatto che posso contattare lo specialista ad esempio oggi (in senso figurato) per avere una visita (anche a pagamento) nel tempo più breve possibile dato che mi trovo all'inizio di questo problema e le perplessità sono tante.Mentre nella situazione attuale mi devo affidare a tempi ospedalieri (specie nella mia città che può vedere nella scheda) che sono lunghissimi.

Le faccio un esempio banale (non le riporto il mio caso reale) su cosa intendo per "contatto diretto".

Visita n°1 dopo 1 solo attacco di panico mi viene data una cura da fare x un mese e riprenoto una visita tra un mese.

Il giorno dopo la visita mi viene un attacco e così x 3 giorni di fila.

A questo punto senza "contatto diretto" devo tenermi quella cura x il mese,giorno in cui rivedrò lo specialista
indipendentemente da cosa mi succede in quel mese.

Con il "contatto diretto" dopo la 1 visita e la cura mi ripropongo di rivedermi tra 1 mese,ma se domani sto male e così x diversi giorni magari posso contattare lo specialista per vedere cosa ritiene giusto che venga fatto.

A parte questo,volevo chiederle se esistono psichiatri che lavorano al sert (o che comunque si occupino/siano specializzati in dipendenze) così da cercare di prendere contatto con qualche specialista del genere privatamente in quanto sono sempre più convinto che la causa o concausa di tutto quello che mi stà succedendo sia legato all'essermi liberato (volontariamente,in quanto volessi riprendere la mia vita in mano) dalla dipendenza da hashish che è stato parte integrante della mia vita x lungo tempo e di cui ero fortemente dipendente (psicologicamente si intende)

La ringrazio e le auguro nuovamente buona Pasqua

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Il medico le ha dato appuntamento in tempi tali da poter giudicare se la cura avesse avuto effetto. Gli attacchi prima di quel termine possono tornare come venivano anche prima, e non è che ci siano indicazioni particolari da fornire, se non quella automatica del pronto soccorso o del medico di base. Nel caso del panico comunque il trattamento dell'attacco acuto non aggiunge granché al decorso del disturbo.

Al SerT credo che lavorino psichiatri o organicamente o in un centro di riferimento associato. Specialisti privati che si occupano di dipendenze certamente esistono, come il sottoscritto, ma in merito a quale dipendenza ?
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#14] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

In merito alla dipendenza da hashish,la quale credo personalmente sia la causa di tutto quello che mi sta capitando. (non ho mai fatto uso neanche per prova di alcuna altra sostanza).

Avendone fatto un uso estremamente massiccio per molti anni credo che possa essere la causa (o comunque concausa) delle mie manifestazioni di ansia,anche perchè prima che mi venisse l'ansia "dal nulla" gli unici episodi in cui mi capitava era a seguito dell'aver fumato [da qui la volontà (nonchè mia ferrea imposizione) di smettere].

Crede che sia giustificabile alla luce di questo la mia volontà di essere seguito invece che da uno psichiatra "X" proprio da uno psichiatra che è specializzato in problematiche simili?

E soprattutto (non voglio un nome che so già che non mi darà) come posso fare a trovare uno psichiatra che sia specializzato in medicina delle dipendenze? [escluda il medico di base,il quale non mi ha saputo consigliare nemmeno uno psichiatra "standard",ed escluda il mezzo internet (google e non siti specifici) dal quale cercando e ricercando praticamente trovo solo il suo nominativo] ?

[#15]  
Dr. Matteo Pacini

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E' un fattore solitamente importante nello sviluppo di alcuni disturbi.
Effettivamente la competenza in materia di disturbi psichiatrici e uso di cannabis non è diffusa così come per altre comuni malattie psichiche.
Può comunque consultare il suo Servizio di zona. Per quanto riguarda i privati, posso darLe un recapito in Calabria di quelli che mi vengono in mente, se può esserLe utile.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#16] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

Domani proverò a recarmi al sert di zona per vedere se riesco a trovare uno psichiatra che riceva privatamente e che sia specializzato in medicina delle dipendenze,così da essere seguito da uno specialista della disciplina.

