Utente 347XXX
Buongiorno,
torno qui da voi a chiedere un consulto riguardo il mio caso e cioè riguardo quest'ansia che ho sempre addosso con a volte attacchi d'ansia che mi destabilizzano sopratutto sul lavoro.
Ormai come da mia storia sono in cura da anni con la paroxetina presa mediamente sulle 10 gocce o 5 nei periodi nel quale stavo bene.
Il 2014 dopo una ricaduta a maggio sono tornato (sempre seguito da una psichiatra) a 15 gocce per andare a dicempre a 20mg. Devo dire che ho fatto dei mesi in cui stavo bene ma da dicembre l'ansia è tornata presente.
Ho tentato la via della EMDR dopo anni di psicoanalisi ma senza risultato. Ora, da dicembre mi sembra di aver trovato la psicologa giusta che adotta la terapia cognitiva comportamentale e mi sta aiutando.
Siccome ogni tanto l'ansia mi prende sopratutto all'insorgere di un fastifioso acufene (e lo xanax o mi fa dormire o mi agita) la psichiatra mi ha prescritto oltre i 20mg di paroxetina una pastiglia di Cymbali perchè comunque sostiene che ho un fondo depressivo e perchè se non mi sento "sveglio" sto peggio.
La paroxetina mi ricordo che mi dava energia.. perchè adesso no?
Cosa ne pensate di questo mixaggio? Poi, vorrebbe scalare la paroxetina a 10mg tra qualche mese..
Un tentativo recente con il Cipralex (ottobre-novembre) era fallito e da qui il mio ritorno alla paroxetina.

Premetto che piu non sto bene e piu vado in ansia che ovviamente mi aumenta acufene ecc e da li.... si crea un circolo vizioso.

Vi ringrazio anticipamente

Roberto

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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I passaggi fatti possono apparire corretti e vanno valutati nel tempo.
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[#2] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Perché scalare la paroxetina ?
Mi sembra invece che nel Suo caso la paroxetina può essere sottodosata.

Prova a parlarne con il Suo psichiatra.

La sensazione di ricevere più energia quando si assume l'antidepressivo può essere più caratteristica del primo periodo di assunzione e non essere avvertita dopo, perché durante il primo periodo non si tratta necessariamente dell'effetto terapeutico del farmaco, ma spesso dei vari effetti collaterali, fra i quali può esserci anche l'attivazione. Gli effetti terapeutici, in maniera stabile, si può vedere piuttosto dopo un certo periodo di assunzione ad una dose ottimale (e non è detto che la dose attuale sia sufficiente). Nei disturbi d'ansia possono richiedersi le dosi (dei farmaci come la paroxetina) maggiori rispetto a quelli che mediamente sono efficaci nella depressione.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#3] dopo  
Utente 347XXX

Grazie per la risposta ma il mio dubbio è se secondo il vs parere è una soluzione l'unire due antidepressivi come la paroxetina ed il Cymbali in modo da controllare l'ansia e darmi un po più di sprint come mi ha detto che dovrebbe fare il Cymbali.

Quindi converrebbe non ridurre la paroxetina ma aggiungere solo lo Cymbali?
L'altra alternativa che mi ha proposto come seconda opzione è aumentare la paroxetina e non aggiungere altro però visto che sembra farmi meno effetto del passato e mi da complicanze sessuali pensa che una soluzione sia questo mix.

Cosa ne pensate?

Grazie

[#4] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Prima non mi era chiaro che Lei subisce gli effetti collaterali sessuali da paroxetina a questi dosaggi più alti. Adesso Lei lo ha accennato, e dunque penso che in questo caso effettivamente non conviene aumentare la paroxetina, ma piuttosto aggiungere Cymbalta e poi gradualmene ridurre la paroxetina. Dunque, proprio così come propone il Suo specialista.

