Utente
Sono innamorata di un ragazzo di 31 anni, io ne ho 39.
Da quando lo conosco si fidanza con tutte tranne che con me, un Casanova Narciso con probabilmente qualche turba o disturbo di personalità, cosa che lui nega, dicendo di essere semplicemente nevrotico.
Ha trovato in me un ascoltatrice che non lo giudica troppo.
Dice di essere senza maschere e ruoli con me, di essere umano, lo terrorizza.
Dice che non è pronto..che sono la persona più importante che conosce, che non vuole perdermi, non può.
Il sesso è bello tanto quanto l'intesa mentale.
Siamo cervellotici ed astrali entrambi.
Figlio di una testimone di geova, a 16 anni si ammala di leucemia e lei, in nome del dio gli nega la trasfusione, lui rischia così di morire ed è tradito dalla madre.
Chiede l'annullamento della patria potestà e si salva.
Io ho un passato di un lutto pesante della mamma, prima depressa, poi morta in circostanze non chiare, un incidente che a me non torna.
Ogni volta che chiudo con lui è una morte, non ci riesco ma le sue sono sempre e solo parole, dice di volere l'esclusività ma non è pronto.
Mi fa sentire speciale, come se solo a me facesse vedere chi è e con le altre fosse un "talento di Mr.Ripley" diventando ciò che vogliono loro.
Le sue coazioni lo distruggono, è autolesionista emotivamente, sembrano tasse da pagare, ha vite parallele, è dopato dal bisogno di piacere.
Io so tutto ma non riesco a chiudere, mi dice che sono io la donna per lui, vuole un figlio ma se non lo ha ancora fatto è perchè non è pronto.
Più scrivo più mi rendo conto che sembra una follia.
Io sento che è me, lui la stessa cosa.
Potrei aiutarlo e dargli tutto, glielo offro su di un piatto d'argento ma lui non si lascia andare, dice che ha paura, che non si fida di se stesso.
Protrae un chiodo scaccia chiodo, e io lì, quella speciale, quella che tutto sa, quella che sì, è la prescelta.
Io ogni volta muoio dentro, sento un vuoto incolmabile, ci scriviamo ore su skype da qualche mese ed è da un anno che lo conosco.
Gli ho detto di andare in analisi, non ha i soldi, so che non posso darglieli io, ha anche problemi di soldi, io in analisi ci sono perchè sto male e perchè la depressione di mia madre, la sua morte, e il fatto che il mio fidanzato all'epoca mi ha lasciata ad un anno dalla morte della mamma... ex fidanzato al quale era morta la compagna, solo dopo 2 mesi stava con me ma ci conoscevamo da quando avevamo 13 anni.
Mi ha lasciata per la sua terapeuta, lasciamo perdere di cosa si occupa.
Non riesco a chiudere con questo ragazzo, ci ho provato mille volte, non resisto, vedo quello che fa ma mi sento superiore e speciale poi non reggo, mi schifa sapere che va con altre e mi insulta ma lo giustifico perchè è giovane e represso e probabilmente deve divertirsi ed è un insicuro che ha bisogno di misurarsi l'ego per non dire altro...
Io perennemente attratta dalla complessità.... è buono, è di pasta buona, un dolce veleno.
Perchè non riesco a chiudere?.
Mi mente?.

[#1]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,

la Sua domanda finale, che sembra di essere abbastanza pragmatica avrebbe o avrà più senso quando saprà che cosa vuole e che cosa sente nei confronti degli altri e di lui. Per ora mi sembra che ci sono tendenze a contrasto, e che la meta non è abbastanza chiara.

Lei scrive "io in analisi ci sono". Intende la psicoanalisi? da quanto tempo?

