Utente 364XXX
Sto vivendo un periodo di tensione emotiva a causa del lavoro e soffro di doc.
Dopo aver effettuato una cura farmacologica e psicoterapeutica per alcuni anni ho smesso di prendere i farmaci e concluso la psicoterapia con risultati discreti. Ma ogni tanto il problema si ripresenta. Apparentemente non manifesto grandi segni di questo disagio. Si svolge più a livello del pensiero, e per questo sotto certi aspetti può risultare ancor più disagevole. Di recente, pensieri invasivi e una certa stanchezza mi hanno indotto ad una riflessione: fare o non fare una terapia a "breve scadenza" con cipralex ( ultimo farmaco consigliato dal medico) anche solo per verificare se può essermi utile o meno e rilassarmi un poco?
Il problema e' che non riesco a decidermi. Appena vivo un periodo positivo smetto il farmaco per rivolgermi a medicine più blande quali, En o xanax.
Le domande quindi sono due:
Quanto deve durare una terapia con cipralex , la più breve possibile?
e se l'EN o lo Xanax potrebbero essere una alternativa dal momento che nel tempo, salvo periodi neri, ho imparato a convivere con il sintomi?
Grazie

[#1]  
Dr. Michele Patat

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Gentile utente,
a mio parere il punto di partenza del suo ragionamento non è corretto.
Davanti ad una patologia come la sua non bisogna accontentarsi di convivere con i sintomi ma cercare di risolvere il problema.
Capisco che dopo alcuni anni di terapia psicologica e farmacologica possa venire meno la fiducia, tuttavia esistono delle alternative che è ancora possibile utilizzare.
In quest'ottica una terapia "breve" con cipralex (o con altri farmaci della stessa categoria) non avrebbe molto senso, in quanto per esplicare al massimo il proprio effetto è necessaria una terapia almeno di 6-12 mesi (e sottolineo "almeno").
Le benzodiazepine (lei ha citato En e Xanax) non sono affatto più leggere (anzi, l'effetto sedativo è sicuramente superiore) ed in più non hanno possibilità di risolvere il disturbo in quanto il loro effetto è solo temporaneo.
Provi a consultare il suo psichiatra per individuare insieme una strada opportuna per risolvere finalmente il suo problema.
Cordiali saluti,
Dr. Michele Patat
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[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Sta utilizzando i farmaci per fare auto terapia senza indicazione.

Questo è un comportamento scorretto soprattutto perché non è possibile utilizzare i farmaci come intende fare lei.

Già nella sua richiesta di consulto precedente è stato invitato ad avere lo specialista come referente della gestione farmacologica o il suo medico di famiglia, senza fare di testa sua.
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[#3] dopo  
Utente 364XXX

Grazie per entrambe le risposte, ma vorrei aggiungere un commento.
Purtroppo di queste "terapie alternative" lo specialista che mi ha preso in cura in passato non me ne ha mai fatto accenno. Se potete farmi qualche esempio ve ne sarei grato. In secondo luogo vorrei chiarire che, tale terapia con cipralex benché presa in considerazione da me visto il momento difficile, e' la cura che lo specialista mi aveva prescritto mesi fa. Quindi da parte mia non c'è nulla di estemporaneo o di autonomo. Avevo pensato "certamente" di mettere al corrente il mio medico curante, nell'impossibilità di recarmi dallo specialista.
Del resto sconsigliate persino EN e Xanax ? che mi sembrano blandi come farmaci, specie nelle dosi che utilizzo io ( di EN) che sono cinque gocce la sera.
Ma allora quali prospettive ci sono per stare meglio nei periodi di difficoltà se sofferenti di Doc? Non fare nulla o imbarcarsi in percorsi costosi e impegnativi visti gli impegni lavorativi che mi concernono?
In ogni caso prima di cominciare tale cura o meno, attenderò altre risposte.

[#4]  
Dr. Michele Patat

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Gentile utente,

le alternative nell'ambito della terapia farmacologica sono molteplici. Esistono infatti molti farmaci appartenenti alla categoria del cipralex (SSRI) o ad altre categorie (SNRI, Triciclici...) che possono essere efficaci nella cura del disturbo ossessivo compulsivo.
Il fatto che una non abbia funzionato a dovere (anche se andrebbe verificato per quanto tempo è stata assunta ed a quali dosaggi) non significa che debbano fallire anche le altre.
Certo è che il supporto di un medico (meglio se psichiatra) è indispensabile per valutare l'opportunità di sceglierne una piuttosto che un'altra.
Se il problema è il costo, esistono anche i servizi pubblici che prevedono unicamente il pagamento di un ticket (in Lombardia sono i CPS, presenti su tutto il territorio).

I farmaci come En e Xanax (peraltro ottimi se utilizzati con le corrette modalità) non hanno scopo curativo, ma lenitivo. Servono cioè ad alleviare la sintomatologia per brevi periodi, senza però poterla risolvere definitivamente.
Se usati per lunghi periodi, in più, possono determinare assuefazione e dipendenza.

Cordiali saluti,
Dr. Michele Patat
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[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il fatto che la terapia sia stata prescritta mesi fa pone il problema della sussistenza della indicazione per cui era stata prescritta.

Perché sebbene i sintomi siano gli stessi probabilmente, è pur vero che non è detto che il trattamento possa rimanere tale.

Inoltre, come già indicato, il dosaggio appariva piuttosto basso per una risoluzione sintomatologica e ciò pone anche un problema di efficacia.
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[#6] dopo  
Utente 364XXX

Ho maturato quasi l'idea di non curarmi. Stesso parere del mio medico di famiglia.
Del resto mi risulta essere il doc un disturbo cronico quindi non curabile completamente essendo o diventando quasi un tratto caratteriale della persona.
Anche durante la cura farmacologica non ho mai smesso completamente di avere bisogno di rassicurarmi attraverso domande Sebbene lo facessi in modo moderato, e risentivo di un certo affaticamento nel sopportare gli effetti collaterali del farmaco. ( Seroxat allora, cipralex di recente) E da quel che ho sentito sono rare le persone che guariscono completamente. Il dosaggio basso di partenza mi era stato consigliato dallo specialista conoscendo il mio essere refrattario ai farmaci. Comunque grazie ad entrambi per le vostre risposte che quantomeno mi hanno permesso di riflettere.
Il mio problema e' di non saper decidere se curarmi o meno. Sembra paradossale ma e' così. In fondo ho trovato una specie di equilibrio basato su una sorta di disciplina interiore. Nel senso che cerco di procrastinare i dubbi e le eventuali esternazioni in famiglia in modo tale da non arrecare disturbo ed essere il più possibile adeguato. Si, circa le cure di questa malattia sono piuttosto scettico.