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Antidepressivi in "cervello non depresso"

Gentili dottori, vorrei potervi chiedere:
se per caso,
- o perchè lo specialista sbaglia diagnosi e magari valuta depresso/a un soggetto che sta solo attraversando un brutto periodo (e magari per nulla depresso ma solo giù di corda)!
- o perchè un soggetto si auto considera depresso e senza passare dallo psichiatra, con la "complicità" del medico curante assume antidepressivi che il medico di famiglia gli prescrive !
- o per mille altri motivi!
dicevo ........ se per caso un soggetto si ritrova ad assumere antidepressivi pur non avendone assolutamente bisogno, quali sono i rischi a cui va incontro?
1) Paradossalmente un aumento di serotonina e di altri neurotrasmettitori in un "cervello sano" posso dar origine ad una vera depressione?
2) Non succede nulla?
3) Il soggetto si ritroverà soltanto ad essere un pò più sereno (per l'aumento dei neurotrasmettitori) ?
4) Si rischia che il soggetto diventi agitato e/o con un senso di tensione interiore?
5) Può essere che una volta conclusa la cura, poichè non necessaria fin dall'inizio, il cervello si ritrovi poi "sballato/confuso" e non riesce più a "produrre" da solo i neurotrasmettitori atti a far stare bene la persona?
5) O esiste anche il rischio di provare "danni" al cervello di qualsiasi genere?

Spero in una delucidazione in merito e ringraziandovi anticipatamente, porgo cordiali saluti.
[#1]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,5k 868 56
Può fare una domanda specifica relativa alla sua situazione?

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2]
dopo
Utente
Utente
Si, posso. In sostanza si tratta di un familiare. Il medico di famiglia crede che il soggetto non era assolutamente depresso ma che stava solamente attraversando un periodo in cui era un pò giù di corda e che sarebbe stato sufficiente solo avere pazienza (che quel brutto periodo passasse) mentre "purtroppo" il paziente proprio in quel periodo (su spinta della famiglia) ha fatto un visita psichiatrica con appunto inizio cura antidepressiva.
Questo avveniva più di un anno fa.
Ebbene, gentile dottor Ruggiero, quello che temiamo (visto che il familiare in passato altre -poche- volte aveva attraversato dei periodi in cui si sentiva un pò giù ma poi si era ripreso alla grande senza nessuna cura di alcun genere) è appunto che l'assunzione di antidepressivi da parte di un soggetto non depresso possa in qualche maniera aver dato origine a qualche forma di depressione, poichè il periodo "giù di corda" ancora persiste nonostante (o proprio per colpa) gli antidepressivi.

Quindi, richiedo:
Paradossalmente un aumento di serotonina e di altri neurotrasmettitori in un "cervello sano" posso dar origine ad una sorta di depressione?

Anche se il soggetto avesse tutti i neurotrasmettitori (o ormoni, mi sembra che centrino anche loro nelle depressioni) "in ordine" e senza alcuna carenza degli stessi ........ un aumento mediante farmaci degli stessi, in teoria non dovrebbe fare sentire il soggetto più sereno?
Grazie

[#3]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,5k 868 56
"essere giù di corda" non corrisponde ad una diagnosi di alcun genere, più che altro sembra un pregiudizio.

Se uno specialista ha stabilito che era necessaria una cura, della quale non chiarisce tipo e dosaggio, vuol dire che era opportuna e chiaramente utile.

Il fatto che il suo familiare non ha avuto risultati dal trattamento può dipendere da diversi fattori che vanno valutati ma certamente non si può imputare all'uso di antidepressivi l'insorgenza di una depressione.

Se non vi sono alterazioni tali da essere responsabili di depressione, l'antidepressivo non avrebbe effetto nello specifico o darebbe risultati differenti da quelli descritti.

[#4]
dopo
Utente
Utente
"giù di corda" intenso come "giù di morale"

Mi scusi, dottore, so che è difficile avvenga ma non è possibile che uno specialista possa sbagliarsi e credere che un soggetto non depresso sia depresso? Non voglio peccare di presunzione, ma da non medico, a me sembra che anche se probabilmente raramente, ciò possa accadere.

Sinceramente poi, mi preoccupa il fatto che alcuni sostengono che gli antidepressivi vanno dati (e danno benefici) solo quando la depressione è grave (o al massimo media) mentre quasi nulla fanno su depressioni lievi (e se il familiare era/è depresso almeno mi conceda questo, credo si tratti/trattasse di depressione lieve).

Ha assunto paroxetina - sertralina - escitalopram - duloextina (con vari dosaggi e per periodi che sono andati oltre i due mesi), adesso da 45 giorni circa assume vortioxetina a 10 mg e 15 mg da due giorni.

Dice (e lo vediamo anche noi) di sentirsi ancora giù di morale (ribadisco che in passato il suo morale era ritornato su senza alcuna cura farmacologica).
A onor del vero però, con questa ultima cura sembra che qualcosa in positivo cominci ad esserci ma essendo già passati ben 45 giorni a 10 mg e due giorni a 15 mg non vorremmo si trattasse solo di un fuoco di paglia perchè si tratta già ben 7 settimane di assunzione della molecola.

La ringrazio ancora per la davvero gradita disponibilità e il tempo che dedica a tutti gli utenti bisognosi di risposte.

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