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Disturbi del sonno, carattere bipolare e identità di genere.

Salve, per caso mi sono imbattuto in questo sito al quanto mi è parso subito molto interessante.
Sono qui perché dopo tutto ciò che ho passato non ho assolutamente voglia di parlare (anche perché non riesco) con un psichiatra o quant'altro, per sfiducia purtroppo. Ma forse ce la potrei fare attraverso questo sito... Esco da una situazione terrificante. Sin da piccolo sono stato sempre ribelle, non ho mai seguito regole di ogni tipo fino a che non mi hanno chiuso in una casa famiglia. La peggiore delle mie esperienze. Sono entrato alla pari di una bestia e ne sono uscito peggio. Mi sedavano continuamente e a dismisura, ogni volta che mi ribellavo a tutto ciò venivo picchiato, addirittura mi fecero gli occhi neri, palpeggiavano come un branco di maniaci in calore... A 18 anni sono ritornato a casa e ho preferito "dimenticare" piuttosto che alzare un polverone per rovinare quelle m***e. Il punto è questo. Mi hanno diagnosticato all'età di 14 anni che ho un carattere bipolare esplosivo. Dopo la casa famiglia sono peggiorato, non ho più fiducia in nessun essere "camminante e respirante", provo odio profondo verso tutto e tutti. Non dormo più di notte e durante il giorno sono si e no 3-4h di sonno. Sono violento molto più di quanto lo ero più piccolo, le minime provocazioni sfociano in drammi con tanto di denuncie e minacce da parte dei "lesi"... Penso costantemente alla mia morte ma purtroppo non riesco ad arrendermi, ma neanche ad andare avanti. Faccio uso di marijuana e alcool in modo continuo (dal pomeriggio, tutta la notte fino all'ora di pranzo). Ho fatto reati di ogni tipo, anche alcuni abbastanza pesanti...
Se vi dicessi il motivo di tutto questo, il perché la mia vita è stata stracciata non so che pensereste. Il motivo di tutto ciò è che sono una donna che ha voluto cambiare sesso diventando uomo. Incompreso dall'inizio. Imposizioni da parte di assistenti sociali, psicologi e psichiatri, che solo per la mia tenera età hanno dato per scontato che fosse tutto nella mia mente. Che non avevo ragione io. Che era una fase momentanea, facendo i saputelli in modo smisurato ed egocentrico sulla MIA vita. Non so, ho talmente così tanta rabbia, voglia di uccidere tutti quelli che mi hanno portato a fare questa fine ignobile e ingiusta, quell'odio che alimenta sempre più secondo dopo secondo. Sapete? Forse è per merito della mia donna se oggi, quasi 23 enne, respiro ancora. Anche merito dello "sballo". Avendo solo pochi momenti di lucidità riesco a vivere.
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Dr. Manlio Converti Psichiatra, Psicoterapeuta 799 17 21
Essere maltrattato perché Transgender, con momenti di abuso gravi anche di tipo sessuale, per come lo riferisce, è una cosa.
Abusare di sé stessi con alcol e droghe è un'altra.
Abusare degli altri una terza.

Essere maschi vuole dire essere violenti?

Se questo è il suo modello di maschio, drogato e violento, allora ha bisogno di uno psicoterapeuta, professionale e senza pregiudizi, che potrà trovare nei centri DIG in tutta Italia, che non mi è chiaro se lei stia già frequentando o meno.

Non possiamo cambiare il suo passato, ma possiamo tracciare delle linee guida per un futuro migliore.

Al primo punto c'è l'autonomia economica, un'emancipazione abitativa rispetto a chi l'ha rifiutata e maltrattata, relazioni amicali sane, fuori dai giri di droga ed alcol, e di tutti i generi, maschili, femminili, eterosessuali ed Lgbt.

Dalla sua descrizione non mi è chiaro (e forse non è chiaro neanche a lei ed è per questo che le suggerisco uno psicoterapeuta) se lei sia violento e transgender o se lei sia violento perché transgender.

Lei si fa seguire da un endocrinologo per l'uso di ormoni, che potrebbero mitigare la disforia di genere, ossia gli sbalzi d'umore che potrebbero appunto essere in parte causa della sua violenza? Anche questo sarebbe molto utile, una priorità, che troverà sempre al centro DIG.

L'abuso di alcolici, lo sballo, la marjuana, in parte rientrano nel modello di vita dissoluto di tutti i giovani al mondo, dall'altra sappiamo, da studi fatti in altri Paese meno omofobi e transfobi del nostro, che il Minority Stress è una causa forte di maggiore abuso.

Una persona che viva in un contesto omofobo/transfobo, e che ne sia abusato, anche solo perché disprezzato verbalmente, finisce per avere appunto una reazione violenta verso sé medesimo, una reazione autodistruttiva, con problemi psichiatrici veri e propri, reattivi a quella che si chiama "Omofobia Interiorizzata".

Ormai l'omofobo che la maltratta è diventato lei stesso e questo è il primo omofobo da sconfiggere, ovviamente.

Amare sé stessi, rispettando la propria integrità fisica, cercando di costruire una vita emancipata e serena, rispettare gli altri, allontanandosi dal contesto ostile, sono ovviamente le priorità.

Il discorso è lungo e complesso.

