Utente 229XXX
Sono molto confusa. Trovandomi in uno stato di profonda depressione ho assunto Citalopram 20mg. Dopo 3 giorni il mio umore è completamente cambiato. Mi sentivo leggera, il peso sul mio petto dovuto all'angoscia se n'era andato, sentivo pace e serenità. Dopo un altro paio di giorni stavo così bene che ridevo da sola e la gente si stupiva di quanto io fossi cambiata. Avevo ritrovato la felicità.. Dopo 2 o 3 settimane improvvisamente sono tornata in crisi, con tutti i sintomi che avevo prima, di forte fortissima depressione. Uno sbalzo molto forte nel giro di pochi giorni, di nuovo. In preda alla disperazione, ho raddoppiato la dose. Entro pochi giorni, di nuovo, mi sembrava di volare. Ridevo e scherzavo, potevo lavorare nella situazione di peggior stress e mettere tutti di buon umore per il modo in cui mi sentivo: felice, forte, un'altra persona. Dopo altre 2/3 settimane, è tornata l'angoscia, la depressione. La avverto fisicamente come un peso sul petto, senso di disgusto per ogni cosa, disperazione, in poche parole depressione. Questa volta mi sento anche fisicamente sempre stanca, stanchissima. Non capisco come il mio corpo reagisca a questo antidepressivo: prima mi butta su fino al cielo e poi il suo effetto svanisce e torno depressa. Dovrei forse aumetnare a 60mg?
Premetto che sto temporaneamente vivendo all'estero per cui non sono seguita da uno specialista, ormai da anni...ogni consiglio che possa far luce su questa assurda situazione mi sarebbe di grande aiuto.
Grazie del vostro aiuto e del vostro tempo!

[#1]  
Dr. Piergiorgio Biondani

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Gentile utente,
in effetti l'andamento della risposta al farmaco appare piuttosto anomalo per una situazione diagnosticata come depressione.
Potrebbe essere che la diagnosi non sia completamente centrate,e che sotto sotto ci sia un disturbo di tipo bipolare,che richiederebbe altro tipo di cura,,oppure anche una sua reattività particolare.od altro.
Non è chuaro chi le abbia consigliato inizialmente il Cipralex,ne chi abbia ritenuto opportuno un raddoppiamento della dose,vale a dire se un medico.o se sia stata una sua iniziativa.Penso comunque,data la sua particolare reazione,e la complessità della situazione,che sia essenziale una visita dal vivo con uno specialista psichiatra,sia per chiarire la diagnosi che per impostare una terapia adeguata a lei.
Cprdiali saluti
Piergiorgio Biondani
Dr. piergiorgio biondani

[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#3] dopo  
Utente 229XXX

Ho preso Venlafaxina per 10 anni, poi ho smesso, pensado di non averne piu' bisogno. Dopo un paio d'anni sono tornata in depressione pesante e ho chiesto un consulto con uno psichiatra perchè volevo riprendere un antidepressivo ma non volevo continuare con Venlafaxina dati tutti gli effetti collaterali. In una sola seduta lo psichiatra mi ha allora prescritto Citolapram (senza indagare piu' di tanto: io avevo il dubbio si trattasse di disturbo bipolare visto come andavo in pieno sconforto in un attimo stando malissimo, ma non sono stata ascoltata), Subito dopo sono ripartita per l'estero per cui non ho potuto essere seguita, e ho smesso il farmaco dopo un paio di mesi, per poi ricominciare da sola un paio di mesi fà, come descritto sopra. Vedro' se qui dove sono posso parlare con uno specialista.
Grazie!

[#4] dopo  
Utente 229XXX

PS: ho deciso io il raddoppiamento della dose..ora.. provare a passare a 60mg potrebbe aiutare?

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non può fare variazioni farmacologiche senza che vi sia il controllo da parte di uno specialista in quanto può esporsi a rischio di viraggio umorale anche grave.

