Utente 212XXX
Buongiorno, vorrei farvi una domanda semplice, il mio nuovo psichiatra ha detto che sono un pò dipendente, un pò evitante e depresso con sintomi psicotici, vorrei farvi una domanda semplice: qual'è la differenza tra la svogliatezza e la depressione? di chi è la colpa? mia o della malattia? mi sembra tutto così paradossale... :-(

[#1]  
Dr.ssa Alessandra Danese

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Gentile Utente,
Si parla di depressione quando l'umore è basso quasi tutto il giorno e quasi tutti i giorni, quindi quando la tristezza è un sintomo fisso da un punto di vista temporale. Tale "tristezza" si accompagna alla mancanza di piacere e/o alla mancanza di desiderio nel fare le cose, alla stanchezza, ad alterazioni dell'appetito e del sonno, a sentimenti di colpa e a disturbi di tipo cognitivo (ossia ridotta concentrazione, sensazione di confusione mentale...). Tale quadro sintomatologico provoca una riduzione della qualità della vita e una compromissione delle capacità lavorative e relazionali del soggetto.
Quindi la mancanza di voglia nel fare le cose (svogliatezza) può essere un sintomo di depressione solo quando si presenta in modo continuativo nel tempo, è associata ad altri sintomi di tipo depressivo e quando causa disagio al soggetto.
Quando una persona è depressa spesso non ha voglia di svolgere le normali attività quatidiane ed in quel caso la "colpa" è del disturbo.
Cordiali Saluti
Dr.ssa Alessandra Danese

[#2] dopo  
Utente 212XXX

grazie dottoressa, perchè ne soffro da anni e mia madre mi ha dato sempre la colpa di essere uno che non ha voglia di lavorare, adesso sò che non è colpa mia e sò che la voglia di lavorare mi tornerà.

[#3]  
Dr.ssa Alessandra Danese

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Gentile Utente,
spesso i familiari di persone che soffrono di depressione non sanno come fronteggiare tale disturbo, che inevitabilmente coinvolge anche loro.
Spesso il depresso non si sente capito ed accettato dai propri familiari perchè loro per aiutarlo lo incitano ad agire. Talvolta quando la depressione si protrae nel tempo si creano tensioni nel nucleo familiare e si instaurano modalità di relazione rivendicative e accusatorie.
Forse varrebbe la pena spiegare a sua madre tale disturbo e fornirle gli strumenti per fronteggiarlo.
Dr.ssa Alessandra Danese

[#4] dopo  
Utente 212XXX

ok dottoressa, provo a farlo

[#5] dopo  
Utente 212XXX

ho provato a parlarne con mia madre dottoressa, ma vede, è inutile, io sarò depresso ma mia madre è stupida, non ha ancora capito che il dovere nella vita è finalizzato al piacere, lei non ha obbiettivi, non li ha mai avuti ed io ho fatto il tremendo errore di empatizzare sempre troppo con lei, adesso la domanda che mi faccio è: qual'è la mia strada? perchè purtroppo senza soldi non si canta messa...

[#6] dopo  
Utente 212XXX

basta, non mi faccio più nessuna illusione, di depressione non si guarisce, con i farmaci ci si convive tutta la vita e sarà una vita schifosa, ma ormai poco importa, ho regalato 10 anni della mia gioventù a questa malattia, può benissimo prendersi il resto della mia vita.