Se sta facendo la psicoanalisi, è meglio riportare la Sua domanda ed il Suo stato d'animo all'analista.
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#2] dopo  
Utente
Sono in analisi da una psicoterapeuta cognitiva freudiana, sì, io domando ma lei vuole che sia io a rispondere.
Sono in analisi da qualche mese, il motivo, sofferenza e comprensione delle mie coazioni che mi vogliono attratta da situazioni difficili e uomini sfuggenti.
Vorrei capire la natura di questo ragazzo incomprensibile, vorrei capire perchè è così difficile tagliare e perchè sento essere la mia incondizionata metà.
Mi completa ma c'è una parte di lui che non è con me.
Mi illudo possa maturare?.
E' una questione di maturità o non innamoramento del suddetto?.
Io sono innamorata ma non voglio morire dentro per amore, mi consuma l'idea delle altre, io sono monogama, fisicamente ed emotivamente.
Mi lusinga con idee di figli e rapporto esclusivo, non so se mi prende in giro per non perdermi o se ha solo paura.
Non è un gioco, è la mia vita.

[#3]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,

praticamente Lei pone le domande molto vicine a quelle che sono state un motivo per intraprendere la psicoanalisi. Ora Lei si accorge che con questo tipo di psicoterapia non può avere le risposte a breve. La psicoanalisi ai primi tempi (ma anche dopo) può essere frustrante, perché ti espone di più, ma non ti dà le risposte immediate. Per soddisfare la Sua esigenza si rivolge altrove (qui), ma penso che rispondendo alle Sue domande si comprometterebbe il Suo attuale percorso psicoterapeutico.

La domanda che Lei non pone, ma che, secondo me, non è meno importante, è se per Lei è ottimale il tipo della psicoterapia che ha intrapreso.

Invece a una grande parte delle Sue domande non si può avere le risposte obbiettive, perché si tratta di un'altra persona, e c'è sempre una parte dell'altra persona che non possiamo conoscere. Se si rivolgesse ad una cartomente, questa Le darebbe di sicuro delle risposte, ma secondo me, non si tratterebbe di un approccio né scentifico, né terapeutico.

Come Lei ha scritto, avete in qualche modo storie e caratteristiche per certi versi simili. Commenterei: in entrambi casi: esperienze traumatiche di abbandono. E' possibile che cercando di capire lui, Lei spera di capire o evita di capire la Sua propria storia ? In ogni modo, potrebbe essere più opportuno chiedersi delle domande su di sé e sull'incoerenza fra il Suo proprio comportamento e le Sue meta.

Dr. Alex Aleksey Gukov


[#4] dopo  
Utente
Non ho dubbi sul percorso che sto intraprendendo e sono stata messa all'occorrente che non è semplice, è lungo, doloroso e faticoso, questo il prezzo da pagare per poter far emergere le mie questioni.
Sì, probabilmente voglio capire lui, non tanto per non capire me stessa, quanto per indole mia, una volontà naturale di capire sempre cosa muove le persone perchè.... c'è sempre un perchè, perchè siamo ciò che abbiamo vissuto.
Lei mi pone davanti ad un incoerenza che vede fra il mio comportamento e la mia "meta"... vorrei capire dove c'è incoerenza, non riesco a percepirla.

[#5]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Incoerenza nei confronti della Sua situazione relazionale.

Da una parte Lei giudica la situazione:
"..Da quando lo conosco si fidanza con tutte tranne che con me..", "..mi consuma l'idea delle altre, io sono monogama, fisicamente ed emotivamente..."

Dall'altra parte non la giudica, ne rimane abbastanza coinvolta, di fatto accettandola:
"..Il sesso è bello tanto quanto l'intesa mentale.
Siamo cervellotici ed astrali entrambi..", "..Ha trovato in me un ascoltatrice che non lo giudica troppo..."

Senza questa collusione da parte Sua, lui non si comporterebbe così come si comporta. Senza il Suo interesse verso di lui lui non sarebbe una persona enigmatica e da capire.

Incoerenza nei confronti del Suo percorso terapeutico.

"Non ho dubbi sul percorso che sto intraprendendo e sono stata messa all'occorrente che non è semplice, è lungo, doloroso e faticoso, questo il prezzo da pagare per poter far emergere le mie questioni."

e

"... sì, io domando ma lei [psicoterapeuta] vuole che sia io a rispondere".

