Utente 378XXX
Salve a tutti, mi chiamo Mia e vorrei chiedervi un consulto per quanto riguarda la mia salute mentale e la mia tranquillità, cosa inesistente da diversi anni. Cercherò di essere breve anche se la storia è piuttosto lunga perchè è iniziata quando ero ancora una bambina, da quando ho memoria di essere viva ho sempre avuto problemi di depressione, ho avuto dei problemi durante la mia infanzia un po'' come tutti io direi ma ricordo bene che mi sentivo a disagio in mezzo alla gente fin da piccolina, ero estremamente sveglia e avevo molta fantasia e questo mi aiutava, sono cresciuta diversa dalle persone che mi circondavano e crescendo mi allontanavo sempre di più da tutti, sono arrivata a non avere amici da anni,con l''adolescenza ho iniziato ad avere problemi con il cibo (non mangiando o vomitando il poco che mangiavo), al momento vomito occasionalmente, mi autolesiono dai dodici anni e tendo a non parlare, la mia famiglia venne conoscenza di tutto ciò un anno fa e infatti sono stata in un ospedale ma non mi hanno dato altro che una dieta perchè impaurita arrivata là ho cercato di sminuire la cosa in tutti i modi, e vado dallo psicologo ma non parlo neanche con lui.. L''anno scorso ho tentato il suicidio ma abbiamo deciso di tenere tutto in famiglia.. Vi scrivo perchè ultimamente mi sento peggio, dormo pochissimo, non ho appetito e mi sento più triste e vuota del solito, sono sempre in ansia.. Io non so a chi riferirmi, se recarmi da uno specialista.. è da anni che sto così, voi credete che sia normale? che passerà da solo? o dovrei iniziare a prendere dei farmaci? io ho paura che non passi mai, se potete dirmi cosa pensate possa essere o cosa dovrei fare ve ne sarei grata.. Grazie infinite per il vosto tempo. Buona serata.

[#1]  
Dr. Michele Patat

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Gentile utente,
la situazione, per come la descrive, sembrerebbe richiedere l'intervento di uno specialista.
D'altra parte però, ne sta già frequentando uno (lo psicologo di cui parla), senza parlare neanche con lui del suo problema, preferendo "tenere tutto in famiglia".
Con questi presupposti nessuno specialista può essere in grado di aiutarla, quindi a mio parere dovrebbe prima di tutto prendere una decisione al riguardo.
Solo a questo punto potrebbe valutare insieme ad uno specialista l'opportunità di una cura farmacologica.
Cordiali saluti,
Dr. Michele Patat
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[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Dr.ssa Franca Scapellato

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Da sola la sua sofferenza non passa, penso che lo sappia dato che sono anni che sta male. Nessuno specialista la può aiutare se non si impegna lei a raccontare le cose come stanno e a lavorare in terapia. Se non parla col terapeuta non prende in giro solo i suoi che pagano e il professionista che vorrebbe curarla, ma anche se stessa. Non si trova bene con lo psicologo? Può parlarne con lui, oppure decidere di cambiare terapeuta, ma andare in terapia così è peggio che inutile.
Franca Scapellato

[#4] dopo  
Utente 378XXX

salve e grazie per le vostre risposte
si, è vero che ho avuto l'aiuto del mio psicologo ma il problema in questione è che anche se dopo un mese ho iniziato a parlare ed era a conoscenza dei miei problemi non trovava una soluzione, diceva che i problemi che ho lei non è in grado di risolverli perchè non è un medico, mi ha mandata da una associazioni di neuropsichiatri infantile anni fa ma aveco paura perchè ero molto più piccola e più di ora avevo paura di tutto, e come ora uscivo di casa solo per andare da lui, comunque, come dicevo, dato che parlarne non mi aiutava, a un certo punto ho smesso di parlare di queste cose con lui, io lo vedo tuttora il mio psicologo e lo vedo da anni perchè ho sempre avuto problemi di depressione come ho spiegato prima ma non mi è d'aiuto se non per piccoli problemi di vita quotidiana..
se mi sono rivolta a voi è proprio perchè vorrei prendere un'altra strada per stare meglio ma prima vorrei essere certa di cosa fare, se è un caso da psichiatria o dovrei continuare con lo psicologo, non capisco cos'è che non va in me, se è normale nelle persone, se altri come me nascono così, non m'intendo molto di queste cose perciò non so cos'è normale e cosa non lo è. grazie per il vostro tempo, davvero gentili. buona serata.

[#5]  
Dr. Michele Patat

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Gentile utente,
questa non è la sede più opportuna per stabilire se sia necessario o meno un percorso psichiatrico, poiché non è possibile valutare in maniera approfondita la sua condizione.
Quello che mi lascia più perplesso, però, è il rapporto con il suo psicologo. Da un lato afferma che non è in grado di aiutarla (se non per piccoli problemi di vita quotidiana), dall'altro continua però ad andare da lui.
A mio parere varrebbe la pena di parlarne prima di tutto insieme a lui in modo esplicito in modo da ottenere un'indicazione precisa e circostanziata, oppure, se non dovesse più godere della sua fiducia, sarebbe opportuno valutare una sostituzione.
Andare avanti in questo modo penso possa solo prolungare le sue sofferenze.
Cordiali saluti,
Dr. Michele Patat
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[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Andare da uno psicologo presuppone che vi sia un motivo clinico.
Inquadrata una diagnosi di trattamento richiede che siano proposti percorsi di cura.

Se il tutto è limitato a piccoli consigli probabilmente il trattamento andrebbe rivisto.

Lo psichiatra non è lo specialista di "sintomi peggiori" per cui si sceglie lo psichiatra per tali sintomi.

Del resto, anche uno psichiatra può praticare eventuali trattamenti psicoterapeutici.

Decida liberamente come proseguire con le sue cure che però non possono essere ridotte a chiacchiere da bar.
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[#7] dopo  
Utente 378XXX

capisco ma non sono stata io a fare quest'affermazione ma il mio psicologo, io non la capisco la differenza tra psicologo e psichiatra ad ogni modo, vedrò come fare, grazie a tutti

[#8]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Può consultare questo articolo che può aiutarla ad indirizzarsi tra le varie figure professionali.

https://www.medicitalia.it/minforma/psichiatria/90-psichiatra-psicoterapeuta-e-psicologo-differenze-tra-le-tre-figure-professionali.html

Sinceramente, quando le affermazioni di tal genere sono fatte da operatori del settore, ritengo che vada rivalutato proprio l'approccio clinico alla sua situazione clinica con altri professionisti.

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