Nel caso non dovessi trovare nulla le sarei grato se mi fornisse il nome del suo collega in calabria in quanto sono sempre più convinto che tutto ruoti intorno al punto dipendenze,anche perchè più passano i giorni dal momento che ho smesso e meglio mi sento in tutti i sensi (non solo a livello di ansia che non accuso da 5 giorni) ma anche a livello di sonno notturno,irritabilità e prontezza mentale.

La ringrazio come sempre per la sua infinita gentilezza e professionalità

[#17] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

Premetto aprendo una piccola parentesi in quanto volevo complimentarmi con lei per il suo sito www.psichiatriaedipendenze.it di cui ho letto fino all'ultima virgola e ritengo veramente magnifico,per poi volermi soffermare su un passo del suo lavoro nel suddetto sito.

Il passo è l seguente:

A seconda del tipo di sostanza, i danni possono variare. Costante è quello sull’umore e sulla capacità di provare piacere e interesse per le cose, che di solito ruota intorno all’umore. I “reduci” dall’abuso di sostanze passano lunghi periodi in cui, nonostante la capacità di astenersi dall’uso di sostanze o l’esaurimento dell’interesse per esse, non vedono più orizzonti stimolanti e intriganti nella vita quotidiana, cioè non hanno più un “progetto di piacere”.

Paradossalmente, i danni più gravi e più persistenti su altre funzioni le producono con maggiore probabilità le droghe cosiddette leggere, cioè quelle che invece non tendono a dare vera e propria dipendenza.

Posso dire che aggiungendoci gli episodi ansiosi è precisamente il quadro che mi appartiene.

Oggi mi sono recato al SerT e ho avuto un colloquio (non visita) con uno psichiatra specializzato in medicina delle dipendenze,gli ho spiegato il mio caso ed è rimasto particolarmente sorpreso (come è successo anche a lei) della prescrizione di depakin chrono (che fortunatamente ho assunto solo 1 volta).

Mi ha suggerito (proprio a livello del discorso sulla prima parte del suo articolo che le ho riportato "progetto di piacere") di farmi prescrivere un farmaco (può prescriverlo anche il medico di base e non è di prescrizione obblgatoria di un medico psichiatra) di cui purtroppo ho scritto male il nome "citanax" (tornerò presto a chierderglielo) ma ricordo il principio attivo "CITALOPRAM" e ricordo che mi ha detto che esiste da 10 & 20 mg e farmi prescrivere quello da 10mg per assumerlo 1 volta al giorno la mattina.
Ho letto che tale farmaco è utilizzato nei disturbi d attacchi di panico e depressione con dosaggio diverso,ma in quanto inibitore della serotonina è possibile che aiuti anche a favorire quello che lei ha definito nel suo articolo la ristabilizzazione del "progetto di piacere"?

[#18]  
Dr. Matteo Pacini

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La cosa non chiara non era tanto il depakin con una storia di uso di sostanze, è un farmaco utilizzato in questo settore. Il discorso era a proposito della diagnosi, poiché il farmco si utilizza quando si identifica una condizione di umore non stabile, associato o meno a disturbi d'ansia.

Citalopram è un farmaco utile in diversi disturbi d'ansia. Il discorso sulla compromissione della capacità di provare piacere comunque non riguarda i disturbi d'ansia, ma il condizionamento del sistema della gratificazione, possibile con qualsiasi livello d'uso e espresso in grado massimo nelle dipendenze.
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[#19] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

A questo punto l'unica cosa che mi rimane da fare è recarmi da uno psichiatra specializzato nella sua stessa disciplina e abbandonare il mio attuale ospedaliero (pur nn abbandonando la dose di xanax che mi ha prescritto fino a nuovo ordine) perchè credo che solo uno specialista che ha intrapreso questo percorso di specializzazione possa veramente aiutarmi e capire di cosa sto parlando nei dettagli(oggi ho contattato un amico che ha il padre cardiologo che domani mattina dovrebbe darmi un nome,o almeno spero che riesca a darmelo nella speranza che suo padre conosca qualcuno del ramo).

