Utente 207XXX
Salve.
Ho già scritto in questa sezione per lo stesso motivo, ma in quel periodo avevo sintomi diversi.

Ho 16 anni, ed in seguito ad un mese di febbricola inspiegabile sono diventato ansioso ed ipocondriaco. Sono passati ormai quattro mesi dal giorno in cui è iniziato tutto, e pur essendomi passato quasi tutto, è rimasta una cosa che mi sta facendo impazzire.
Circa due mesi fa, ho cominciato ad avere una sensazione di formicolio alla testa durata circa 5 giorni.. Che poi è scomparsa e mi ha lasciato un mal di testa piuttosto forte per altri 5 giorni.
In quel periodo sono stato convinto di avere un tumore ai polmoni, ed ho avuto difficoltà respiratorie ed attacchi di panico. Poi, dimenticato quello, è cominciato questo mal di testa con conseguente vertigine (ma solo apparente) ed ansia di avere un tumore al cervello.
Tutt' ora sono convinto di averlo, pur essendo sparito il mal ditesta.. A causa del dolore in un punto preciso della testa.. Precisamente sopra la tempia, che mi tormenta da tre settimane.
Provo dolore solo quando scuoto la testa, o faccio movimenti strani.. Ed il dolore è amplificato quando mi ci concentro.
In questi giorni mi stavo svagando, ed il dolore era fortemente diminuito.. Ma ieri non ho resistito alla tentazione di leggere i sintomi della cefalea neoplastica.. E mi è tornata l' ansia, con conseguente aumento del dolore in quel punto.
Considerando che mi sono convinto da due settimane di avere un tumore in quel punto, e che svagandomi non lo sento.. Come non lo sento quando sono in acqua a meno che non ci faccia caso, è possibile che sia una somatizzazione dell' ansia?
E soprattutto, è possibile che una somatizzazione ansiosa provochi dolore in un punto preciso della testa?
Ho parlato con il mio medico di base che mi ha fattofare test per l' equilibrio e controlli della rigidità dei muscoli del collo, e mi ha rimandato a casa con la cefalea muscolo-tensiva.
Ma ora non ho più nessun sitomo se non quello sopra citato, ed anche se parlando con due neurologi e due medici ho avuto sempre la stessa risposta, cioè che non ho niente, la mancanza di esami strumentali non me ne da la certezza.. Ed ho bisogno di rassicurazioni.

Grazie in anticipo nel caso rispondeste alla mia domanda!
Buona giornata

[#1]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
con le sole rassicurazioni il Suo disturbo, anche se "solo" di origine psichica, non guarirà. Il momento critico è come Lei interpreta le informazioni che riceve. Piuttosto che cercare le rassicurazioni, può esere più opportuna una psicoterapia che Le aiuti a riconoscere gli errori nel proprio metodo interpretativo.

Secondo me, ha comunque ragione, quando scrive in una delle Sue discussioni, che, svelando l'origine del problema, forse si sentirebbe meglio. L'otite della quale Lei ha scritto in una delle Sue discussioni precedenti non è da sottovalutare: pur non essendo un otorinolaringoiatra, posso dire che spesso si presenta nella forma subdola e trascurata, rimane cronica per anni. Ovviamente, statisticamente e, dalla Sua anamnesi, prima di pensare al tumori, semmai, ha senso di pensare, ad esempio, all'otite. Tuttavia, siccome, la Sua ricerca è dettata dalla condizione psichica che ha, la costruzione delle Sue ipotesi non segue la logica.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Rispetto a quel periodo passato Lei ha effettuato una cura, e la sta sempre seguendo ?

Nell'ipocondria non c'è bisogno di rassicurazione, le rassicurazioni sarebbero date rispetto all'oggetto della sua paura (attualmente tumore al cervello) con il risultato che le sembrerebb di poter star tranquillo se una risposta le controlla questa idea rassicurandola. Invece, in questa maniera l'idea si fissa, e comunque il meccanismo in generale di "poter avere qualcosa" si potenzia e dipende sempre più da ipotetiche rassicurazioni esterne. In realtà quando Lei poi va a farsi controlli, al di là del fatto che i controlli devono essere basate su ipotesi mediche e non del paziente, ovvero non si fanno controlli per il tumore al cervello sulla base del fatto che il paziente ha timore di poterlo avere; a parte questo, facendo esami soprattutto esplorativi troverà sicuramente qualche elemento che alimenterà la paura o la convinzione che forse qualcosa c'è.

