Utente 757XXX
Salve dottori,
sono un ragazzo di quasi 24 anni e vivo a Roma, sono studente universitario. Vorrei descrivere i miei problemi attuali, facendo un'ampia e spero esaustiva premessa, sperando di avere alcune indicazioni da voi, ben cosciente del fatto che qualsiasi suggerimento nulla ha a che vedere con una visita specialistica.
Come da oggetto nel settembre del 2007, dopo anni di "tormenti" e indecisioni, mi reco da un neuropsichiatra e psicologo (con abilitazione alla psicoterapia) che mi diagnostica un "disturbo schizoaffettivo con personalità mista" che nel corso del tempo, stando sempre alla diagnosi del medico, iniziava ad avere i tratti di una psicosi bipolare se non di una schizofrenia.
La terapia farmacologica era costituita essenzialmente da Prozac come SSRI(partiti da 20mg/die fino a 60mg/die) e Depakin(partiti da 200mg/die fino a 1500mg/die) come stabilizzatore, il tutto corroborato da numerose benzodiazepine per l'ansia e l'insonnia (lorazepam e flurazepam prima, alprazolam e temazepam poi). I risultati sembravano incoraggianti, poi sopraggiunse la scomparsa di mio padre con dei risultati psicologici particolari, per i quali il medico decise di aggiungere ai farmaci di cui sopra anche la clorpromazina (partiti da 25mg/die fino a 75mg/die).
Sia per motivi economici che pratici, non ero molto soddisfatto della terapia (protrattasi per 6 mesi) e decisi di interromperla repentinamente. Decisione quantomai errata, di questo sono già al corrente purtroppo. N.B. Consultai il medico di base per una sorta di "cura alternativa", mi prescrisse della paroxetina che tuttavia non sortì alcun effetto, anche dopo 3 mesi.
Passo ora, dopo questa ampia premessa, a descrivere la situazione attuale: stress ingestibile, desiderio costante(oserei dire bramosia) di suicidio, agorafobia, attacchi di panico, stanchezza perenne, assenza di qualsiasi motivazione e/o emozione positiva, sonno irregolare (periodi di sonno lungo e ristoratore alternati a periodi di sonno scarso e di pessima qualità), ansia incoercibile, cefalee violente e frequenti, MANCANZA TOTALE di concentrazione che è un vero problema per gli studi, idee e pensieri sfuggenti e di tanto in tanto periodi di (come li definiva il mio medico) mania improvvisa e tutte le difficoltà socio-relazionali che a ciò consegue.
So di essere stato piuttosto prolisso e me ne scuso, ma volevo darvi un insieme di dati quanto più possibile esauriente, almeno per quanto la comunicazione telematica ci consente. Spero di avere qualche piccolo suggerimento o osservazione utile (sui farmaci e/o sulle psicoterapie) che potrò tener presente durante la prossima "rassegna" di specialisti che intendo fare a inizio settembre.
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione e per tutte le eventuali risposte!
Luca

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

sinceramente non e' d'uso suggerire i trattamenti che poi dovrebbero prescrivere altri specialisti i quali possono orientarsi meglio di noi in quanto la vedono di persona e possono trarre delle valide conclusioni.
Probabilmente il suo primo trattamento era un valido trattamento per i suoi disturbi ed in sede di visita potra' riproporlo come efficace.
Per cio' che riguarda la psicoterapia, questa e' una valutazione del medico che la visita che ne valutera' l'eleggibilita'.

La cosa che pero' mi fa supporre che Lei non sara' soddisfatto di nessun trattamento e' che ha deciso di fare una "rassegna" di specialisti.
In genere la scelta deve essere su un unico specialista del quale deve seguire le indicazioni per un tempo congruo affinche' il trattamento scelto dia i suoi effetti.
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente
Vi sono alcune incongruenze diagnostiche e terapeutiche:

- disturbo schizoaffettivo è una diagnosi che si pone dopo aver escluso le psicosi più probabili, cioè il disturbo bipolare in primis e la schizofrenia. Fare diagnosi di disturbo schizoaffettivo e nel tempo vedere se evolve verso il bipolare o la schizofrenia non ha il minimo senso. Se mai si può aver diagnosticato una delle due condizioni inizialmente e poi rivedere la diagnosi verso un disturbo schizoaffettivo.
- essendo una psicosi cronica mi sembra strano che la terapia NON comprenda un antipsicotico (aggiunto solo in seguito) e invece comprenda un antidepressivo. Se si tratta di disturbo bipolare assumere cronicamente un antidepressivo può peggiorare il decorso.