Ad ogni modo al momento non ho stati ansiosi da esattamente 7 giorni e credo che più mi allontano dalla data in cui ho dato un taglio ai miei vizi più la situazione si evolva in positivo in tutti i sensi.

Nel caso in cui domani faccia un buco nell'acqua nella mia ricerca di uno specialista le sarei grato se mi potesse dare il contatto in calabria (sperando sia reggio calabria,se no x assurdo è meglio che fissi un appuntamento con lei stesso a pisa),nel caso abbia dei contatti anche a catania sarebbe ben accetta anche questa opzione.

La ringrazio,le farò sapere non appena avrò novità.

[#20]  
Dr. Matteo Pacini

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Ma non è già stato presso il SerT a farsi visitare da uno psichiatra ?
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[#21] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

Al SerT non è stata una visita vera e propria,ma una sorta di colloquio di 5 minuti dove è stata praticamente ribaltata la tesi,le cause nonchè la cura dello psichiatra che mi aveva visitato in ambito ospedaliero.

Essendo che io ho bisogno di chiarezza su diagnosi e cura ed eventuale percorso con psicoterapeuta o psicologo preferisco ad affidarmi ad una persona specializzata tassativamente in medicina delle dipendenze che possa seguirmi (nella fattispecie lei sarebbe l'ideale,ma ahimè la distanza me lo impedisce).

Se conosce qualcuno specializzato come lei e di cui ha stima a Catania (preferibile) o Reggio Calabria lo chiamerei subito per iniziare un percorso con una persona che possa realmente capire il mio disagio.

[#22]  
Dr. Matteo Pacini

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Non si tratta di una specializzazione ufficiale, diciamo che c'è chi opera, ricerca e pubblica in questo ambito.
Potrebbe però farsi seguire dal medico del SerT, magari approfondendo la situazione con un colloquio più esteso.

Personalmente conosco uno specialista privato a Crotone, se le può essere utile posso darLe il recapito, preferisco tramite mail.

Dr.Matteo Pacini
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[#23] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

Capisco che non si tratti di una specializzazione ufficiale,ma credo che la settorialità giochi un ruolo molto importante.

Purtroppo Crotone è abbastanza fuori mano e sinceramente sarebbe più facile farmi visitare a Pisa (Lamezia-Pisa) rispetto a Crotone,la ringrazio comunque per la sua infinita disponibilità.

Seguirò il suo consiglio ritornando al SerT (magari chiedendo se al posto del colloquio posso fare una visita privata anche a pagamento),perchè in assenza di altre opzioni credo proprio che tra i 2 psichiatri che ho incontrato uno ci abbia visto giusto mentre l'altro abbia toppato.

Volevo chiederle una cosa,a parte che sul sito www.psichiatriaedipendenze.it dove posso trovare altre SUE pubblicazioni relative,sia all'effetto a lungo termine delle droghe leggere a livello celebrale che all'effetto-abuso di droghe leggere a livello umorale e del famoso "progetto di piacere"? (se non può rispondermi per problemi di pubblicità posso contattarla via mail)

[#24]  
Dr. Matteo Pacini

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http://www.gipsicopatol.it/italiano/rivista/2005/vol11-2/maremmani.pdf

Questi sono due titoli in italiano, ma non è detto che riguardino specificamente la sua situazione.

Dr.Matteo Pacini
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[#25] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

Molto interessante il lavoro,ma come ha giustamente sottolineato la parte che mi "riguarda direttamente" è estremamente marginale,complimenti comunque.