Penso che quando dice che "è convinto" voglia dire che ha un dubbio da cui non si riesce a liberare, se fosse convinto non scriverebbe neanche.

Deve pertanto rivolgersi allo psichiatra per diagnosticare questa sua condizione, se già non è stato fatto, e intraprendere una cura per eliminare la domanda ossessiva. Accertamenti e rassicurzaioni sulla paura sono la via per rimanere dentro il disturbo.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 207XXX

Grazie per aver risposto in più di uno e così velocemente.. E grazie soprattutto per la spiegazione basata su elementi concreti, e non ckn risposte come "stai tranquillo è ansia".
È proprio questo quello che desidero: una risposta che si basa su elementi concreti.
Purtroppo spesso mi prende l' ansia, e so benissimo che se cerco rassicurazioni sono solo (ahime') temporanee.. E utili solo a calmarmi in quel momento.
Quello che non mi spiego è come facciano tutti i medici che ho sentito o che mi hanno visto, a dire che è una somatizzazione, basandosi solo sugli esami di tourine e qualche esame più approfondito.. Ma senza esami strumentali mirati che sono gli unici che possano dare la sicurezza di non avere niente.
Questo è il mio unico dubbio.
Riflettendo ho capito che la base della mia ansia è stata la febbricola di origine sconosciuta, ed il fatto che ho letto su internet che può essere legata ad un tumore.
Quello è stato la base di tutto.
Prima ero un ragazzo sano, in salute e pieno di vita.. Ora lo sono molto meno, e mi sono aanche ripreso rispetto agli inizi.
L' unico dubbio che mi rimane é il perché di questo dolore.
Anche se delle pseudo-risposte le ho avute da me stesso perché quando sono tranquillo il dolore non si sente o si sente pochissimo, e quando mi agito e mi concentro sul problema esso si accentua fortemente ed è accompagnato da altri sintomi come le vertigini apparenti.. Ma non reali.
Quindi profondamente penso di sapere di non avere niente, ma il dubbio rimane. Ed è quel dubbio che mi logora.
Sono arrivato anche a non vedermi più in un futuro distante qualche mese.. Stavo messo piuttosto male.
Mi sono ripreso da solo, smantellando pezzo per pezzo ogni sintomo che avevo, e che poi è scomparso.
Il mio unico problema ora è questo dolore.. E non so cosa pensare.
Anzi, profondamente lo so.. Ma il dubbio ha la meglio.

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non ci siamo direi. La sicurezza di non avere niente non ce l'ha nessuno, e nessun esame la dà. La sicurezza di non avere niente è un problema di ipocondria. In medicina si ha l'evidenza, relativa e sempre incompleta, di avere determinate cose. Ci si basa su ipotesi e non su indagini a 360 gradi a partire da timori, men che meno facendosi guidare dalle parole con cui la persona esprime le sue paure (ho paura di avere un tumore al cervello - indagini per il tumore al cervello, sclerosi multipla -indagini per la sclerosi multipla etc...).

Lei stesso presenta un punto centrale nella sua condizione, che le dà fastidio, cioè un pensiero, di avere qualcosa.

