Utente 149XXX
Gentili Dottori, dopo molteplici indagini la causa dei miei disturbi minzionali (bruciore post minzione e frequenti, a volte frequentissime corse al bagno, soprattutto un istante dopo che la mia mente si è rilassata, magari di fronte ad un bel paesaggio, provando ad assaporare la consapevolezza di non avere alcuna reale patologia) è stata ritenuta di natura nervosa, legata a contrazioni del pavimento pelvico. E, di fronte al mio assoluto rifiuto per farmaci tipo "benzodiazepine" (mi scuo per l'imprecisione tecnica), da due mesi circa sto assumendo pineal notte compresse, a base di melatonina e griffonia. Mi sento molto meglio. Gli "attacchi" si sono ridotti per numero ed intensità e ad essi reagisco, nella ricerca della normalità, con maggiore ottimismo e fiducia. Parallelamente, però, cresce dentro di me la paura di essere diventato dipendente da tale medicina e, quindi, temo il giorno in cui dovrò dismettere tale farmaco.
La mia domanda è molto semplice: un prodotto come il pineal notte, così composto, rende biologicamente l'organismo dipendente da esso, come nel caso della nicotina, delle droghe, delle benzodiazepine, oppure la sua dipendenza è solo suggestiva, una sorta di "coperta di Linus" cui fare appiglio nei momenti di sconforto (che, ahimè, si traducono in contrazioni del pavimento pelvico ed in bruciori post minzionali e minzioni continue).

Ringrazio fin d'ora chi vorrà fornirmi una risposta chiara ed esauriente.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non sussiste il problema, sta confondendo cose tra loro diverse sotto un termine comune, "dipendenza", che però detto così non ha alcun senso (droga, benzodiazepine, una medicina che prende per uno scopo con successo etc).

Non è chiaro però cosa c'entri una discinesia del pavimento pelvico con il pineal notte, e con le benzodiazepine.

La diagnosi è stata una diagnosi "nervosa" nel senso della muscolatura del pavimento pelvico, o nervosa in altro senso ?

Si ha l'impressione che una preoccupazione di matrice ansiosa ci sia, da come scrive.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 149XXX

Gentile Dottore, mi è stato diagnosticato uno stato di contrazione nervosa, quasi incontrollata, del pavimento pelvico e mi è stato consigliato un prodotto, debrum, credo di ricordare, calmante, ma a base di benzodiazepine. Essendomi rifiutato di assumerlo mi hanno prescritto pineal notte compresse che oltre che favorire il sonno, calmando e donando serenità, dovrebbe rilassare il pavimento pelvico. La mia domanda è, credo, semplice: un prodotto a base di melatonina e griffonia crea dipendenza fisica nell'organismo o la sua sistematica assunzione ci rende psicologicamente dipendenti da quella pillola che, quindi, ha solo un effetto placebo?
La ringrazio, se vorrà rispondermi.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Come dicevo la diagnosi è poco chiara. Il farmaco era un antispastico, e conteneva anche una benzodiazepina, che tra le altre cose ha azione miorilassante.

Il discorso che un regolatore del sonno produca una remissione di un problema di movimento dei muscoli pelvici attraverso un'azione non sul muscolo, ma sul cervello e corrispondente ad un'azione sull'ansia, significherebbe allora dire che il problema è un altro.

Poiché molti dei casi di riferiti fastidi pelvici corrispondono a disturbi ipocondriaci o somatoformi, è possibile che sia un disturbo d'ansia che si esprime con questo tipo di allarme o preoccupazione, ma allora non è un problema di pavimento pelvico ma di cervello.

Se non si chiarisce questo, è difficile poi ragionare sul resto.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 149XXX

Egregio Dottore, ciò che Lei osserva è giusto ed io credo che sia l'ansia, la "paura di stare bene", a determinare tali contrazioni e stimoli continui ad urinare. Durante la notte, infatti, e già la sera, quando la giornata volge al termine e mi concedo una doccia rilassante, i miei pensieri si allontanano da questo " ritornello" e... La pipì ed il bruciore vanno via.
La mia domanda, però, era tecnica: melatonina e griffonia creano oppure no una dipendenza organica, fisica in senso stretto?
Sapere di poter smettere di assumere il pineal senza andare incontro a crisi di astinenza per me sarebbe importante perché mi aiuterebbe a sentirmi meno schiavo delle medicine.
In attesa di una Sua cortese precisazione, La ringrazio.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La dipendenza fisica è un pessimo nome per indicare il fenomeno dell'assuefazione o meglio tolleranza, un fenomeno farmacologico di abitudine a seguito di assunzione costante e protratta.
Non è una caratteristica sempre significativa, non sempre pericolosa, e soprattutto non comporta alcuna "dipendenza" indissolubile.

Le medicine che danno tolleranza vanno sospese con gradualità per evitare possibili astinenze, e questo è tutto fuorché complicato.

Quanto ai medicinali a base di melatonina, la brusca sospensione può determinare teoricamente sintomi da sospensione, ma non della portata di quanto accade con le benzodiazepine a dosi elevate.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 149XXX

La ringrazio molto e, quindi, nel terminare la cura sarà opportuno dimezzare le dosi e poi sospenderle?
Ma... L'astinenza da melanina produce solo insonnia o ansia e depressione?

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le sarà indicato come procedere, non è detto che si verifichi alcunché, ma non deve essere confusa la sindrome da sospensione con la sottrazione della terapia in condizioni di malattia ancora attiva.
Dr.Matteo Pacini
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