Utente 358XXX
sono la compagna,non convivente , di un alcolista cronico, in cura con terapie presso psichiatra da circa 5 anni,ma con ricadute molto frequenti. vorrei sapere il parere di un esperto riguardo il ricovero in cliniche specializzate per questo tipo di problema,e se ne esistono convenzionate asl. A questo punto penso sia l'unica ed ultima soluzione reale al problema.....da solo non ce la fara' mai e dovro' allontanarlo da me per non essere trascinata in questo vortice.
Grazie per l'attenzione

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Quale terapia sta seguendo ?

Ha altre diagnosi psichiatriche o altri tipi di abuso ?
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 358XXX

e' stato definito bipolare, e assume i seguenti farmaci da circa 5 anni:Depakin 500, 2 compresse al giorno, Nalorex 1 al giorno. E' seguito anche da uno psicologo da cui ha sicuramente buone indicazioni,ma ha continue ricadute. Alterna periodi in cui afferma che si impegnera' per farcela,ad altri in cui dice invece che non ce la fara' mai. Continuo a pensare anch'io che senza un altro aiuto esterno sara' purtroppo cosi'....vorrei sapere in quali casi riteniate utile o necessario un ricovero e quanto questo sia risolutivo.
Grazie in anticipo

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
AVELLINO (AV)
ISCHIA (NA)
TARANTO (TA)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2003
"cronico" è l'accezione diagnostica che si utilizza per indicare che la patologia è continuativa e non va incontro a remissione.

La presenza di un disturbo bipolare richiede comunque il monitoraggio continuo e la valutazione della terapia che deve essere portata a dosaggio terapeutico.

Nonché il sert di pertinenza deve occuparsi anche della disassuefazione da alcool eventualmente valutando, se applicabile, la permanenza in strutture specializzate.

Dr. F. S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
http://www.francescoruggiero.it
http://www.psichiatra-psicoterapeuta.it

[#4] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
"Alterna periodi in cui afferma che si impegnera' per farcela,ad altri in cui dice invece che non ce la fara' mai. Continuo a pensare anch'io che senza un altro aiuto esterno sara' purtroppo cosi'.."

E così siete in due a parlare il linguaggio della malattia. Ci deve essere una disposizione interna, e le cure sono pensate per produrre questo risultato.
Per quel che riguarda la cura attuale, va verificato che il valproato sia, nel sangue, a dosaggio adeguato, con opportuno esame. Il nalorex è sottodosato.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#5] dopo  
Utente 358XXX

in che senso siamo in due a parlare il linguaggio della malattia?
Forse io me ne dovrei distaccare.......

[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Che da parte sua c'è la dichiarazione che che ha bisogno di aiuto, la promessa che ce la fa, alternati ai comportamenti previsti dalla sua malattia. Ma quegli atteggiamenti non sono niente di diverso, sono espressione di stati d'animo rispetto al futuro, e promesse agli altri che sono funzionali ad andare avanti. Non rappresentano dei "ganci" utili a trovare la soluzione.
Idem, se le persone intorno pensano che ci debba essere un fattore "esterno", finisce che anche loro la pensano nello stesso modo di quando chiede aiuto, ma non significa che davvero ci sia un gancio esterno che può rimetterlo in piedi. Il fattore è interno, se mai lo strumento è esterno, tipo una terapia. Poi, certamente, può anche non funzionare, ma prima va provata secondo i crismi.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it