"Non ha niente" non mi sembra una risposta, anche perché se uno ha una preoccupazione ripetitiva di avere qualcosa, è questo che ha. Non "niente". Se le dicono "niente" il percorso diagnostico è falsato, perché prima vanno dietro alle cose che ha paura di avere, poi non trovano elementi e concludono per il "niente", per esclusione. Questo la lascia smarrito, perché non ha "niente" ma è ancora proeccupato. A questo punto faccia diagnosticare e trattare questo stato di preoccupazione.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 207XXX

Grazie ancora per le risposte.
Rispondendo ad una domanda che mi è stata fatta prima, ho da dire che la febbricola si è risolta da sola nel giro di un mese e mezzo.. E l' otite probabilmente è ancora presente, ma dhe mesj di mare e le cure che ho fatto fino a due mesi fa l' hanno attenuata.
Parlando con l' otorino inoltre, mi è stato detto che può causare una ssensazione di disequilibrio, ma non mal di testa.
Più che altro, dato che tutti i miei familiari, senza esclusioni, soffrono di sinusite ed aanche io ho avuto ed ho alcuni sintomi, mi hanno detto che potrebbe essere anche quella. Poi invece mi è stato detto che soffro di cefalea muscolo-tensiva.. Ed effettivamente il mal di testa è iniziato così.
Insomma.. Oltre che escludere che io abbia qualcosa di grave, mi hanno affibbiato un' accozzaglia di malattie che mi hanno fatto riflettere sull' effettiva "profondità" con cui sono state fatte queste diagnosi.. Alimentando la mia ansia e la mia ipocondria.

Ho 16 anni, ed anche se per la mia natura tendo a tirare avanti a fare finta di niente, in questo periodo non ho una buona qualità di vita per colpa di questo problema.. E sono solo un adolescente.

Non so veramente che pensare, ed ho deciso di scrivere in questa sezione perché essendomi stato detto di non avere nulla di grave probabilmente l' unica cosa grave che ho è l' ipocondria.
A volte penso a quanto sia incredibile il fatto che quando non pensi alla mia situazione tutto passi, mentre ricominciando a pensarci, tutti i sintomi srrivino insieme.
Sento la testa spesso pesante e sempre contratta, e mi manca sentire la testa leggera. L' ultima volta è stato due settimane fa.

Mi chiedevo.. La somatizzazione ansiosa, può essere qualcosa di "palpabile" che viene "creata" per via dell' ansia dal sistema nervoso centrale (in questo caso un dolore in un punto quando muovo la testa).. O è solo una concentrazione maggiore su una parte del corpo, nell' attesa che un dolore arrivi? Magari un dolore causato proprio dall' attenzione che si pone in quel punto?
Perché vorrei capire il meccanismo che c' è dietro al fatto che se non ci penso mi passa.. Ma proprio non me lo spiego.

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La somatizzazione produce sintomi e l'ipocondria consiste in una attenzione al corpo, la quale rende sintomi o elementi di preoccupazione cose che altrimenti non sarebbero prese in considerazione.
L'atteggiamento dell'ipocondriaco non è quello di una persona rispetto ad un sintomo, è quello di un ipocondriaco anche rispetto al nulla. Se un ipocondriaco è senza sintomi, dopo un po' ne avrà uno.
Il dolore è un tipico esempio, perché vi sono dolori che creano preoccupazioni e sono descritti come insopportabili o fonte di completo blocco nelle attività quotidiane che corrispondono a somatizzazioni e a ipocondria.

Se deve accertare la sussistenza di sindromi del genere si fa mediante visita psichiatrica, che non procede per esclusione ma per esame dei sintomi (psichiatrici) che sono riscontrabili.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 207XXX

Salve!
Riscrivo dopo un po' di tempo perché è stato un periodo con alti e bassi.
Sono stato bene, assolutamente senza nessun problema, ma dopo massimo 4 giorni qualcosa si è ripresentata.

Ora non ho più mal di testa.. Non ne è rimasta la minima traccia.
L' unica cosa che è rimasta è una strana sensazione.. Come di "fastidio" o di costrizione, in un punto localizzato della testa.
Questo fastidio va e viene.. La frequenza è di circa 10 pulsazioni fastidiose all' ora.
Non è molto, ma mi chiedo il perché le abbia, ed il risultato è che passo gran parte della mia giornata a pensarci.. Eliminando ogni possibilità di farla passare vie svagandomi.
Mi chiedo come facciano i dottori ad escludere l' ipotesi di un tumore senza esami diagnostici mirati o visite approfondite.
Si, ho sofferto e soffro tutt' ora di cefalea muscolo-tensiva .. Ed ho i muscoli delle spalle e del collo molto rigidi. Passo molto tempo davanti al pc ed in posizioni scorrette.. Ma questo basta?
Perché un dolore localizzato? Perché un dolore in un punto della testa così lontano dal collo e dai muscoli tesi?