Cymbalta può essere efficace sia come antidepressivo, sia nei disturbi d'ansia, e, col tempo può eventualmente sostituire la paroxetina.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#5] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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L'utilizzo di questo farmaco ha indicazione per le motivazioni che ha espresso ed anche la variazione graduale si attiene alle nuove indicazioni sulle variazioni.

Confermo che quanto le è stato riferito dal suo psichiatra è corretto.
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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[#6] dopo  
Utente 347XXX

Vi ringrazio per le risposte che mi rassicurano e soffrendo d'ansia per me è molto importante.

Roberto

[#7] dopo  
Utente 347XXX

Buongiorno, come avevo precedentemente scritto sto scalando la paroxetina e assumento 60mg di cymbalta ormai da più di un mese. Da 20mg di paroxetina sono a 15mg. Con che lentezza devescalare la paroxetina avendo comunque il cymbalta di protezione? Il mio psichiatra mi ha detto che posso scendere di due goccie a settimana..

Un altro disturbo che non ho mai collegato alla paroxetina ma ho letto recentemente che puo centrare è che soffro di acufeni ormai da anni.. Ultimamente si è alzato. Se è dato dalla paroxetina, togliendola mi sparirà?

Vi ringrazio anticipamente

[#8] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
seguirei il programma dello scalare così come Le ha consigliato il Suo psichiatra.

Per quanto riguarda gli "acufeni", bisogna capire la natura di questi. Lei scrive di soffrirne da anni, ma in tutto questo tempo si è riuscito a capirne le cause ?

I cambiamenti della terapia farmacologica possono essere correlati in vario modo, a secondo delle cause:

la paroxetina può dare alcuni effetti collaterali neurologici,

ma può anche esacerbare un sintomo dis-percettivo quando è correlato a certe patologie psichiche, e tali patologie non sono soltanto (anzi, più spesso non sono) i disturbi d'ansia (dunque, in questa ipotesi, andrebbe rivalutata la Sua diagnosi).

Lo stesso si può dire di Cymbalta,

per la quale bisogna aggiungere che conviene anche un po' di monitoraggio della pressione arteriosa, che, in alcuni casi può salire, assumendo questo farmaco, e l'eventuale innalzamento della pressione arteriosa può contribuire ad alcuni tipi degli acufeni.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#9] dopo  
Utente 347XXX

La ringrazio per la risposta.
Ho fatto una visita in un centro per acufeni e mi hanno detto che può essere causato da una ipoacusia visto che non sento la frequenza di 10000hz ma che l'ansia contribuisce ad alzare o abbassare il volume.
In effetti, in questi anni dove sono stato in cura con la paroxetina a 5mg (mantenimento) non mi ricordo di averli avuti sempre o meglio non ci ho mai fatto caso se non in periodi di stress questo si alzava.

Gli ultimi mesi che sono stato sui 20mg l'ho avuto sempre ad un livello alto.
Con l'ingresso del cybalta la situazione non è cambiata ne in meglio ne in peggio.

So che degli acufeni si sa poco e delle tre visite che ho fatto non ho avuto risposte certe ne proposte di indagini. Mi hanno detto di non farci caso (difficile a certi livelli).

Comunque la ringrazio e continuo la discesa della paroxetina sperando di non aver grossi disagi.

Una curiosità, ho letto di serplus complex che può sostituire e risolvere molti problemi d'ansia ma il mio medico non lo conosce e quindi vi chiedo un parere.

Grazie

Saluti

[#10] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Sono scettico rispetto al Serplus:
non escludo a priori i Suoi benefici nell'ambito psichiatrico, ma la maniera nella quale è stata diffusa e viene diffusa l'informazione su questo farmaco è spesso non professionale, ma piuttosto promozionale o esaltata.