Di più purtroppo non posso dirle a livello terapeutico perché non conosco direttamente il caso. Per ogni variazione o nuova strategia è bene che vi sia un sanitario di riferimento. Meglio - vista la situazione - se la terapia è impostata almeno per i primi giorni in ambiente protetto.

Saluti
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 757XXX

Salve,
volevo innanzitutto ringraziare entrambi i dottori, il Dr. Ruggiero e il Dr. Pacini, per l'attenzione e le loro risposte.
- Per quanto riguarda il "passare in rassegna" vari specialisti è una cosa da intendersi in senso lato, essendo queste terapie molto lunghe l'unica cosa da fare è seguirne pazientemente uno per un tempo sufficientemente lungo che permetta di valutare effettivi miglioramenti o no. Al momento, tuttavia, non so a chi rivolgermi.
- Per quanto riguarda invece quello che evidenziava il Dr. Pacini volevo chiarire alcune cose. All'inizio della terapia, il mio medico diagnostico immediatamente un disturbo schizoaffettivo e prescrisse la terapia farmacologica che ho citato: SSRI, stabilizzatore e alcune benzodiazepine. La situazione stava leggermente (ma visibilmente) migliorando, fino alla scomparsa di mio padre. Evidentemente il lutto avrà giocato un ruolo fondamentale, credo, nel peggioramento della situazione.
E' stato infatti solo successivamente che il mio medico riscontrava segni prepsicotici che andavano peggiorando e da lì aggiunse anche la clorpromazina, a dosaggi sempre maggiori, forse per tenerli sotto controllo. Sinceramente non so quanto siano coerenti i suoi riscontri, in fondo io ero il paziente, lui il medico.. Per questo ho provato a contattarvi!
Cerco di fare uno "schema" cronologico del decorso del mio disturbo, sempre stando a quanto diceva il mio specialista:
- Diagnosi iniziale: Disturbo schizoaffettivo con personalità mista
- Dopo un mese: Stessa cosa ma con una ciclotimia più evidente (casi di "ipomania", aumento del valproato)
- Dopo 3 mesi: Leggeri miglioramenti, umore più alto e stabile
- Dopo 4-5 mesi: Situazione pressoché stabile sino all'evento traumatico.
- Dopo 6-7 mesi fino ad oggi: Rapido peggioramento, con forti fasi maniacali alternati a periodi di forte depressione. Comparsa di evidenti segni psicotici. Aggiunse quindi clorpromazina fino a 75mg/die.
Ho interrotto la terapia verso fine marzo.

Spero di non dire sciocchezze (soprattutto spero che non ne abbia dette lui!), ho cercato di riassumere più correttamente possibile quanto avvenuto nel corso di 8-9 mesi.
Vi ringrazio ancora per l'attenzione!

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Le confermo il giudizio:
- diagnosi iniziale disturbo schizoaffettivo: ciò comporta l'uso di antipsicotici (i sintomi psicotici nel disturbo schizoaffettivo sono presenti anche in assenza di oscillazioni d'umore, questo è il concetto; invece nel disturbo bipolare possono essere presenti con gravi oscillazioni d'umore, e con la schizofrenia la psicosi non ha un correlato affettivo, anzi tende ad essere affettivamente incongrua).
-il decorso che lei ha descritto con relativa terapia ricorda quello di un disturbo bipolare, in cui all'inizio si prescrive stabilizz-antidep e poi subentra una fase psicotica e si "corregge il tiro". A maggior ragione se con l'antidep si produce una fase di eccitamento, è come una prova fatta per errore che rivela il vero substrato del disturbo.
- l'ultima fase così come l'ha definita sembra un disturbo bipolare I.
Qualunque sia la diagnosi, l'interruzione della terapia espone al rischio di recidive, anche improvvise e di solito gravi (è un disturbo "maggiore").
La dizione "personalità mista" è oscura. So cosa significa di fatto ma è una formula molto vaga (sembra un pò una riserva sul fatto che la componente affettiva sia di personalità o parte integrante del disturbo).
Quindi confermo le precedenti osservazioni circa le incongruenze, le rilegga alla luce di queste precisazioni.
>Saluti



Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 757XXX

Salve,
ho consultato vari psichiatri, più per vedere il loro approccio alla mia problematica che per avere la classica lista di farmaci. Alcuni psichiatri tendono ad ascoltarmi 5 minuti per poi prescrivermi quantità abnormi di neurolettici (Serenase, Zyprexa) e simili. Altri tendono ad avere un approccio meno interventista ed a focalizzarsi sulla psicoterapia. Altri ancora sono per il ricovero in strutture psichiatriche.
Mi trovo in un "mare di opzioni" e non so qual è la via giusta da seguire.

Da un punto di vista farmacologico, per il momento assumo:
75mg/die clomipramina (antidepressivo, serotoninergico)
75mg/die desipramina (antidepressivo, noradrenergico)
500mg/die sodio valproato (stabilizzatore)
0,25mg/die triazolam (ipnotico)
2-6mg/die clonazepam (ansiolitico)
2-5 gocce di aloperidolo 10mg/ml (antipsicotico nelle fasi acute)

Vorrei intanto sapere che ne pensate da un punto di vista farmacologico, se la terapia PUO' o meno essere valida o totalmente sballata e poi come orientarmi con i medici.
Grazie mille

[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

le era stato sconsigliato di fare il giro degli psichiatri per vedere quale sarebbe stato il trattamento migliore per Lei.

Lei ha perseverato nell'errore.

Per quanto mi riguarda, adesso si faccia da solo la valutazione sul suo trattamento.

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[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Dal momento che si reca da diversi professionisti, non esiste la linea giusta da seguire. Tenga anche presente che un ragionamento del genere è poco costruttivo, perché l'inizio di una cura non è una sentenza di cassazione, vi possono essere aggiustamenti successivi per cui magari le terapie iniziali convergerebbero verso una cosa simile nel tempo.
Quello che mi preoccupa è che non fa menzione delle diagnosi ricevute.
La composizione della terapia che lei assume, con una minima dose di neurolettico al bisogno non corrisponde ad uno schema per un disturbo schizoaffettivo, se mai per un disturbo bipolare.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 757XXX

Grazie per la risposta innanzitutto.

Per il dr. Ruggiero: so che mi era stato sconsigliato, proprio da Lei, di passare in rassegna i vari specialisti. Di fatti la terapia che seguo ora mi è stata data da uno specialista e la continuo a seguire.
Mi sono recato da vari specialisti SOLO A SCOPO INFORMATIVO e a mie spese logicamente, per vedere se tutti quanti concordassero più o meno la stessaa linea terapeutica da seguire. E quello che mi ha stupito è non è affatto così, per questo dico (continuando ad affidarmi comunque allo stesso specialista) PERCHE' ci sono così tante differenze a parità di diagnosi ovvero psicosi maniaco depressiva?

Per il Dr. Pacini: come ho detto pocanzi, gli specialisti che ho consultato innanzitutto non si sono pronunciati riguardo alla diagnosi (comunque in grandi linee concordavano con quella che mi diede lo psichiatra che mi seguiva da mesi) e poi li ho consultati NON per farmi dare ogni volta una lista diversa di farmaci, perché nessuno di essi me ne ha prescritti se non quello che seguo da tempo.

Io non passo da un Anafranil oggi ad un Efexor domani come fossero caramelle, non vorrei dare questa impressione. L'unico scopo per cui ho consultato altri specialisti era per vedere se concordassero o meno una linea terapeutica simile. Ma ho continuato a seguire il mio.