Sono domande che mi fanno pensare che i dottori possano escludere il tumore solo per via della mia giovane età, dell mia ipocondria e coprire il tutto con la cefalea muscolo-tensiva.
Più che essere convinto di avere un tumore, ora mi chiedo come facciano i dottori che ho sentito ad escluderlo con tanta facilità.

Quindi vi chiedo.. Può l' ansia GENERARE, nel vero senso della parola, dolori o fastidi?
E non parlo di maggiore attenzione agli eventuali sintomi.. Parlo proprio di un fastidio generato dalla paura di avere qualcosa proprio in quel punto.

Grazie in anticipo!

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Mi sembra fermo al punto di prima. Le era stato consigliato il da farsi, adesso cambia sintomo e ritorna con la stessa domanda, ovvero se l'ansia genera i sintomi. Abbiamo già risposto, l'ansia non è un organo, non genera nulla, il cervello genera i sintomi. Le persone ansiose riferiscono più sintomi in assenza di riscontri oggettivi, li qualificano tipicamente come gravi, intensi, frequenti, "sempre", tutto il tempo, etc e questo esprime uno stato ansioso in effetti.

Nel suo caso siamo rimasti al punto che può farsi visitare per accertare il suo stato psichico, così eventualmente riceverà le indicazioni terapeutiche.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 207XXX

Ha ragione. Mi scusi per lo sfogo, ma ho saputo da qualche ora che un mio caro amico dovrà affrontare tre cicli di chemio a 16 anni per una grossa cisti fra i polmoni, il cuore e la spina dorsale.
Tutto questo mi ha messo in faccia una realtà diversa.. Quella in cui anche un ragazzo della mia età può star male per queste cose.
In più lui ha scoperto la cisti perché sentiva un fastidio ed una sensazione stringente.
Io prima sentivo stringere, ora sento solo fastidio circa 10 volte all' ora.. E la mia ipocondria, ovviamente, mi ha fatto ripresentare l' eventualità che possa avere un tumore.

Per quanto riguarda la mia domanda precedente, mi chiedevo se in base all' ansia, il cervello potesse generare delle somatizzazioni reali.

Grazie per la velocità nel rispondere!

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Il cervello genera una serie di segnali che sono riferiti a determinate parti del corpo, per come la persona è abituata a localizzarle oppure semplicemente sulla base dell'idea che uno ha del corpo e della sua struttura, o ancora nel tentativo di descrivere visivamente le proprie sensazioni dandogli il nome che può sembrare più appropriato. Molti ad esempio visualizzano "nervi" o "ossa", "bolle", spasmi etc ma in realtà stanno parlando di altro. Quando si parla di somatizzazione si intende che, in associazione ad uno stato psichico ad esempio di allarme ci sono anche particolari variazioni corporee, tipo lo stimolo ad urinare o il prurito.
Poi c'è l'ipocondria che è una cosa diversa, poiché preoccupandosi di un qualsiasi parametro, esso diventa un problema. Un mal di testa sommato alla preoccupazione del tumore diventa un mal di testa molto più pesante, e la persona che chiede aiuto in realtà lo fa quando subentra la preoccupazione, più che per il sintomo preso isolatamente.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 207XXX

Non so.. Quindi si potrebbe dire che io soffro di entrambi i disturbi.
Somatizzazione ansiosa ed ipocondria, un bel mix!

Purtroppo sono nel limbo. I dottori dicono che a loro parere non ho niente di grave e che l' unica cosa che ho oltre all' otite è una tensione muscolare che mi ha provocato cefalea per oltre due mesi.
Tutti gli psichiatri e gli psicologi che ho sentito (solo tramite internet) mi dicono più o meno le stesse cose che dice lei.
In poche parole io sarei un soggetto ansioso che, pur non avendo disturbi debilitanti, forti o che facciano pensare a qualcosa di grave, si lamenta ed è preoccupato. Somatizzazione, ansia ed ipocondria da quanto ho capito.