La Sua richiesta di consulto, per quanto legittima, è una evasione dal lavoro che fa con l'analista. Le consiglio di riportare la nostra discussione in seduta.

un saluto,
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#6] dopo  
Utente
La ringrazio per le delucidazioni, è interessante conoscere un altro punto di vista.
Io sì sono in analisi, ora interrotta dalla pausa estiva e sì, parlerò di questa condivisione con la mia analista, non le nascondo nulla, il lavoro non sarebbe efficace e profondo se così non fosse.

Lei ha ragione sulla mia incoerenza che ora comprendo.
Per entrare nel suo mondo mi sono "abbassata" al suo mondo, ovvero ho accettato di essere una delle.... senza mai però essere la fidanzata.
E' come se lui volesse proteggermi da se stesso non mettendomi in condizione di esserlo e non sbagliando con me, illusorio visto che io soffro comunque e che lui vive questi sensi di colpa sapendo di non darmi ciò che io voglio.

E' incoerente e ho provato molte volte a togliermi dal gioco, gioco che quasi sembra non appartenermi quando in realtà avendo a che fare con lui sono anche io nel gioco.
Da quì la mia scissione.
Sono una delle vittime che lui prende in giro o sono quella che sapendo tutto e tentando di non giudicarlo, ovvero provando a capire il suo modus operandi è speciale?.

Sono l'unico essere umano con il quale si è aperto, ne madre, ne padre ne migliore amico lo conoscono, il suo tessuto sociale è limitato, le ragazze lo credono perfetto nelle vesti del principe azzurro.

Proverò a soffermarmi sulle mie incoerenze e guardarle un pò con occhio distante.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Mi sfugge però il senso medico della domanda. Cosa sta chiedendo ?

Ha esposto le caratteristiche di una relazione che Le crea problemi secondo uno schema abbastanza frequente, cioè una disparità di scopi e di dedizione reciproca, o comunque una diversità nella chiave con cui ciascuno ama frequentare l'altro.

Sarebbe il caso che Lei chiarisse però il punto di partenza, ovvero il suo scopo è di facilitare un distacco da una situazione che non desidera più, o più semplicemente è legata all'idea di trovare il modo di far funzionare questa storia ?

Tenga conto che un determinato trattamento una determinata pratica, che può essere ricreativa, religiosa, psicologica, non necessariamente ha i connotati di una cura (terapia), e in questo caso è necessario stabilire su quali sintomi funziona, in che tempi e mediante quali riferimenti o parametri.
In alcune situazioni psicologiche parlare dei propri problemi, approfondirli, cercare attribuzioni o catene dinamiche di ragioni e responsabilità può significare costruirsi un racconto, dolorosamente o meno, che alla fine è funzionale a rimanere all'interno di una prospettiva e non ad uscirne.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente
Vorrei stare bene.
Vorrei che funzionasse ma nulla cambia.
"Non sono pronto"... "sono terrorizzato" le trovo delle scuse ma non ho la certezza lo siano, non conosco la verità.
Il mio cuore vorrebbe stare bene, io vorrei stare bene.
Sono in una spirale dove nulla accade, le parole di lui mi infondo speranza ma nella vita contano i fatti.

Ho un trauma pesante che sto elaborando solo adesso e non posso permettermi un ragazzo che alimenta dolore.
E il mio dolore non ha un solo aspetto e colore, non so più per cosa soffro, se per la morte della mamma avvenuta 6 anni fa ma che pare io stia facendo emergere ora che sono in analisi o se soffro per lui o se sono entrambe le cose.
E chiaramente fatico a staccarmi da lui, mi stacco ciclicamente e non elaboro mai il lutto nei suoi confronti perchè poi ci "recuperiamo".
Non mi lascia andare ma non vuole stare con me.
O è molto egoista oppure non è realmente pronto.

Devo fare qualcosa perchè sono mesi che niente cambia.
Prendere una strada e portarla avanti.
La separazione è molto dolorosa perchè mi ricorda la separazione dalla mamma.

