Utente 472XXX
Buongiorno,

vi scrivo una domanda, che, come medici, avrete sicuramente sentito molte volte.
Prima di tutto mi presento. Mi chiamo Sara, ho sofferto di depressione fin da piccola probabilmente da cause ambientali (ambiente familiare violento, bullismo). a 14 anni il primo tentativo di suicidio. A 16 anni sono voluta entrare in psicoterapia e per un certo periodo sono rinata. Poi, altri traumi, più avanti mi hanno sconvolto e reso sempre più depressa.
Per molto tempo sono stata reticente a prendere psicofarmaci. I soliti pregiudizi. Mi faranno sentire drogata, imprigionata, compressa. Cambieranno la mia personalità.
E' stata una scenata di mia sorella a farmi cambiare idea. Ho pensato: non ho niente da perdere. In fondo, se sento effetti negativi posso sempre tornare indietro. Posso sempre sospenderli.
Così è iniziata l'esperienza con lo zoloft. Sono semplicemente rinata. Vedete, fin dall'infanzia sono sempre stata molto, fin troppo riservata, timida, timorosa del giudizio degli altri, impaurita. Lo zoloft, come dice il mio psichiatra "ha liberato le mie inibizioni". Sono diventata estroversa, più sicura di me, intraprendente e sopratutto mi è migliorato l'umore. Purtroppo l'effetto antidepressivo dopo circa un anno è lentamente sceso. In concomitanza con il trattamento farmacologico ho iniziato un'altra psicoterapia analitica. In circa due anni e mezzo abbiamo fatto molti passi avanti. Ad esempio, ho imparato a fare meno assunzioni incongrue di benzodiazepine, a chiedere aiuto quando facevo qualche sciocchezza, a non commettere quasi più azioni autolesive, ad esempio tagliarmi. Ho imparato anche a riflettere di più su me stessa e sui miei atteggiamenti ed a guardarmi dentro, anche se ahimè è doloroso, ed a volte vorrei fuggire. Ma so che è importante essere consapevole di ciò che provo.

Ho provato un mucchio di antidepressivi anche prima di arrivare allo zoloft, che per ora non voglio lasciare. Il mio psichiatra dice che, essendo lo zoloft un seretoninergico, si possono associare solo noradrenilergici(spero di aver scritto bene). Ne abbiamo provati diversi, che, per un motivo o per l'altro, non ho tollerato. Adesso ne sono rimasti pochi. Ad esempio, a breve inizierò una cura con zoloft ed edronax, che però ho paura che mi dia forte ansia perchè ho letto che è molto attivante.

La mia domanda non è sui farmaci. So che non potete fornire prescrizioni in merito. La mia domanda è un'altra.

Vedete, a me non importa se dovrò prendere antidepressivi a vita ( visto che la mia depressione è resistente temo di sì). Io voglio vivere la mia vita, viverla in modo normale, con una casa mia, un lavoro, la voglia di fare. Adesso amo la vita perchè ho capito quando può essere ricca di esperienze e interessante, e innumerevoli altre cose. Non ne avrò un'altra da vivere. Ho sprecato troppi anni a stare male e adesso è come se volessi recuperare il tempo perduto. Voglio solo stare bene. Mi chiedo se questo è possibile.





Vi invio cordiali saluti


Sara

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

Cioè la domanda è se ha senso curarsi ? Altrimenti perché il medico le farebbe provare delle terapie di associazione o le avrebbe fatto cambiare farmaci, se non per provare a curarla ?
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 472XXX

No, mi chiedo, se, NEL MIO CASO posso sperare di tornare a stare bene e vivere una vita normale.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Cioè la domanda è se può sperare ?
Appunto, proprio nel suo caso: ha un medico che la sta curando. Per quale motivo lo starebbe facendo ?
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it