Il problema è che il dubbio rimane. I medici sottovalutano la mia storia o sono io che la sopravvaluto?
Quello che sto vivendo è tutta un esagerazione dettata dalla mente o è qualcosa di reale che nessuno ha compreso?
Il dubbio mi logora. Ed è l' unica cosa che ormai è rimasta.
La febbricola è passata da tre mesi.. Il mal di testa ormai è un mese che è sparito.
Restano tensione muscolare e questo maledettissimo fastidio localizzato che mi fa impazzire.. Perché è lui la causa.
Analizzando oggettivamente la mia storia sembra che tutto stia andando per il meglio, in quanto la febbricola è arrivata improvvisamente ma è sparita, il mal di testa è passato ed anche gli attacchi di panico sono spariti.
Il problema è che per quanto provi a guardare la mia storia oggettivamente, il mio stato mentale attuale mi impedisce di farlo, facendomi pensare sempre la stessa cosa. Che potrei avere un tumore al cervello.
Questo dubbio è incredibilmente debilitante a livello mentale.
E ancor più debilitante è non sapere se ho ragione io o i medici.. Anche se questo pensiero è dettato dalla mia ipocondria.

Devo decidere come risolvere le cose, e quale strada intraprendere per prima.
Devo farmi visitare da un neurologo. Se riscontrerà qualcosa avrò ragione io.. Se non riscontrerà nulla ed io non mi sarò tranquillizzato, dovrò inevitabilmente seguire la strada psichiatrica.

Mi faccia sapere se come ragionamento quadra. Cordiali saluti.

[#12] dopo  
Utente 207XXX

p.s: ho trovato questo articolo.. Che nella seconda parte (quella degli schemi), spiega esattamente quello che penso io quando penso al fastidio localizzato alla testa che provo ogni giorno.

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/1295-ossessioni-piccolo-trucco-per-tenere-a-bada-dubbi-e-rimuginazioni.html

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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" pur non avendo disturbi debilitanti, forti o che facciano pensare a qualcosa di grave..."

Se le diagnosticano uno stato ansioso, che si chiami ipocondria o altro, non capisco perché dire "pur non avendo disturbi debilitanti". L'ipocondria è debilitante, può essere grave, limitare la qualità di vita. Non è che laddove non c'è nessuna spiegazione, allora si chiama in causa l'ipocondria. L'ipocondria si diagnostica come tale. Altrimenti diventa un "altro" rispetto al corpo, e invece non lo è perché si tratta di una espressione del cervello. Questo tipo di equivoco genera poi un'interazione con il medico sul piano dell'esclusione, per cui il medico che esclude in maniera convincente è bravo, ma non ha risolto comunque nulla, il medico che diagnostica ipocondria sembra aver ragione, ma non è stato accurato nell'escludere etc.

L'articolo che cita infatti è centrato sul problema, come anche uno simile sulle ossessioni che misi qualche tempo fa, intitolato mi sembra "depotenziare le ossessioni". L'accettazione del dubbio e del sospeso riportano ad una dimensione intuitiva, in cui si hanno risposte pratiche e operative più che razionali, con le quali invece ci si incarta potenziando la domanda di partenza, sia che la si confermi (mai) sia che la si allontani (confermando però che la preoccupazione allora era fondata anche se la risposta è stata negativa, per una sottile ambiguità che il cervello registra).
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[#14] dopo  
Utente 207XXX

Quindi sta dicendo che è un circolo vizioso dal quale non si può uscire se non con l' aiuto di un esperto e di una adeguata terapia?

Non mi sembrava una brutta idea quella scritta nell' articolo che le ho postato.. Potrebbe aiutarmi a dimenticare per un po' il problema, finché non avrò modo di sentire degli specialisti.

[#15]  
Dr. Matteo Pacini

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Prima di arrivare a dire come se ne può uscire è necessario stabilire cos'è, e questo lo fa lo specialista.
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