Bisogna aggiungere che le ricerche su tale farmaco sono state principalmente nell'ambito delle malattie neurologiche, e la generalizzazione alle malattie psichiche si può considerare solo un'ipotesi. Secondo me, è probabile che giovi piuttosto al funzionamento intestinale, ma sono un po' meno probabili molti degli altri benefici. Si tratta di una proteina del latte materno, e, come nel caso di intolleranza a certi altri alimenti, ci sono anche alcune persone che non tollerano l'alfa-latto-albumina. L'idea stessa di promuovere un rimedio come capace di curare tutti i mali mi suscita lo scetticismo.

Il Serplus contiene l'alfa-latto-albumina, considerata una fonte di aminoacido Triptofano (il precursore della serotonina); ma l'impiego dei precursori della serotonina (come il Triptofano) come antidepressivi, ha già saputo una sua epoca di boom. Tali soluzioni sono state meno efficaci degli antidepressivi che agiscono a livello della ricaptazione, perché il problema dei disturbi psichici non si può semplificare con la carenza di una sostanza.

I fautori del Serplus dicono che non si tratta semplicemente dell'integrazione con una fonte di Triptofano, ma che l'alfa-latto-albumina contribuisce al funzionamento più ottimale dell'organismo nell'insieme, a partire dalla salute dell'intestino...

Può darsi.., può darsi che possa essere utile come coadiuvante assieme con altri farmaci, di efficacia più provata e più specifici.

Bisogna studiare di più l'argomento, ma la compagna promozionale e le modalità di informazione diffuse su questo farmaco purtroppo non aiutano a valutare le cose seriamente.

In ogni caso, prima di pensare a nuovi approcci farmacologici,

- cercherei di rivalutare meglio la diagnosi della Sua malattia, perché "forte ansia", "attacchi d'ansia" non ci dice ancora che malattia è. Spesso un malessere di questo tipo viene percepito popolarmente come problemi di "ansia", di "depressione" o simili, e spesso anche gli specialisti danno una diagnosi molto sommaria, senza approfondire (perché anche noi, medici, siamo figli delle stesse tradizioni e abitudini culturali; ma non è sufficiente e talvolta fuorviante per un approccio corretto). Nel mentre la cura farmacologica, quando è efficace, lo è spesso perché agisce bene sul sintomo (la Paroxetina ha una buona attività ansiolitica, e anche Cymbalta la può avere), ma non per forza perché Lei ha una Depressione; e dunque pensare che bisogna cercare la cura fra gli "antidepressivi" (che siano di sintesi, o che siano naturali) può essere una assunzione errata;

(i fautori del Serplus possono dire che non è un problema, perché tal farmaco giova a tutto... , ma è proprio questo l'approccio non professionale);

- non bisogna tenere il fatto che il rimedio è "naturale" e non "di sintesi", come un metro di preferenza; spesso è una mossa commerciale che compiace ai gusti della società...
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#11] dopo  
Utente 347XXX

La ringrazio per la sua risposta. Effettivamente da quanto si legge sempra la soluzione a tutti i mali ed io che ormai prendo la paroxetina da 10 anni mi sono sentito come se mi sia stato nascosto.
Tra l'altro in questi 10 anni sono stato seguito prima da uno e poi da un secondo psichiatra e tutti e due mi hanno confermato la paroxtina, almeno fino a quando non ce la facevo più per l'effetto indesiderato sulla difficoltà di eiaculazione e scarsa energia. (da qui il passaggio a cymbalta).

A me è stata data la paroxetina perché l'ansia mi è aumentata fino a provare attacchi di panico (sudorazione, paura di svenire ecc). Ho seguito due percorsi psicoterapeutici e anche adesso ne ho intrappreso un altro (terapia cognitiva comportamentale) visto che il mio psicologo precedente ha chiuso l'attività.

Esami del sangue a parte vitamina D e potassio di cui sto facendo una cura adesso sono a posto (anche la ferritina a 400 ma è risultata genetica).

Non sono depresso anche se quando mi capitano i momenti di attacco d'ansia che intaccano lavoro ecc mi buttano giù o quando questo maledetto acufene è forte come in questi giorni.