Oggi ho iniziato a ridurre le gocce di xanax da 4tt X 2 volte al dì a 3gtt X 2 volte al di perchè non vorrei abituarmi (e assuefarmi a tale tipo di farmaco).

Volevo chiederle se posso iniziare ad assumere un integratore (multicentrum) in concomitanza con l'assunzione di xanax o se sono incompatibili.

[#26]  
Dr. Matteo Pacini

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Qui non è possibile fornire indicazioni su cosa e se assumerlo. Non assuma prodotti e non vari le terapie senza aver chiesto consiglio al medico. Gli integratori si assumono se c'è carenza o bisogno di integrare un dispendio aumentato, non "a caso".
Dr.Matteo Pacini
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[#27] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore

So che in questa sede non può esplicitamente dirmi "prenda questo o prenda quello". Ma essendo il multicentrum un farmaco da banco credevo non ci volessero particolari prescizioni per assumerlo.

Ho diminuito lo xanax perchè mi mette più ansia il pensiero di doverlo prendere che il non prenderlo,ma visto che mi dice così,questa sera ritorno a 4gtt.

Sono assolutamente convinto che i disturbi di ansia (che man mano che mi "disintossico" sembrano svaniti nel nulla) fossero dovuti all'allontanamento dalla sostanza,ma il mio psichiatra ospedaliero non è (o almeno non era di quest'avviso),mentre lo psichiatra del sert è di tale avviso.

Cosa faccio?! a chi mi affido?! chi dei due ascolto,e chi dei due abbandono?!

[#28]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non ci siamo. Io non dico niente, quindi non faccia nessuna modifica in base a quel che legge qui. Spero di essere stato chiaro.
Se varia le dosi o se annulla le variazioni che ha fatto si consulti con il suo medico o qualcuno di sua fiducia.
Non faccia assolutamente riferimento a questo spazio come guida per prendere decisioni, che nessuno le ha indicato in nessun senso.

Idem per la scelta dei medici. La pregherei di non ripetere domande di questo tipo.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#29] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

La decisione l'ho presa autonomamente,non è stato lei a dirmi di diminuire o aumentare le dosi,mi ha solo detto di non variare la cura che mi è stata data da chi mi ha visitato.

L'unica cosa che le ho chiesto è se l'assunzione di un integratore (non le ho chiesto se ritiene opportuno che io lo assuma o meno) a livello di interazioni è compatibile con l'assunzione di xanax.

Quello che non mi è chiaro (ammesso che mi possa aiutare in tal senso) è se è possibile che in base ad un fatto uno dica bianco e l'altro nero.

[#30]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non le ho detto niente. Lei aveva una prescrizione da un medico, per gestire la quale deve avere contatti reali con lui o con un altro. Inutile chiedere qui se deve o non deve seguirla, o presentarsi con modifiche da Lei fatte e poi fare ancora cambiamenti sulla base dei consulti.

Non c'è nessuno che le ha prescritto l'integratore e non si sa per integrare che cosa, per cui non si capisce il senso medico della domanda.

I prodotti possono essere da banco, se uno deve chiedere come e quanto assumerne è bene allora che riparta da zero e riferisca al medico qual'è il problema. Il medico non è qualcuno che si interpella per sapere come usare prodotti già comprati senza prescrizione di nessuno.

La pregherei di chiudere la questione e di non proporre altre questioni di questo tipo.

Ha ricevuto due opinioni non uguali, direi cosa comunissima.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#31] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

L'unica domanda che le ho fatto è se esistono interazioni tra integratori (nella fattispecie multicentrum) e xanax.
Non mi sembra una domanda così assurda e fuorviante dallo scopo del sito stesso.
Il resto sono mie considerazioni alle quali può benissimo rispondere o meno,mi ha detto che è consigliabile seguire la cura che mi ha dato il medico e io ho constatato che ha ragione.
Anche questo non mi sembra una cosa così assurda.