Gli sto vicino senza averlo nella vita, senza fare le cose normali, senza un vissuto nella vita reale.
Non è così che intendo una relazione.
Non è così una relazione.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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continua a sfuggirmi però il senso medico di questo. Lei al momento desidera cambiare il comportamento di una persona, nel modo in cui è sempre stato. Il tutto perché questo corrisponda a ciò che sarebbe per Lei desiderabile e gratificante.

Nei percorsi terapeutici di qualsiasi tipo è importante che il punto di partenza sia chiaro. Chi va a curarsi un dolore non vuole il dolore, chi va a curarsi l'affanno vuole muoversi senza affanno, e così via.
Se pone un problema in termini di "non so staccarmi", ma poi dice che "vorrebbe che andasse diversamente" riferito al futuro sviluppo, la posizione è ambivalente e non consente a chi interviene di capire in che direzione lei vorrebbe andare.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente
Non sono in grado di separarmi da questa persona, la sofferenza è maggiore della gioia, quando sto con lui tutto si placa ma è troppo poco....io continuo a porlo davanti ad una scelta, scelta che lui demanda.

Non capisco perchè non riesco a chiudere una situazione che mi provoca dolore.
Non scatta niente dentro.
E rimanere nel limbo non aiuta questa situazione a prendere una direzione precisa.

Quando chiudo mi dice di volermi bene, dice che sono la persona più importante che conosce e che non vuole e non può perdermi.
Ma di fatto non fa nulla per non perdermi.
Posso io alimentare il mio amore con parole speranzose?.
L'ho fatto fin ora.
Ma sento che non sto bene in questa situazione, merito amore e mi sento rifiutata dalla sua paura o dalla sua immaturità, dai suoi problemi affettivi, sono scissa perchè non capisco se sono scuse o reali limiti.

Io mi sono sempre lasciata guidare dal mio istinto e dal cuore...ma il mio cuore forse mi mente?.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Il problema non è cosa voglia l'altra persona ma cosa voglia Lei. Se vuole essere in grado di prendere una decisione che la metta in condizioni di soffrire di meno, può essere un punto di partenza per rivolgersi ad uno specialista, oppure se vuole essere in grado di soffrire di meno avendo deciso di interrompere una relazione.
Non ha invece molto senso che leghi la sua sofferenza o meno a ciò che un'altra persona secondo suoi parametri deciderà della sua vita.

Continuo quindi a non capire quale sia la domanda su un piano medico. Questo non è uno spazio in cui si forniscono consigli su cosa fare delle proprie storie sentimentali.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente
Dietro ai miei struggimenti sentimentali c'è una domanda che ha secondo me valenza nel campo psicoanalitico....
L'attrazione e incapacità di uscire da una situazione dolorosa.
Cosa spinge la mia parte inconscia ad essere attratta da un essere problematico che mi produce tanta sofferenza, visto che la parte conscia tutto o quasi sa.




[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Premettendo che l'inconscio psicanalitico non è un concetto biologico, non vedo niente di inconscio in ciò che dice, visto che ce lo sta chiaramente esponendo. Non vedo niente di contraddittorio nell'essere attratti da una parte delle persone e di avere un giudizio negativo su altre parti, se ha un senso scomporre le persone in più parti. E' una scomposizione che rappresenta un semplice tentativo di salvare le parti che ci piacciono, purtroppo non sempre è possibile lavorare con gli altri a compartimenti separati.
Ma ripeto che deve avere idea del tipo di risultato che vorrebbe da un eventuale consulenza psicologica/psichiatrica, e soprattutto tener presente che la cosa non può risolversi in una discussione di cose che già sa e su cui probabilmente ha riflettuto già molto nel tentativo di trovare un senso, probabilmente per poter proseguire la relazione. Tutto comprensibile, ma poco pratico. Soprattutto sulla base di questi elementi non si pone un problema medico, pertanto terminerei qui.
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