Grazie mille

[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Questo comportamento puo' in qualche modo essere incluso nel suo disturbo di personalita'.
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[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

ci sono differenze diagnostiche perché i sistemi classificativi non sono uguali. I criteri sono precisi, ma c'è ancora un'impostazione che vede i sintomi psicotici diversi a seconda del tipo, e che giudica per esempio i deliri bizzarri (?) per contenuto o alcune forme di delirio indicative di schizofr. e altre di psicosi maniacodep. Seguendo il DSM i criteri quindi sono inequivocabili, ma anche qui l'inclinazione o meno a riconoscere una fase eccitatoria come tale e di non scambiarla con una schizofrenia disorganizzata o paranoide è un problema di esperienza e formazione.
Io personalmente, al di là delle scuole di pensiero, continuo spesso a vedere cartelle e certificati con scritto per esempio "schizofrenia acuta" oppure "schizofenia cronica", che sono espressioni prive di senso come diagnosi di uscita da un ricovero. Acuta è la psicosi, la schizofrenia è per definizione cronica.
La diagnosi procede in maniera gerarchica. Se in due anni dall'esordio psicotico si escludono maniacodep e schizoaff più le altre psiosi minori, e la psicosi è continua, resta la schizofrenia.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 757XXX

Gent.mo Dr. Ruggiero, prima di iscriversi a questo sito per dispensare consigli a persone che ne hanno il bisogno e non scrivono per divertirsi, avrebbe dovuto provvedere lei prima di tutto a risolvere i suoi evidenti disturbi emotivi, che si evincono dalle risposte che da.

Ringrazio il Dr. Pacini per la risposta sicuramente più pertinente ed esaustiva.

Cordialmente

[#12]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

come vede le ho dimostrato in pochi passi che il suo disturbo non e' completamente compensato oltre ad avere confermato che i suoi comportamenti vengono mossi dai suoi disturbi.
Lei e' iscritto al sito da ben 3 mesi io da oltre 5 anni.
Se non le garbano le mie risposte puo' anche non leggerle.

Comunque, sono libero di rispondere come meglio credo e certo non deve essere lei a spiegarmi come fare.

Oltretutto, e' sempre molto semplice per gli utenti come lei nascondersi dietro l'anonimato mentre davanti ha un medico del quale sono chiari i dati personali e tutto il resto.

Lei proietta i suoi gravi disturbi su di me, ma intanto restano i suoi.
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[#13] dopo  
Utente 757XXX

Resta il fatto, blasonato professore, che nessuno la obbliga a rispondere. Pertanto si risparmi pure il sarcasmo e l'ironia che di certo non onorano ne il suo "curriculum" ne tantomeno la sua immagine nei confronti dei suoi colleghi, che rispondono in modo più pertinente e garbato del suo.

Io sono qui perché ho chiesto aiuto, non per sentirmi sfottere. Cortesemente, riversi la sua acredine e la sua prepotenza in un altra discussione che la interessi di più e lasci che qualcun'altro, che più di lei ha voglia di fare questo mestiere, risponda senza inquinare la mia richiesta d'aiuto con le sue saccenti stilettate.

Le sarei grato se volgesse il suo sguardo oltre la discussione 42298, sicuramente c'è tanta altra gente che ha bisogno di lei.

[#14]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Come vede, lei non ha raggiunto il compenso.

Questo tipo di atteggiamento e' tipico dei disturbi di personalita' in particolare di quello da cui dice di essere affetto nel titolo del suo post e per il quale lei cerca continue disconferme che sembrano invece essere confermate in continuazione.

Oltretutto, il suo trattamento non e' in qualche modo efficace per evitare i suoi continui scatti di ira che la portano a fare affermazioni false e al di fuori della realta'.

Sarebbe opportuno, ovviamente per lei e non per me, che si faccia seriamente seguire dal suo psichiatra piuttosto che girare inutilmente da altri psichiatri e che si concertino delle possibilita' di cura che prevedano anche l'associazione di trattamenti di supporto di tipo psicologico.

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[#15] dopo  
Utente 757XXX

Non cerchiamo di confondere le cose, dottore. Io ho dei disturbi emotivi ma le mie affermazioni sono lucide e del tutto fondate. Peraltro Lei non ha neanche un atteggiamento professionale e si evince dal "battibecco" che ha contribuito ad innescare..
Come si dice, "non metterti a discutere col matto, potrebbero non notare la differenza".