Tra l'altro un po uno perde di fiducia perché "sembra" che di questi disturbi si vada un po a tentoni (proviamo la paroxetina.. alziamo.. diminuiamo..ecc) ma capisco che la scienza ha dei limiti. Soprattutto l'acufene. Ho speso molto per le visite in un centro apposito e sono uscito che ne sapevo come prima. Non solo non mi hanno detto la cura (se esiste) ma è tutto un potrebbe. Ho capito che mi volevano per forza vendere la TRT (mi sembra).

Sarebbe bello che ci fosse un protocollo, un qualcosa che dica a chi soffre di questi disturbi l'elenco di esami da fare e quindi un percorso ma sembra che per l'acufene ci si debba rivolgere al santone di turno.
Ormai siamo in tanti e molti appunto che usano paroxetina. Può essere una coincidenza, oppure visto che chi la usa è ansioso/depresso puoò essere una caratteristica del tipico malato.

Non so.

La ringrazio comunque della sua risposta che mi è piaciuta e mi trova d'accordo. Tra l'altro io sono intollerante al latte e quindi non so se potrebbe farmi male.

Cordiali Saluti

[#12] dopo  
Utente 347XXX

Buongiorno, vi volevo aggiornare sul passaggio dalla paroxetina al Cymbalta.

Sono arrivato ad assumere 7 goccie di paroxetina e 60mg di cymbalta. Il cymbalta lo prendo ormai da due mesi mentre la paroxetina da due mesi sono sceso da 20goccie a 7.
Inizio ad accusare problemi di sudorazione come se avessi l'attacco d'ansia me fossi più tranquillo mentalmente e non fisicamente. Io da dicembre sono in terapia psicologica quindi forse reagisco anche meglio però mi preoccupa un po perché ho come la sensazione che dalla paroxetina non si esca. Avevo già provato con la sostituzione verso il cipralex ma non ci ero riuscito. Adesso sto andando giù lentamente anche se la mia psichiatra dice che comunque sono sotto protezione del cymbalta e quindi di stare tranquillo.
Cosa mi consigliate di fare? Come faccio a vedere se il cymbalta sta funzionando? E' normale che avere comunque degli effetti collaterali?
Oggi sento anche chi mi segue ma vorrei un vostro parere.
Ultima cosa, il myoinisitolo può essere utile? me lo aveva dato il medico precedente ma questa dott.sa non lo conosce..

Grazie

[#13] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
il mioinositolo è una sostanza prodotta nelle quantità necessarie già dal nostro stesso organismo, presente anche nell'alimentazione (cereali, arance).

Secondo alcuni studi, potrebbe essere utile in alcuni disturbi psichici, ma, per esserlo, dovrebbe essere utilizzata nelle quantità delle quali non si può escludere la tossicità a lungo termine. Si tratta delle quantità di larga superiori a quelle presenti negli integratori commercializzati.

Io Le propongo di lasciare il mioinositolo, per ora, ... ai ricercatori...

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Il fatto che è assente la componente "mentale" delle "crisi d'ansia" vuol dire che Cymbalta funziona.

Inoltre, vuol dire che potrebbero non essere le crisi d'ansia, ma probabilmente gli effetti collaterali della terapia farmacologica. Le sudorazioni sono uno dei sintomi frequenti con SSRI, e potrebbero esserlo anche con farmaci che non sono SSRI, ma simili (come Cymbalta). Non si faccia molto pensiero su questo, ma è giusto riferire tutti i sintomi alla dottoressa.

Avete già fatto la maggior parte della strada in questa sostituzione., e, da quello che Lei descrive, sembra che senza grandi problemi. Dunque, siete sulla strada giusta. .

Complimenti alla Sua Dottoressa !

(e, certamente, a Lei :)
Dr. Alex Aleksey Gukov

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