Buona domenica

[#32]  
Dr. Matteo Pacini

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Le interazioni presuppongono una prescrizione per uno scopo. Il commento era che, se deve prendere integratori così come qualsiasi altro prodotto dovrebbe sussistere una indicazione di un medico in questo senso, prima di ragionare su interazioni possibili.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#33] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

Ho prenotato una visita psichiatrica privata che farò la prossima settimana (anche se a dire il vero l'ansia sembra una cosa lontanissima e credo che come mi disse lo specialista che mi visitò in ambito ospedaliero l'importante sia fare un pò di psicoterapia).
Più che altro intendo fare questa visita per avere una diagnosi più chiara e capire se posso sospendere la terapia con xanax e soprattutto come sospenderla.

Volevo porle due domande.

1) premettendo che adesso mi stanco molto per ogni cosa che faccio,anche il semplice seguire una lezione all'università mi distrugge e ho spesso voglia di dormire.

Detto questo è possibile che uno degli effetti dello xanax (essendo che ormai è quasi 1 mese che lo utilizzo) sia quello di farmi appunto stancare facilmente ?

2) da quando ho iniziato la terpia (circa 1 mese) ho perso 3kg,ha lo xanax tra i possibili effetti collaterali quello di far perdere peso? oppure è più accreditabile l'ipotesi che da quando ho iniziato la terapia non assumendo più alcolici di nessun tipo (sono un gran bevitore di birra,ovviamente non nel senso di essere alcolizzato) abbia perso peso proprio grazie all'astenzione dall'alcool?

[#34]  
Dr. Matteo Pacini

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Non vedo grossi nessi con l'assunzione di xanax alle dosi e nei tempi che ha riportato, specie dopo un mese.
Dr.Matteo Pacini
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[#35] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore

Ho effettuato una visita privata e la dottoressa in un primo momento voleva aumentare le dosi di xanax a 5gtt x2 ma dopo le mie perplessità ha deciso di farmi mantenere le 3gtt x2,tuttavia mi ha consigliato la psicoterapia (domani contatterò la psichiatra-psicoterapeuta) dicendo (molto onestamente credo) che forse è meglio che mi segua direttamente la stessa specialista con cui inizierò la psicoterapia.

Non le è stata chiara una cosa però essendo che non conosce il mio quadro clinico "standard"

mi ha misurato la pressione (che purtroppo non ricordo) e i battiti (112 b/m) sostenendo che non fossero regolari e mi ha detto di effettuare 7 misurazioni x 7 giorni e poi comunicarle i dati.

effettivamente nelle prime 2 misurazioni non credo che la situazione sia "normale" (25 anni,180 cm 79kg)

1)pressione 166-95 100 b/m
2)pressione 135-90 84 b/m

Può la pressione o in misura maggiore il battito cardiaco essere legato all'ansia?

[#36]  
Dr. Matteo Pacini

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che gli sbalzi pressori e il battito cardiaco siano legati all'ansia (nel senso che sono legati alla situazione cerebrale di chi teme di sentirsi male è cosa nota, a volte anche soltanto prima di misurarla ci sono "falsi" aumenti pressori).

Però al momento non mi sembra si sia concluso granché, ovvero la diagnosi non la riporta, la cura era un ritocco minimo a dosi di un farmaco che comunque risolutivo.

Forse però Lei si sta riferendo ad una visita fatta ma non psichiatrica, allora il discorso torna. Anche in questo caso però non capisco perché parlare di psicoterapia (che di per sé non vuol dire niente, è come dire "prenda una medicina", ma quale ?) senza avere un parere specialistico.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#37] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

La visita che ho fatto venerdì infatti non è stata psichiatrica ma neurologica,proprio per questo motivo la dottoressa mi ha consigliato di farmi visitare da una psichiatra che faccia al contempo psicoterapia.