Se ha intenzione di proseguire a parlare in questa discussione lo faccia in modo pertinente, altrimenti si rivolga anche lei a qualcuno dei suoi colleghi per alleviare i suoi disturbi evidenti, senza imputare i miei "scatti d'ira" (ma come fa a definirli tali? io sono calmissimo mentre scrivo) alla mia condizione attuale.

Con la speranza che altri professionisti più seri stiano seguendo il caso, vorrei chiedere un parere riguardo al trattamento farmacologico seguito, se sembra opportuno oppure no.

Grazie a tutti

[#16]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Lei sta solo proiettando su di me le sue problematiche, ed ovviamente il suo trattamento farmacologico non la compensa per nulla.
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[#17] dopo  
Utente 757XXX

Io non proietto nulla, sarà Lei a proiettare le sue frustrazioni su di me, non si permetta di fare insinuazioni del genere per cortesia. Ma chi la conosce Dr. Ruggiero, si concentri su altre discussioni piuttosto e mi lasci in pace, grazie.

C'è qualche altro medico che ha qualcosa da dire riguardo la terapia farmacologica che mi è stata prescritta e che sto seguendo?
Grazie mille

[#18]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Forse non e' ben chiaro.

Lei non ha ricevuto il compenso dovuto dal trattamento farmacologico e il suo continuo botta e risposta lo dimostra in modo molto evidente.

Continua ad invitarmi a fare qualche visita, denotando in questo modo la volonta' di dare "vergogna" ad una patologia di tipo psichiatrico.

Fino a prova contraria, anche se dovessi avere bisogno di una visita, lo farei come se andassi da un cardiologo o da un internista, senza alcun genere di preoccupazione o di "marchio" che in qualche modo potrebbe essermi messo.

Certamente, lei vive queste condizioni come molto debilitanti e se la prende con me che le dico chiaramente come stanno le cose.

Oltretutto, lei resta anonimo mentre io rispondo con il mio nome e cognome e con tutti i dati che sono facilmente ritrovabili in questo ed altri siti.
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[#19] dopo  
Utente 757XXX

Resto nell'anonimato per non essere inserito nelle ricerche su Google, dottore. Io posso anche essere disponibile ad un chiarimento vis-à-vis o le comunico i miei recapiti in sede privata. Chissà che magari lei non risolva davvero i miei problemi, peccato però che Lei sta ad Avellino ed io a Roma.

Come dire "lei è matto, caro utente, per questo risponde così". So di avere dei disturbi ma le assicuro che la mia capacità di giudizio non è stata minimamente intaccata, semmai è imputabile alla mia componente caratteriale polemica piuttosto che ad una patologia. Questo non l'ha contemplato?
E' offensivo e poco onesto attribuire il modo di dibattere ad uno stato patologico.

Se mi trovo qui non è certo per piacere, ma perché HO uno specialista e per curiosità ne ho interpellati altri, per CURIOSITA' non per farmi dare da ognuno la ricetta. Come ho scritto alcuni post fa, ho avuto delle perplessità riguardo i differenti approcci che ognuno di essi ha avuto a parità di diagnosi e volevo solo capire perché, oltre ad avere un piccolo *parere* (non prescrittivo logicamente) sulla qualità della mia terapia verso la quale nutro dei dubbi.

Finora il Dr. Pacini ha saputo rispondere in modo pertinente e per questo lo ringrazio. Altre risposte in merito non sono ancora pervenute.

Grazie ancora a tutti

[#20]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Le ribadisco che cio' che lei definisce come un aspetto caratteriale polemico e' appartenente anche ad alcuni disturbi di personalita' che potrebbero caratterizzare i suoi sintomi, e per questo motivo far supporre che il trattamento verso il quale nutre dei dubbi potrebbe non compensarla in modo completo o totalmente efficace.

Non ho mai utilizzato ne' utilizzero' la parola "matto" in quanto non e' mio uso.

Certamente gli aspetti polemici vanno considerati in virtu' di tali considerazioni e null'altro.
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