Può affrontarlo solamente con uno psicoterapeuta dal vivo e con un endocrinologo dal vivo per gli aspetti ormonali.
Ha fatto il primo passo scrivendo questa pagina.
Ora si tratta di leggerla dal vivo a qualcuno, anche lasciandosi andare alle parti deboli e femminili, che ci sono dentro ogni vero maschio, magari piangendo, come tutti i bambini maltrattati, di ogni genere ed età.

Provare emozioni dolci e serenità non è da donne.
Anche gli uomini possono essere felici e delicati!

Dr. Manlio Converti

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dopo
Utente
Utente
Grazie per la risposta.
Purtroppo non ho un modello o meglio ce l'avevo ma stando a come si è evoluta la mia vita, il risultato beh, eccolo è questo...
Per quanto riguarda le "relazioni" facendo riferimento a quanto ho detto, non mi fido di nessuno e odio tutti, tranne la mia donna, del resto sono completamente solo, non ho genitori e ho allontanato tutto il resto della famiglia.
Comunque, per quanto riguarda il percorso tramite un centro DIG, l'ho fatto solo per scarso un mese dopodiché ho mandato tutti a quel paese... Il punto è che non accetto nessun tipo di psicofarmaco, perché rappresentano la mia peggiore minaccia, tempo fa ne sono uscito da solo e con tanta fatica visto che ero completamente assuefatto dalle dosi di cavallo che mi assumevano in casa famiglia...
Un altro fattore evidente che mi rincresce ammettere è che da una parte sono consapevole di dover essere "aiutato" e dall'altra non sono per niente tollerante verso "gli esperti". Per quanto riguarda questo <<Dalla sua descrizione non mi è chiaro (e forse non è chiaro neanche a lei ed è per questo che le suggerisco uno psicoterapeuta) se lei sia violento e transgender o se lei sia violento perché transgender.>> intendevo dire che sono violento con chiunque mi sfida, mi provoca e mi vuol calpestare. E per dirla, non mi definisco transgender, mi presento sempre come un ragazzo, sono maschio interiormente al 100% fuori la cosa lascia un po desiderare perché non è l'immagine che tanto adoro, anzi... Però globalizzando, ho sempre accettato il fatto di essere "diverso" e non mi dispiace affatto, c'è anche un tantino di anticonformismo in me, il parere degli altri conta davvero poco... Ma il mio problema non è essere chi sono, ma ben altro, cioè non riuscire a sbloccarmi e trovare un senso e una motivazione valida che mi faccia dire, "ok, hai trovato persone di m***a che ti hanno rovinato la vita, ma puoi andare avanti e vivere lo stesso". Capisce cosa intendo?
Sono molto distorto, contraddittorio e riluttante verso la vita...
Io e me stesso non ci capiamo mai, non mi sorprende se nessuno riesce a farlo...
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Dr. Manlio Converti Psichiatra, Psicoterapeuta 799 17 21
Il DIG cosa c'entra con la casa famiglia e con gli psicofarmaci?

Il suo aspetto potrà essere migliorato poco, perché gli interventi da uomo a donna non sono molto pratici e la base di partenza è difficile da modificare.

Ciò nonostante lei può decidere se combattere il mondo e sè stesso con l'aiuto delle droghe, degli psicofarmaci, dell'alcol e della rabbia oppure se darsi una calmata, cercare di accettare relazioni noiose ambivalenti magari anche frustranti come quelle che viviamo tutti quanti o continuare anche in questo a cercare un mondo ideale che non esiste e che non troverà da nessuna parte (neanche nelle droghe e nell'alcol).

Per me lei soffre di Minority Stress oppure Omofobia Interiorizzata.

Lei è trans questo si vede, si vede anche se uno è brutto bello alto basso moro biondo nero giallo cieco o con gli occhi blu, e questo modifica le relazioni sociali, perché non siamo neutrali al mondo, ma siamo nel mondo con le nostre specificità che ci caratterizzano e ci rendono unici.

Ora la smetta di pretendere un'assurda neutralità e si goda al sua unicità con tutte le sue possibilità intrinseche positive e negative, ma cerchi di essere più sereno nel rapporto con gli altri.

Lei rappresenta qualcosa di "esotico", il che porta dei grossi vantaggi se uno si comporta civilmente costruendo ponti e relazioni sociali positive invece che distruggendo tutto per dimostrare di essere una vittima che ha subito un'ingiustizia dalla genetica, da dio, dal mondo e da chissà chi.

E invece no,....
Uno può anche convivere con la propria diversità, felice di essere diverso (d'altra parte siamo tutti diversi, anche se la società dall'ottocento tende ad omologare tutti) ma in fondo anche lei è per molti aspetti una persona omologata, usa il cellulare, il computer, la televisione e via dicendo....

Cerchi di costruire ponti e si arrenda al fatto che può essere diversamente felice.

Faccia decidere al DIG se lei deve prendere ormoni.
Faccia decidere al CSM se lei deve prendere psicofarmaci.
Impari però anche e soprattutto da solo ad amarsi, ad amare e ad esistere per gli altri e non per la sua rabbia.

Il disturbo bipolare è una patologia che si manifesta in più fasi: depressiva, maniacale o mista. Scopriamo i sintomi, la diagnosi e le possibili terapie.

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