La psicoterapia non me l'ha prescritta,ma riferendosi al foglio che mi ha lasciato lo psichiatra in ambito ospedaliero (il quale voleva che facessi la psicoterapia salvo poi non chiamarmi per farmela fare) crede che molto probabilmente (sarà la psichiatra a stabilirlo) sarà da fare perchè (parole sue) con una terapia unicamente farmacologica non si risolve il problema.

Quello che mi ha prescritto invece oltre alla misurazione della pressione e del ritmo cardiaco è un esame di ormoni e anticorpi per tiroide.

Delle disfunzioni dello stato normale della tiroide possono essere collegate all'ansia?

[#38]  
Dr. Matteo Pacini

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"con una terapia unicamente farmacologica non si risolve il problema"

Quale problema ? Giudizi così particolari presuppongono in genere una diagnosi, e poi comunque c'è da fare un commento: questo discorso della cura "puramente" farmacologica è un pregiudizio, non è che il farmaco sia riduttivo e per far le cose "fatte bene" si debba fare altro, altrimenti si farebbe da subito. Poi, se si giudica che non serva una cura "unicamente" farmacologica significa associare anche una psicoterapia, non iniziarla in alternativa, mi paiono due discorsi diversi.

In conclusione direi che debba esser fatta una diagnosi, lo psichiatra decide quale cura è opportuna.
Dr.Matteo Pacini
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[#39] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

Sono 2 settimane ormai che ho iniziato la psicoterapia e devo dire che fino a venerdì mi sentivo rinato (non sto dicendo che sia unicamente grazie alla psicoterapia,anche perchè ancora siamo all'inizio).

Da venerdì ho avuto dei piccoli episodi di agitazine continua che si è protratta anche sabato per qualche ora (non la definirei ansia perchè è tutt'altra cosa rispetto a quello che sono stati i miei disturbi iniziali).

Ieri per la prima volta non ho preso la dose serale di xanax perchè non mi è stato possibile ritornare a casa,è un problema?!

[#40]  
Dr. Matteo Pacini

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L'ultimo commento ricevuto era di far fare diagnosi. Anche la psicoterapia è un termine generico, non si capisce di che tipo e per che cosa.
Inoltre, farmaco o psicoterapia che sia, un miglioramento dopo i primi giorni non solo non è detto che non sia interamente dovuto alla cura in corso, ma neanche è detto che lo sia anche solo in parte.
Senza aver definito qual'è il nome scientifico del problema non si procede in una direzione chiara.
Dr.Matteo Pacini
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[#41] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

In relazione alla necessità di diagnosi specifica (dal momento che "disturbo d'ansia nas" è una diagnosi generica) concordo con lei,l'unico problema è che in questo momento non dispongo delle risorse finanziarie per poter sostenere 150 euro di visita specialistica. (ultimo mese pagata università,analisi generali che non facevo da 15 anni e psicoterapia + visita andrologiaca che ho dovuto mettere come priorità dato che soffro di varicocele e non lo controllo da 3 anni)

1)Tramite il mio medico di base posso avere la possibilità di pagare di meno (oppure farla nuovamente in ospedale in tempi non biblici?)

2)Esiste un albo consultabile on line dei medici psichiatri della mia città,così da controllare se la mia psicoterapeuta è anche psichiatra e vedere se la prossima volta che ci vado (domani) posso sottoporle il problema della diagnosi?

3)Le avevo già posto questa domanda,ma oggi con gli esami in mano mi preme ancora di più saperlo,dei disturbi alla tiroide possono essere correlati a stati ansiosi?
Dagli esami che ho fatto risulta tutto in regola (valori compresi tra il range minimo-massimo dei valori normali) tranne l'ultimo valore abTPO che è di 69,70.


Grazie come sempre.

[#42]  
Dr. Matteo Pacini

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1) non deve chiederlo a me, di solito una visita costa meno di una privata, chieda pure al medico come fare.

2) ogni provincia ha il suo Albo dei medici, basta inserire cognome e eventualmente nome che le risulta se la persona è medico oppure no.