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[#6] dopo  
Utente 229XXX

Non lo sapevo. Vuol dire che l'effetto puo' essere l'inverso di quello desiderato, ovvero mi posso sentire peggio di prima?

[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Secondo lei, introdurre un farmaco prescritto precedentemente sospeso e poi reinserito da lei può avere qualche effetto terapeutico?

La diagnosi è imprescindibile per un trattamento e non è detto che la sua situazione sia la stessa di quella che si presentava quando è stato prescritto il farmaco.

Oltretutto, lei ha fatto aumenti posologici ed ancora ha l'idea di farne, ma chi le dice che la sua valutazione personale su suoi sintomi sia corretta?

Non vedo il motivo per cui debba stabilire di assumere un farmaco a caso.
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[#8] dopo  
Utente 229XXX

Il motivo è che non posso vedere uno specialista qui e sto male. Per cui devo andare a tentativi..per questo ho chiesto online, se avessi avuto la possibilità sarei andata di persona da uno/a psichiatra ovviamente. Ma a volte ci si trova in situazioni in cui non si puo' fare altro che arrangiarsi. Quando un mesetto fa mi sentivo attratta dalle finestre ho pensato bene di riprendere il mio farmaco prima di fare un salto di sotto...ed ha funzionato molto bene. Mi era stato prescritto solo qualche mese prima, e dopo un consulto di soli 5 minuti, del tipo "Ah anni fa le faceva effetto Venlafaxina..ok allora facciamo Citalopram" nonostante io volessi una diagnosi piu' accurata... per cui non è che uno specialista faccia una gran differenza a volte: scusi la mancanza di fiducia ma ho avuto diverse esperienze tristi...penso che curarsi da soli sia possibile...se il medico in questione nons id egna neanche di ascoltare le mie obiezioni ritenendomi incompetente..ma sono io a sapere come mi sento, o no? :-(

[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Allora, seguendo le condizioni di servizio, non può chiedere conferma alla sua auto prescrizione on line.

Secondo me deve farsi visitare.

Se non è soddisfatta della visita già ricevuta può liberamente cambiare psichiatra.
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[#10] dopo  
Utente 229XXX

Ok. Lo so che devo "farmi visitare", e non chiedevo una conferma ma una informazione sulla possibile causa dell'effetto che il farmaco ha su di me. Mi sono sentita abbastanza accusata da parte sua di essere un'irresponsabile e ora anche di abusare un servizio online, quando non credo che nessuna delle due ipotesi sia vera. La pregherei di usare un po' meno presunzione e un po' piu' di umiltà quando parla con delle persone, che oltretutto non conosce,e non conosce i fatti e le circostanze, se non riesce ad avere piu' tatto e sensibilità in tutta onestà le consiglierei di cambiare mestiere.

[#11]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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"Dovrei forse aumetnare a 60mg?" #1

"PS: ho deciso io il raddoppiamento della dose..ora..provare a passare a 60mg potrebbe aiutare?" #4

Quindi, lei chiede di fare una variazione da sola con una conferma attraverso il sito e sostiene che non è vero, poi, non contenta, mi accusa di presunzione e, presuntuosamente ed anche maleducatamente, vuole anche decidere sul lavoro che dovrei svolgere, la ringrazio per l'intervento fuori luogo.


Ovviamente, anche il suo psichiatra è stato troppo "superficiale"perchè l'ha visitata in 5 minuti, però assume lo stesso la terapia prescritta.

In qualunque posto del mondo possa trovarsi ci sono medici che possono fornire il supporto di cui necessita ed indirizzarla al meglio anche verso specialisti.

