Utente 501XXX
Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni e soffro di depressione (credo), ansia e dispnea ansiosa tanto da farmi gonfiare.
Sto malissimo, è molto forte e le liste d'attesa sono molto lunghe, inoltre in passato i farmaci che mi hanno dato a parte farmi dormire tuto il giorno non mi hanno dato nessun beneficio..
Questa ansia mi provoca frustrazione, stress, pensieri rimuginatosi, perdita totale di concentrazione nel fare un discorso con conseguente sforzo nel riuscire a dire anche "ciao", concentrazione nello svolgimento delle mansioni abitudinarie, lentezza nei movimenti, pesantezza fisica non riesco ad alzarmi dal letto, insicurezza totale (ho levato anche i social), voglia di darmi alla fuga da questo stato pietoso ma con impossibilità di farlo perchè l'unica soluzione in tutto questo è una: smettere di vivere.
Questo comportamento ce l'ho da quando ho chiuso una relazione un anno fa...ma ora non dipende da essa, l'ho superata e ho avuto un periodo in cui questi problemi non li avevo e l'ansia veniva solo se motivata.
Ora dipende dai numerosi conflitti con mia madre 70enne che mi vuole per forza gestire tutta la mia vita e io non riesco in alcun modo a parlare con lei perchè è come se fosse un robot: sempre le stesse risposte dove mi continua a insultare e basta e dicendomi cose senza senso oltrettutto...Mio padre anche lui 70enne e con gravi problemi di concetrazione (quando gli si parla la sua testa è da un'altra parte e non si riesce a comunicare) è completamente plagiato da lei che anche se non vorrebbe è costretto a fare tutto quello che dice lei per evitare che lei "impazzisca" cioè inizia ad urlare a squarciagola insultando me e lui di continuo, chiudendosi poi in camera sua.
Ci sono mattine che partono con lei che urla e basta che cade un cucchiaino e rende la vita impossibile a tutti, si arrabbia perfino per delle cavolate, come il gatto che non mangia.
La mia amica più fidata è una persona che ha il doppio della mia età che e l'unica a capire la situazione perchè è stata insultata da mia madre solo perchè mi ero sentita male (oltretutto ero svenuta per una abbassamento della pressione e appena rinvenuta mia madre mi ha insultata dicendo che io sto benissimo e che mi sono inventata tutto) e sono stata a casa sua invece di tornare a casa.
Sto diventando pazza, sono stanca di sentire solo gridare in casa...I miei litigano da quando sono piccola, il che mi ha sempre creato ansia.
Ora non ce l'ha faccio più, sono senza lavoro e non posso pagarmi uno psicoterapeuta ma specialmente portare lei da un bravo psichiatra ( ma non ci andrebbe mai perchè è troppo tirchia).
Aiutatemi a trovare una soluzione, mi sento in una prigione con una pazza.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il suo problema attuale è la depressione o il rapporto con sua madre?


Attualmente è in terapia per la depressione?


Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 501XXX

Il rapporto con mia madre mi causa questa depressione...
E no, non sono in cura perchè non ho soldi.

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Ritenere di avere dei disturbi a causa di altri a mio parere è un sintomo che va inquadrato nell’ambito dei disturbi di II asse.

Attualmente il SSN eroga prestazioni al solo costo del se dovuto per cui la scusa di non avere soldi non regge molto.

La depressione è inquadrata secondino parametri specifici ed oltre ai fattori ambientali agiscono anche fattori intrinseci.

La presenza di elementi disturbatori per la propria salute è motivo di pensare ad un proprio allontanamento dall’ambiente disfunzionale.

Prenda in mano la situazione iniziando con una visita psichiatrica seria.
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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[#4] dopo  
Utente 501XXX

Se io avessi dei disturbi di seconda asse (ritardo mentale quindi) come dice lei perchè fin'ora non mi sono stati diagnosticati?
Le visite in passato le ho fatte.

[#5] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Nel secondo asse sono inseriti anche disturbi di personalità.
Concordo col collega sulla necessità di farsi aiutare, col SSN si paga solo il ticket se dovuto. Si informi se nella sua zona l'Asl ha servizi dedicati ai giovani. I problemi coi genitori possono essere importanti, ma al momento su quelli non può intervenire, mentre può occuparsi di se stessa, e il primo passo è chiedere aiuto a uno psichiatra.
Franca Scapellato