3) La diagnosi (ma anche in questo caso senza sapere cosa è difficile correlare) prevede la presenza di alcuni sintomi caratteristici, è vero che si va anche per esclusione, ma non si fa mai diagnosi solo per esclusione. Quando non è "niente", è comunque cervello, ed è sufficiente quello per avere un disturbo d'ansia.
Dr.Matteo Pacini
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[#43] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

Laurea Medicina e Chirurgia -

Abilitazione all'esercizio professionale - Medico Chirurgo -

Specializzazione Neuropsichiatria infantile -

Specializzazione Igiene mentale -


Dovrei dedurre che non può fare una diagnosi sul mio caso,sbaglio?!

[#44]  
Dr. Matteo Pacini

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Un medico può fare una diagnosi in generale. Ovvio che la specializzazione aumenta le competenze o l'esperienza in un determinato settore.

La neuropsichiatria infantile come dice il termine è relativa però a fenomeni e quadri clinici che interessano la fascia di età pediatrica. Igiene mentale non so se sia una specializzazione o un perfezionamento, è attinente alla psichiatria comunque.
Dr.Matteo Pacini
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[#45] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

La ringrazio,domani sottoporrò all'attenzione della dottoressa la necessità di una diagnosi più chiara rispetto a quella iniziale,sperando di avere riscontri positivi.

[#46] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore.

La specialista da cui sto facendo la psicoterapia ha definito il mio disturbo come ansia generalizzata con somatizzazioni indicandone la probabile causa nell'abuso di hashish prolungato nel tempo che mi ha portato ad uno stile di vita sbagliato alienando emozioni e quant'altro.

Giustificando poi i sintomi post interruzione nell'assunzione di sostanze come una "normale crisi di astinenza"

Forse non è neanche questa una diagnosi chiara,ma piu che chiederle esplicitamente le cose non posso fare e non posso rivolgermi ad un altro psichiatra privato perchè al momento non ne ho la possibilità economica.

Quello che mi ha stupito la scorsa volta è che in un primo momento mi ha detto di sospendere lo xanax perchè con i dosaggi che assumo è come non prenderlo,salvo poi ricordandosi che non faccio piu uso di hashish da quasi 2 mesi e quindi in base a questo mi ha detto di non interromperlo.

Che relazione ha l'assunzione di xanax con il periodo di "disintossicazione" da una sostanza come l'hashish?

Poi volevo chiederle un altra cosa,premettendo che io sono una persona molto pratica e poco teorica,la psicoterapia che sto facendo si basa piu che altro sul parlare di cose intangibili (emozioni,pensieri,ecc) è normale tutto questo? o meglio,può aiutarmi essendo che io preferisco parlare di cose tangibili?
Esiste un nome specifico per ogni tipo di psicoterapia e l'orientamento che segue?

[#47]  
Dr. Matteo Pacini

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Non vedo attinenza tra il non prendere o prendere xanax e il precedente uso di haschisch. Se lo xanax non fa più effetto, cioè è assuefatto, è corretto sospenderlo, ma con gradualità di solito, perché proprio per il meccanismo dell'assuefazione la sospensione brusca comporta sintomi di astinenza, che in parte si confondono con quelli di partenza.

Quel che riferisce come diagnosi sono due tipi di sintomi, non so se equivalga a dire "disturbo d'ansia generalizzata", nel quale le somatizzazioni sono incluse, non ci sarebbe bisogno di specificarlo.

In ogni caso se è quella, ritorna il discorso sulla cura che non è una di quelle standard per i disturbi d'ansia, discorso già fatto.

La psicoterapia non consiste in sé nel parlare, ma nella reazione che si produce con un'interazione o un esercizio guidato, il "metodo" non è una teoria ma è una tenica da cui si prevedono determinate conseguenze sul funzionamento del cervello. In questo caso non saprei di preciso in che modo e con quali scopi si parla di emozioni, questo ha senso che lo chieda al terapeuta.

Dr.Matteo Pacini
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