Veda un pò lei.
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[#12] dopo  
Utente 229XXX

Se non si facessero pagare 150€/ora magari l'avrei già fatto. Se una persona è depressa non riesce a lavorare e dove li trova tutti quei soldi?
L'automedicazione è l'unica cosa che mi rimane. Se non le sta bene, non risponda alla mia domanda, faccio da me e aumento il mio dosaggio da sola, volevo solo sapere come mai questa mia reazione per capire meglio, ma lei se n'è uscito con un "secondo lei" che non è proprio rispettoso e non vuole capire che non tutti hanno la possibilità di vedere uno-o piu'-psichiatri, per diverse circostanze (fattore economico, lingua ecc.). Non è che mi diverta a inventarmi come stare meglio, ma non posso fare altro...che le piaccia o no, sono sola col mio problema e decido se sospendere o aumentare, se lei o altri non mi vogliono dare spiegazioni va bene, ma almeno non mi tratti come una irresponsabile. Se soffrisse lei di depressione e si trovasse per la strada òpttando per non buttarsi sotto un treno magari capirebbe.

[#13]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non so in quale paese estero si possa trovare ma potrebbe usufruire della assistenza sanitaria italiana se si trova in un paese della comunità europea con il solo utilizzo della tessera sanitaria, rivolgendosi a strutture che hanno la copertura pubblica (solitamente richiedono lo stesso il pagamento che però è poi rimborsabile dalla ASL di appartenenza).

Se si trova in un paese che non ha questo tipo di assistenza avrebbe dovuto stipulare una assicurazione preventivamente.

Penso di poter affermare chiaramente che il suo comportamento non è propriamente adulto e responsabile. Se sta male tanto da non poter ricevere assistenza dove si trova deve prendere in considerazione la possibilità di rientrare in Italia al più presto.

Non può pensare di assumere un trattamento in una condizione in cui le indicazioni allo stesso possono essere decadute e vanno rivalutate.

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[#14] dopo  
Utente 229XXX

La ringrazio per i consigli. Mi dispiace di usare questi toni, ma non mi piaceva il fatto che invece che dire una cosa del tipo "mi dispiace ma per motivi professionali non posso commentare nella sua scelta del farmaco, ma una possible causa della sua reazione potrebbe (e dico solo potrebbe) essere..." mi ha detto invece una cosa del tipo "ma cosa ti salta in mente di fare di testa tua" ed è qui che vedo una mancanza di tatto. Comunque, mi scuso per i miei toni.
. Dopo aver vissuto in India, Thailandia, Medio oriente, da quanto ne so io le assicurazioni sanitarie in genre non coprono la psicologia o psichiatria (se non in caso di emergenze tipo che uno va giù di testa): non si è intitolati ad avere un'assistenza psichiatrica o psicologica in generale. A parte questo, c'è anche il limite della lingua, e anche se ci fosse un'assicurazione che copre le sedute psicoterapiche costerebbe così tanto da risutlare impossibile.
Non lavoro ormai da 2 anni e mezzo. Sono in Germania dove sto finalmente lavorando ma credo che lascerò il lavoro molto presto perchè sto male. Qui, con la tessera europea non si ha diritto ad uno psicologo.psichiatra da quanto ne so. Non è come in Spagna o Inghilterra, dove ne avevo diritto quando ci vivevo. Qui no. Ho stipulato un'assicurazione pubblica che qui è obbligatoria per il lavoro, e c'è una lunga lista d'attesa per vedere uno psichiatra pubblico. Quindi, non mi resta che lasciare il lavoro e ripartire, oppure tornare in Italia solo per essere seguita da uno specialista, cosa che mi lascia un po' perplessa viste le mie precedenti esperienze non tanto positive.
Grazie per il suo tempo. Spero che ora il mio comportamento sia adulto e responsabile. Buona giornata.

[#15]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Credo che un accesso di pronto soccorso anche con lo psichiatra sia passabile dal nostro sistema sanitario, dovrebbe prima informarsi con la sua Asl di appartenenza per capire quale accesso può fare e poi rivolgersi ad una struttura che accetta i cittadini europei convenzionati, potrebbe chiedere in ambasciata.
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[#16] dopo  
Utente 229XXX

Ok. Grazie!